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Mancano pochi giorni alla festa di “Halloween” del 2005, legata con il ponte del 2 novembre, e mentre nelle ultime 2 serate sono andati in scena su Canale 5 gli episodi 7-8 della quinta stagione di “Distretto di polizia”, i Green Day spopolano con “Boulevards of broken dreams”, su Rai 2 ilcartone più popolare é “Pretty Cure” e la Serie A é già giunta alla giornata n.9 con il secondo turno infrassetimanale a distanza di un mese (l’altro fu alla quarta settimana). La classifica al momento, prima di scendere in campo, dice Juventus 24 punti, Milan 19; Inter 18; Fiorentina 16; Chievo, Lazio, Livorno 14; Empoli, Sampdoria 13; Palermo, Udinese 12; Siena 11; Ascoli 10; Roma 9; Reggina 6; Parma 5; Lecce, Messina 4; Cagliari 3; Treviso 2 mentre i risultati corrispondono a Juventus-Sampdoria 2-0 (41′ Trezeguet, 51′ Mutu), Empoli-Milan 1-3 (36′ Vannucchi; 45’+1 e 50′ Gilardino, 55′ Vieri), Siena-Fiorentina 0-2 (2′ e 67′ Toni), Lazio-Chievo 2-2 (32′ Rocchi; 48′ D’Anna, 66′ Pellissier; 90’+1 rig. Oddo), Cagliari-Livorno 1-1 (51′ rig. Suazo; 75′ Melara), Palermo-Lecce 3-0 (35′ Bonanni, 62′ Mutarelli, 90’+1 Ferri), Ascoli-Udinese 1-1 (18′ Fini; 88′ Vidigal), Reggina-Treviso 1-2 (18′ Beghetto, 77′ Parravicini; 86′ Missiroli), Parma-Messina 1-1 (35′ Simplicio; 77′ Muslimovic)…la sfida che interessa di più, però, é sicuramente Inter-Roma, una sfida di mercoledì alle 20,45 che va in scena davanti a ben 50.230 spettatori di cui appena 400 romanisti (il più piccolo esodo giallorosso nel capoluogo lombardo da più di 20 anni) assiepati in uno spicchio di “Curva Sud” al primo anello a incastro con la tribuna centrale ma isolati dal resto del pubblico tramite la polizia oltre che rinchiusi da 2 barricate altissime dedite ad evitare il lancio di oggetti dai settori laterali (dall’alto, invece, pioverà di tutto) intanto che il pubblico di casa si esibisce in una piccola coreografia alternata a cori e sfottò contro la capitale a ritmo continuo.

Un inizio di stagione sulle montagne russe

Non é un momento felice per nessuno dei 2 club: l’Inter del patron Massimo Moratti e del presidente Giacinto Facchetti, dopo aver vinto la sua seconda Supercoppa Italia battendo 1-0 la Juve in trasferta ai supplementari lo scorso 20 agosto, ha superato lo Shakhtar Donetsk agli ottavi di Champions League (2-0 in Ucraina e 1-1 a Milano) per poi rimediare 6 vittorie e 2 sconfitte in Italia mentre in Europa ecco 2 gioie seguite da una batosta (3-0 al Treviso, sconfitta 3-2 a Palermo, 1-0 sul campo dell’Artmedia Bratislava, 3-0 al Lecce, 1-0 a Chievo, 1-0 con la Fiorentina, 1-0 con i Rangers, crollo 2-0 sul terreno della Juventus già capolista in fuga, 5-0 al Livorno prima di cedere 2-0 in casa del Porto e vincere 1-0 a Udine)…decisamente un ruolino di marcia importantissimo in casa (solo un gol subito, contro lo Shakhtar alla prima giocata a Milano, ma decisivo per veder sfuggire la vittoria) mentre in trasferta c’é stato qualche problema in più al netto di un organico che ormai conosce bene l’allenatore Roberto Mancini (arrivato nell’estate del 2004 e già capace di ottenere 2 coppe nazionali lo scorso anno, fra cui la Coppa Italia proprio a scapito dell’allora Roma di Bruno Conti ed Ezio Sella); discorso diverso per la Roma del presidente Franco Sensi ma di cui la figlia Rosella fa le veci ormai da 2 anni (entrambi gli statuti maggiori sono in tribuna per l’occasione): malgrado Luciano Spalletti sia giunto da Udine in estate e abbia portato una venta d’aria nuova dopo l’anno terribile dei 5 allenatori cambiati, il bilancio é stato decisamente insufficiente con 4 vittorie, 4 pari, 3 sconfitte fra campionato e Coppa UEFA (3-0 a Reggio Calabria, batosta 0-1 con l’Udinese, 5-1 con l’Aris Salonicco, 0-0 a Livorno, 4-1 col Parma, 0-0 a Cagliari e a Salonicco, debacle 2-3 col Siena e 1-0 a Empoli prima di vincere 2-1 a Tromsoe e chiudere il derby 1-1 da situazione di vantaggio)…se l’Inter vince si rilancia definitivamente in ottica scudetto e le conseguenze per la Roma potrebbero essere già molto pesanti sul piano della panchina, ma se vincono i giallorossi le carte si rimischierebbero completamente sotto tutti gli aspetti a cominciare che si alzerebbero le distanze dalla zona retrocessione.

