Battuto 3-0 il Palermo, che esce dal campo contestato dai tifosi. I biancocelesti tornano a sperare nella qualificazione all’Europa League
PALERMO – Che rivoluzione la nuova Lazio di Inzaghi. La squadra biancoceleste sembra rinata nell’animo, schianta il Palermo per 0-3 e ritrova la vittoria nel posticipo della domenica allo stadio Barbera. La doppietta di Klose nel primo tempo e il sigillo di Felipe Anderson nella ripresa bagnano con il sorriso l’esordio del tecnico piacentino, e ora quell’ormai improbabile qualificazione in Europa League riprende quota. Per i rosanero è crisi e incubo Serie B (lo ricorda la contestazione dei tifosi sugli spalti, con tanto di sospensione della gara), per la Lazio un nuovo inizio? Anche se la cautela nei giudizi è d’obbligo.
CAMBIO DIREZIONE – La Lazio non subisce ma ferisce nei primi quindici minuti e a far gol ci pensa un attaccante. La punta in questione è Klose, che ne fa due dopo una stagione di magro raccolto (prima di stasera due in Serie A e uno in Europa League) e li fa proprio nei primi quindici minuti di solito infernali per la difesa biancoceleste. Al 10′ il tedesco si ritrova tutto solo in area di rigore, amnesia palermitana, e Miro ha tutto il tempo di controllare e battere Sorrentino. Al 15′ poi la difesa rosanero va ancora in bambola, Klose approfitta della ribattuta sul tiro di Keita per fare il bis.
KEITA SUPERSTAR – L’ex Barcellona è inarrestabile, propizia il secondo gol biancoceleste e colleziona occasioni su occasioni. L’esterno gioca ad accentrarsi, al 13′ calcia in porta e soltanto la mano in allungo di Sorrentino gli nega il gol, ma si diverte anche a dare una mano ai compagni (vedi il passaggio al centro per Candreva). Sul finire del primo tempo poi aggira il portiere e calcia a porta vuota, l’intervento sulla linea di Pezzella è miracoloso. Il Palermo comunque è annichilito, l’unico acuto – la rete di Gilardino dopo aver battuto Marchetti al 40′ – viene vanificato dalla bandierina dell’assistente a fischiare il fuorigioco.
CONTESTAZIONE SELVAGGIA – La partita del Barbera viene sospesa per due volte a causa della violenta contestazione dei tifosi rosanero nei confronti della dirigenza e della squadra a forte rischio retrocessione. Dalla curva rosanera cominciano a piovere fumogeni e petardi, l’arbitro Gervasoni interrompe la partita al 24′ mentre lo speaker invita a non lanciare materiale pirotecnico in campo. Il gioco riprende dopo due minuti, ma a fine primo tempo sono sei i minuti di recupero visto che dagli spalti continuano a piovere fumogeni. Ma nella ripresa la scena si ripete, è il 14′ quando la situazione degenera: un petardo sfiora arbitro addizionale e giocatori in area, la protesta non si placa e il direttore di gara sospende ancora la partita per quattro minuti. Sette alla fine i minuti di recupero a fine partita. Nel pomeriggio erano andati in scena violenti scontri tra la tifoseria siciliana e quella laziale, in pieno centro a Palermo, con il bilancio di tre feriti e cinque fermati.
ORDINARIA AMMINISTRAZIONE – Nel secondo tempo la Lazio gestisce e non rischia, Inzaghi si gioca i suoi primi cambi: Mauricio per Lulic va a fare il terzino destro, Djordjevic per un Klose eccellente ma soprattutto – e sarà decisivo per chiudere la partita – Felipe Anderson per un Keita a cui è mancata soltanto la soddisfazione del gol. Il tedesco, prima di uscire, serve il brasiliano che si libera dell’avversario poi entra in area e batte Sorrentino per il gol dello 0-3 biancoceleste. Il Palermo neanche ci crede più e si perde tra i fischi assordanti di un Barbera furioso. La Lazio invece torna a crederci ancora, perché alla fine il sesto posto del Milan (utile se i rossoneri dovessero perdere la finale di Tim Cup con la Juventus) è distante soltanto quattro punti.

