Virtus Roma-Angelico Biella, dai fantasmi del 2009 al PalaEur allo scontro salvezza di domani

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biellaSe la sconfitta contro Casalpusterlengo ha fatto male, quella subita ad Agropoli è stata un’autentica ‘mazzata’. La tripla di Jonathan Tavernari ad un centesimo dalla fine del match del Pala Di Concilio ha azzerato le speranze della Virtus Roma di portare a casa il primo successo stagionale, che stava per maturare sul campo della squadra rivelazione di questo campionato di A2. La contemporanea vittoria di Omegna sul campo di Barcellona Pozzo di Gotto ha lasciato Roma sola sul fondo della classifica, con neanche un punto all’attivo, unica squadra in tale condizione tra le 32 partecipanti al secondo campionato nazionale. Domani, Domenica 15 Novembre, al Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano arriva l’Angelico Biella, in uno scontro salvezza che per la Virtus appare come una tappa cruciale per raddrizzare la stagione in corso. Biella a 4 punti, Roma a 0: il campionato è ancora lungo, ma alle ore 18 di domani, i ragazzi di Caja si giocano tanto. Tantissimo, del loro futuro.

MERCATO, AGIRE SUBITO – Una stagione “maledetta” quella della Virtus finora, segnata in partenza dall’autoretrocessione in A2 operata dal presidente Toti. Una squadra assemblata in ritardo con evidenti difetti di costruzione, un cambio di allenatore effettuato dopo appena 4 giornate, l’incapacità di sfruttare appieno quei pochi episodi favorevoli che il campo offre. Dallo 0/2 di Callahan dalla lunetta sull’82-81 per Roma su Casalpusterlengo a 33 secondi dalla fine ad un Olasewere vittima ad Agropoli della paura di vincere, prima con un’inquietante palla persa sul finire della partita e poi con il suo unico errore della serata dalla linea della carità, a 5 secondi dal termine del match, sufficienti ai cilentani per costruire l’azione della vittoria. Roma trasuda nervosismo da tutti i pori e si fa male da sola. Nel match di Domenica sono stati svariati gli episodi a suo favore nel finale di gara, ed anche per questo la ferita dovuta alla sconfitta brucia ancora. Una Virtus che ancora una volta soffre quel minimo apporto proveniente dalla panchina, la quale ha fruttato solamente 9 punti sui 158 messi a referto negli ultimi due match (7 su 68 contro Agropoli), e che si affida ulteriormente alla doppia cifra del quartetto Voskuil-Maresca-Olasewere-Callahan (rispettivamente 18, 10, 16, 12). Urge un innesto di qualità: un giocatore che abbini esperienza e sangue freddo, un cestista che abbia punti nelle mani e possa divenire un leader in campo. Intervenire sotto canestro o in fase di regia sembra ormai imprescindibile; e questo aut aut è dettato dal regolamento, che impone un solo tesseramento fino al 18 Gennaio 2016. Una scelta non facile ma inevitabile data l’attuale situazione e che, in caso di arrivo di un giocatore non italiano, porrebbe la società di fronte ad un bivio: tenere soltanto uno tra Voskuil ed Olasewere. Una decisione complessa, considerando che stiamo parlando dei due principali terminali offensivi della squadra (per Voskuil una media di 16 pt./gara, 3.3 rimbalzi, 2.8 assist, 1.8 palle perse, 43% da due, 37% da tre, 87% ai liberi; per Olasewere 14 pt./gara, 7.2 rimbalzi, 2 assist, 3 palle perse, 50% da due, 23% da tre, 68% ai liberi). L’inserimento di un valido elemento tricolore sarebbe la soluzione ideale, ma il mercato degli italiani fornisce poco o nulla in questa fase della stagione. Non abbiamo la pretesa di suggerire nomi, ma soltanto quella di spronare ad un celere ed immediato intervento. Mentre tra poco più di 24 ore arriva a Roma una Biella tutt’altro che decisa a fare sconti a Maresca e co…