Diversi campioni, vari infortunati e un mondiale in arrivo

L’Inter sceglie di adoperare un 4-4-1-1 che in fase di attacco diverrà un 4-3-2-1 molto offensivo quando Figo spinge affiancando Recoba in modo da far stringere Zè Maria pur dovendo fare a meno di pezzi pregiati come lo stopper Burdisso, i mediani Cesar, Kily Gonzalez, Stankovic, capitan Zanetti (tutti degenti) insieme al terzino Wome, squalificato intanto che il terzo portiere Orlandoni con lo stopper Andreolli sono stati lasciati fuori per carenza di convocazioni; i romanisti, invece, oltre ad avere pochi sostenitori al loro seguito, situazione figlia del brutto momento, adoperano un vero 4-4-1-1 in cui mancano il regista Aquilani, il centrocmapista Kharja senza dimenticare i bomber Rosi e Cassano (tutti fuori per problemi fisici) intanto che i giovanissimi compagnidi Rosi, Cerci e Okaka, sono stati lasciati fuori per scelta tecnica a causa del fatto che devono giocare con la Primavera di mister Alberto De Rossi (padre di Daniele e che lo scorso anno li ha portati a vincere il campionato di categoria). Dal 20 gennaio al 10 febbraio vedremo la Coppa d’Africa vinta dall’Egitto in casa e a cui parteciperanno il marocchino Kharja (uscito dietro alla coppia Egitto-Costa d’Avorio), il ghanese Kuffour (fuori ai gironi dietro a Nigeria-Senegal) mentre il congolese Nonda sarà lasciato a casa…sul fronte opposto ecco che il nigeriano Martins si piazzerà terzo superando 1-0 il Senegal in seguito ad una sconfitta di equal misura dinanzi agli ivoriani intantoche il camerunense Womé sarà lasciato a casa dopo un rigore sbagliato contro l’Egitto l’8 ottobre 2005 (subirà minacce di morte e di attentati oltre a vedere la sua macchina distrutta insieme al negozio della compagna) che costò ai suoi la qualificazione al mondiale in Germania, previsto per il prossimo 9 giugno e fino al 9 luglio, che finirà con l’Italia campione, per la quarta volta, a Berlino a danno della Francia per 5-3 ai rigori dopo l’1-1 sul campo annoverando Materazzi e capitan Totti, De Rossi, Perrotta in un torneo iniziato con la vittoria sul Ghana di Kuffour per 2-0 e gli africani saranno gli unici del loro continente ad arrivare agli ottavi ma crolleranno contro il Brasile di Julio Cesar-Adriano fatto fuoir dai francesi finalisti nei quarti per 1-0…sul fronte degli altri stranieri vedremo l’Argentina del trio Burdisso-Cambiasso-Cruz con Cufré uscire ai rigori contro i padroni di casa nei quarti (1-1 sul campo e 4-2 ai rigori) dopo aver superato anche 6-0 la Serbia e Montenegro di Stankovic nei gironi (gli slavi cadranno 1-0 con l’Olanda e 3-2 con gli ivoriani uscendo da ultimi al primo turno) per poi chiudere con Figo, che si piazzerà quarto col Portogallo dopo essere stato battuto in semifinale sempre dalla Francia per 1-0 ed aver mollato nella finale di consolazione andando sotto 3-1 con i tedeschi in quello che resta, ad oggi, il miglior mondiale del nuovo millennio sotto tutti i suoi lati caratteristici.

