
VERONA – Sono passate solo 5 settimane (17/7-21/7) da quando Genova era stata insanguinata dal tragico “G8 2001” che aveva portato al massacro della scuola Diaz aprendo uno dei processi internazionali contro le forze dell’ordine fra i più gravi dell’epoca recente per reiterati abusi di potere, fra 16 giorni il mondo verrà sconvolto dall’attentato alle “Torri Gemelle” di New York (11/9/2001) inasprendo violentemente i rapporti fra il mondo occidentale (specie americano) e quello arabo, a Napoli procedono le indagini sugli scontri violenti del 17/3 durante la manifestazione dei “Movimenti No-Global” fra manifestanti e, ancora, la polizia…è un momento terribile per il mondo la 2° metà del 2001 e sembra che neanche l’ultimo caldo estivo possa regalare troppi sorrisi ad un pianeta provato dagli ultimi accadimenti. Ma è proprio in questi casi che la gente si riversa nello sport anima e corpo per cercare di evadere da tutto ciò che non va bene per almeno 2 ore: succede così che, domenica 26/8/2001, ad appena 7 giorni dalla Supercoppa Italia vinta dalla Roma (1° affermazione giallorossa nel torneo a 10 anni esatti dall’unico precedente) in casa contro la Fiorentina per 3-0, il campionato riapra i suoi battenti a neanche 2 mesi dalla fine di quello trascorso (chiusosi il 17/6/2001 a causa delle olimpiadi di Sidney) con una 1° giornata tutta particolare e priva di big-match ad eccezione di Verona-Roma…
Per un’incredibile gioco del destino, troviamo l’ammaliante coincidenza che pure 10 anni prima, proprio il 1/9/1991, occasione dell’unica vittoria romanista in casa veronese nel decennio dei ’90 per quanto concerne la Serie A, questa sfida, aveva costituito la sfida inaugurale di ambo i club vedendo la Roma trionfare per 0-1 e sappiamo che gli stessi romani non perdono all’ombra dell’Arena (coppa nazionale compresa), se si esclude un 2-1 del 20/10/1996, dal 9/3/1986 (sconfitta per 3-2 che pesò pure troppo…) ma hanno vinto, da allora, appena 4 volte su 8 di cui la 1° dal 1991 appena 10 mesi prima (l’1-4 in rimonta della 7° giornata) in seguito a 1 pari ed 1 sconfitta inframezzati dal un trionfo di Coppa Italia; gli scaligeri, dal canto loro, vogliono onorare il loro 3° anno in massima lega da subito ridando lustro ad un passato che li ha visti anche arrivare alla gloria.
Il clima è caldo e non solo a livello meteorologico, pure se non si registrano incidenti ma solo 25.000 spettatori, fra cui 5000 occupanti tutta la “Curva Nord in una festa di colori totale ma anche con un bel rimbrotto da fare ai propri giocatori: in settimana si è venuti a sapere che, in seguito ai 2 trofei ottenuti, c’è stata una fronda dei giocatori contro il presidente Sensi, reo di non rispettato i patti (a detta loro) sui premi pattuiti a inizio annata scorsa (non che gli ingaggi fossero miseri, sia chiaro…)…si scoprirà solo molto dopo chi furono i presunti capi ma ciò che interessa, per quanto riguarda gli spettatori del “Bentegodi”, è l’esposizione dell’eloquente striscione <<ONORE…AI CAMPIONI D’INCASSI, VERGOGNA!>>, molto più chiaro di 1000 parole. Lo stesso Sensi, come suo solito, si trova in tribuna fra le autorità, ma a debita distanza da Pastorello, patron dei gialloblù nonchè rivale dei capitolina in quegli anni in sede federale (Pastorello appoggiava la confederazione nordica di Moggi/Galliani/Moratti/Tanzi mentre Sensi era fra i principali esponenti del partito di centro-sud assieme a Cragnotti/Cecchi Gori).
