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Il gelido inverno del 2009 sta per finire mentre la Mens Sana Siena monopolizza il basket italiano e si avvia a vincere il suo terzo scudetto consecutivo (sarà anche il primo tris nazionale di 3 consecutivi fino al 2011), il freddo schiaccia il nostro paese in una morsa quasi pari a quella della crisi economica scoppiata nel 2008 e a Roma tiene banco la questione di una scuola elementare in cui 10 classi sono state spostate nel plesso della propria succursale a causa di una derattizzazione urgente iniziata a gennaio dopo le vacanze di Natale ma non ancora terminata (non solo la carta stampata, anche i TG ne parleranno). Intanto la Serie A, 3 giorni dopo gli ottavi di finale d’andata di Champions League e dei sedicesimi di Europa League, prosegue con una classifica già più delineata di quanto non lo fosse l’anno passato di questi tempi: Inter 59 punti; Juventus 50; Milan 48; Fiorentina 45; Genoa 44; Roma 43; Cagliari 37; Atalanta, Palermo 36; Lazio, Napoli 35; Udinese 31; Catania 30; Sampdoria 29; Siena 27; Bologna, Torino 23; Lecce 22; Chievo 20; Reggina 17 mentre le gare previste sono state l’anticipo di sabato alle 18,00 Lazio-Bologna 2-0 (36′ e 81′ Zarate), la gara delle 20,30 Juventus-Napoli 1-0 (44′ Marchisio) e domenica alle 15,00 sono scese in campo Sampdoria-Milan 2-1 (33′ Cassano, 51′ Pazzini; 80′ Pato), Reggina-Fiorentina 1-1 (20′ Sestu; 22′ Bonazzoli), Siena-Genoa 0-0, Cagliari-Torino 0-0, Atalanta-Chievo 0-2 (78′ Langella, 89′ rig. Pellissier), Palermo-Catania 0-4 (14′ Ledesma P., 37′ Morimoto, 44′ Mascara, 66′ Paolucci), Udinese-Lecce 2-0 (75′ D’Agostino, 90’+1 Pasquale) ma la partita che, anche se non conta per lo scudetto per la prima volta dal 2004/05, é sicuramente Inter-Roma, il posticipo domenicale delle 20,30 previsto a Milano davanti a 60.000 persone di cui appena 2000 romanisti (sistemati al primo anello della “Curva Sud” per non avere problemi di ordine pubblico, preventivamente evitati isolando gli ospiti dal resto dello stadio ma comunque esponendoli al lancio di oggetti dall’anello superiore).