Montella e Totti fanno il vuoto

E’ la sfida n.80 fra queste 2 compagini in campionato e la terza che va in scena il 26 ottobre: nel 1980 finì 4-2 per i giallorossi con tripletta di Pruzzo (autogol di Bini a chiudere il bilancio) e doppietta di Altobelli mentre nel 2003 fu 0-0…al 1′ già proteste romaniste per una spinta di Samuel su De Rossi in area ma l’arbitro torinese Rosetti lascia proseguire; l’Inter spinge maggiormente pur non concludendo mai mentre la Roma si mostra compatta fra difesa e centrocampo cercando di non dare sbocchi ma ripartendo come al 10′, quando Cufré calcia di sinistro dai 30 metri mandando alto di poco su servizio di Totti da punizione. All’11’ ecco il vantaggio giallorosso: De Rossi pesca Taddei dietro a Cordoba e l’ala, improvvisatasi mancina, crossa basso per Montella che realizza di sinistro sul primo palo anticipando Samuel con Julio Cesar (per l'”areoplanino” é il secondo gol in stagione dopo quello contro l’Aris in casa nonché il primo in campionato arrivando a quota 134, eguagliando Enrico Chiesa…sarà anche l’ultimo nella peggiore annata della carriera in giallorosso a parte quella del 2008/09, al termine della quale si ritirerà senza essere andato a segno mai in 9 mesi, durante i quali gli verrà annullata una rete regolare contro il Cagliari nonché l’ultimo pure contro l’Inter, a cui aveva già fatto 5 volte, di cui una sola in terra lombarda)…l’Inter, dunque, riprende gol in casa in Serie A dopo 735′ (non accadeva da Inter-Fiorentina 3-2 del 20 marzo 2005) e per la prima volta in stagione si trova sotto in casa (in trasferta era già successo a Palermo, Torino, Oporto) e al 15′ Chivu apre la lista degli ammoniti con un fallo tattico a danno di Recoba, trattenuto mentre si accentra dai 20 metri mentre sulla punizione successiva di Veròn tocca a De Rossi spingere leggermente Figo in area senza che Rosetti ravvisi nulla; al 20′ Figo, servito corto su corner di Recoba, riesce ad accentrarsi per poi servire Veròn, il cui tiro viene deviato da Perrotta in uscita fuori area giungendo sulla testa di Cambiasso che pareggia a porta quasi vuota ma il segnalinee annulla per un fuorigioco evidente mentre al 25′ Figo serve indietro Cambiasso, il cui mancino viene mandato in angolo da Doni, molto reattivo sul primo palo…sulla ripartenza che ne segue Perrotta gioca su De Rossi, il cui lancio lungo innesca Mancini, ritrovatosi sulla destra, col brasiliano che arriva prima di Cordoba a calciare ma Julio Cesar devia sul palo e sulla respinta Favalli salva a “corpo morto” su