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Sono passati solo 10 giorni dalla Pasqua del 2007 quando l’Italia ormai é entrata in piena primavera e fra meno di 2 mesi chiuderanno le scuole, a giugno-luglio andrà in scena la Copa America in Venezuela che vedrà il Brasile campione in carica superare l’Argentina già finalista nel 2004 (allora decisero i rigori), stavolta si chiuderà 3-0 per i verdeoro, Avril Lavigne rende famoso “Girlfriend” mentre i Modà finiscono in alto nelle classifiche con “Favola” intanto che la Mens Sana Siena si avvia a vincere il suo secondo scudetto nella pallacanestro (saranno 7 consecutivi malgrado la revoca degli ultimi 2…che ad oggi costituisce ugualmente un primato). Nel mentre la Serie A vive le ultime battute di una stagione assai anomala dopo l’inchiesta di “Calciopoli” scoppiata lo scorso maggio e prolungatasi tutta l’estate con la retrocessione in B della Juve oltre alle penalizzazioni per i bianconeri, il Milan, la lazio, la Fiorentina, la Reggina e l’Arezzo in cadetteria (da scontare in parte l’anno prima e in parte durante quest’annata)…in realtà la giornata n.22 sarebbe dovuta andare in scena tra sabato 2 febbraio e domenica 3, ma in seguito ai violentissimi scontri del derby Catania-Palermo 1-2 (50′ Caracciolo; 58′ Caserta; 81′ Di Michele) andato in scena alle 20,45 come anticipo serale, che porteranno alla morte dell’ispettore Filippo Raciti per mano di un giovane tifoso rossoblù (Antonino Speziale, poi giudicato innocente anni dopo), si scelse di posticipare la giornata in segno di lutto e saranno poi molte le misure applicate per combattere ancora la violenza negli stadi a cominciare dai biglietti nominativi, i tornelli agli ingressi, la “tessera del tifoso”, trasferte vietate e ai catanesi verrà imposto un finale di stagione con la squalifica del campo fino a fine anno e a porte chiuse in “casa” mentre quando si giocava sul campo di altri i tifosi siciliani si vedranno chiudere il settore ospiti. E’ decisamente il momento più basso della storia del calcio italiano dagli anni ’60, servirebbe che sul campo arrivasse la riscossa dei giocatori nel campionato che, ad oggi, risulta essere stato quello con la gente più disamorata e con la minore affluenza negli impianti…

