Roma, il poker del Celta Vigo spaventa i tifosi (rs web ilMessaggero.it)

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Le controprestazioni in terra spagnola fanno riaffiorare malumori mai sopiti

ROMA – Dopo le partite contro Psg, Tottenham e Juventus che hanno dato ai tifosi speranze di un futuro roseo in campionato e Champions League, sono arrivate le prestazioni col Siviglia e il Celta Vigo che hanno gettato i romanisti nello sconforto. Al centro delle accuse c’è il mercato non ancora completato da Monchi: la trattativa Mahrez non sembra decollare e non c’è ombra dell’arrivo di un centrale difesa da affiancare Manolas. Fazio da comandante è stato degradato a soldato semplice e Juan Jesus è rimasto lo stesso calciatore dello scorso anno poco incisivo e privo di iniziativa: «Ai detrattori di Manolas dico: tenetivi Fazio e vedrete che gran campionato faremo, prenderemo 60 gol. Senza parlare di Juan Jesus e Castan» è solo uno dei commenti critici che in queste ore stanno inondando i social.

DIRIGENZA IN STALLO – Sotto la lente d’ingrandimento anche l’operato della dirigenza: il mercato è fermo dall’arrivo di Kolarov e Defrel, inoltre l’esterno d’attacco e il centrale di difesa sembrano un miraggio: «Gonalons è un bidone e Kolarov è in pensione a Roma. Monchi aziendalista, splendido per le plusvalenze», cinguetta qualcuno su Twitter, ma c’è anche chi invita alla riflessione: «Guardate con che razza di formazione abbiamo giocato, lasciate lavorare in pace Di Francesco».

ALLENATORE INDIZIATO – A proposito del tecnico, qualcuno non perde l’occasione per criticare il 4-3-3: «Chi ha mai vinto con il modulo di Zeman? La rosa è più forte degli altri anni, ma l’allenatore non è all’altezza. Non arriverà neanche a mangiare il panettone». La critica poi è diventata più feroce quando la Lazio, battendo la Junventus, ha vinto la Supercoppa: «A conti fatti hanno fatto meglio loro, sono arrivati in finale di Coppa Italia e vinto la Supercoppa. Pallotta vedi che devi fare». Non solo social, peró, su qualche emittente radiofonica privata c’è chi sta facendo trapelare la notizia di una rivolta dei senatori contro Di Francesco, innescata dal gioco troppo semplice e prevedibile. In conclusione c’è chi prova a fare ironia: «Adesso cercate di dare la colpa a Totti».

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