Montella che doveva solo spingere dentro la palla a porta vuota prima che al 27′ Cruz colpisca la traversa di testa su traversone di Recoba dalla sinistra, lo stesso Recoba che al 28′ manda di pochissimo alta una punizione dai 40 metri appena prima che Veròn imbecchi ancora Cruz, che in spaccata di sinistro trova la parata di Doni da dentro l’area. Al 30′ ecco lo 0-2: Veròn sbaglia un passaggio verso Cambiasso e Cufré recupera verso Totti, che prima salta Cambiasso a centrocampo, poi Zé Maria e si accentra tenendo a distanza Materazzi per poi concludere con un morbido pallonetto di destro da fuori area che si spegne alle spalle di Julio Cesar andando adesultare sotto un settore ospiti in delirio intanto che tutto lo stadio applaude uno dei più bei gol mai visti da quelle parti (3+0+1 in stagione per lui dopo Parma, Lazio, Aris Salonicco: è la prima volta che va a segno fuori casa ricordando pure che non segnava con i nerazzurri dal 3-3 dell’ottobre 2004 e non realizzava a Milano dalla sconfitta 3-1 del marzo 2002…a fine anno il suo bilancio sarà 15+0+2 malgrado il gravissimo infortunio a tibia e perone che lo farà stare fuori dal 19 febbraio fino a maggio inoltrato tentando il recupero lampo per un mondiale in cui si ergerà a protagonista assoluto). Al 31′ ancora Totti, che su punizione per un fallo di Materazzi su Montella, cerca l’incrocio dei pali destro con un destro a giro da 20 metri ma manda di poco fuori…al 32′ prima Zé maria abbatte De Rossi, poi Cambiasso stende Mancini e Rosetti fischia un’altra punizione dal limite con Materazzi che si fa ammonire per proteste ma Totti spedisce ancora alto di poco cambiando angolo col destro; l’Inter cerca di schiacciare la Roma ma non riesce mai a concludere e, anzi, si ritrova sempre ingabbiata nei raddoppi dei giallorossi su ogni portatore di palla finché al 38′ De Rossi non serve Montella, che prima cerca il triangolo con Taddei e poi calcia di destro dalla lunetta trovando il salvataggio alla disperata di Samuel a Julio Cesar battuto…al 40′ lo stesso Samuel butta terra Mancini nell’ennesima ripartenza giallorossa aggiungendosi ai cattivi in un primo tempo in cui Spalletti, scambiando le ali (Taddei a sinistra e Mancini a destra) ha saputo chiudere tutti gli spazi sugli esterni in modo da costringere l’Inter a penetrare per vie centrali ma Perrotta (schierato in mediana ma fuori ruolo, essendo un esterno sinistro) e De Rossi hanno fatto schermo totale davanti alla difesa riuscendo a limitare anche il pressing da attuare da parte degli attaccanti.

