
Mancano meno di 10 giorni al Natale del 1984 e l’Italia é ormai immersa nel benessere di un decennio fra i più effimeri della storia della Repubblica: anche il calcio vive una favore, e ce n’é bisogno dopo anni di difficoltà economiche o autarchia a livello di organici. E’ così che, arrivati alla giornata n.12 di campionato (metà torneo sono 15) e dopo l’amichevole Italia-Polonia 2-0 in cui hanno anche giocato Tricella con Fanna e Di Gennaro, la classifica si sta diramando sempre più in modo chiaro: Verona 18 punti; Torino 16; Inter, Sampdoria 15; Milan, Roma 12; Atalanta, Fiorentina, Juventus 11; Avellino, Como 10; Lazio, Napoli 9; Udinese 7; Ascoli 6; Cremonese 4; le gare in programma corrispondono a Torino-Como 3-1 (16′ Serena; 26′ aut. Junior; 46′ Dossena, 57′ Zaccarelli), Cremonese-Inter 1-2 (5′ Brady, 37′ Altobelli; 87′ Nicoletti), Sampdoria-Avellino 1-0 (73′ Vialli), Milan-Atalanta 2-2 (16′ Battistini, 32′ Virdis; 67′ Stromberg, 87′ Gentile C.), Napoli-Roma 1-2 (20′ Falcao; 45′ Bertoni; 78′ aut. Marino), Fiorentina-Juventus 0-0, Udinese-Ascoli 1-1 (43′ Mauro; 84′ Alesi).
Calendario leggero oltre a pochi fuoriclasse
Sebbene le gare di Firenze e Napoli attraggano un pubblico maggiore insieme ai derby lombardi, la partita che interessa di più é Lazio-Verona…60000 persone (15000 veronesi circa) accorrono nella capitale per una sfida fra 2 squadre gemellate e con pochi impegni al di fuori del campionato: la Lazio é uscita dai gironi dei Coppa Italia dietro a Roma e Genoa ma insieme a Varese, Padova, Pistoiese (forti i sospetti di Genoa-Varese 4-0 dell’ultima giornata deciso nell’ultimo quarto d’ora e da giocare in contemporanea con il derby vinto 2-0 dai romanisti) mentre il Verona si troverà a fronteggiare proprio il Genoa agli ottavi di febbraio (1-0 a Genova e 2-1 in casa: doppio trionfo). Sappiamo inoltre che gli stranieri tesserabili da ogni club sono 2 e tutte le partite si giocano alle 15 di domenica ma non tutte le stelle saranno della sfida…il tedesco occidentale Briegel é squalificato mentre il terzino Ferroni é infortunato al pari di laziali come il difensore Fonte e il mediano Vinazzani; l’estate scorsa, inoltre, si era giocato l’europeo in Francia vinto dai padroni di casa e a cui aveva partecipato solo l’attaccante laziale Laudrup (Larsen-Elkjaer sarà lasciato a casa) mentre il brasiliano Batista si é già ritirato dalla selezione carioca. Nelle prime 11 giornate la Lazio, che dopo 2 turni aveva già esonerato Paolo Carosi per volontà espressa del presidente Giorgio Chinaglia (ex grande idolo della curva della scudetto nel 1974), ha raccolto 2 vittorie (2-1 alla Cremonese e 3-2 al Como), 5 pari (1-1 con l’Inter, 0-0 ad Ascoli, 1-1 col Napoli, 0-0 in casa romanista, 2-2 in terra doriana), 4 sconfitte (1-0 con la Fiorentina, 5-0 a Udine, 1-0 sul campo del Torino, 1-0 a Bergamo) al netto di un bilancio decisamente migliore per i gialloblù, fatto di 7 gioie (3-1 col Napoli, ad Ascoli, 1-0 con l’Udinese, 2-0 con la Juve, 2-1 con la Fiorentina, 2-0 a Cremona, 2-1 in casa del Toro) e 4 pareggi (0-0 sui campi di Inter, Roma e con Sampdoria, Milan)…di fatto possiamo dire che, se i laziali stanno facendo peggio dell’anno passato malgrado il lavoro di Juan Carlos Lorenzo (modulo di base 4-4-2) i veneti stanno andando oltre ogni aspettativa grazie all’equilibrio del 4-4-2 di Osvaldo Bagnoli (per l’occasione diventato un 4-5-1 al fine di garantire maggior prudenza a centrocampo).
All’intervallo non é successo nulla
Marcature ferree nei piani tattici: Filisetti-Galderisi, Vianello-Fanna, Torrisi-Turchetta, Storgato-Di Gennaro da opporre Volpati-Laudrup, Fontolan-Giordano, Bruni-Batista, Sacchetti-D’Amico…come sempre sono svincolati da compiti di marcatura portieri (Orsi e Garella), liberi (Vianello, Tricella), terzini fluidificanti (Podavini, Luciano Marangon) in modo da permettere uno sviluppo del gioco solo dalla difesa a scapito di uno stereotipo che voleva sempre il “catenaccio” come elemento distintivo del gioco all’italiana. La prima occasione é al 4′: angolo di Fanna e Turchetta, tirando al volo di destro trova il salvataggio sulla linea di Vianello prima che Orsi respinga su Bruni mentre al 9′ D’Amico tira di sinistro spedendo a lato e al 22′ ancora D’Amico, servito da Filisetti, spara di nuovo a lato col destro…al 28′ destro di Bruni alto sopra la traversa dai 20 metri e poi vediamo ammoniti sia Batista che Volpati per gioco falloso nell’ultima parte della frazione aprendo la lista dei cattivi per l’arbitro Pieri di Genova.
