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La federazione boccia l’iscrizione dei giallorossi. Decisivo il ritardo di un giorno nel pagamento. Pronto il ricorso

Il giorno del Consiglio Federale è arrivato. Per i tifosi della Virtus Roma non è stata una mattinata felice quella di sabato, che «…ha deliberato di non iscrivere la Virtus Roma al Campionato di serie A2». Questa la decisione emessa dallo stesso Consiglio a margine di un incontro che non è stato privo di prese di posizioni forti e decise, a difesa delle proprie ragioni da una parte e dall’altra.

Al termine del CF il presidente Toti ha rotto il suo silenzio facendo sentire la propria voce attraverso una nota stampa, che promette battaglia: «È stata presa una decisione senza tener conto del reale andamento dei fatti, per nascondere un errore fatto dalla Federazione e con la decisione odierna anche da tutto il Consiglio Federale. La correzione postuma avvenuta l’11/7/2016 del comunicato Ufficiale n. 262 del 29 aprile 2016, attraverso il quale la FIP ha pubblicato le indicazioni operative per le società affiliate, dimostra che la Federazione ha voluto coprire un proprio errore. Ritengo molto grave quanto deliberato dal Consiglio Federale e per questo daremo battaglia in tutti i gradi di giudizio, affinché venga riconosciuta la verità dei fatti e la Pallacanestro Virtus venga ammessa a disputare il campionato al quale si è regolarmente iscritta».

Un errore veniale quello della società romana, più grave invece quello della Federazione stessa, che in una vicenda di diritto lascia spazio a poche interpretazioni: il comunicato Ufficiale n.262 del 29 Aprile 2016 (Comunicato Ufficiale Contributi) al punto 1.4 (Parziale o mancato pagamento-conseguenze) riporta come termine ultimo per il pagamento della prima rata campionato la data 9.07.2015.

La Virtus Roma, alle ore 15:22 dell’8 luglio, paga quanto dovuto e, dunque, in ritardo secondo quanto sostenuto dalla stessa Federazione, che però manteneva pubblicato sul Documento Ufficiale ancora la data del 9.07.2015, corretta però in maniera grossolana il giorno 11 luglio, errore ammesso dagli stessi nella giornata di sabato: «In data 11 luglio 2016 la Federazione, ravvisato un refuso in una delle date riguardanti i termini di pagamento ha provveduto ad aggiornare la relativa documentazione pubblicandola nuovamente nel sito», quattro giorni dopo il termine ultimo per effettuare i pagamenti.

Ebbene, quello che in giurisprudenza e nel ramo del diritto amministrativo si configura come «errore scusabile» porterà i legali della società capitolina a presentare entro la mezzanotte ricorso presso il Tribunale Federale e, qualora non dovesse bastare, anche presso la Corte D’Appello, giudizio che dovrebbe portare la sua risposta entro la fine del mese. Nel caso in cui ciò non dovesse essere necessario, si adirà al giudizio del Coni e poi a quello ultimo del Tar.

La vicenda, poi, nel pomeriggio di sabato ha assunto contorni particolari. La FIP ha inviato un «curioso» quanto inusuale promemoria alla stampa di settore, come una sorta di «excusatio non petita», in cui si sottolineava come alla Virtus fosse arrivato un remind di pagamento in data 24 giugno. Nel remind, però – cosa omessa nel promemoria – c’era scritto chiaramente che il presente avviso non avrebbe «integrato né sostituito quanto riportato dal CU 262», appunto il documento errato con scadenza 9 luglio. Insomma, un pasticciaccio a tutto tondo che ora andrà risolto solo dagli avvocati e rischia di far passare un’estate bollente a tutti gli appassionati.

Sul fronte giocatori non sembrano esserci grandi preoccupazioni: i contratti sono «bloccati» sino alla risoluzione della vicenda, ma certamente il danno che si rischia di arrecare alla Virtus è ingente e potrebbe compromettere la stagione.

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