Calendari e contesti altamente diversi

Inter-Roma era già stato il quarto di finale di Coppa Italia dello scorso mercoledì 21 gennaio, conclusosi 2-1 per i padroni di casa malgrado varie lamentele dei capitolini (mancato rigore di Burdisso su Vucinic con fallo di mano fischiato e quest’ultimo e conseguente 1-0 nato da punizione inesistente, gol della vittoria di Ibrahimovic viziato da un fuorigioco di Samuel, autore del primo colpo di testa su punizione, e dello svedese) dopo che tutte le finali dal 2005 in poi avevano visto affrontarsi le 2 parti (2 trionfi per uno: i primi 2 per i milanesi e gli ultimi 2 per i romani)…stavolta, però, intanto che i presidenti Massimo Moratti e Rosella Sensi prendono posto in tribuna, tocca agli addetti ai lavori ricordare come la Supercoppa Italia del 24 agosto scorso, pochi giorni dopo la morte dell’ex patron giallorosso Franco Sensi, fosse finita 2-2 per poi vedere i nerazzurri vincere ai rigori in casa per 5-4 (capitan Totti ebbe sui piedi il rigore decisivo ma calciò sulla traversa) mentre all’andata in campionato i capolisti devastarono gli avversari per 4-0 in casa loro senza mai andare in difficoltà. Da allora l’Inter si é mantenuta costante fino a fine andata e aggredendo il girone di ritorno ad eccezione del pari casalingo con il Torino per 1-1 di un mese addietro (a completare il quadro vediamo l’1-0 alla Sampdoria, il 2-0 di Catania, 3-0 a Lecce, 2-1 nel derby casalingo e a Bologna) mentre la Roma é in zona Europa League ma non vince fuori casa dalla trasferta di Napoli chiusa 3-0 il 25 gennaio (da lì ci sono stati il 2-1 al Palermo, 2-2 a Reggio Calabria, 3-0 al Genoa e l’identico rovescio di Bergamo per poi chiudere con il vittorios 1-0 a danno del Siena). Lo scorso mercoledì entrambe sono state impegnate nell’andata degli ottavi di Champions League: l’Inter ha ottenuto un miracoloso 0-0 a Milano contro i campioni in carica del Manchester United (Julio Cesar ha retto da solo un vero e proprio tiro al bersaglio mentre il giovanissimo Santon ha annullato Cristiano Ronaldo in un’annata in cui, a Roma, gli inglesi cederanno contro il Barcellona di Guardiola per 2-0, stesso punteggio con cui faranno fuori i nerazzurri fra 14 giorni in terra d’Albione) mentre la Roma ha perso 1-0 a Londra con l’Arsenal futuro semifinalista malgrado un rigore discutibile e diversi interventi decisivi del portiere Almunia (memorabile la palla levata da sotto l’incrocio dei pali su mancino del terzino Motta…al ritorno finirà 1-0 firmato da Juan ma ai rigori passeranno i britannici per 7-6 malgrado una gara eroica da parte dei giallorossi in piena emergenza), inoltre, il prossimo mercoledì l’Inter andrà a Genova per l’andata della semifinale di Coppa Italia in casa della Samp (perderanno 3-0 e il buon 1-0 al ritorno si rivelerà insufficiente per mandarli in finale a sfidare la Lazio futura vincitrice nonché carnefice della Juve in semifinale).

Gioco offensivo e diversi campioni

In estate, mentre ad Appiano Gentile José Mourinho rimpiazzava Roberto Mancini portandosi dietro la fama di miglior tecnico del momento assieme a “Sir” Alex Ferguson contando anche un’imbattibilità casalinga che dura dal 23 febbraio 2002, quando sedeva sulla panchina del Porto da appena un mese come sostituto di Octavio Machado…dopo aver capito che il 4-3-3 di inizio annata non andava bene malgrado ottimi risultati, ha virato per il ritorno al 4-3-1-2 degli anni scorsi anche se stavolta le defezioni sono molte e costringono al 4-3-2-1: Ibrahimovic é in panchina per un risentimento muscolare mentre il terzino ex di giornata Chivu, il centrale di difesa Samuel, il mediano Muntari, il bomber Cruz sono tutti fuori per motivi fisici oltre alle esclusioni tecniche del portiere Orlandoni, lo stopper Rivas, il trequartista Jimenez, l’attaccante Obinna…la Roma, che ha confermato Luciano Spalletti per il quarto anno consecutivo nonostante più voci lo avessero detto vicino ai saluti a luglio, adopera il 4-4-1-1 con Vucinic a svariare fra fascia sinistra e attacco mentre Brighi agisce dietro alle punte, ripudiando da 3 mesi il fedele 4-2-3-1 divenuto inefficace da inizio stagione ma non può contare su molti effettivi degenti come gli stopper Juan e Loria, i terzini Cassetti e Tonetto, il regista Aquilani, il duttile Perrotta, capitan Totti (Juan, Tonetto, Aquilani, Totti rientreranno contro l’Arsenal l’11 marzo, in tempo per l’ultima gara che conta per tutto il prosieguo dell’anno…ricordando che la finale di Champions League tornerà nella capitale per la prima volta da Juventus-Ajax del 1996); siamo anche in un annoche non prevede competizioni internazionali di rilievo a fine stagione, ad eccezione della Confederations Cup in Sudafrica, a cui l’Italia parteciperà per la prima volta annoverando Santon e De Rossi ma l’avventura finirà ai gironi dopo aver battuto i finalisti statunitensi 3-1 in rimonta, aver perso 1-0 con l’Egitto e 3-0 dinanzi al Brasile poi campione in cui verranno inseriti Julio Cesar con Maicon.

