
GENOVA – È l’inverno del 1990 e l’Italia si sta ancora leccando le ferite per la sconfitta in semifinale con l’Argentina ai mondiali casalinghi dell’estate passata, in tv la gente si appassiona alla serie “Tween Peaks” mentre Phil Collins incide “Another day in paradise”…una canzone che sembra poter riassumere bene il corollario di una partita mai banale come il derby di Genova, una partita sempre da ricordare soprattutto per chi vince.
Domenica 25/11/1990, per la X° giornata di Serie A si gioca Sampdoria-Genoa (doriani in lotta per le prime posizioni e genoani a ridosso della zona Europa) come big-match in contemporanea con Inter-Napoli e il “Luigi Ferraris” registra il tutto esaurito con 50.000 posti occupati oltre a 2 formazioni quasi al completo…
I presidenti sono Mantovani e Spinelli, ad allenare troviamo Boskov opposto a Bagnoli con capitani Pellegrini contro Braglia (a causa di Signorini indisponibile) autorizzati a reclamare anche con il direttore di gara Longhi senza trascurare i talenti italiani Pagliuca, Vierchowod, Vialli, Mancini e Collovati, Eranio oltre ai forti stranieri Katanec, Mikhaylichenko e Branco, Aguilera, Skuhravy.
I moduli sono speculari: 4-4-2 a uomo con marcature attentissime oltre ad assenti eccellenti come Mannini, lo stesso Signorini e da subito il Genoa prende il comando delle operazioni per tutto il primo tempo creando palle gol a ripetizione (Skuhravy, Bortolazzi, Aguilera i più in palla) contro 2 sole occasioni avversarie a fronte di alcuni pesanti scontri al limite con le ammonizioni di Vierchowod ed Eranio nelle battute iniziali; è al 27° che abbiamo uno degli episodi decisivi: proprio Eranio riceve la palla sulla sinistra, rientra verso il centro e scocca un destro chirurgico a giro che si infila all’incrocio senza appello per il portiere “di casa”…i grifoni capiscono che è il momento giusto per demolire del tutto il nemico e si gettano all’assalto per chiudere tutto in quella frazione ma Pagliuca salva almeno 2 volte su Aguilera e Vierchowod sacrifica anche la sua stessa faccia pur di evitare il gol sulla linea appena prima del suono della sirena.
Al ritorno in campo vediamo una Samp rinata che in soli 3 minuti si procura un rigore con Vialli per fallo commesso dall’estremo difensore avverso con lo stesso bomber che realizza a “cucchiaio” per l’1-1 (sarebbe comunque un altro ottimo risultato per gli ospiti) dando inizio a un assedio senza remore in cui ancora Vialli, Dossena, Michaylichenko, Collovati con un maldestro intervento svirgolato le provano tutte per puntare al sorpasso ma non è giornata di miracoli blucerchiata poiché Braglia è insuperabile e neanche con gli ingressi di Bonetti, Lanna per Dossena, Invernizzi negli ultimi 25 giri d’orologio passando a un 5-3-2 ma estremamente offensivo. Non passano che 60″ dalla seconda sostituzione di Boskov che Branco si trova a battere una punizione dai 25 metri al 75° (dopo che già Aguilera si era visto respingere il tiro piazzato a giro da un miracolo del portiere sotto la traversa)…stavolta il terzino brasiliano non cerca la precisione o l’effetto come il suo predecessore ma lascia partire una staffilata che si infila ancora sotto l’incrocio dei pali senza possibilità di appello e nei festeggiamenti lo stesso giocatore verrà ammonito per aver esultato troppo; la Doria è a terra e non riesce più a creare vere occasioni permettendo anche la passerella a Pacione, Ferroni per Aguilera, Onorati negli ultimi 2 rintocchi di gara.
Al triplice fischio la gradinata nord è in festa e tutta Genova diviene consapevole di vari aspetti: il Genoa si candida ufficialmente alle pretendenti alle coppe, la Sampdoria capisce che può ancora lottare per la vetta malgrado la prima batosta stagionale (intanto che l’Inter li supererà battendo i partenopei 2-1).
A fine annata a Bogliasco si festeggeranno il I° e unico scudetto della bacheca Sampdoria Na davanti all’Inter (primo tricolore genovese dal dopoguerra) sommato alla I° Supercoppa Italia a spese della Roma al netto di una Coppa delle Coppe mollata nei quarti contro il Legia Varsavia mentre il Genoa guadagnerà il diritto a esordire in Coppa Uefa forte del suo IV° posto a spese di club blasonati tipo Juve, Roma, Fiorentina, Napoli…comune il destino in Coppa nazionale: entrambi eliminati dalla Roma vincitrice, il Genoa nei quarti mentre la Sampdoria in finale.
Quella stagione rimarrà nella storia del calcio ligure ma non sarà l’unica e, come diceva una famosa canzone “vi saranno altri giorni in paradiso”…

