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Dopo il gol contro l’Inter, il giocatore biancoceleste vola a Zurigo. È il primo tedesco a scrivere il suo nome nel Fifa World Football Museum

Con un cucchiaio ha messo a sedere un gran portiere come Handanovic e firmato il gol che ha sbloccato Lazio-Inter, poi ha apposto la sua firma sul muro del Fifa World Football Museum e scritto ancora una volta la storia.

Klose rappresenta un’intramontabile leggenda, a 37 anni segna ancora come un ragazzino e i successi collezionati nel corso della sua lunga carriera gli hanno regalato un nuovo onore. L’attaccante tedesco è volato a Zurigo, dove il 28 febbraio scorso è stato inaugurato il museo che celebra i campioni e la storia dei Mondiali, per scrivere nome e cognome accanto a quelli dei più grandi. Il panzer, capocannoniere assoluto della competizione iridata con le sue 16 reti, è il primo giocatore della Germania e il primo tesserato di una società italiana a ricevere questa opportunità.

Per personalità e prestazioni Miro sa fare ancora la differenza ma, dopo l’addio alla nazionale, ora potrebbe arrivare il momento di lasciare anche la Lazio. Il condizionale, per i tifosi biancocelesti, è più una speranza che altro, perché Klose sembra aver già scelto il suo futuro. Dopo cinque anni lascerà la Capitale, il domani ancora ignoto (potrebbe chiudere la carriera nella sua Germania o nella MLS americana oppure iniziare ad allenare i giovani in nazionale) ma con una certezza: una cena di addio già fissata entro la fine del campionato con compagni di squadra, staff, società nonché gli amici romani suoi e della sua famiglia.

Intanto ha a disposizione altre due partite, con Carpi e Fiorentina, per centrare l’ennesimo record: grazie alla rete rifilata all’Inter è salito a quota 62 gol con la Lazio, soltanto due in meno rispetto a Pandev, ovvero il miglior marcatore straniero di sempre con la maglia biancoceleste.

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