LAZIO-VERONA…-3 GIORNI, DOMENICA 14 APRILE 1974: RIMONTA BIANCOCELESTE DECISIVA IN CHIAVE TRICOLORE

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La piovosa domenica di Pasqua del 1974 sta per riservarci una giornata ricca di sorprese soprattutto sul fronte calcistico: é in programma la giornata n.25 su 30 del campionato e la classifica ci racconta una situazione insolita…Lazio 35 punti; Juventus 32; Napoli 30; Fiorentina, Inter 29; Torino 25; Milan 24; Bologna 23; Cagliari, Cesena, Roma 22; Vicenza 20; Foggia 19; Sampdoria 18; Genoa, Verona 17 intanto che le partite previste sono Juventus-Cagliari 1-1 (53′ Riva; 84′ Causio), Milan-Napoli 0-0, Fiorentina-Roma 1-0 (16′ Desolati), Vicenza-Inter 1-0 (13′ Sormani), Foggia-Torino 1-1 (2′ Sala; 85′ Rognoni), Bologna-Genoa 2-0 (19′ Rimbano, 37′ Savoldi), Sampdoria-Cesena 1-1 (53′ Maraschi; 59′ Savoldi). La gara che interessa maggiormente, malgrado non veda 2 grandi del tempo ma solo una, é comunque Lazio-Verona, che va in scena allo stadio “Olimpico” di Roma davanti a circa 40.000 persone, fra cui 1000 veronesi, e con un meteo decisamente avverso già dalle prime ore della mattina…sia sa anche che la situazione é molto tesa: in settimana, la società biancoceleste del presidente Umberto Lenzini, é stata informata che si temono delle infiltrazioni di tifosi avversari allo stadio con l’intento di far scoppiare tafferugli strategici e far squalificare il campo ai capolisti oltre a volergli far perdere 2-0 a tavolino arrecando danni ad avversari e direttori di gara; il piano di sicurezza sarà capillare e non succederà nulla intanto che il presidente di casa e il suo pari Saverio Garonzi prendono posto in tribuna.

Calendario solo volto al campionato e poche annotazioni da fare

I ragazzi di Maestrelli, usciti dalla Coppa UEFA nei sedicesimi contro l’Ipswich Town (sconfitta 4-0 in Inghilterra e vittoria 4-2 in casa fra violente polemiche arbitrali e scontri che porteranno alla squalifica della squadra per 2 anni da ogni torneo internazionale) e quasi fuori anche dal girone di semifinale di Coppa Italia (perderanno 2-0 a Palermo il prossimo 1° maggio arrivando quarti dietro a Palermo, Juventus, Cesena), vengono da 6 vittorie consecutive in casa (4-0 al Bologna, 3-0 al Vicenza, 3-1 alla Juve, 2-0 al Cesena, 2-0 al Cagliari e 2-1 nel derby fuori casa) oltre al fatto che hanno pareggiato 3-3 a Napoli la settimana passata e l’ultima sconfitta é arrivata con il 3-1 subito sul campo dell’Inter mentre il Verona, uscito dalla Coppa Italia a settembre poiché si piazzerà quarta davanti al Perugia e dietro a Palermo, Bari, Fiorentina (sempre i palermitani saranno carnefici comuni per poi perdere la finale contro il Bologna ai rigori), ha vinto solo una delle ultime 5 partite (dopo il 2-1 ottenuto col Cesena sono arrivati l’1-1 col Vicenza, 0-1 con la Roma, 1-1 a Cagliari, 0-0 con la Juve, batosta 2-1 in casa doriana, ancora 2-1 a loro favore col Milan) ma non hanno mai vinto lontano da casa, portando a casa solo 3 pareggi (0-0 col l’Inter, 1-1 a Vicenza e Cagliari) e 8 sconfitte (2-1 a Firenze, 1-0 a Cesena, 1-0 con la Roma, 5-1 con la Juve, 2-1 col Milan, 2-0 a Napoli, 1-0 col Genoa, 2-1 con la Sampdoria). Se la squadra di casa ripiega sul 4-4-2, dove figura il trio Wilson-Re Cecconi-Chinaglia che andrà ai mondiali della prossima estate in Germania Ovest uscendo al primo turno per differenza reti dietro a Polonia e Argentina (vittoria in rimonta 3-1 con Haiti, 1-1 con i sudamericani e 2-1 con gli europei che giungeranno terzi alle spalle dei padroni di casa e dell’Olanda), facendo a meno di esclusioni tecniche come il difensore Facco e i centrocampisti Inselvini, Manservisi…dall’altra parte troviamo un altro 4-4-2 scelto da mister Cadé in cui mancano degenti come il centrocampista Busatta o il bomber Castronovo oltre al difensore Cozzi, squalificato, mentre il portiere Belli con i mediani Vriz-Mazzanti sono fuori per scelta tecnica.