LA PALLACANESTRO BIELLA: QUELLA NOTTE DANNATA PER ROMA… – Se ad un tifoso virtussino viene nominata Biella, il suo pensiero non può che tornare al 26 Maggio 2009. Quella sera al PalaEur si giocava gara5 dei quarti di finale playoff del campionato di A1 2008/09, un’annata in cui Roma vide le dimissioni di Jasmin Repesa e la promozione di Nando Gentile come head coach. La Biella di Luca Bechi riuscì a vincere quella famosa gara5 volando in semifinale e toccando quello che ancora oggi rimane il punto più alto della storia della Pallacanestro Biella. Roma subì un duro colpo, e riuscì a ritrovare il sorriso solamente 4 stagioni più tardi, con la clamorosa finale raggiunta dalla squadra che fu di Marco Calvani. Ma questa è la storia di Biella, una città che ha una tradizione pluridecennale nella pallacanestro. La prima diffusione dello sport con la palla a spicchi nel capoluogo piemontese si ha nel corso degli anni ’60, grazie alla Libertas Biella, società che tra il 1960 ed il 1971 ha goduto di ben 8 partecipazioni nel massimo campionato nazionale. Ma l’Angelico attuale non è altro che la Pallacanestro Biella, nuova società fondata nel 1994 dall’unione del Biella Basket Club e degli Amici del Basket Biella. Il cammino verso la gloria sarà breve: in due stagioni si passa dalla B2 alla B d’Eccellenza, in altre due si arriva alla Legadue e nel 2001 arriva la Serie A1, che vedrà di nuovo protagonista un team biellese a 30 anni dall’ultima apparizione. E Biella rimarrà nella massima serie per 12 lunghe stagioni, nelle quali alternerà salvezze a griglie playoff, fino alla già citata impresa del 26 Maggio 2009, che porterà i piemontesi in semifinale, dove cederanno a Milano per 3 a 1. Ci sarà spazio anche per una breve e sfortunata parentesi in Eurocup, prima della retrocessione in A2 dell’Aprile 2013. Negli anni di A1 sono tantissimi i campioni passati per Biella, molti dei quali divenuti veri e propri idoli per il pubblico locale: Malik Dixon, Michael Batiste, Andrea Niccolai, Fabio Di Bella, Matteo Soragna, Joe Smith, Thabo Sefolosha, Ricky Minard, Keith Langford, James Gist, Pietro Aradori, Valerio Spinelli, Jonas Jerebko, Greg Brunner, Edgar Sosa, Jacob Pullen e tanti altri. Le ultime due stagioni l’Angelico Biella le ha vissute in A2, raggiungendo in entrambe le occasioni i quarti di finale playoff, perdendo prima con Torino e poi con Casale; ma nel Marzo 2014 è arrivato anche il primo trofeo della società, ovvero la Coppa Italia di Divisione Nazionale A, ottenuto nella finalissima contro Trento. La passata stagione è stata inoltre segnata dalla grave perdita di Gabriele Fioretti, GM della società piemontese dall’Estate 2013; perdita che ha scosso tutta la città, da sempre vicina alle dinamiche della squadra. L’unico ex della gara tra Roma e Biella è Alan Voskuil, in Piemonte proprio nelle ultime due stagioni di A2. A Biella lo ricordano molto bene, specialmente per quell’irreale prova contro Jesi del Marzo 2014, quando il “danese a stelle e strisce” mise a referto 12 triple su 19 tentativi! Record societario e primato assoluto tra A1 e A2 italiana da quando la linea dei tre punti è stata posta a 6,75 m. A guidare nell’attuale stagione l’Angelico Biella c’è un debuttante in A2, il classe ’82 Michele Carrea, che nel 2014 ha guidato gli under 19 di Casalpusterlengo allo scudetto di categoria. Un campionato, quello attuale, iniziato con ben 4 sconfitte consecutive, prima dell’arrivo di…