Decisivo Podavini…nella sua porta
In apertura di ripresa ecco i gialli pure per Podavini e Bruni, Fanna mentre Dell’Anno rileva Storgato al 56′ ma l’episodio decisivo della partita arriva al 60′, intanto che il Torino sta già vincendo 3-1 col Como accorciando temporaneamente le distanza a -1 (19-18), quando il triangolo Galderisi-Bruni-Galderisi porta il centravanti alla conclusione in area ma interviene Podavini a deviare in modo decisivo spiazzando Orsi per lo 0-1 (terza autorete dopo quella con la Fiorentina e prima di quella con l’Avellino: sarà questa l’unica in trasferta mentre Podavini segnerà l’ultimo gol del campionato per i suoi, che sarà anche l’unico dell’anno per lui…il 3-3 contro la Juventus all’ultimo turno). Al 61′ occasione per il possibile raddoppio ma Orsi salva a “corpo morto” su Fanna, imbeccato da Turchetta, e sulla respinta Galderisi manda fuori mentre la reazione laziale porta ancora la firma di capitan Giordano, che conclude col destro ma Garella si distende facendo buona guardia e manda in corner mentre al 68′ D’Amico verticalizza per Laudrup ma Giordano si inserisce concludendo a lato di sinistro…al 71′ dentro Donà e fuori Turchetta (finora resta tutto uguale a livello di moduli) e all’80’ Di Gennaro tira di destro trovando Orsi mentre sulla respinta Fanna spedisce fuori prima che, all’83’ Garlini sostituisca Filisetti facendo passare al 4-3-3 (Garlini-Giordano-Laudrup davanti con Torrisi arretrato a terzino e Podavini in mezzo intanto che il centrocampo é Dell’Anno-Batista-D’Amico) mentre all’87’, Fabio Marangon entra per Fontolan e all’88’ Calisti rimette in mezzo ma la sfera finisce fuori. Al triplice fischio la sentenza é chiara: il Verona, in formazione tutta italiana tona a vincere in casa della Lazio in Serie A, pur non giocando bene, per la prima volta dallo 0-1 del 14 dicembre 1969 intanto che in casa l’ultimo trionfo risale al 4-2 dell’11 settembre 1983 con la classifica che recita Verona 20 punti; Torino 18; Inter, Sampdoria 17; Roma 14; Milan 13; Atalanta, Fiorentina, Juventus 12; Avellino, Como 10; Lazio, Napoli 9; Udinese 8; Ascoli 7; Cremonese 4 quando mancano appena 3 giornate alla fine del girone di andata (in cui gli scaligeri si misureranno con Como fuori casa, riceveranno l’Atalanta per poi chiudere ad Avellino con l’intento di diventare campioni d’inverno).
Verona tricolore e per la Lazio é retrocessione
Domenica 12 maggio 1985 il Verona, dopo aver pareggiato 1-1 a Bergamo con 90′ ancora da giocare, si laurea campione d’Italia per l’unica volta nella sua storia essendo l’ultima squadra non capoluogo di regione a vincere il campionato (da lì in avanti il trofeo resterà solo nel pentagono Genova-Torino-Milano-Roma-Napoli) coronando un ciclo iniziato con la promozione in Serie A nel 1982 e proseguito con le finali perse nel 1983 e 1984 (contro Juventus e Roma in maniera sempre avvincente: la prima ai supplementari e la seconda per differenza reti) malgrado la coppa nazionale riserverà la delusione dell’uscita nei quarti contro l’Inter semifinalista (finirà con una rotonda vittoria 3-0 in casa per poi perdere 5-1 ai supplementari a Milano)…la Lazio invece, dopo l’avvicendamento in panchina di Giancarlo Oddi e Roberto Lovati (4 cambi in un solo anno, primato eguagliato poi dalla Roma nel 2004/05), retrocederà da penultima a pari punti (15) con la Cremonese nonché dietro a Udinese e Ascoli, e non vedrà più la Serie A fino al settembre 1988.
Il tabellino
LAZIO-VERONA 0-1
LAZIO (4-4-2): Orsi; Calisti, Vianello, Filisetti (83′ Garlini), Podavini; Storgato (56′ Dell’Anno), Batista, D’Amico, Torrisi; Laudrup, Giordano (cap.). A disposizione: Cacciatori, Spinozzi, Marini. Infortunati: Vinazzani, Fonte. Allenatore: Lorenzo.
VERONA (4-5-1): Garella; Volpati, Tricella (cap.), Fontolan (87′ Marangon F.), Marangon L.; Fanna, Bruni, Di Gennaro, Sacchetti, Turchetta (71′ Donà); Galderisi. A disposizione: Spuri, Terracciano, Larsen-Elkjaer. Infortunati: Ferroni. Squalificati: Briegel. Allenatore: Bagnoli.
ARBITRO: Pieri di Genova.
MARCATORI: 60′ aut. Podavini.
NOTE: Ammoniti Batista (L), Volpati (V), Podavini (L), Bruni (V), Fanna (V) per gioco falloso.