Per quanto riguarda, invece, la gestione tecnica, da un lato abbiamo un allenatore di provincia come Malesani, il quale ripiega su un classico 3-4-3 (poi 3-5-2) con variabile da 5-4-1 in fase di non possesso provando a fare affidamento su un gioco veloce (malgrado l’assenza del giovane tornante Camoranesi per infortunio) come quello che lo aveva portato a vincere 3 coppe in 100 giorni nel 1999 anche se alla guida di un Parma nettamente superiore
[Ferron;
Gonnella-Filippini (74° Melis)-Zanchi;
Oddo-Mazzola-Colucci (cap.)-Seric;
Montano (66° Salvetti)-Gilardino (66° Frick)-Mutu]
mentre il luminare Capello (colui che ha riportato il tricolore a Roma 18 anni dopo, è bene ribadirlo) si affida al suo marchio di fabbrica: il 3-4-1-2, pure se deve rinunciare agli indisponibili Cafù/Emerson/Delvecchio (tutti fuori per infortuni più o meno gravi ma che rientreranno tutti nelle prossime 2, in occasione del pareggio a Udine e della sconfitta in casa del neo-promosso Piacenza: 2 punti su 9 per una partenza terrificante e che si rivelerà decisiva…) dovendo pure ruotare la tanta classe di cui dispone in avanti (Cassano out per per esaurimento convocati con Balbo a riposo avendo già partecipato al trionfo della domenica trascorsa)
[Pelizzoli;
Zebina-Samuel-Zago (64° Siviglia);
Fuser (83° Lima)-Tommasi-Assuncao (61° Guigou)-Candela;
Totti (cap.);
Montella-Batistuta].
La lista di giovani assi italiani del Verona annovera, oltre a Camoranesi, sia Oddo che Gilardino (5 anni dopo campioni del mondo con Lippi in panchina ai mondiali di Germania assieme a Totti…) mentre Mutu è il nuovo asso nascente della Romania che aveva ben figurato agli ultimi europei nel 2000 e Montano è un giovano colombiano da non sottovalutare in ottica futura; se parliamo, invece, della Roma, stiamo trattando una materia ben più pregiata: capitan Totti con Tommasi/Montella saranno 3/5 dei giallorossi selezionati da Trapattoni per rappresentare la nazionale ai prossimi mondiali asiatici in attesa che Panucci e Delvecchio ritrovino la forma migliore (Fuser verrà lasciato fuori solo per la troppa concorrenza) al netto degli argentini Samuel/Batistuta, dell’uruguagio subentrato Guigou, del francese fresco vincitore in Confederations Cup Candela.
La Roma, forse stanca dall’impegno precedente, forse troppo concentrata sulle questioni extra-campo, o forse solo sorpresa dalla migliore condizione e della verve degli avversari, si trova ad essere aggredita per tutto il 1° tempo da un Verona che chiude tutte le linee di passaggio imponendosi in tutti i contrasti generando una continua superiorità numerica: Gilardino sfianca Samuel e Mutu con Montano (a cui sarà negato un probabile rigore su ostacolo di Candela) vanno sempre via ai rispettivi marcatori costringendo Pelizzoli a stare sul chi vive ad ogni traversone o conclusione fuori misura, ma se non ci stanno loro a combattere, allora ci pensa Filippini a inserirsi su punizione costringendo il portiere al miracolo poco prima che Assuncao da lato e Mutu dall’altro vengnao ammoniti per gioco scorretto in una disputa, tutto sommato, senza alti toni agonistici. Gli ospiti non sono mai pericolosi se non con un gol annullato a Batistuta su assist ottimo di Totti per fuorigioco netto ma al 40° creano un ottima occasione grazie ad un altro cross del loro leader mandato fuori di testa da Batistuta solo per pochi millimetri…azione che presagisce il vantaggio concretizzatosi al 46° minuto (in pieno recupero): corner di Fuser fra curva di casa e tribuna autorità con spizzata di Zanchi verso il vertice opposto dell’area, Totti raccoglie e “scucchiaia” iin direzione di Samuel permettendo al difensore (2° centro per lui in Italia dopo Roma-Lecce 1-0 di febbraio) di esibirsi in un’incornata spentasi all’incrocio mancino della porta opposta a sancire lo 0-1 con cui si va all’intervallo.
