
MILANO – La scuola non è iniziata da neanche un mese e già siamo nel pieno della ripresa degli sport giovanili, i campionati mondiali di Formula 1 e Moto GP stanno vivendo le loro ultime tappe, l’Italia sta iniziando la sua 6° giornata di Serie A precedendo l’ultima sosta delle nazionali per le qualificazioni agli europei in Ucraina-Polonia che avranno luogo nel giugno prossimo.
Sono tempi duri per il calcio del nostro paese, sommerso dalla crisi come ogni altro ambito della società: i campioni sono pochissimi e vengono qui, forse, a fine carriera, il tasso tecnico è ai minimi storici, gli ingaggi sono scadenti ma, nonostante tutto, questo avvio ci ha già riservato settimane interessanti anche dal punto di vista delle competizioni infrasettimanali o, dette anche, coppe europee…per questo turno abbiamo ben 3 match molto noti sui livelli di Fiorentina-Lazio, Juventus-Milan come posticipo domenicale fra la capolista e i campioni in carica, ma il vero grande confronto si tiene il sabato sera a Milano fra i 2 team che avevano giocato martedì 27/9 in Champions, ovvero Inter-Napoli. Gli azzurri sono tornati in massima lega nell’estate 2007 e da allora hanno rimediato solo batoste in casa dei biscioni: il trionfo fuori casa in tale contesa manca dallo 0-2 andato in scena l’11/12/1994: da allora 9 sconfitte consecutive al netto di un inizio di campionato in cui i milanesi hanno già dovuto esonerare Gasperini, reduce dal misero bottino di 1 punto su 9 in 3 sfide (sarebbero dovute essere 5, ma la 1° è stata rinviata ad appena prima di Natale causa lo sciopero indetto dall'”Associazione Italiana Calciatori” a fine agosto per vari elementi di disaccordo con gli organi federali), per rimpiazzarlo con l’ex di serata Ranieri (esordiente in casa proprio in quest’occasione), già capace di portare via la vittoria al suo primo match…il Napoli, da par suo, ha confermato Mazzarri vedendosi già in zona Uefa basandosi su 7/12 punti (non segnano gol da 14 giorni e in totale ne hanno presi solo 3 dinanzi a ben 6 timbri realizzati, fra cui 3 di Cavani con il Milan, pure se, appunto, l’ultimo risale a 3 giornate prima).
Il martedì di coppa ha provato pesantemente tutti e 2 sia a livello fisico che mentale: gli interisti sono tornati da Mosca dopo aver battuto il CSKA per 2-3 mentre i napoletani ne hanno dati 2 al Villareal, mantenendo la propria porta inviolata, fra le mura amiche del “San Paolo”…la fatica si fa sentire e fa da collante con tutti gli indisponibili della serata fra infortuni o squalifiche. Quando le 2 squadre entrano in campo l’atmosfera è decisamente da big-match: 65000 spettatori di cui solo 4000 napoletani, dislocati all’ultimo anello della “Curva Sud”, e i presidenti Moratti-De Laurentiis presenti in tribuna con largo anticipo; sappiamo che l’arbitro della sfida è fra i migliori del panorama nazionale ma che ha diversi spettri nel suo passato: è il fiorentino Gianluca Rocchi, unico della sua categoria, assieme al senese Matteo Trefoloni, ad essere stato pienamente riabilitato dopo lo scandalo “Calciopoli” esploso nella primavera 2006…di sicuro stasera si ergerà a protagonista, e non in positivo.
Ranieri ha ben chiaro il 4-3-1-2 (poi 4-4-1 a rombo vista l’espulsione eccessiva di Obi arrivata fin troppo presto) che vuole adoperare, ma sa pure che dovrà fare a meno di pezzi fondamentali come gli infortunati Ranocchia/Cordoba/Poli/Motta/Sneijder/Jonathan/Milito ritrovandosi in condizione di forte disagio pur non potendo parlare di “vera emergenza”
[J.Cesar;
Maicon-Samuel-Lucio-Chivu (42° Nagatomo);
J.Zanetti (cap.)-Cambiasso-Obi;
Alvarez (61° Stankovic);
Forlàn (68° Zarate)-Pazzini]
al contrario del mister livornese, che, nonostante lo squalificato Cavani e i degenti di più o meno lungo corso Britos/Grava/Dzemaili/Lucarelli (parecchi provati duramente dalla gara con gli spagnoli al punto di non essere arruolabili), può fare affidamento sul suo classico 3-4-1-2 (tramutatosi in in 3-5-2 con la sola scelta inedita di Dossena in panca) che tanta gioia ha dato all’ambiente nelle ultime 2 annate
[De Sanctis;
Campagnaro-P.Cannavaro (cap.)-Aronica (87° Fernandez);
Maggio-Inler-Gargano-Zuniga;
Hamsik;
Lavezzi (79° Chavez)-Pandev (51° Mascara)].