Gara stregata all’intervallo

In apertura, con la gara che inizia 15′ dopo a causa di uno sciopero dell’AIC e a causa del quale Pulici con Mascalaito saranno ammoniti da capitani delle squadre (Wilson era diffidato e l’allenatore ha voluto evitare di perderlo prima di Milan-Lazio 0-0), la situazione é Lazio-Juventus 36-33 ma già al 4′ i capolisti passano in vantaggio con autorete di Bet (seconda e ultima autorete in favore dei laziali in campionato dopo quella di Berni col Vicenza) su cross di Frustalupi salendo a 37; da qui vediamo una lazio che vorrebbe subito chiudere i conti con un destro di Chianglia respinto da Giacomi e spedito fuori da Garlaschelli a porta vuota, Re Cecconi tira da fuori area ma il portiere para e D’Amico trova ancora Giacomi pronto a respingere corto su una bordata di destro da fuori…al 25′ ecco l’insperato pareggio attraverso l’unico tiro in porta effettuato dagli ospiti, con Franzot che serve Zigoni dentro l’area e il sinistro sul palo opposto del centravanti si spegne alle spalle di Pulici (per Zigoni é il quarto e ultimo timbro in campionato dopo la doppietta col Cesena e il gol con il Vicenza senza dimenticare anche quello col Perugia in Coppa Italia). La Lazio, in cui vediamo un Chinaglia marcato strettissimo da Bet e un D’Amico che deve uscire dall’area per scappare da Bachlechner (uniche vere “coppie” di controllo della sfida in una domenica insolitamente priva di rigidi contrasti, dovuti anche alla pioggia e al freddo forse), riparte con 2 colpi di testa spediti fuori dallo stesso Chinaglia e da Garlaschelli ma al 44′ di quella che sembra una gara stregata, arriva l’1-2 con Luppi che lancia da destra verso Zigoni, il quale rimette in mezzo trovando il destro di Oddi, che fa autogol beffando Pulici (seconda autorete su 5 totali dei veneti, fra cui quella col Foggia e le 2 col Genoa).