Quando Farina fischia la ripresa i veneti non demordono e si rigettano all’assalto sopratutto cercando di sfondare con Mutu dalla parte di Zebina intanto che Batistuta impegna Ferron su punizione dai 35 metri e Montella si danna per cercare di dilatare la difesa in modo da favorire gli inserimenti da dietro ma nessuno dei 3 bomber ha fortuna: se Mutu non sbaglia la mira ci sta Pelizzoli a fare muro intanto che gli allenatori iniziano la loro partita a “scacchi” tentando di smuovere le acque tramite uomini freschi…Capello si rende conto tardi di aver lasciato il centrocampo uguale nell’assetto anche se più muscolare dopo l’innesto di Guigou a fare doppia spola assieme a Tommasi, Siviglia rileva l’infortunato Zago, Lima va a puntellare la difesa facendo uscire Fuser al netto di un Malesani che, invece, leva 2 punte mettendo un centrocampista in più in maniera da rinsaldare la zona nevralgica così da permettere un allargamento ulteriore dei suoi esterni; il possesso palla è maggiormente dei nordici e al 75° arriva l’insperato 1-1 nella maniera più balorda: Oddo va via sulla destra e crossa dal limite del fondo pescando una traiettoria beffarda a pallonetto che inganna tutti morendo sull’altro lato. Nel finale sono i romanisti a volere maggiormente la vittoria mentre i padroni di casa si trincerano a copertura del loro estremo difensore sperando in qualche ripartenza fulminea, eppure il risultato non cambia lasciando, alla chiusura, tutti con l’amaro in bocca non avendo sfruttato al meglio il 1° posticipo domenica della stagione alle 20,30 dopo che c’erano stati già 4 pareggi fra sabato sera e domenica pomeriggio.
A fine anno il Verona retrocederà dopo un triennio a causa di soli 14 (39 totali) punti in 17 giornate del girone di ritorno malgrado una prima metà di torneo a ridosso della Coppa Uefa ma chiuderà 15° precedendo Lecce/Fiorentina/Venezia e iniziando un purgatorio di 11 tornei cadetti senza tralasciare la beffa del 2° turno di Coppa Italia dinanzi al Siena: sconfitta per 1-0 in Toscana e vittoria per 3-2 in Veneto malgrado al 90° si fosse 3-1 e il 3-2 arriverà all’ultima azione…sintomo di una stagione veramente maledetta (forse la sorte volle riprendersi tutta la fortuna della salvezza stentata l’anno addietro, nonchè raggiunta tramite lo spareggio con la Reggina dopo delle ultime giornate in cui il Napoli, concorrente alla permanenza, aveva avuto molto di cui lamentarsi…ma questa fu un’altra storia); la Roma, da par suo, si morderà le mani per essere arrivata 2° a -1 dalla Juventus e a +1 dall’Inter nella tragica giornata del 5/5/2002 a chiusura di un campionato in cui raccoglierà 23 punti su 48 disponibili dinanzi le ultime 6 (8 trasferte contro le ultime 11 costituiranno solo 7 pareggi e 1 sconfitta, fra le quali 4 “X” a favore delle retrocesse in condizioni più che agevoli…) fra cui il maledetto pomeriggio di Venezia e senza contare che la Coppa Italia verrà quasi snobbata uscendo ai quarti per una doppia batosta inflitta dal Brescia di Mazzone (0-1 a Roma e 3-0 a Brescia dopo il doppio 0-0 di campionato…bilancio decisamente in rosso nelle dispute con le “rondinelle”), così come anche il ritorno in Champions League dopo il 1983/84 non rispetterà in toto le attese: esclusione al 2° girone dietro Barcellona/Liverpool ma davanti al Galatasaray causa 4 pareggi, 1 sola vittoria (3-0 in Italia contro gli spagnoli) e la sconfitta scellerata in casa degli inglesi in cui bastava un punto per passare…
Fine del nostro ritorno al passato nella storia di Verona-Roma…che ricominci lo spettacolo!!!!