Doppio vantaggio giallorosso

A Milano, dopo un’intera giornata di pioggia, fa molto freddo, c’é poca nebbia e il terreno é molto scivoloso ma la Roma sceglie di partire ugualmente forte e già al 1′ Baptista costringe Julio Cesar ad una gran parata sopra la traversa con un destro a giro su punzione datat da un fallo di Stankovic sullo stesso brasiliano…i romanisti, privi di una colonna portante della difesa come Juan (rimpiazzato da Motta a destra mentre Panucci scala in mezzo rientrando dopo le polemiche delle ultime settimane e gli attriti con Spalletti), continuano a spingere mentre l’Inter riparte e al 3′ ancora Baptista di destro trova la parata facile di Julio Cesar ma stavolta il portiere blocca facile a terra centralmente prima che al 4′ Zanetti sciocchi il destro dal limite su assist di Balotelli trovando un Doni sicuro; al 6′ altra grandissima occasione per la Roma, con Vucinic che crossa dalla sinistra scattando in posizione regolare e Cordoba respinge sul dischetto dell’area con Brighi che tira al volo di destro ma manda fuori…al 13′ grande scambio Maxwell-Santon-Maxwell sulla sinistra con il brasiliano che manda fuori di punta mancina in scivolata da dentro l’area mentre al 15′ capitan Zanetti stende Vucinic ai 25 metri ma la punizione col destro di capitan De Rossi é deviata da Santon in barriera e Julio Cesar blocca facile sulla destra. Al 20′ angolo di Balotelli dalla sinistra e sul secondo palo arriva cambiasso ma Doni chiude ancora in corner respingendo col corpo e al 21′ ancora Adriano, su spiovente di Cordoba, trova la parata di Doni ma al 23′ la Roma va in vantaggio: Motta arriva sul fondo, rientra sul sinistro e crossa per De Rossi, che di testa spedisce la palla a sbattere sull’incrocio dei pali destro prima di entrare (quinto timbro contro i meneghini di cui il terzo in trasferta e secondo consecutivo per lui in casa interista dopo quelli nelle ultime 2 Supercoppe e il rigore nella serie finale dell’ultima sfida valevole per un titolo ma anche il secondo in stagione a seguito della firma in terra genoana alla quarta d’andata…a fine anno si aggiungerà la prima segnatura nel derby perso 4-2 in trasferta ad aprile: bilancio di 3+0+0+1 in una delle sue peggiori stagioni a livello realizzativo ma migliori sul piano del rendimento)…al 25′ contatto Panucci-Adriano in area con leggerissima trattenuta del difensore sul centravanti ma l’arbitro bolognese Rizzoli non ravvisa gli estremi per il rigore, al 28′ velenosissimo tiro-cross di Riise dalla sinistra ma Julio Cesar devia abbastanza da favorire Cordoba e al 29′ Riise fa 0-2 realizzando il suo primo gol in Italia nonché il primo stagionale arrivando in scivolata col mancino a segnare quasi dalla linea di fondo sfruttando anche una deviazione di Julio Cesar col tallone sinistro su lancio millimetrico dell’ex di giornata Panucci (uno dei tanti assieme agli infortunati Chivu, Samuel oltre a Mancini e Pizarro). Al 31′ destro altissimo di De Rossi dai 30 metri in una gara in cui si registra già un primato, visto che l’Inter non prendeva almeno 2 gol in casa da Inter-Chievo 4-2 dello scorso 14 dicembre ma non si fa in tempo a registrare le statistiche ed evidenziare una Roma con reparti stretti, raddoppi puntuali, ripartenze chirurgiche sfruttando l’ottimo Brighi fra le linee che al 32′ Vucinic, servito da Baptista con un filtrantre in area, avrebbe l’occasione per triplicare: rientra sul sinistro ma Burdisso riesce a salvare in scivolata proprio all’ultimo mandando in angolo col centravanti montenegrino tutto solo davanti a Julio Cesar (che nello scontro col suo difensore si fa anche male)…al 34′ colpo di testa di Mexes bloccato ancora da Julio Cesar su corner di Pizarro mentre al 36′ Zanetti viene ammonito per un fallo di mano volontario che stronca una ripartenza di Riise e Panucci; al 40′ sinistro improvviso fuori da parte di Zanetti da fuori area e al 44′ incornata fuori di Adriano in anticipo su Mexes da cross di Maicon prima che al 46′ Pizarro si aggiunga ai cattivi di gara per un fallo di mano su rinvio di Santon appena prima dell’intervallo.