IL ROSTER BIELLESE – …Mike Hall! L’ala grande, giramondo ed ex Milano e Teramo, è stato un vero e proprio colpo di mercato per Biella, necessario dopo l’inizio shock in campionato. All’esordio contro Ferentino, Hall a messo a referto 15 punti decisivi per la vittoria sui ciociari; in seguito ha piazzato un clamoroso 28+16 a Rieti, che però non è valso il successo dei piemontesi, sconfitti di un solo punto con buzzer beater tentato da metà campo allo scadere dallo stesso Hall e mancato di pochissimo. Nell’ultima gara contro Agropoli il suo apporto è stato minimo anche a causa di una presunta manata ad un arbitro che ne ha causato l’immediata espulsione dal campo: due giornate di squalifica, ricorso biellese, semplice deplorazione. Hall a Roma ci sarà, al posto dell’ex Cantù Marcel Jones, di cui ha preso il posto nel roster di coach Carrea. Impietoso il confronto tra le cifre dei due giocatori: 15 pt./gara, 13 rimbalzi, 2.7 assist, 44% da due e 38% da tre in tre gare per Hall, con Jones che in quattro match ha registrato 6.5 pt./gara, 5.3 rimbalzi, 36% da due e 25% da tre. L’altro straniero del roster è l’americano Jazzmarr Ferguson, ex Forlì e lo scorso anno in A1 a Cremona, play-guardia da 20 pt./gara e 3.3 assist, reo però di 3 palle perse di media a gara. E poi c’è il compatto blocco degli italiani, guidati dal classe ’94 Niccolò De Vico, ala piccola prodotto del settore giovanile biellese e già ‘veterano’ della squadra, con circa 10 punti e 27 minuti di media a partita. Sempre lo spot da 3 ricoprono sia l’esperto Simone Pierich, classe ’81 ed ex bandiera di Casale Monferrato oltre che azzurro in 4 occasioni, sia il giovanissimo classe ’97 Andrea La Torre, prodotto della Stella Azzurra Roma e tra le più grandi promesse del basket tricolore. Per Pierich 20 pesantissimi punti nell’ultimo sofferto successo contro Agropoli, mentre per La Torre circa 17 minuti di utilizzo a gara con solo 3 punti di media a referto; per lui questa sarà una stagione di crescita, in prestito a Biella dopo che il cartellino è stato acquistato in Estate dall’Olimpia Milano, e dopo che lo scorso anno ha già assoporato l’A2 in doppio tesseramento con la canotta di Veroli, prima dello scioglimento della società ciociara (7.5 pt./gara in 13 match per lui, nella provincia di Frosinone). Esperienza sotto canestro con Luca Infante, classe ’82 ex Reggio Emilia e Brindisi, e Diego Banti, classe ’83, vecchia bandiera di Montecatini e proveniente da Latina. Chiudono il roster Alessandro Grande, play classe ’94 e compagno di La Torre sia alla Stella Azzurra che a Veroli, e Marco Venuto, altro regista, nato nel 1985, nell’ultimo lustro tra Casalpusterlengo e Tortona.

FATTORE VOSKUIL? – Nelle due partite con Caja in panchina il gioco di Roma ha avuto dei progressi, i quali non sono ancora valsi il primo urlo liberatorio della stagione. Il nervosismo già citato e la disattenzione hanno condannato a Roma a mancare canestri decisivi contro Casalpusterlengo ed a non difendere in maniera adeguata sull’ultimo possesso di Agropoli. Ci aspettiamo un’altra intensa prova di Voskuil, impegnato sia nel portar palla che nel mostrare a tutti le sua qualità da tiratore; sperando nella classica prova dell’ex… (Sandri docet). Maresca dovrà confermare le due ultime buone prove andando a scontrarsi con due generazioni differenti, la gioventù di De Vico e la possente esperienza di Pierich. Callahan si troverà ancora ad agire da pivot, cercando di tenere botta con Infante e Banti; ma è nello spot da 4 che la Virtus dovrà correre ai ripari, per arginare la tempesta Hall. A Meini, Bonfiglio (e Voskuil) il compito di tenere l’uno contro l’uno con Ferguson. Palla a due alle ore 18 di domani.

Matteo Buccellato

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