Ronaldo: «Juventus? Scelta fatta da tempo. Qui per fare la storia» (rs web CdS.it)

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Conferenza stampa show per il portoghese all’Allianz Stadium: 200 giornalisti presenti, 30 tv e traduzione in 4 lingue. CR7 accanto al ds Paratici ha sorriso e promesso vittorie

TORINO – Conferenza stampa esplosiva per Cristiano Ronaldo alla Juventus. Il portoghese non ha lasciato dubbi: è venuto in Italia per vincere.

Cristiano, benvenuto in Italia. Perché ha scelto la Juventus?
Per me è stata una decisione facile visto il fascino della Juventus, una delle migliori società al mondo. E’ stata una decisione che ho preso da tempo. I miei amici mi hanno detto che questo era un club dove potevo giocare da diverso tempo. E’ stata una decisione facile per la grandezza del club: il migliore d’Italia, con un grande allenatore e un grande presidente.

Cosa le resta ancora da fare nella vita? Quali sono i suoi obiettivi?
Sono una persona a cui piace pensare al presente: mi godo il calcio, sono ancora molto giovane e mi sono sempre piaciute le sfide. Dallo Sporting, al Manchester, poi il Real e la Juve. La mia è stata una carriera da sogno e non avrei mai pensato di poter vincere così tanto. Sono molto preparato per questa sfida, fiducioso, tranquillo e le cose andranno bene come negli altri club dove sono stato.

E’ andato via in maniera triste dal Real Madrid. Continuerà con il Portogallo?
Non sono triste. Questa è una sfida grandissima per la mia carriera. I giocatori della mia età vanno in Qatar e Cina, mentre io sono felice di essere in un club così grande. Grazie alla Juventus per questa opportunità. Per quel che riguarda la nazionale, darò sempre il meglio per il mio paese e non gli volterò mai le spalle. Se ci sarà la possibilità di aiutare la nazionale lo farò.

I tifosi del Real sono tristi. Cosa vuole dire loro?
Come ho detto prima la storia che ho avuto al Real è stata brillante. Questa è una nuova tappa e mi dedico a questa. Ringrazio i miei ex tifosi, ma ora sono concentrato e voglio dimostrare che sono un calciatore al top. Non credo di dover dimostrare nulla a nessuno perché quello che ho fatto nel calcio si sa, ma non mi piace rimanere nella mia zona di confort. Dopo aver lasciato il segno a Manchester e Madrid voglio farlo anche a Torino. Amo le sfide e voglio vincerle. La fortuna aiuta, ma uno deve cercarsela.

Il calcio italiano è tattico e fisico. Si adatterà?
Come ho già detto le sfide mi piacciono. Questo è un campionato difficile e tattico, ma mi piace sperimentare altre cose. La mia carriera non ha avuto niente di facile, ma a me piace lavorare perché le cose vadano bene. Ho fiducia nel mio calcio, nella Juventus e nei miei compagni. Darò il meglio e sarò preparato anche se è una sfida difficile.

I tifosi delle Juventus le hanno chiesto di vincere la Champions, il grande sogno del popolo bianconero…
So che la Champions è un trofeo che tutti vogliono vincere. C’è la possibilità che il club la raggiunga, ma lotteremo per tutti i trofei, non solo per la Champions. La Champions è difficile da vincere, dobbiamo comunque essere concentrati anche se è difficile. Io spero di aiutare, ma la Juventus ci è già arrivata vicina negli ultimi anni e le finali sono un’incognita. Spero di portare fortuna a questa squadra e di aiutare i compagni.

La standing ovation dopo il gol del 2-0 ad aprile in Juve-Real ha inciso nella sua scelta?
E’ stato un momento molto bello e speciale quello per me. Essere accolto in questo modo ti dà motivazioni e ringrazio i tifosi per come mi hanno accolto. Voglio dare risposte sul campo e ringrazio tutti quelli che sono venuti qui a Torino a salutarmi oggi.

Come si sente a 33 anni dopo aver lasciato il Real? Aveva già deciso a Kiev cosa avrebbe fatto del suo futuro?
Quella notte non avevo ancora deciso niente, ma grazie al presidente Agnelli e a tutto il club per aver pensato a me. Sto bene fisicamente e mentalmente. Arrivare qui per me è una motivazione grande e la mia carriera a 33-34 non è finita. Sono diverso dagli altri, ho 23 anni…

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