Rizzoli rimette l’Inter in carreggiata

A inizio ripresa Mourinho, accortosi che i suoi non riescono a costruire come hanno sempre fatto da inizio anno soprattutto in Italia, manda dentro Figo per Maxwell e Vieira per Burdisso passando al 4-2-3-1 (Maicon-Cordoba-Cambiasso-Santon, Vieira-Zanetti, Figo-Stankovic-Balotelli, Adriano) ma la prima vera occaisone ce l’ha la Roma al 49′, quando Vucinic si ricava lo spazio per tirare da fuoricol destro sulla sinistra ma spedisce a lato…al 50′ ecco l’1-2 dell’inter: Figo rientra dalla destra e verticalizza su Adriano, che prima difende la palla dalla coppia Panucci-Mexes e poi serve di sinistro Balotelli, che arriva prima di Taddei a calciare di destro sul primo palo dalla fascia mancina punendo Doni anche grazie ad una piccola deviazione di Motta (per Balotelli é il quinto gol in Serie A e il secondo consecutivo in questa stagione dopo quello decisivo a Bologna 7 giorni prima mentre lo scorso anno andò in gol a Bergamo e poi in casa contro Fiorentina e Siena ma per ora il suo bilancio annuale dice 2+0+1+1); l’Inter sembra essere rientrata in partita ma da dopo il gol non riesce più a creare veri pericoli, anzi, al 57′ incassa anche l’1-3 (in casa non succedeva da Inter-Lazio 4-3 del 13 maggio 2007, con Mancini in panchina nell’anno dei record, che i milanesi prendessero 3 reti, tra tutte le competizioni, davanti al loro pubblico…prima ancora era successo solo con la Roma, sempre a Milano, il 18 aprile nell’unica sconfitta in campionato di tale annata, un rotondo 1-3) da parte di Brighi: Vucinic converge da sinistra, serve Baptista che con un ottimo blocco ostacola Cambiasso e consente al centrocampista di inserirsi centralimente per poi segnare incrociando di destro (per Brighi sono 5 in stagione finora: contro Palermo e Inter oltre alla doppietta di Cluj e alla firma col Bordeaux in Champions…a fine anno saranno 3+0+3+0 mentre, dal suo arrivo nella capitale nell’estate del 2007, aveva solo segnato a Empoli l’anno passato). Al 58′ gran destro da fuori di Stankovic ma Doni respinge bene centralmente e al 62′ ecco l’episodio che cambia definitivamente la gara: Balotelli, con la roma in totale controllo della gara e forte dei doppio vantaggio, rientra da sinistra saltando Motta prima di cadere in area dopo essere venuto a contatto con De Rossi…sarebbe simulazione e ammonizione per il centravanti ma Rizzoli (futuro designatore dei direttori di gara) fischia rigore e indica De Rossi come reo del fallo consentendo a Balotelli stesso di spiazzare Doni incrociando col destro dagli 11 metri malgrado avesse fatto una finta di norma non regolare durante la rincorsa (3+0+1+1…a maggio se ne conteranno 8+0+1+1) vedendolo poi esultare zittendo i tifosi della Roma prima di fare il gesto della linguaccia agli avversari scatenando diverse polemiche anche sul campo; al 65′ palla con il contagiri di Pizarro per Vucinic in area ma il montenegrino colpisce di testa in modo poco incisivo impedendo a Brighi, posizionato dietro di lui e molto più solo, di stoppare la palla a tu per tu con Julio Cesar in posizione regolare…al 68′ giallo a De Rossi e Stankovic per scorrettezze reciproche (fallo del romanista, reazione del serbo e risposta dei giallorosso), al 76′ il claudicante Vucinic chiede il cambio e viene rilevato da Menez, il quale si schiera a sinistra ma svaria assieme a Brighi dietro a Baptista lasciando il 4-4-1-1 invariato. Al 77′ ammonizione di Riise, che “placca” Balotelli lanciato da Stankovic proprio nel momento in cui Crespo