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ATENE – Obiettivo: arrivare tra le prime otto per evitare il turno preliminare di Europa League, per archiviare la competizione fino a marzo inoltrato (il 13 per l’esattezza). Una Roma più che rabberciata con Soulé unico attaccante disponibile, doveva cercare di portare a casa questa qualificazione, al cospetto di un avversario non certo irresistibile. La missione sembrava abbastanza abbordabile vedendo i primi minuti del match con gli uomini di Gasperini in pieno controllo e capaci come al solito di sprecare occasioni ghiotte per andare avanti nel punteggio. Ma il bello e il brutto del calcio é l’imponderabilità: Mancini dopo un quarto d’ora cerca di rimediare ad un suo errore strattonando un avversario lanciato a rete e, dopo revisione del Var, si guadagna un rosso che lo costringerà ad abbandonare la gara. Roma in 10 e adesso si, match in salita. Nonostante questo però il Panathinaikos non produce pericoli verso la porta di Gollini, riesumato dal mister e schierato per dare riposo a Svilar. Il primo tempo si consuma senza sussulti e si va al riposo con l’ottavo posto in tasca. Nella ripresa non succede niente di rilevante fin quando Ghilardi, fino a quel momento ineccepibile, appoggia il pallone di testa all’indietro ignaro della presenza di un attaccante avversario alle sue spalle; il tiro non é irresistibile ma Gollini si fa infilare in maniera goffa dimostrando di non aver smaltito del tutto la ruggine dell’inattività. 1-0 e Roma sotto. Il risultato spinge i giallorossi fuori dalla zona qualificazione diretta a favore dell’altra italiana presente nella competizione, il Bologna. A 10’ dal termine però un cross di Pisilli deviato, trova in area la testa di Ziolkowski che in tuffo infila la porta avversaria regalando ai suoi l’accesso diretto alla fase ad eliminazione diretta. Finisce così con i giallorossi che centrano l’obiettivo, pronti a concentrarsi sul campionato almeno per i prossimi 45 giorni.