Basket NBA, Gallinari ci crede: “Golden State non è la Juve” (rs web Repubblica.it)

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L’ala dei Nuggets era presente a Milano durante la presentazione della nuova partnership tra Nba e Ubi Banca: “Dopo il Preolimpico non ho dormito per giorni”. Concentrazione massima per la stagione: “Ricostruiremo qualcosa di importante. Possiamo battere Curry e Durant”

MILANO – Le Olimpiadi sono finite, ma è come se il basket italiano fosse ancora fermo all’enorme delusione della mancata qualificazione al torneo di Rio de Janeiro, provocata dalla sconfitta con la Croazia a Torino a inizio luglio. “Prossima domanda”, dice Danilo Gallinari glissando su un quesito relativo ai Giochi durante la presentazione a Milano della nuova partnership commerciale tra Nba e Ubi Banca. “Comunque se mi volete chiedere qualcosa rispondo”, continua quasi sconsolato il giocatore dei Denver Nuggets.

Gallinari, cosa manca all’Italia per essere una squadra e non solo una somma di buoni giocatori?
“Sono mancate tante cose quando si perde una partita del genere. Dispiace ancora di più perché eravamo in casa. Personalmente non avevo mai giocato in Italia davanti a un pubblico così. C’erano 15.000 persone. Atmosfera straordinaria. Ripeto: sono mancate tante cose, compresa qualche decisione arbitrale. Quando si parla di vittorie e sconfitte la responsabilità è di tutti, a partire da me. E’ stata la maggiore delusione sportiva della mia vita. Per qualche giorno non ho dormito”.

Chi può essere il prossimo italiano a giocare in Nba?
“Non saprei. Non conosco così bene la situazione. Di sicuro ho avuto modo di vedere alcuni ottimi giovani italiani, ma non so se possono già venire di là”.

Cosa pensa delle scelte di Bargnani e Gentile: il primo tornato in Europa, il secondo rimasto in Italia.
“Il “Mago” Bargnani ha fatto la scelta giusta. Era il momento adatto per tornare con la possibilità di vincere qualcosa. E a Vitoria in Spagna può farlo. Gentile invece non è stato per niente aiutato da Houston nel percorso che avrebbe potuto portarlo in NBA. E mi fermo qui… Ma gli auguro di riuscire presto a fare un’esperienza di là”.

Adesso siete rimasti in due in America: lei e Bellinelli.
“E’ una responsabilità. Vogliamo fare bella figura anche per l’Italia. Vogliamo difenderci. Ed è difficile perché negli Stati Uniti non c’è subito rispetto per chi arriva dall’estero rispetto a un americano del college. Ma quando capisci di avere conquistato il rispetto è una grande soddisfazione. Ma é difficile…”.

Con che obiettivi affronta la nuova stagione con i Denver Nuggets?
“Sto molto bene a Denver. Ho anche rifiutato qualche proposta di trasferimento per rimanere con i Nuggets e vincere qualcosa. Stanno costruendo tutti squadroni come Golden State e Cleveland. Ma passare da Denver non sarà facile per nessuno in questa stagione. L’obiettivo è andare ai playoff. E Golden State non è imbattibile. E’ più difficile battere la Juventus nel campionato italiano di calcio”.

E nel campionato di basket qual è la squadra più forte d’Italia?
“L’Olimpia sulla carta è la migliore. Penso che tutti gli obiettivi italiani siano alla portata. La speranza è che possa andare avanti anche in Europa. ‘L’Olimpia è forte e vincerà’, come canta la curva”.

Prima o poi tornerà a giocare in Italia?
“Unica possibilità è tornare con la maglia dell’Olimpia. Sempre detto che questa è l’unica possibilità. Ma non sarebbe un modo di tornare a svernare per prendere lo stipendio. Non deve essere una cosa nostalgica. Ma vorrei essere protagonista”.

Quale misura Nba importerebbe in Italia?
“Sarebbe interessante vedere il salary cap in modo da ridurre le distanze tra le squadre. Ma temo che non potrebbe funzionare perché troppo differente il budget, ad esempio, di Milano e Avellino”.

BERLINO E PARIGI DOPO LONDRA – In questa stagione Denver è stata prescelta per l’ormai tradizionale appuntamento della partita di regular season Nba giocata a Londra: il 12 gennaio 2017 sfida con Indiana. “Bellissimo giocare a Londra – commenta Gallinari – è un sogno che si realizza per i Nuggets. Saremo la prima squadra della Western Conference ad avere questa opportunità. Era da qualche anno che aspettavamo, ma non ci invitavate mai”. Battuta rivolta al manager Nba, Ben Morel, presente alla conferenza stampa presso la sede di Ubi Banca (nel fine settimana ci sarà una una Nba Zone in Piazza Duomo). Nel giro di qualche anno altre città europee potrebbero seguire Londra in questo esperimento: le due candidate sono Parigi e Berlino. La difficoltà maggiore non riguarda tanto le strutture delle due capitali che sono all’altezza, ma la difficoltà di organizzare il calendario in modo da portare altre partite Nba in Europa. Niente da fare invece per l’Italia: il nostro Paese al momento non ha impianti che possano soddisfare gli elevatissimi standard del basket professionistico americano.

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