Maestrelli guida la rimonta

Alla fine del primo tempo l’arbitro Giunti di Arezzo manda tutti negli spogliatoi e Chinaglia, visibilmente arrabbiato con Garlaschelli, lo comincia a scalciare fino a dentro gli spogliatoi, dove li aspetta Maestrelli, il quale rimanda subito in campo i suoi e gli dice di aspettare lì l’inizio della ripresa. Chiunque ha vissuto il 1973/74 ricorda molto bene cosa accadde in quella pausa: tutto lo stadio che inizia a incitare la Lazio pur non essendo i nessuno dall’altra parte e al momento che il Verona torna sul terreno di gioco tutto l’impianto ribolee di passione grazie al piccolo gesto di Maestrelli, che si rivelerà un grande passo per lo scudetto dei suoi, che appaiono trasformati: al 49′ cross da sinistra di Frustalupi ma Giacomi non riesce a bloccare e Garlaschelli fa 2-2 di piatto destro a porta sguarnita (secondo gol contro i veronesi dopo quello dell’andata per l’1-0 decisivo…inoltre questo sarà il nono su 10 in campionato da aggiungere alla doppietta col Novara in coppa nazionale e i 2 contro Sion, Ipswich Town: al conto finale si dirà 10+2+2 per lui). Da qui i padroni di casa premono schiacciando gli avversari in area e fanno la fila per tirare in porta: Garlaschelli col destro trova Giacomi a respingere sul primo palo, Chinaglia costringe il portiere al miracolo con una spettacolare rovesciata, poi Re Cecconi conclude di sinistro ma é ancora l’estremo difesnore a bloccare a terra sulla sinistra; al 56′ Zigoni esce per infortunio al ginocchio ed entra Pace mentre al 60′ Oddi si spinge avanti trovando pure lui la parata di Giacomi ma al 76′ vediamo il 3-2: Frustalupi mette in mezzo da sinistra e Nanni segna di piatto destro al volo (secondo e ultimo timbro in stagione dopo quello col Cesena di quasi 2 mesi addietro) ma non si fa in tempo ad esultare che al 79′ Chinaglia chiude i giochi col 4-2…D’Amico parte dalla mediana e semina 2 avversari prima di centrare per il bomber, che di sinistro mette all’angolino destro (per lui sono 21 reti in campionato, tante quante Silvio Piola, recordman fino a lì della storia del club a livello di segnature a cui vanno sommate le 4 di coppa nazionale e le 2 triplette in Coppa UEFA…a fine maggio Chinaglia giungerà a quota 24+4+6) che snetenzia la terza vittoria consecutiva della Lazio contro il Verona. Nel finale, intanto che all’intervallo la situazione era Lazio-Juventus 35-33, si fanno i conti pensando a quanti cambi di graduatoria ci sono stati: col pari dei padroni di casa si é tornati 36-33, col vantaggio del Cagliari al 53′ ecco il 36-32, che diverrà 37-32 dopo il 3-2 e il 4-2 ma all’84’ Causio pareggerà la rete di Riva facendo giungere al 37-33 definitivo a 5 giornate dal termine, in cui la Lazio dovrà sfidare Milan, Torino, Bologna fuori casa con in mezzo Genoa, Foggia a Roma intanto che gli juventini si misureranno con Sampdoria, Inter e Roma fuori casa, Fiorentina per poi chiudere a Vicenza vedendo la seguente classifica provvisoria…Lazio 37 punti; Juventus 33; Fiorentina, Napoli 31; Inter 29; Torino 26; Bologna, Milan 25; Cagliari, Cesena 23; Vicenza, Roma 22, Foggia 20; Sampdoria 19; Genoa, Verona 17…sarà un mese tutto da vivere.

Aquila reale e scala pericolante

Il 12 maggio 1974 sarà il giorno segnato dalle stelle: la Lazio batterà il Foggia 1-0 (60′ rig. Chinaglia) vincendo il primo scudetto della sua storia (solo 2 anni prima erano in cadetteria e l’anno passato erano giunti terzi alle spalle di Juventus-Milan con 45-44-43 in favore dei torinesi) con un turno di anticipo a danno della Juventus in un graduatoria conclusiva in cui si leggerà Lazio-Juventus 43-41 ma che lascerà l’amaro in bocca ai romani, visto che la squalifica contro l’Ipswich li porterà ad essere l’unica squadra della storia del calcio italiano a non giocare la Coppa dei Campioni con il tricolore sul petto intanto che il Verona retrocederà in Serie B da tredicesimo a causa di una combine nella sfida col Napoli, in cui risulterà un tentativo di corruzione a danno del bomber Clerici prima di Verona-Napoli 1-0 del 21 aprile (assieme agli scaligeri scenderanno Foggia, Genoa a favore della Sampdoria). Il viaggio di avvicinamento a Lazio-Verona sarà ancora lungo ma lo vivremo assieme!!!

Il tabellino

LAZIO-VERONA 4-2

LAZIO (4-4-2): Pulici (cap.); Petrelli, Wilson, Oddi, Martini; Nanni; Re Cecconi, Frustalupi; D’Amico; Chinaglia, Garlaschelli. A disposizione: Moriggi, Polentes, Franzoni. Scelta tecnica: Facco, Inselvini, Manservisi. Allenatore: Maestrelli.

VERONA (4-4-2): Giacomi; Nanni F., Mascalito (cap.), Bet, Sirena; Franzot, Bachlechner, Maddé, Zaccarelli; Luppi, Zigoni (56′ Pace). A disposizione: Porrino, Ranghino. Infortunati: Busatta, Castronovo. Squalificati: Cozzi. Scelta tecnica: Belli, Vriz, Mazzanti. Allenatore: Cadé.

ARBITRO: Giunti di Arezzo.

MARCATORI: 4′ aut. Bet (L); 25′ Zigoni (V), 43′ aut. Oddi (V); 49′ Garlaschelli (L), 76′ Nanni (L), 78′ Chinaglia (L).

NOTE: Ammoniti Pulici (L) e Mascalaito (V) al 1′ come capitani delle squadre causa il ritardo dell’entrata in campo a seguito di uno sciopero dei calciatori.

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