Spagna, il Clasico della discordia e il caos Neymar. Zidane: “Non è decisivo”, Luis Enrique: “Gara determinante” (rs web Repubblica.it)

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Tra Real e Barcellona una delle sfide più importanti degli ultimi anni. Una vittoria dei blancos potrebbe chiudere la Liga. Assente il brasiliano, ma il Tribunale Amministrativo ha mandato una nota: “Non ci siamo potuti riunire, richiesta fuori tempo massimo”

MADRID – “Quella contro il Barcellona non è una partita decisiva per l’assegnazione del titolo”. È quel che pensa Zinedine Zidane, tecnico del Real Madrid alla vigilia del “Clasico” che, se come dice il francese non è decisivo, quantomeno è di un’importanza vitale per entrambe le squadre. Il Real al momento ha un vantaggio di tre punti, con una partita in meno, sui blaugrana di Luis Enrique, vincendo la partita si porterebbe a sei lunghezze (che potrebbero diventare nove, nel caso i Blancos vincessero il recupero contro il Celta) a cinque giornate dalla fine del campionato. Non sarà un match decisivo, però gli assomiglia molto. Zidane però insiste: “Se dovessimo battere il Barcellona non avremmo ancora vinto nulla, – spiega ai giornalisti presenti a Valdebebas – abbiamo di fronte sette finali prima della fine del campionato e quella di domenica è solo la prima. Tutte le partite che dobbiamo giocare da qui alla fine della Liga sono importanti”.

La pensa diversamente il tecnico del Barcellona: “Per noi è una partita determinante, anche viste le poche giornate che mancano alla fine, – ammette l’ex-tecnico di Celta e Roma – la giocheremo come se fosse una finale. Affrontiamo la prima in classifica, i nostri avversari di sempre, e non abbiamo altro risultato disponibile che la vittoria. Poi è chiaro anche se non vinceremo continueremo a lottare finché la matematica non indichi che non abbiamo altre possibilità, ma a seconda del risultato di domenica la Liga si può riaprire o chiudere definitivamente”.

IL PRIMO E L’ULTIMO – Curiosamente, sarà il primo “Clasico” che Zidane affronta tra le mura amiche da allenatore del Real Madrid e l’ultimo per il tecnico del Barcellona Luis Enrique sulla panchina blaugrana. Finora il bilancio è a favore del francese, con una vittoria e un pareggio al Camp Nou, ma Zizou non si fida né delle statistiche né di un Barça con il morale sotto i piedi per l’eliminazione in Champions. “Non credo che essere usciti contro la Juventus possa influenzare psicologicamente i nostri avversari – dice – e se dovessimo pensare che sia così commetteremmo un grosso errore, quel che è successo in Champions ormai fa parte del passato, sia per noi sia per loro. È una squadra che può giocare al Bernabeu senza subirne la pressione, per avere la meglio dovremo fare una gran partita.”

Luis Enrique, da parte sua, assicura che dopo l’eliminazione non poteva esserci scenario migliore per i suoi. “Ho visto al squadra su una buona linea, – spiega – giocare al Bernabeu è uno stimolo perfetto per riprendersi da un colpo duro come è stato quello subito contro al Juventus. Cosa mi mancherà di questo tipo di partite? La possibilità di dare una grande gioia ai tifosi del Barcellona”.

“NON SIAMO FAVORITI” – E se per il Barcellona è un “Clasico” più decisivo che in altre occasioni, il vantaggio in punti del Real potrebbe generare meno pressioni per i Blancos che con un pareggio potrebbero accontentarsi e che alla luce delle ultime prestazioni potrebbero essere considerati i favoriti, ma Zidane preferisce evitare di pensarla così. “Non siamo favoriti perché la partita dobbiamo giocarla e sarà un match difficile contro un ottimo avversario, – spiega il francese – altri potranno pensare che lo siamo, ma noi no. La pressione sarà quella di sempre quando si affronta una partita contro il Barcellona, c’è pressione ma di tipo positivo”.

Luis Enrique non parla di favoriti, però riconosce che le possibilità di sbancare il Bernabeu esistono: “In questi ultimi anni abbiamo visto come il Barcellona ha mostrato ottime prestazioni e ha saputo vincere in casa del Real, – riconosce l’allenatore asturiano – e il Real ha fatto eccellenti prestazioni al Camp Nou, quindi credo che quando si affrontano due squadre come queste il fattore campo non sia determinante. Certo, sarà una partita difficile come tutte quelle che abbiamo giocato al Bernabeu”.

TORNA BALE, NEYMAR FORSE, POI NO – Da parte Real la notizia del giorno è quella della presenza di Gareth Bale tra i convocati per la partita, ma se sarà in campo lo sapremo solo oggi, come piace ripetere sempre a Zidane. Sul fronte Barcellona, rimane appesa a un filo la possibilità per lo squalificato Neymar di fare parte degli undici di Luis Enrique, anche se il tecnico ha precisato che “siamo pronti a giocare con o senza di lui”. Il problema nasce da un inghippo burocratico con cui il Barcellona ha cercato di mettere pressione al Tribunale Amministrativo dello Sport spagnolo (TAD), che avrebbe dovuto riunirsi questo sabato per decidere se accettare o meno il ricorso dei catalani. Per l’irreperibilità di due dei membri del tribunale il TAD non ha potuto farlo e il Barcellona crede che, non essendoci risoluzione da parte dell’organo amministrativo, sia suo diritto poter schierare il brasiliano. Il TAD ha poi specificato in una nota: “Non ci siamo potuti riunire poiché la richiesta è arrivata oltre tempo massimo”, una frase che dovrebbe chiudere una vicenda che ha creato non poco scompiglio in Spagna.

MESSI CONTRO CRISTIANO – Non c’è “Clasico” che non preveda anche la sfida a distanza tra le due stelle delle rispettive squadre: Leo Messi e Cristiano Ronaldo. Questa volta però, se il portoghese sembra essere rinato dopo la tripletta al Bayern Monaco di martedì scorso, l’opaca prestazione dell’argentino contro la Juventus sembrerebbe presentare una sfida impari tra i due. “Fisicamente e mentalmente Cristiano è pronto per fare una gran partita, – ammette Zidane – così come tutti i miei giocatori. Sempre parliamo di lui quando arrivano i grandi appuntamenti a cui non manca mai, lo abbiamo visto martedì ed è probabile che lo vedremo anche domani”. Un’analisi ben diversa fa Luis Enrique del “suo” numero uno. “Quel che spero domani è che si veda un grande Barcellona come squadra, – ammette – parlare dei singoli quando le cose vanno male non è l’ideale. Però è chiaro che se il Barcellona farà una grande partita sarà grazie alle individualità che abbiamo a disposizione”. Insomma, non gettiamo la croce su Messi, ma se ci rialziamo sarà anche grazie a lui.

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