Un calendario particolare e una valanga di primati

Intanto, lo “spettacolo” va avanti con il recupero della ventiduesima giornata in data mercoledì 18 aprile con la seguente classifica a inizio turno: Inter 81 punti; Roma 65; Lazio 56; Milan 50; Palermo 49; Empoli 46; Fiorentina 44 Atalanta, Sampdoria, Udinese 39; Cagliari 34; Catania, Livorno 33; Torino 32; Siena 31; Chievo 28; Reggina 27; Parma 26; Messina 24; Ascoli 20 mentre le gare previste sono Lazio-Chievo 0-0, Ascoli-Milan 2-5 (3′ Gilardino, 24′ rig. Kakà, 26′ Gilardino; 32′ rig. Di Biagio; 35′ Kakà; 41′ Guberti; 75′ Seedorf), Empoli-Atalanta 2-0 (35′ Saudati, 53′ Almiron), Parma-Fiorentina 2-0 (27′ e 89′ rig. Rossi), Udinese-Sampdoria 1-0 (53′ rig. Iaquinta), Livorno-Cagliari 2-1 (5′ Lucarelli; 60′ rig. Suazo; 67′ Knezevic), Siena-Torino 1-0 (65′ Antonini), Reggina-Messina 3-1 (13′ Bianchi; 27′ rig. Riganò; 54′ e 72′ rig. Amoruso)…tutte sfide interessanti al netto di una Serie A che ha, ormai, ben poco da offrire ma la vera cornice dorata di questo turno é sicuramente lo “scontro scudetto” Inter-Roma, che ha visto i nerazzurri prevalere già in Supercoppa lo scorso 26 agosto per 4-3 ai supplementari in rimonta da 0-3 nei primi 30′ e 1-0 (44′ Crespo) nella capitale alla terza settimana il 20 settembre. I nerazzurri sono ancora imbattuti in campionato, hanno stabilito il record di 17 vittorie consecutive (tra Inter-Livorno 4-1 dell’ottava giornata e Catania-Inter 2-5 della venticinquesima, saltando appunto la n.22) superando gli 11 successi della Roma lo scorso anno (striscia spezzata proprio nell’1-1 con gli interisti il 5 marzo 2006)…inoltre i meneghini arrivano da 2 pari consecutivi (0-0 a Reggio Calabria e 2-2 col Palermo poche settimane dopo l’1-1 con l’Udinese, unica rimasta imbattuta contro di loro chiudendo 0-0 all’andata mentre nella prima tornata della stagione la “X” era uscita solo negli 1-1 con la Samp e a Cagliari) ma sono a +16 sugli inseguitori e, vincendo, potrebbero già festeggiare il loro scudetto n.15 con ben 6 turni di anticipo costituendo un nuovo primato nella storia del torneo oltre ad aggiudicarsi il loro secondo tricolore consecutivo ma primo sul campo dall’altro titolo dei record targato 1988/89 (58-47 sul Napoli di Maradona ma con 34 gare da giocare e 2 punti per vittoria disponibili mentre stavolta i punti sono 3 e le sfide 38 con 20 partecipanti invece di 18) mentre il pari li farebbe restare a +16 consentendogli di trionfare fra 4 giorni anche con un pari a Siena. Se l’Inter é già uscita agli ottavi di Champions League il 6 marzo facendo 0-0 a Valencia dopo il 2-2 in Lombardia (al ritorno scoppierà una mega rissa in cui Navarro romperà il naso a Burdisso: il difensore l’argentino rimedierà 8 turni di squalifica oltre a 6 per Maicon, 3 per Cordoba, 2 per Cruz e una multa di 155.772 euro alla società), la Roma ha subito la pesante umiliazione del 7-1 in casa del Manchester United nel ritorno degli ottavi di Champions la settimana passata malgrado avesse vinto 2-1 all’andata nella capitale…entrambe già sanno che il 9-17 maggio si sfideranno di nuovo in finale di Coppa Italia con andata nel Lazio, ma adesso bisogna affrontare un calendario piuttosto interessante, sapendo che l’Inter non perde in campionato dall’1-0 incassato a Empoli il 30 aprile 2006. Nelle prossime giornate i milanesi andranno a Siena per poi ospitare l’Empoli, andare a Messina, ricevere la Lazio, essere ospitati a Bergamo e chiudere in casa col Toro mentre i romani, tornati a vincere in trasferta col Catania 2 giornate prima dopo 6 trasferte con 5 pari una batosta ma imbattuti da 8 partite (dopo l’1-0 subito dall’Empoli sono giunti il 3-0 alla Reggina, 2-2 a Chievo e 1-1 ad Ascoli, 3-1 con l’Udinese, 0-0 a Firenze, 1-1 col Milan, 2-0 a Lecce con i catanesi e il 4-0 alla Sampdoria)…i 70.511 spettatori, di cui solo 511 romanisti, preparano un’atmosfera ricca di sfottò e coreografie esponenti il triocolore ma, complice l’orario infrasettimanale, non si parla di scontri e gli ospiti vengono sistemati al primo anello della “Curva Sud”, vuoto e adibito esclusivamente a loro, isolati dal resto dello stadio anche se bersagliati dai settori superiori o laterali con ogni tipo di oggetto intanto che Massimo Moratti, tornato presidente dopo la morte di Giacinto Facchetti il 4 settembre 2006, e Rosella Sensi (subentrata al padre Franco alla presidenza della Roma nel 2004) prendono posto in tribuna.

