TORINO-JUVENTUS…-1 GIORNO, 25 GENNAIO 1995: URAGANO “RIZZIGOL”

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TORINO – Stiamo procedendo a vele spiegate verso uno dei momenti più importanti del campionato di Serie A e fra i match più clou della I° settimana di novembre (in concomitanza con il ponte dei morti) troviamo sicuramente il derby Torino-Juventus: è vero, manca molto poco per arrivare alla data fatidica, ma proprio per questo non andiamo avanti verso la gara in questione…facciamo l’esatto contrario: andiamo a scavare nel passato per ritrovare alcune delle imprese più leggendarie della storia di una gara sentitissima come la stracittadina piemontese.

E’ il terribile inverno 1995 e l’Italia viene afflitta da condizioni meteorologiche al limite del proibitivo: Torino-Juventus si sarebbe dovuta giocare a inizio novembre ma, purtroppo, viene posticipato alla sera del 25/1 a causa dell’omerica alluvione che paralizza la regione nei giorni 5/11-8/11 intanto che i primi si trovano in zona Europa con i secondi a ridosso della vetta dietro a Parma, Lazio, Fiorentina; intanto l’UE si trova a vivere un anno molto lungo sia per l’Italia immersa nello scandalo di “Tangentopoli”, sia per paesi come la Jugoslavia martoriata dalla guerra civile.

Sembra che, a quel tempo, sia ancora tutto possibile anche per i club relativamente meno blasonati: al “Delle Alpi”, seppur con spazi vuoti e coreografie decisamente al di sotto delle aspettative, sono circa 50.000 i presenti e fra loro ci saranno pure Calleri con la famiglia Agnelli e la “triade” Moggi-Giraudo-Bettega intanto che Amendolia scambia poche ma significative parole con i tecnici Sonetti (subentrato a Rampanti, Vieri senior) e Lippi sul comportamento da tenere oltre che sulle eventuali lamentele accettate solo dai capitani Rizzitelli opposto a Conte.

Gli schieramenti sono molto particolari e ricalcheranno fino alla fine il pensiero tattico degli allenatori senza novità…5-3-2 per i granata contro 4-3-3 dei bianconeri:

[Pastine;

Pessotto-Maltagliati-Pellegrini-Sogliano (82° Sinigaglia)-Falcone;

Cristallini-Abédi Pelè-Angloma;

Rizzitelli (cap.) (73° Lorenzini)-Silenzi],

[Peruzzi;

Ferrara-Kohler-Fusi (63° Jarni)-Torricelli;

Di Livio-Sousa-Conte (cap.) (78° Marocchi);

Ravanelli-Vialli-DelPiero].

Tra i pezzi grossi della nostra nazionale annoveriamo Pessotto (avente un futuro con la maglia avversa, grazie alla quale vincerà tutto a livello di club) e Ferrara, Torricelli, Di Livio, Conte, Ravanelli, Del Piero mentre i nomi noti del calcio internazionale corrispondono a Pelè, Angloma e Kohler, Sousa.

Il campo è in pessime condizioni e la gelida serata d’inizio anno fa da contraltare a quella che si prospetta una partita noiosa con molti falli, poche occasioni, qualità di gioco più che scadente…molte volte, però, non si deve giudicare una situazione al I° impatto ma lasciarla svolgersi e poi giudicare: la notte torinese ci riserva subito un primo brivido al 6° con un lancio lungo da parte Sogliano verso Rizzitelli, Torricelli prova a stoppare la palla di tacco ma riesce solo a incespicare su sé stesso permettendo all’avversario di mettere giù la sfera ed incrociare senza pietà in modo da sbloccare la situazione; non passano neanche 2 minuti che, stavolta, DiLivio si trova sulla sinistra e mette in mezzo un pallone su cui Vialli non perdona realizzando l’1-1. Non è trascorso nemmeno un 1/4 di gara e già le emozioni sono state tante: fino al 30° si segnalano solo ribaltamenti di fronte da ambo i lati che anticipano il III° episodio chiave con Silenzi che riceve un altro lancio dalle retrovie e fa sponda ancora per Rizzitelli che, anticipa Fusi e dà il 2-1 ai suoi incornando di testa anche se, pure qua, la gioia dura appena 180″…il tempo di permettere a Torricelli di recuperare una palla a centrocampo sul capitano avversario con un sospetto fallo e servire Vialli in posizione molto dubbia sul filo del fuorigioco: il centravanti cremonese è un bomber che davanti al portiere non sbaglia quasi mai e pure stavolta fa centro scartando l’estremo difensore per il 2-2 che riequilibra tutto; l’intero stadio non crede ai propri occhi specie perché la disputa è più viva che mai…al 38°, sul solito fendente lungo (chiara chiave tattica usata dal tecnico di casa per distruggere la difesa avversa), l’indomito Rizzitelli stoppa di petto servendo magistralmente di tacco il compagno Angloma, il giocatore africano non si fa intimorire e calcia vedendosi il tiro respinto da Peruzzi, sembra finita ma ancora Angloma ne approfitta ed entra in porta con il pallone sentenziando il 3-2 quando mancano ancora 6 rintocchi a fine frazione.

