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Basket, Europeo, Datome totem azzurro: “L'Italia è tornata a esserci” (rs web gazzetta.it)

italiaDomani è Pasqua. La Quaresima azzurra, quaranta giorni passati insieme per preparare l’Europeo dei sogni, si chiuderà alle 21 con la palla a due con la Turchia alla Mercedes Benz Arena di Berlino. I minuti sembrano ore, le ore giorni, i giorni mesi. Perché puoi allenarti quanto vuoi, fare amichevoli cercando di metterci il fuoco che dentro ti brucia da una vita, ma è solo quando arrivi all’appuntamento con la storia che riesci davvero a sprigionarlo. E’ quello su cui conta Gigi Datome, il totem, il capitano, quello che “ha il carisma per far arrivare a tutta la squadra il messaggio – dice il presidente federale Gianni Petrucci – che la Nazionale è tornata al centro dell’attenzione, che la Nazionale è tutto”.

IMPAZIENZA — Alla destra del numero uno Fip, l’ala del Fenerbahce sorride, con la calma che lo contraddistingue. Non si può guardarlo e non essere sereni, non capire che, si vinca o si perda, perché ci sono anche gli avversari, l’Italia c’è. O meglio, è tornata ad esserci. Non da oggi, ma da almeno tre anni, da quando questo gruppo, con qualche assenza ma con le medesime solide basi, ha iniziato a sudare girando per l’Europa, non sempre quella che conta, quella glamour, per crescere e arrivare a Berlino. “Pronti e carichi per un qualcosa che ciascuno di noi ha cerchiato sul calendario della sua carriera” come spiega Gigi. “Penso di riportare il pensiero di tutti i compagni quando dico che siamo impazienti – prosegue l’ex Boston Celtics -. Conosciamo le aspettative che ci sono attorno a questa Nazionale ma per fortuna quando scendi in campo hai talmente tante altre cose a cui pensare che non senti il certo il peso di quella responsabilità”.

“CAPITANO VERO” — Ma cosa fa dire a Datome che l’Italia oggi è pronta? “Il percorso fatto sin qui, con magari qualche alto e basso di troppo durante le amichevoli di preparazione. Ma nessuna squadra è perfetta, il girone è sicuramente difficile, ma lo vedete tutti, non voglio aggiungere banalità”. Pianigiani è dall’altra parte del tavolo, alla sinistra di Petrucci. Ma è come se fossero un tutt’uno. Basta uno sguardo, è il suo capitano. “Un capitano vero – dice il c.t. – trasparente, solare, diretto. Mi fido di lui se dice che sono pronti”. Ancora una manciata di ore e lo scopriremo. Anche se sembreranno mesi a chi non ha ancora smesso di sudare. Anzi, non ha ancora cominciato.