rimpiazza Stankovic facendo passare i suoi al 4-2-4 (Maicon-Cordoba-Cambiasso-Santon, Vieira-Zanetti, Balotelli-Adriano-Crespo-Figo) e al 79′, proprio Crespo, entrato da 1’30”, fa 3-3: Figo mette in mezzo dalla sinistra e il centravanti argentino incorna di testa sul primo palo in mezzo ai centrali della Roma mettendola all’incrocio dei pali con Doni impietrito (terzo gol per “Valdanito” a Doni da quando é in Italia, é il terzo anno consecutivo che punisce i giallorossi da quando ha la maglia nerazzurra ed é il suo primo gol di 2 di quest’anno: il secondo lo farà in casa del Chievo a inizio maggio, gara finita 2-2 con in gol proprio lui e Balotelli)…a questo punto la gara si riequilibra con l’Inter che la mette sul piano fisico mentre la Roma cerca di ripartire abbassandosi anche troppo prima che all’83’ Vieira si prenda il giallo per aver buttato a terra Menez lanciato in contropiede, lo stesso Menez si guadagnerà un’altra punizione all’85’ prendendo una spinta da Cordoba sul lato destro dell’area ma la gran bordata mancina di Riise toccata da Pizarro é deviato in angolo ancora da Julio Cesar in un finale in cui le occasioni migliori sono tutte giallorosse, visto chep rima De Rossi incrocia troppo di sinistro dentro l’area imbeccato da Menez al 90′, poi al 91′ é De Rossi a lanciare in area Menez ma il francese colpisce Cordoba al momento della conclusione e Julio Cesar blocca senza difficoltà, poi al 92′ ancora menez va via sul fondo ma ancora Cordoba respinge il passaggio in mezzo dove arrivava Baptista. Al triplice fischio l’Inter salva un’imbattibilità casalinga che dura da Inter-Juventus 1-2 del 22 marzo 2008 e andrà avanti fino a Inter-Milan 0-1 del 14 novembre 2010 mentre Mourinho continuerà a non perdere in casa fino a Real Madrid-Sporting Gijon 0-1 del 2 aprile 2011…la Roma, dal canto suo, chiude per il quarto anno consecutivo imbattuta in casa interista in gare di campionato sempre con Spalletti in panchina (curiosamente l’ultima volta che ci perse fu l’ultima che non vide i lombardi campioni nazionali: nel 2004/05 e finì 2-0 con doppietta dell’ex Mihajlovic…il tecnico dei romanisti era Luigi Del Neri) ottenendo per la terza volta su 4 di fare 3 reti (2-3 il 26 ottobre 2005, 1-3 il 18 aprile 2007, 1-1 il 28 febbraio 2008) mentre in Coppa Italia si é sempre usciti sconfitti pure se va detto che anche stavolta, come l’anno prima, le polemiche sono state tantissime (la stagione passata la mancata espulsione di Burdisso e quella inesistente di Mexes, stavolta il rigore su Balotelli); erano anni particolari, in cui Inter-Roma era sempre una partita che lasciava una lunga coda di veleni a partire dallo scudetto del 2007/08: Spalletti a fine gara, oltre al gioco eccessivamente falloso degli avversari e all’esiguo numero di cartellini estratti contro di loro, contesterà violentemente il penalty dato mentre Mourinho risponderà dicendo che, se si deve parlare di errori arbitrali, bisogna vedere il “fallo” di Baptista su Cambiasso in occasione dell’1-3 mentre pochi giorni dopo, parlando pure di Milan e Juve, varerà il famoso detto degli “ZERU TITULI” diventato suo marchio di fabbrica fino ad ora…il pareggio per 3-3, in questa sfida, mancava dal 6 aprile 2003 e a fine turno la classifica recita Inter 60 punti; Juventus 53; Milan 48; Fiorentina 46; Genoa 45; Roma 44; Cagliari, Lazio 38; Atalanta, Palermo 36; Napoli 35; Udinese 34; Catania 33; Samdpria 32; Siena 28; Torino 24; Bologna, Chievo 23; Lecce 22; Reggina 18 per un torneo che ha ancora molto da dire.

