FIORENTINA-JUVENTUS: UNA RIVALITÀ LUNGA 400 CHILOMETRI

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FIRENZE – L’Italia è un paese da sempre frammentato in rivalità di tutti i generi: politiche, sociali, economiche, sportive. Proprio l’ultima citata riguarda soprattutto il calcio, ovvero lo sport più popolare in terra così complessa.

Fra le dispute più famose troviamo i derby di città, di provincia, di regione ma sono soprattutto quelle interregionali a tenere banco: Fiorentina-Juventus ne è uno degli esempi più limpidi.

Stiamo parlando di una partita che affonda le sue radici negli anni ’20 e che nel tempo si è arricchita sempre di ulteriori storie contribuenti ad aumentare l’astio reciproco fra le tifoserie. Si badi bene che non è un conflitto fra le città di Firenze e Torino: i toscani sono legati, da circa 30 anni, da un solidissimo gemellaggio con l’altra curva del capoluogo piemontese (il Torino).

Inizia tutto nella stagione 1928/1929, quando i bianconeri rovinano i viola per 11-0 canzonando gli sconfitti anche mediaticamente il giorno dopo. Da allora passano più di 50 anni in cui le compagini si contenderanno più di uno scudetto (fra cui quello del 1968/1969 vinto a proprio Torino dai gigliati) e la coppa Italia del 1960 (vinta dai sabaudi) ma è nel 1981/1982 che il confronto prende fuoco definitivamente: all’ultima giornata le 2 contendenti sono appaiate a 44 punti ma mentre la Juve vince a Catanzaro con un gol di Brady su rigore generoso e un penalty negato ai padroni di casa, la Fiorentina pareggera’ a Cagliari vedendosi annullare un gol regolare di Graziani finendo a -1 al termine della stagione vedendo ancora festeggiare i sabaudi in un clima rovente meteorologicamente e giornalisticamente…Giancarlo Antognoni, capitano e simbolo di quella squadra, dirà successivamente «Voglio pensare che quell’anno si volesse evitare lo spareggio appena prima dei mondiali essendoci in nazionale 5 di noi fiorentini e 7 juventini, spero di non sbagliarmi» ma ormai i rapporti si sono fatti bollenti e anche esponenti come il regista Zeffirelli con il dirigente Boniperti vi saranno coinvolti con una causa finita in tribunale 6 anni dopo per insulti in pubblico. Sono passati 8 anni: è l’aprile del 1990 e per la prima finale europea (coppa Uefa) giocata fra 2 team della stessa federazione si gioca ancora Juve-Fiorentina…l’andata finisce 3-1 con il 2° gol delle zebre molto dubbio e il ritorno termina 0-0 giocandosi, stranamente, ad Avellino a causa delle ristrutturazioni del “Comunale” a Firenze in occasione dell’imminente rassegna di “Italia ’90” oltre alla squalifica del “Curi” di Perugia (fortino “casalingo” di tale annata) per l’invasione di campo al termine della semifinale contro il Werder Brema. Soprattutto, pochi giorni prima dell’ultimo atto è uscita la notizia che l’asso dei gigliati Roberto Baggio era stato appena venduto proprio agli odiati rivali in cambio di 25 miliardi, Buso e dell’apertura della più grande concessionaria FIAT della regione: Pontello, presidente della società, dovrà fare fronte ad una vera e propria rivolta cittadina oltre a vedere i suoi supporters fare «il diavolo a 4» durante il pre-ritiro mondiale degli azzurri nella limitrofa Coverciano. La vicenda del “Codino nazionale” si chiuderà solo l’anno seguente con il giocatore che raccoglie una sciarpa lanciata dal pubblico di casa all’uscita dal campo oltre alla mancata volontà di quest’ultimo a calciare un rigore durante il suo primo ritorno in riva all’Arno da avversario.

Da quel momento gli uomini di Agnelli daranno vita a 3 cicli pieni di trionfi mentre la perla del Rinascimento vedrà 2-3 coppe alzate e poco altro ma se ci sta una gara che sotto all’ombra di “Fiesole” viene sempre aspettata con ansia tutti gli anni è proprio Fiorentina-Juventus con tutti i protagonisti e le storie ad essa legate: presidenti-tifosi come i Pontello, i Cecchi Gori, i Della Valle e gli Agnelli…tecnici preparati come Pesaola, De Sisti, Graziani, Mancini, Montella e Vycpalek, Lippi, Capello, Conte, Allegri oppure doppi ex tipo Ranieri, Trapattoni, Prandelli.

Ma ciò che rende questa sfida ancora più affascinante è il numero spropositato di giocatori che hanno avuto una parte importante in questo lunghissimo libro di ricordi: capitani come Antognoni e Scirea oppure fuoriclasse come i nazionali campioni del mondo Galli, Vierchwood, Massaro, Graziani, Toni contrapposti a Zoff, Cabrini, Tardelli, Rossi, Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Inzaghi. Non vanno poi dimenticati gli stranieri come Julinho, Montuori, Passarella, Bertoni, Socrates, Kubik, Lacatus, Batistuta, Rui Costa da un lato con Brady, Platini, Boniek, Zavarov, Deschamps, Zidane, Nedved, Ibrahimovic fino ad arrivare agli aventi un doppio passato oltre Baggio: Cuccureddu, Aquilani, Chiellini Bernardeschi, Vieri, Miccoli per dirne solo alcuni.

Si può sperare solo che sabato 1 dicembre possa avere Firenze come teatro di una gara eterna coinvolgendo 2 popoli con 2 tifoserie diverse per colori, carattere, storia, tradizione ma uguali per attaccamento ai propri colori: Fiorentina-Juventus, una rivalità lunga 400 chilometri.

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