Bryant: “Ci sono stati tanti momenti emozionanti, ma ci penserò nei prossimi giorni. Magic dice che sono il miglior Laker di sempre? Non lo accetto, lui è il mio eroe. Quando mi sveglio vado ad allenarmi. Ma non torno”
LOS ANGELES — Utah era entrata avanti di nove punti nel quarto finale (66-75). Kobe, barcollante e visibilmente stanco, sembrava pronto a lasciare il campo e prendersi la meritata ovazione. Ma non voleva finire così, uno dei più grandi campioni della storia del gioco voleva uscire regalando un’altra impresa memorabile. Il resto è già leggenda: 23 punti nell’ultimo quarto frutto di 8/16 dal campo, compresa la tripla fuori equilibrio che ha regalato il vantaggio con lo Staples che ribolliva e tanti tifosi che non trattenevano le lacrime dall’emozione.
LEGGENDA — Per la sesta volta in carriera il campione gialloviola ha scritto 60 sul suo box store, 122ª volta oltre i 40 punti, 25ª oltre i 50. Numeri che fanno paura, ma che scompaiono di fronte al sorriso con cui si presenta in sala stampa. “La cosa più bella – dice Kobe divertito – è che finalmente le mie figlie mi hanno visto giocare al mio livello. Non mi sarei mai immaginato un finale così, sono ancora sotto shock”. Rilassato, ancora con la 24 addosso (“la cosa più strana di tutte sarà sfilarmela per l’ultima volta” dice serio), in lui emerge sempre la voglia di vincere che l’ha animato per questi 20 anni. “Il finale perfetto della mia carriera sarebbe stato vincere il titolo, nella partita di stasera dovevo principalmente provare a giocare come sapevo e regalare ai tifosi il più bel show possibile”.

