GENOVA – Per avere un derby di città pareggiato bisognava aspettare il III° della stagione: quello di Genova.
Ma se da un lato è stata una partita senza vincitori e sconfitti, dall’altro è stato uno spot spettacolare per il calcio e per Genova essendo la prima stracittadina dal crollo del “Ponte Morandi”: non si sono segnalati grossi disordini o problemi di ordine pubblico nei dintorni del “Luigi Ferraris” apparte forse qualche piccolissima schermaglia nelle tribune (dove entrambe le tifoserie si trovano distanziate da poco spazio).
Le 2 squadre arrivano a questo appuntamento con una situazione molto calda: 3 sconfitte e 1 pareggio nelle ultime 4 giocate, il Genoa ha un allenatore nuovo (Juric) e la Sampdoria ha una panchina che scotta (Giampaolo) ma alla fine il risultato non condanna nessuno.
Si parte con il 3-5-2 marchio di fabbrica del mister rossoblu’ con Radu; Biraschi-Romero-Criscito (cap.); Romulo-Hiljemark-Veloso-Bessa-Lazovic; Piatek-Kouame’ mentre i blucerchiati si affidano al 4-3-1-2 composto da Audero; Bereszynski-Andersen-Tonelli-Murru; Praet-Ekdal-Jankto; Ramirez; Defrel-Quagliarella (cap.).
I primi minuti fungono più da studio e inquadramento per entrambe ma basta la prima vera azione per sbloccare la situazione: all’8° Ramirez punta sulla destra a Criscito, rientra sul sinistro e crossa per Quagliarella che svetta di testa e fa 1-0. Il risultato dura appena 9 minuti perché la prima volta che Piatek piazza lo spunto su lancio lungo viene agganciato in area da Audero permettendo a Doveri di decretare il rigore che lo stesso bomber trasforma mandando il portiere a sinistra e aprendo il piatto destro: 17 minuti e 1-1. Appena 120” dopo Quagliarella tira altissimo avendo troppe velleità dalla lunga distanza e da quel momento iniziano 24 minuti in cui le occasioni si diradano a favore di molti contatti fisici ma non cattivi nella zona nevralgica del campo favorendo poche occasioni e tutte del grifone (punizione fuori di poco di Veloso, parata facile su Kouame’, 2 interventi decisivi su bolide di Romulo e colpo da biliardo di Piatek) ma al duplice fischio l’equilibrio è ancora totale nel punteggio.
Al rientro in campo la gara prosegue su un copione molto duro ma corretto finché Caprari non rileva Defrel al 51°: segnale che le forze fresche sono l’ultima chance per cambiare lo scenario ma nulla cambia pure se la Samp ha 2-3 buone opportunità finite tutte fuori con Andersen, Murru, Quagliarella ancora e Audero salva ancora il risultato su colpo di testa di Kouame’ a mezz’ora dal termine; fino al 71°, innesto di Pereira per Lazovic, si va avanti solo di tattica e fisicità da ambo le parti ma gli ultimi 20 giri di orologio non annotano occasioni nettissime apparte un altro intervento su tiro destinato fuori del portiere blucerchiato su punizione di Veloso a 2′ dal termine lasciando spazio invece all’ingresso di Saponara per Ramirez e Sandro per Bessa oltre ai cartellini gialli di Criscito, proprio di Sandro e all’espulsione di Juric per comportamento irriguardoso verso il quartetto arbitrale unita ad una piccola schermaglia fra il capitano genoano e il difensore polacco degli ospiti.
Quando l’arbitro manda tutto lo.stadio applaude per un confronto duro, tosto, fisico, maschio ma correttissimo e giocato a viso aperto da tutti e 2 gli allenatori con 22 corsari a darsi battaglia per 90’+3 minuti cercando di uscire dalla crisi senza mortificare lo spettacolo.
Insomma, si può dire che il “ponte” delle 2 anime di Genova “La Superba” si sia ricomposto…almeno per una sera.

