Milinkovic, il ragazzo serbo rilancia le ambizioni biancocelesti (RS Web ilmessaggero.it)

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milinkovicE’ già un’aquila reale. Vola e arpiona palloni, Milinkovic atterra anche sul Verona. Aveva affossato di testa il Dnipro all’esordio europeo, s’era confermato dall’inizio col Genoa. Al Bentegodi ecco la punizione in “serbo”. Milinkovic fiuta l’occasione, fissa la mattonella preziosa. La protegge col corpo e si prende il fallo della vittoria. Sergej sulla trequarti sta diventando la mossa del presente e del futuro. Lì dove una volta s’inseriva capitan Mauri, Pioli catapulta un Marcantonio di ferro.

Provate a spostarlo quell’armadio, lo ritroverete in terzo tempo in cielo. A canestro o a far assist, dipende solo dalla circostanza. Impressionante l’intelligenza tattica di questo 20enne, sempre al posto giusto nel momento giusto. Poteva essere più cattivo su una conclusione in area di rigore, non certo nel salto in aria: in Europa solo Marcus Coco del Guingamp vince più duelli aerei a partita. 3.6 contro i 3.2 del serbo, che ora decolla come un’Aquila sul Saint-Etienne.

In Ucraina c’aveva messo appena 34’ per la schiacciata di testa alla prima da titolare, a Napoli 45’ per riprendersi il posto di Mauri e non uscire più. Irriverente e fastidioso, questo Milinkovic, è l’ingrediente segreto del veleno biancoceleste.

PUNIZIONE
In Europa si riparte da Milinkovic: la sua esplosione aveva lasciato il bicchiere mezzo pieno al debutto. Anche lì Sergej s’era preso la punizione, oltre al gol. Adesso sta già migliorando anche sui gialli a partita. Ne aveva collezionati 3 in 4 match con quel ringhio da mezzala. Ruolo che Tare e Pioli vogliono cucirgli dall’estate, ma ora chi ha il coraggio di toglierlo dalla trequarti. Il serbo lì dà profondità, immobilizza gli avversari col fisico, ai fianchi lascia praterie per gli inserimenti dei compagni. E’ l’elisir delle ritrovate scorazzate sulle fasce: Milinkovic calamita a se più nemici per l’onore di chi, a destra e a sinistra, trova meno traffico per strada.

DUELLI
Scodellata per Milinkovic e c’abbracciamo. In Ucraina aveva vinto 10 duelli aerei. Record immediatamente superato in campionato col Genoa, alla quinta giornata di campionato: 11 palloni recuperati, 5 duelli aerei su 7 vinti (nessun centrocampista in Europa ha fatto meglio in quel turno) e il 73% di precisione in attacco. Da domenica, contro l’Hellas, Sergej si conferma dominatore dell’aria. La normalità per chi respira appena due metri sotto il cielo. La felicità per chi gli ha donato un cordone (la madre) da cestista. Papà, ex calciatore, esulterà quando lo vedrà di nuovo tirare a giro nel sette, come ai tempi del Genk.

NAZIONALE
Rodaggio biancoceleste finito. Anche in Belgio Milinkovic aveva iniziato in panchina: dopo 90′ col Kortrijk, era già il pupillo di McLeish. Dopo 73’ (fra campionato e Coppa), Pioli lo ha scoperto e non lo molla più. Peccato che anche in Serbia lo abbiano braccato. Dopo aver vinto tutto con l’Under 20, ecco la chiamata della Nazionale maggiore: «Non me l’aspettavo così presto», giura Sergej. Convocato l’8 ottobre contro l’Albania: «Devo ringraziare anche la Lazio per questa possibilità». Acciuffata in decollo, fra le nuvole.

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