Appena 2 i nazionali che andranno a giocare con l’Italia (finalista dinanzi alla Spagna), ovvero De Sanctis/Maggio (Pazzini non sarà ritenuto all’altezza al contrario dei mondiali di 24 mesi addietro, così come capitan Cannavaro/Aronica/Mascara)…appena 2 gli argentini reduci dalla Copa Amèrica di casa, vale a dire capitan Zanetti e Lavezzi (Samuel/Cambiasso sommati a Zarate sono già fuori dal giro mentre Campagnaro non vi è ancora entrato e Alvarez assieme a Fernandez/Chavez devono finire il percorso giovanile)…ben 3 i brasiliani fatti fuori ai quarti dal Paraguay (arrivato alla finale ma con una chiusura ingloriosa): J.Cesar/Maicon/Lucio…fra gli altri sudamericani in campo abbiamo i vincitori continentali Forlàn e Gargano con il colombiano Zuniga; molti meno, rispetto al solito, gli europei, e nessuno che parteciperà alla manifestazione del vecchio continente al pari della nostra rappresentativa: la bandiera rumena Chivu, il leader serbo Stankovic, così come lo svizzero Inler, il capitano slovacco Hamsik, il macedone Pandev guarderanno tutti la competizione da casa; per chiudere, abbiamo ben un asiatico come il giapponese Nagatomo (1° proveniente dal paese del “Sol Levante” nella storia nerazzurra) e il nigeriano Obi a chiudere l’elenco dei nomi importanti.
Da subito si capisce che il copione è quello previsto: Forlàn manda fuori di poco un bel destro a giro rasoterra dal limite dell’area, Pazzini spedisce altissimo riuscendo male nel correggere un cross di Maicon, ancora Pazzini segna ma in fuorigioco netto su respinta corta di De Sanctis a danno di Zanetti e Obi si prende il cartellino giallo per un fallo inesistente su Lavezzi al 15° nella zona di centrocampo pur avendo preso solo il pallone (un errore di Rocchi che si rivelerà decisivo…) intanto che il Napoli non si scopre troppo e cerca di ripartire con veloci cambi di gioco dal lato di Maggio in direzione di Zuniga, ammonito appena prima della mezz’ora, pur non riuscendo a cogliere lo specchio in nessuna delle 2 occasioni capitate all’ala sudamericana (prima il suo colpo di testa termina fuori e poi la sua spaccata di sinistro si spegne al 1° anello dello stadio) antecedendo anche l’iscrizione di Chivu nel registro dei cattivi (tutti e 3 i sanzionati verranno annotati per comportamento irregolare); ormai siamo al 41° quando arriva la svolta della sfida: Lavezzi riesce a triangolare con Maggio, che supera Obi venendo spinto dal nigeriano fuori dall’area di rigore ma cadendovi all’interno…il direttore di gara ammonisce per la 2° volta l’autore del fallo denotandone un’espulsione che non ci doveva essere, vista l’inesistenza del 1° provvedimento, e che sancisce un rigore che non ci sta…dal dischetto Hamsik si fa respingere il piatto destro dal portiere non aprendo troppo la conclusione, ma sulla respinta si avventa Campagnaro, che fa 0-1 di destro sul primo palo (2° timbro in stagione e 2° timbro in trasferta per lui dopo quello della 2° giornata a Cesena, trasferta chiusa 1-3) pur con l’irregolarità (non rilevata) di aver varcato la linea bianca prima della battuta. A questo punto lo stadio si incendia e l’Inter perde la testa: Chivu, già claudicante per un problema fisico subentrato in corso d’opera, viene sostituito da Nagatomo per evitare che si faccia anche espellere, Zanetti e Julio Cesar vengono ammoniti per proteste e Ranieri si fa addirittura cacciare nel boccaporto verso gli spogliatoi per frasi ingiuriose ad indirizzo del quartetto arbitrale (molto inusuale conoscendo il personaggio…).