Tattica, campioni e nazionali

Gli allenatori sono gli stessi dello scorso anno e i moduli anche: Roberto Mancini col suo 4-3-1-2 in cui mancano solo infortunati come lo stopper Samuel, il terzino Maxwell, il regista Vieira, il bomber Crespo oltre al giovane difensore centrale Andreolli fuori per carenza di uomini convocabili (a conferma della larghezza della rosa di casa) e Luciano Spalletti con il 4-2-3-1 privo del regista Aquilani, l’ala destra taddei oltre alle esclusioni di giovani come il centrocampista Virga e il centravanti Okaka (una squadra molto meno numerosa ma altamente qualitativa quella giallorossa, specie in fase offensiva) ma divenuto ormai materia di studio in tutto il mondo da un anno specie per la chiave tattica di capitan Totti a fare il “finto” centravanti con Perrotta incursore alle sue spalle ma bravissimo quasi sempre senza palla fra i piedi. In tanti, la scorsa estate, avevano partecipato al mondiale in Germania: l’Italia di Materazzi, Grosso e De Rossi, Perrotta, Totti aveva vinto il torneo battendo 5-3 ai rigori la Francia di Vieira (Mexes e Dacourt furono lasciati fuori) la sera del 9 luglio a Berlino, carnefice per 1-0 del Brasile di Julio Cesar e Adriano nei quarti del 1° luglio a Francoforte sul Meno, dopo l’1-1 maturato sul campo…la Serbia e Montenegro di Stankovic finita ultima nel girone dell’Argentina (eliminata dai padroni di casa facendo 1-1 e poi perdendo 4-2 dagli 11 metri ancora ai quarti in data 30 giugno a Berlino) di Burdisso, Cambiasso, Cruz, Crespo (Zanetti fu lasciato a casa come i brasiliani Maicon e Doni, Mancini) dietro anche a Olanda e Costa d’Avorio…il Portogallo di Figo giunto quarto alle spalle di Italia, Francia, Germania (dopo l’1-0 subito con i transalpini in semifinale, toccherà ai teutonici superare i lusitani 3-1 nella finale di consolazione dell’8 luglio a Stoccarda) mentre la Svezia era uscita il 24 giungo agli ottavi contro i tedeschi per 2-0 malgrado l’ala Wilhelmsson e il centravanti Ibrahimovic; allo stesso modo saranno tanti ad andare in Venezuela: Maicon e Doni vinceranno, dopo aver fatto fuori l’Uruguay di Recoba in semifinale dal dischetto (2-2 sul campo e 5-4 dagli 11 metri), contro Burdisso, capitan Zanetti, Cambiasso, Crespo intanto che la Colombia di Cordoba si piazzerà terza nel suo girone ma risulterà la peggiore terza classificata e uscirà subito malgrado avesse trionfato appena 2 edizioni addietro (in casa nel luglio 2001) al netto del cileno Pizarro che si era già ritirato nel 2006 a causa della mancata qualificazione al mondiale (torneo a cui i suoi riparteciperanno nel 2010 per la prima volta dal 1998, così come l’Uruguay che era assente dal 2002).

Perrotta la sblocca

In un primo tempo in cui Figo e Zanetti, insolitamente restii a commettere infrazioni, si fanno ammonire per 2 falli su Totti, la prima occasione é della Roma, che si mostra subito vispa: Mancini va via a Maicon sulla sinistra e crossa in area ma non trova nessuno, poi Totti calcia dalla destra di potenza rasoterra ma Julio Cesar respinge corto a centro area e si riscatta mandando in angolo anche il destro di prima da parte di Perrotta, giunto prima di tutti. Ancora scambio Mancini-Perrotta, che di destro conclude da fuori di prima ma manda alto con Julio Cesar che segue la traiettoria e poi Chivu, di sinistro a giro da 20 metri spedisce oltre la traversa su punizione ma il portiere interista era sulla traiettoria, poi ancora Perrotta che conclude sull’esterno della rete col destro al volo su lancio dalla trequarti di Panucci…l’Inter si fa viva per la prima volta, a scapito di quanto ci si aspettava, verso la mezz’ora, quando Grosso sfida Panucci e tocca indiestro su Srankovic, la cui bordata colpisce la traversa a Doni battuto; pochi minuti dopo Mancini converge al centro, gioca di sponda su Totti e tira trovando la parata di Julio Cesar che manda sulla traversa prima che Materazzi allontani ma la 44′ la Roma riesce finalmente a fare 0-1: De Rossi lavora una palla al limite dell’area in mezzo al traffico con un esercito nerazzurro intorno ma riesce a servire Chivu dentro l’area alle spalle di Maicon e per il rumeno é semplicissimo mettere la palla bassa per Perrotta che segna in scivolata di destro a porta vuota (per il centrocampista sono 7+2+1+0…a fine anno si arriverà a 8+4+1+0 e sarà la sua annata migliore della carriera anche a livello di presenze, ben 51 su 58 gare giocate dai suoi fra le 2 supercoppe nazionali).