Totti chiude e Adriano riapre

Nella ripresa Mancini passa al 4-2-4 inserendo Adriano per Zé Maria (Cambiasso-Veròn in mezzo con Figo-Cruz-Adriano-Recoba davanti) ma al 47′ ecco lo 0-3: Materazzi sgambetta Montella, coadiuvato da una sgomitata di Samuel in area di rigore e dal dischetto Totti apre il piatto destro spiazzando Julio Cesar (prima doppietta stagionale per lui e prima doppietta in casa dell’Inter mentre la prima contro il Milan era arrivata nella sconfitta per 3-2 del gennaio 2001, anno del terzo scudetto romanista); al 51′ giallo anche per Mancini, che commette fallo al limite destro dell’area su Figo mentre al 54′ Recoba costringe Doni a mandare oltre la traversa una gran punizione a giro di sinistro dalla destra mentre sul corner seguente Cruz di testa trova il salvataggio sulal linea di Perrotta prima che Samuel si veda murare la conclusione ravvicinata da Taddei. Al 60′, dopo che l’Inter si é gettata all’assalto con sole penetrazioni estemporanee ed un gioco corale assai scadente (ben bilanciato dalla compattezza della Roma, stretta fra i reparti e totalmente concentrata), entra Nonda per Montella lasciando tutto uguale (il congolese davanti e Totti dietro di lui ad appoggiare i centrocampisti in fase di copertura…al 65′ sinistro molto alto di Adriano da fuori area e al 66′ proprio il brasiliano fa 1-3 con una punizione a giro da fuori col mancino che si stampa sul palo sinistro prima di entrare dall’altro lato con Doni immobile consentendo ai suoi di accorciare le distanze facendo presagire un finale in cui l’Inter caricherà la Roma senza remore, presagioconfermato dall’ingresso di Martins per capitan Recoba al 76′ (il nigeriano va a prendere la fascia sinistra mentre Cordoba diventa “condottiero” dei suoi). Proprio Martins, servito da Veròn, crossa in area al 77′ ma Doni riesce a bloccare commettendo poi un errore grossolano, vistoche cade addosso a Chivu perdendo la sfera, consentendo ad Adriano di fare 2-3 a porta vuota di destro (che segna la sua prima doppietta in stagione e torna al gol dopo la tripletta col Treviso della prima giornata, successiva al timbro in Ucraina ad agosto…il bilancio finale per lui sarà 13+0+6) intanto che Doni; al 78′ dentro Dacourt per Mancini (sempre 4-4-1-1 ma con Taddei più largo a destra da inizio ripresa mentre il francese stringe verso il tandem De Rossi-Perrotta) e al 79′ gran destro di Veròn da fuori su sponda di Cruz ma Kouffour devia in corner rischiando di mettere fuori causa Doni…all’81’ destro alto di Samuel sukl secondo palo in mischia da calcio d’angolo mentre all’84’ Mexes rileva Taddei facendo passare i suoi al 5-4-1 a rombo (Panucci-Kuffour-Mexes-Chivu-Cufré, De Rossi, Perrotta-Dacourt, Totti, Nonda) in un finale con vere marcature a uomo ad ogni mischia (Kuffour-Adriano, Panucci-Martins, Mexes-Cruz, Cufré-Figo mentre Chiviu prende Materazzi su ogni traversone); all’86’ Martins stoppa fuori area, si gira e calcia di sinistro mandando fuori di poco. All’89’ Doni blocca a terra un’incornata di Materazzi su angolo di Figo e al 90′ entra Solari per Favalli (si passa al 3-4-3 (Cordoba-Materazzi-Samuel, Figo-Cambiasso-Veròn-Solari, Martins-Cruz-Adriano) ma l’argentino non fa in tempo a farsi vedere che la situazione si surriscalda al 93′: Veròn commette fallo su Totti in ripartenza con un calcio e il capitano della Roma reagisce male, i due arrivano a contatto testa a testa con Veròn che gli dà uno schiaffo buttandolo a terra ma Rosetti sceglie di punire entrambi con l’espulsione (per ambo le parti una sola giornata di squalifica) appena prima del fischio finale che certifica la prima vittoria della Roma in casa dell’Inter dallo 0-1 dell’11 settembre 1994 (77′ aut. Festa) e Spalletti riesce dove Carlos Bianchi, Zeman, Capello, Conti avevano fallito mentre Mancini torna a perdere con la Roma da allenatore per la prima volta nella notte in cui la Milano nerazzurra si inginocchia davanti alle prodezze di Francesco Totti (anni dopo tutta la Milano calcistica renderà onore al n.10 romanista, quando si ritirerà nel 2017 e molti ricorderanno la notte del 26 ottobre 2005). A fine turno la classifica, in un campionato ancora tutto da vivere, dice Juventus 27 punti; Milan 22; Fiorentina 19; Inter 18; Chievo, Lazio, Livorno, Palermo 15; Empoli, Sampdoria, Udinese 13; Roma 12; Ascoli, Siena 11; Parma, Reggina 6; Messina, Treviso 5; Cagliari, Lecce 4…c’é ancora tanto da dire e da raccontare.