La ripresa appare segnata da una tensione altissima di cui il Napoli approfitta: Mazzarri mette dentro Mascara al 51° e al 57° è proprio lui a lanciare oltre la difesa un’ottima palla per Maggio, che anticipa Nagatomo infilando lo 0-2 (1° segnatura per lui in annata) con un pallonetto di destro senza speranze per i nemici…la giostra dei cambi (Stankovic al posto di Alvarez per fare il 3° davanti alla difesa e Zarate per Forlàn a muoversi come trequartista dietro Pazzini orientando il tutto su un 4-4-1 di copertura e, quasi, di resa) non sortisce gli effetti sperati per un’Inter stanca oltre che demotivata, al contrario di una formazione ospite capace, ormai, di andare sul velluto prima con Zuniga, che manda alto su passaggio di Hamsik a porta quasi vuota, e poi ancora con Hamsik, che al 75° scatta sul filo del fuorigioco, riceve un bel filtrante di Lavezzi per realizzare lo 0-3 (1° segnatura di “Marekiaro” ai biscioni: l’unica grande contro cui non era mai andato a segno in 4 tornei nel nostro paese) di piatto destro sull’uscita di Julio Cesar 2 minuti dopo che Mascara si era fatto inserire fra i cattivi di gara. Gli ultimi scampoli della contesa scorrono fra un’ottima uscita di De Sanctis su Pazzini, un altro colpo di testa poco fuori del “Pazzo”, l’entrata di Chavez per Lavezzi e l’uscita di Aronica per fare posto a Fernandez.
Al triplice fischio il Napoli si rilancia non solo in ottica europea ma pure nazionale riuscendo ad interrompere un tabù come quello della trasferta interista, una trasferta dura da 17 anni (è bene ricordarlo) mentre l’Inter spera di non aver avviato un’ulteriore crisi, ma la stentata partenza non fa pensare a nulla di buono…
A primavera Inter, già sconfitta 2-1 in rimonta dal Milan in Supercoppa Italia ad agosto 2011, e Napoli finiranno, rispettivamente, 6° e 5° divise da 3 sole lunghezze (58-61): per i meneghini (al 1° anno senza titoli dal 2004) sarà la 1° volta fuori dal podio dopo 8 stagioni e la 1° fuori dai primi 4 posti dal 2001, decisamente un brusco risveglio…in Coppa Italia il Napoli tornerà a vincere un trofeo a seguito di un digiuno di successi durato dalla Supercoppa Italia 1990 riuscendo a battere 2-0 la Juventus (sarà la 4° affermazione nel torneo nonchè unica partita persa dai bianconeri nell’arco delle 2 manifestazioni) ma avendo anche estromesso, con il medesimo punteggio, l’Inter a Fuorigrotta nei quarti di finale vendicando l’uscita ai rigori di 12 mesi prima (lì erano stati, poi, proprio gli interisti a portarsi a casa la coppa dalla capitale) ma non riuscirà a ripetersi in Supercoppa di lega ad agosto 2012 sempre con i bianconeri e soccomberà 4-2 nei supplementari malgrado avesse rimontato 1-2 nel corso della ripresa…crudele il destino di tutte e 2 in Champions League: lombardi fatti fuori agli ottavi dal Marsiglia perdendo 1-0 al 93° in Francia e vittoria inutile per 2-1 a Milano avendo subito l’1-1 al 92° con vantaggio definitivo (pure se ininfluente) siglato al 96° al netto di una compagine campana che riuscirà, per la 1° volta, a superare i gironi ma verrà fatta fuori in maniera davvero beffarda dal Chelsea pur riuscendo a compiere una bella rimonta per 3-1 all’andata, una rimonta che verrà spazzata via al ritorno nella tana del Chelsea del neo-allenatore Di Matteo con un 4-1 all'”over time” di una sfida che vedrà gli azzurri divorarsi almeno il doppio delle opportunità degli avversari senza contare che molte segnature dei futuri campioni (mai trionfo fu considerato più immeritato nella storia della “coppa dalle grandi orecchie” stando alla scadenza del gioco espresso dai “bleus”) verranno da episodi o errori difensivi grossi lasciando tutta la città di Napoli con il rimpianto di ciò che fu e ciò che sarebbe potuto essere se la sorte non avesse voltato le spalle ai vesuviani.
Il nostro viaggio nella leggenda di Inter-Napoli termina qui…che vinca il migliore!!