Rizzitelli quella sera sembra imbattibile (2 reti+1 assist) pure se lo marcassero in 5 e nulla sembra potergli strappare il titolo di uomo-partita, sembra…perché al 51° Vialli cade in area dopo un contatto molto lieve con Sogliano ma riesce comunque a tirare permettendo a Pastine di bloccare: anche lo stesso Massimo Marianella, in diretta per “Tele+”  non capendo realmente cosa stia accadendo visto che intorno ad Amendolia si è formato un grosso capannello di giocatori torinisti, sono attimi confusi al termine dei quali tutto diviene chiaro…calcio di rigore per trattenuta sul “9” juventino! I giocatori di casa sembrano rassegnati ad un risultato molto bugiardo che li costringerà ad uno sforzo supplementare specialmente vedendo Ravanelli a tu per tu con Pastine pronto a siglare il 3-3 (in stagione “penna bianca” non ha mai fallito dagli 11 metri) ma quella serata il dio Eupalla ha guardato decisamente verso Superga e permette a Pastine di intuire respingendo in corner: si resta sul 3-2 e da allora si vedrà una tensione sempre più palpabile salire di minuto in minuto specialmente quando i 2 capitani verranno a contatto per un pallone allontanato su una punizione dal centro del terreno di gioco beccandosi tutti e 2 l’ammonizione (seguiti poi da Marocchi). Nel finale di match si contano solo le sostituzioni dei 2 allenatori: Sonetti si copre sempre di più senza badare troppo a tenere il pallone lontano ma facendo affidamento su un’impeccabile Silenzi e Lippi cerca di inserire forze fresche in difesa (inserendo Jarni a terzino sinistro e spostando Torricelli a destra mentre Ferrara scala in mezzo da libero accanto a Kohler) oltre che a centrocampo con il solo fine di allargare le maglie nemiche sperando nell’imbucata giusta dovendo fare a meno di molti uomini importanti (Carrera, Tacchinardi, Deschamps, Baggio I°).

Al triplice fischio la curva “Maratona” gioisce in piena estasi mentre nella “Scirea” si legge il dispiacere negli occhi di tutti rivivendo i fantasmi del 3-2 di 12 anni addietro che costò lo scudetto in favore della Roma oltre a preannunciare le emozioni pirotecniche del 3-3 di 7 stagioni dopo come preludio del “5 maggio 2002″…Torino-Juventus, un derby fra i maggiormente emozionanti a quel tempo e che rivedeva la vittoria dei granata dopo 3 tornei (non accadeva dal 2-0 del 5/4/1992 che consegnò il tricolore al Milan) proprio in occasione del I° confronto dalla nascita del campionato con 3 punti a vittoria.

Nel giugno seguente vi sarà un fiume Po con 2 argini dal connotato assai differente: il Toro si piazzerà XI° subendo pure l’onta di essere eliminato dal Foggia agli ottavi di Coppa Italia mentre la Juventus si aggiudicherà scudetto (a +10 sulle inseguitrici nella I° Serie A da 3 punti per vittoria), Coppa Italia, Supercoppa Italia a dispetto del Parma a cui cederà, però, la Coppa Uefa in un confronto durato 9 mesi consecutivi su tutti i fronti.

Se siamo in tanti allora sarà molto più piacevole continuare il viaggio a ritroso nella storia del derby della Mole…

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