Tris nazionale per l’Inter e inizia la rivalità che durerà fino al 2011

A inizio maggio (la Serie A si chiudeva il 14) esploderà il più grande scandalo nella storia del calcio italiano: l’inchiesta di “Calciopoli” (ripresa da “Tangentopoli”) che porterà alla retrocessione in Serie B della Juve campione d’Italia oltre alle penalizzazioni per Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina da scontare fra la stagione appena trascorsa e quella seguente…in un clima di polemiche roventi e veleni che accompagneranno l’Italia di Marcello Lippi al mondiale tedesco e che in estate vedranno contestazioni continue durante i processi, l’Inter vincerà lo scudetto “sub-iudice” in data 26 luglio (giorno delle sentenze del processo sportivo, concluso a tempo di record…) tornando a trionfare per la prima volta dal 1988/89 (il campionato dei record) e ottenendo il suo tricolore n.14 proprio a scapito della Roma, che da quinta si troverà secondamentre i nerazzurri erano giunti terzi dietro a Juve, Milan mentre la Fiorentina si era piazzata quarta in una classifica che sarà totalmente sconvolta (nel 2011, in ambito di processo penale, si scoprirà che anche l’Inter fu coinvolta negli illeciti e lo scudetto spettava alla Roma di diritto, ma ormai era sopraggiunta la prescrizione e nulla poteva essere cambiato); in Coppa Italia (la quinta in totale nonché la seconda consecutiva) altro trionfo degli interisti contro i romani, che prima faranno 1-1 nella capitale il 3 maggio e poi esulteranno al 3-1 casalingo dell’11 maggio, una felicità doppia a cui farà seguito anche la rimonta per 4-3 da 0-3 in mezz’ora del 26 agosto seguente in Supercoppa Italia ai supplementari intanto che in Champions League gli uomini di Mancini cadranno dinanzi al Villareal semifinalista (vittoria 2-1 e poi sconfitta 1-0 in Spagna) mentre la Roma, entrata nella storia stabilendo il primato di 11 vittorie consecutive fra dicembre e febbraio tramite il nuovo 4-2-3-1 inventato da Spalletti durante l’inverno, uscirà agli ottavi di Coppa UEFA per mano dei futuri finalisti del Middlesbrough con gli stessi risultati dei meneghini ma a campi invertiti (1-0 subito in Inghilterra e 2-1 inutile nella capitale). Quella sera nessuno lo sapeva, ma stava iniziando una nuova parentesi del calcio nel nostro paese, una parentesi che sarebbe durata fino alla primavera del 2011, in cui Inter-Roma diventerà la sfida più seguita del nostro movimento sempre fra climi roventi e polemiche perenni, ma questa é un’altra storia e la racconteremo nelle prossime occasioni…

Il tabellino

INTER-ROMA 2-3

INTER (4-3-2-1): Cesar J.; Cordoba, Materazzi, Samuel, Favalli (90′ Solari); Zè Maria (46′ Adriano), Veròn, Cambiasso; Figo, Recoba (cap.) (76′ Martins); Cruz. A disposizione: Toldo, Mihajlovic, Zanetti C., Pizarro. Infortunati: Burdisso, Cesar, Gonzalez K., Stankovic, Zanetti J. Squalificati: Wome. Scelta tecnica: Orlandoni, Andreolli. Allenatore: Mancini R.

ROMA (4-4-1-1): Doni; Panucci, Kuffour, Chivu, Cufré; Taddei (84′ Mexes), De Rossi, Perrotta, Mancini A. (78′ Dacourt); Totti (cap.); Montella (60′ Nonda). A disposizione: Curci, Bovo, Alvarez, Tommasi. Infortunati: Aquilani, Kharja, Rosi, Cassano. Scelta tecnica: Cerci, Okaka. Allenatore: Spalletti.

ARBITRO: Rosetti di Torino.

MARCATORI: 12′ Montella (R), 30′ e 47′ rig. Totti (R); 67′ e 77′ Adriano (I).

NOTE: Espulsi Veròn (I) e Totti (R) al 93′ per scorrettezze reciproche. Ammoniti Chivu (R) al 15′ e Samuel (I) al 40′ e Mancini A. (R) al 51′ per gioco falloso, Materazzi (I) al 32′ per proteste, Doni (R) per comportamento non regolamentare.

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