L’Inter esulta e la Roma rimpiange

A fine anno l’Inter del capocannoniere di Serie A Ibrahimovic (25 reti e primo nerazzurro a riuscirci da quando Vieri segnò 24 volte nel 2002/03) si laurea campione d’Italia per la quarta volta consecutiva ottenendo il tricolore n.17 con 2 turni d’anticipo (nelle ultime 2 settimane sarebbero andati a perdere 2-1 a Cagliari prima di superare 4-3 l’Atalanta in casa) in occasione di sabato 16 maggio, quando Udinese-Milan delle 20,30 finirà 2-1 e il giorno dopo i nerazzurri supereranno 3-0 il Siena chiudendo, poi, l’annata in testa a +10 sulla coppia Juventus/Milan (84-74) mentre la Roma giungerà in Europa League forte del suo sesto posto dietro anche a Fiorentina e Genoa ma con la stessa rosa che per 3 anni aveva dato battaglia agli interisti in ogni ambito anche a distanza, simbolo che qualcosa stava cambiando o sarebbe cambiato (dal 2005 al 2011 questo sarà l’unico anno in cui la finale di Coppa Italia non sarà Inter-Roma ma per ironia del calendario si giocherà 2 turni prima) senza dimenticare che, oltre allo United e all’Arsenal, anche il Chelsea supererà l’italiana Juventus (1-0 a Londra e 2-2 a Torino), chiudendo il cammino di tutte le italiane rimaste dopo la Fiorentina nell’ex Coppa dei Campioni…l’8 agosto seguente, poi, l’Inter perderà 1-2 la Supercoppa Italia contro la lazio a Pechino malgrado una gara dominata. Il viaggio nel passato di Inter-Roma finisce qui ma l’anticipo di sabato 1° ottobre 2022 riaccenderà i fari su una gara che all’epoca fece la storia del calcio italiano: parola al campo!

Il tabellino

INTER-ROMA 3-3

INTER (4-3-2-1): Cesar J.; Maicon, Cordoba, Burdisso (46′ Vieira), Santon; Zanetti (cap.), Cambiasso, Maxwell (46′ Figo); Stankovic (78′ Crespo), Balotelli; Adriano. A disposizione: Toldo, Materazzi, Mancini, Ibrahimovic. Infortunati: Samuel, Chivu, Muntari, Cruz. Scelta tecnica: Orlandoni, Rivas, Jimenez, Obinna. Allenatore: Mourinho.

ROMA (4-4-1-1): Doni; Motta, Mexes, Panucci, Riise; Taddei, De Rossi (cap.), Pizarro, Vucinic (76′ Menez); Brighi; Baptista. A disposizione: Artur, Diamoutene, Cicinho, Felipe, Montella, Malomo. Infortunati: Juan, Loria, Cassetti, Tonetto, Aquilani, Perrotta, Totti. Allenatore: Spalletti.

ARBITRO: Rizzoli di Bologna.

MARCATORI: 23′ De Rossi (R), 29′ Riise (R); 50′ Balotelli (I); 57′ Brighi (R); 62′ rig. Balotelli (I), 79′ Crespo (I).

NOTE: Ammoniti Zanetti (I) al 37′ e Pizarro (R) al 45’+1, Riise al 77′ e Vieira (I) all’83’ per gioco falloso, Stankovic (I) e De Rossi (R) al 68′ per reciproche scorrettezze.

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