Totti e Cassetti deludono Trefoloni

Nella ripresa la Roma, al momento a -13 (81-68), cerca di gestire il risultato ma al 52′ l’arbitro senese Trefoloni viene ingannato da Adriano, che su assist filtrante di Ibrahimovic da fuori area, cade a terra almeno 3 secondi prima che Doni esca su di lui…lo stesso Doni, assieme a Pizarro e Mexes vengono ammoniti per proteste ma quelche conta é che Materazzi spiazza il portiere brasiliano dal dischetto incrociando col mancino per l’1-1 (per lui sono 6+0+0+0 e a maggio toccherà quota 10+0+0+0 arrivando al suo record personale di segnature…saranno solo lui, Crespo e Ibrahimovic, rispettivamente con 14 e 15 timbri, a fare doppia cifra in Serie A). Il momentaneo pareggio, che per Materazzi vuol dire segnare alla Roma per il secondo anno consecutivo nel girone di ritorno, dice 82-66 per i meneghini (virtualmente sarebbe +17 con 6 giornate da giocare e 18 punti in palio: a Siena servirebbe un punto per la certezza dell’obiettivo)…a questo punto i padroni di casa prendono fiducia e iniziano a spingere, con Maicon che crossa da destra su Adriano ma la sua incornata trova la deviazione di Mexes con la spalla e Doni é costretto a deviare sul palo per poi trovare il salvataggio ancora di Mexes da terra su tiro di prima di Cambiasso, poi é Stankovic a tirare dalla destra ma Ibrahimovic liscia la conclusione sul secondo palo essendo tutto solo e dopo ancora triangolo Figo-Ibrahimovic-Stankovic col serbo che conclude di destro da fuori con Doni che si distende e manda in corner. Da qui inizia la fiera dei cambi: al 61′ dentro Dacourt per Grosso con Zanetti che va basso a sinistra e il transalpino si sistema in mediana mentre Cruz rileva Adriano (sempre 4-3-1-2 ma con il capitano nella retroguardia); nell’ultimo quarto d’ora Spalletti capisce che i suoi sono stanchi e toglie Wilhelmsson per inserire Cassetti al 74′ aumentando i difensori pur schierandolo all’ala destra mentre al 78′ é Vucinic a prendere il posto di Mancini lasciando il 4-2-3-1 con una fascia più offensiva e una di maggior equilibrio…Cruz, appena entrato, gioca bene di sponda su Figo, che a destro anticipa Vucinic servendo Maicon sul fondo ma il traversone basso e teso del brasiliano si spegne sul fondo senza conseguenze (in caso di rimonta interista l’abisso scavato sarebbe arrivato a ben 19 punti di differenza significando fine dei giochi e festa lombarda). Siamo ormai giunti all’89’, quando la Roma si guadagna una punizione appena fuori area e Totti tira di destro trovando la deviazione di Figo in barriera in modo da spiazzare Julio Cesar per l’1-2 (é il gol n.21+1+4 in stagione e per il secondo anno consecutivo va a segno in casa degli interisti dopo la mitica doppietta del 2-3 in occasione 26 ottobre 2005…a fine anno toccherà quota 26+2+4 nel suo anno più bello sul piano delle firme oltre all’unico in cui metterà insieme 50 gettoni di presenza)…al 90′ l’Inter si getta all’assalto mettendo dentro Recoba per Cambiasso (4-2-4 con Maicon-Materazzi-Cordoba-Zanetti, Dacourt-Stankovic, Figo-Cruz-Ibrahimovic-Recoba) mentre Tonetto prende il posto di Totti (reduce dall’infortunio gravissimo del 19 febbraio 2006 contro l’Empoli che rischiò di tenerlo fuori un anno) facendo passare i suoi al 5-4-1 in linea (Panucci-Ferrari-Mexes-Chivu-Tonetto, Cassetti-Pizarro-De Rossi-Perrotta, Vucinic) ma al 94′ De Rossi riesce a riconquistare la palla sulla trequarti per poi smistare verso la lunetta per lo stesso Cassetti (primo gol per lui in maglia giallorossa e a fine anno si aggiungerà quello col Palermo dopo appena altre 3 gare…anche per il terzino sarà l’anno con più partite giocate assieme al 2010/11, sempre con la Roma, ben 43 apparizioni), che stoppa di destro incrociando sul palo alla sua sinistra senza speranze per Julio Cesar: 1-3 e Roma che prova, quanto meno, a rosicchiare 3 punti ai capolisti vincendo per il secondo anno consecutivo in casa loro in campionato (in Coppa Italia a maggio 2006 si chiuse sul 3-1 per i meneghini) mentre da ben 52 anni i romani non uscivano con 2 vittorie su 2 da Milano dopo l’1-2 contro i milanisti: all’epoca fu 1-2 con l’Inter e 0-2 col Milan) in un finale in cui sia Stankovic che Materazzi si aggiungeranno agli ammoniti. Dunque giustizia é fatta malgrado il rigore dato ai lombardi, che tutte le moviole dichiareranno inesistente e costerà ad Adriano 2 giornate fuori dal campo dopo la prova tv: la Roma, che forse avrebbe potuto spezzare l’imbattibilità interista già a febbraio chiudendo la striscia di vittorieconsecutive a 13, andrà a Bergamo senza Mancini, Pizarro, Mexes mentre a Siena non ci sarà neanche Figo, tutti squalificati ma, al momento della chiusura della giornata, la classifica dirà Inter 81 punti; Roma 68; Lazio 57; Milan 53; Empoli, Palermo 49; Fiorentina 44; Udinese 42; Atalanta, Sampdoria 39; Livorno 36; Siena, Cagliari 34; Catania 33; Torino 32; Reggina 30; Chievo, Parma 29; Messina 24; Ascoli 20…mancano poche giornate e pochi verdetti, ma sicuramente ci saranno altre emozioni da provare.

