A volte basta poco, anche piccoli segnali, per poter dire che qualcosa è cambiato. Nella Roma, con l’arrivo di Spalletti, in poche settimane è accaduto questo. Dalle conferenze stampa agli allenamenti, dal gioco della squadra all’atteggiamento dei calciatori, per finire ai tifosi, ora meno critici e più orientati all’ottimismo.
Guai lasciarsi andare ai facili entusiasmi, ma le due vittorie consecutive, l’inserimento dei nuovi acquisti e il gioco espresso nel primo tempo con il Sassuolo, indicano che la rotta può essere quella giusta.
Il calcio non è una scienza esatta, però se hai un buon tecnico e scegli i calciatori giusti tutto diventa più semplice. Un conto, ad esempio, è migliorare in corsa la squadra con Doumbia, Ibarbo e Spolli un altro con Zukanovic, El Shaarawy e Perotti. Non fenomeni, ma di certo giocatori più adatti e pronti.
Come nella sua prima esperienza, anche in quella attuale Spalletti dovrà ”normalizzare” Trigoria e i suoi abitanti, cercando di accelerarne il processo il più possibile. C’è, infatti, un terzo posto da poter raggiungere dovendosi misurare con una concorrenza nutrita e agguerrita. Oltre a Fiorentina e Inter che sono davanti, è tornato prepotentemente in corsa anche il Milan di Mihajlovic, al quinto risultato utile (3 vittorie e 2 pareggi). Le quattro squadre sono raccolte in 6 punti e fra due turni, oltre a un fantastico Juventus-Napoli, ci sarà il confronto diretto tra Fiorentina-Inter.
Il campionato ha dunque ancora molto da esprimere, sarà una lunga lotta di nervi oltre che di qualità tecniche. Gli incroci e le partite tra le prime sei saranno fondamentali per sancire i verdetti finali. Tutto è ancora da scrivere.