L’Inter esulta e la Roma se la gode

Alla fine la certezza del tricolore sarà rimandata solo di 4 giorni: l’Inter vincerà a Siena (squadra che negli anni seguenti avrà sempre ruoli importanti nelle sfide con i meneghini, dando molto spesso filo da torcere anche nelle ultime giornate…) per 2-1 con doppietta di Materazzi domenica 22 aprile esultando con 5 turni di anticipo (eguaglierà il Torino nel 1947/48 e la Fiorentina del 1955/56) e chiuderà il campionato 97 punti (record battuto solo dalla Juventus di Antonio Conte nel 2013/14 con 102 lunghezze) con un bilancio di 30 vittorie unite e 7 pari e l’unica batosta proprio nello scontro diretto giungendo a +22 sulla Roma (non mancheranno comunque le polemiche arbitrali per tutto l’anno…), che arriverà a quota 75 (a dimostrazione di un torneo molto anomalo) con Totti vincitore della “Scarpa d’Oro” a quota 26 reti solo in Serie A ma ci si consolerà anche strappando la Coppa Italia ai nerazzurri (rotondissimo 6-2 in casa e sconfitta 1-2 a Milano: 7-4 nel totale) in modo da arrivare quota 7, regalando a Spalletti il primo titolo capitolino per poi chiudere il cerchio il 19 agosto 2007 espugnando il “Giuseppe Meazza” per 0-1 (78′ rig. De Rossi) e ottenendo la seconda Supercoppa Italia della storia romanista (ad oggi l’ultima e sarà l’unico anno in cui i capitolini si aggiudicheranno le 2 coppe nella stessa annata) dopo quella del 2001 con Capello in panchina (3-0 alla Fiorentina nella capitale). La Storia di Inter-Roma ci ha regalato altre pagine stupende oltre a questa, ma per quest’anno ne manca ancora una…vedremo insieme quale.

Il tabellino

INTER-ROMA 1-3

INTER (4-3-1-2): Cesar J.; Maicon, Cordoba, Materazzi, Grosso (61′ Dacourt); Stankovic, Cambiasso (90′ Recoba), Zanetti (cap.); Figo; Adriano (61′ Cruz), Ibrahimovic. A disposizione: Toldo, Burdisso, Solari, Gonzalez. Infortunati: Samuel, Maxwell, Vieira, Crespo. Scelta tecnica: Andreolli. Allenatore: Mancini R.

ROMA (4-2-3-1): Doni; Panucci, Ferrari, Mexes, Chivu; De Rossi, Pizarro; Wilhelmsson (74′ Cassetti), Perrotta, Mancini A. (78′ Vucinic); Totti (cap.) (90′ Tonetto). A disposizione: Curci, Faty, Tavano, Rosi. Infortunati: Aquilani, Taddei. Scelta tecnica: Virga, Okaka. Allenatore: Spalletti.

ARBITRO: Trefoloni di Siena.

MARCATORI: 44′ Perrotta (R); 52′ rig. Materazzi (I); 89′ Totti (R), 90’+4 Cassetti (R).

NOTE: Ammoniti Figo (I), Zanetti (I) e Doni (R), Pizarro (R), Mexes (R) e Stankovic (I), Materazzi (I) per gioco falloso.

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