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JUVENTUS-LAZIO…-6 GIORNI, DOMENICA 28 OTTOBRE 1973: SIAMO ANCORA ALL’INIZIO

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TORINO – Mancano appena 5 giorni al ponte dei morti di inizio novembre 1973 e il calcio italiano é entrato definitivamente nel vivo con la terza giornata di Serie A, in cui spicca Juventus-Lazio, scontro diretto fra 2 delle 3 protagoniste della scorsa stagione in cui i bianconeri portarono a casa il tricolore solo all’87’ dell’ultima giornata espugnando il campo della Roma mentre i biancocelesti cadevano 1-0 a Napoli all’89’ e il Milan cedeva 5-3 sul terreno del Verona. La classifica a inizio turno dice: Fiorentina, Lazio 4 punti; Inter, Napoli, Torino 3; Bologna, Cagliari, Juventus, Milan, Roma, Sampdoria 2; Cesena, Foggia, Genoa 1; Verona, Vicenza 0 ma ciò che interessa maggiormente sono le sfide in programma a livello di Fiorentina-Foggia 0-1 (3′ Villa), Inter-Napoli 2-2 (14′ Moro; 28′ Clerici, 42′ Cané; 49′ Bonisegna), Cagliari-Torino 1-1 (19′ rig. Riva; 79′ rig. Pulici), Sampdoria-Bologna 0-0, Roma-Milan 1-2 (11′ Chiarugi, 20′ Bianchi; 36′ Cappellini), Cesena-Verona 1-0 (50′ Toschi), Vicenza-Genoa 1-1 (30′ Macchi; 84′ Corradi).

Un inizio che già dice molto

Il “Comunale” di Torino viene riempito da 48.228 spettatori fra cui almeno 6000 laziali, reduci dalla sconfitta 4-0 in casa dell’Ipswich Town (poker di Whymark) nell’andata dei sedicesimi di Coppa UEFA (il ritorno andrà in scena a Roma il 7 novembre, dopo Lazio-Fiorentina 0-0 della prossima giornata: vinceranno gli italiani 4-2 ma sarà una gara che costerà, oltre all’eliminazione, anche grossi problemi sul piano disciplinare, oltre che dell’ordine pubblico…) ma in un inizio di stagione in cui hanno espugnato Vicenza 0-3 e superato la Sampdoria 1-0 nel finale oltre a piazzarsi primi nel girone estivo di Coppa Italia davanti a Brescia, Varese, Roma, Novara…al prossimo girone del torneo, quello di semifinale, troveranno proprio la Juventus (qualificatasi a scapito Ascoli, Foggia, Spal, Arezzo) insieme a Palermo e Cesena. La Juve, da parte propria, ha iniziato il campionato vincendo 2-1 col Foggia prima di perdere a Napoli 2-0 nel medesimo periodo in cui, da finalista della Coppa dei Campioni (1-0 con gol di Rep al 4′ in favore dell’Ajax lo scorso maggio), la Dinamo Dresda li aveva battuti ai sedicesimi del medesimo trofeo (sconfitta 2-0 in Germania Est e vittoria inutile per 3-2 al ritorno) ma il 18 novembre saranno in campo per affrontare l’Independiente nella finale di Coppa Intercontinentale data la rinuncia da parte degli olandesi (finirà 0-1 per gli argentini con firma di Bochini al 79′).

Pochi indisponibili e solo nazionali italiani

Mentre in tribuna vediamo lo statuto maggiore juventino, i fratelli Gianni e Umberto Agnelli con il presidente Giampiero Boniperti, a poca distanza dal patron capitolino di origine italo-americana Umberto Lenzini…ecco scendere in campo il 4-4-2 lineare di casa, allenato da Cestmir Vycpalek (zio del futuro tecnico laziale Zdenek Zeman) e in cui mancano solo il difensore Marchetti col bomber Anastasi a causa di guai fisici mentre il giovane terzino Gentile con lo stopper Mastropasqua sono rimasti fuori per scelta tecnica senza dimenticare il 4-5-1 scelto da Maestrelli in cui non compaiono sempre per motivazione tecnica e carenza di convocazioni disponibili riserve a livello del difensore Polentes, il centrocampista Inselvini e l’attaccante Franzoni. Il prossimo mese di giugno andranno in scena i mondiali di Germania Ovest a cui ci presentiamo da finalisti della scorsa edizione (4-1 contro il Brasile a Città del Messico) potendo contare su ben 6 juventini e 3 laziali nell’epoca delle formazioni senza stranieri (1966-1980): Zoff, Spinosi, Morini, Capello, Causio, l’infortunato Anastasi insieme a capitan Wilson, Re Cecconi, Chinaglia…sarà un disastro e la squadra si sfalderà in clan facendosi travolgere dalle polemiche, visto che batteremo 3-1 in rimonta Haiti subendo gol dopo 2 anni di imbattibilità azzurra da parte di Zoff ma poi pareggeremo 1-1 con l’argentina per perdere all’ultimo turno 2-1 dinanzi alla Polonia ed uscire per differenza reti dietro alla Polonia e all’Argentina (i biancorossi si piazzeranno terzi, unica piccola consolazione).

Vantaggio ospite

Sul piano delle marcature non ci sono sorprese: Morini-Chinaglia, Furino-Re Cecconi, Spinosi-Garlaschelli, Longobucco-Manservisi, Nanni,-Capello, Frustalupi-Cuccureddu, Facco-Causio, Oddi-Bettega, Martini-Altafini…restano liberi solo i portieri e i 2 liberi (nonché capitani) Salvadore con Wilson a impostare. In apertura ecco già un facile mancino di Chinaglia dalla destra bloccato da Zoff prima che Pulici pari a sua volta su una maldestra girata al volo di Bettega, poi é la volta di Causio, che al volo impegna Pulici dal limite; Furino stende Re Cecconi nelle fasi iniziali facendosi ammonire, ancora Chinaglia si rende pericoloso ma sulla respinta di Morini a suo danno giunge Garlaschelli, su cui Zoff si distende a destra facendo buona guardia…al 32′ ancora Bettega murato al limite dell’area ma Cuccureddu arriva sulla palla vagante centrando l’incrocio dei pali col destro ma l’episodio che sblocca la sfida si verifica al 45′ con Chinaglia che serve Nanni per poi inserirsi in area arrivando a raccogliere il cross di destro del compagno realizzando lo 0-1 con un gran destro al volo (per il centravanti laziale siamo già a 2+2+3 reti…alla fine ne conteremo 24+4+6) in modo da spedire i suoi da soli in testa a 6 punti sfruttando lo 0-1 con cui la Fiorentina sta cedendo al Foggia dal 3′.

Rimonta di casa e aggancio in vetta

Nella ripresa la Juventus sceglie di serrare i ranghi e comincia l’assalto arrivando all’1-1 che lascia comunque la Lazio davanti a quota 5 al 50′: punizione di Causio dalla destra e incornata di Altafini (0+2+1 per lui al momento…7+2+1+0 al conto conclusivo), poi é ancora Causio a seminare in serie gli avversari sul lato destro per poi servire Cuccureddu ma il suo sinistro si perde altissimo; al 62′ Capello guadagna metri per poi lanciare sull’esterno destro Altafini e il cross di quest’ultimo arriva precisa sulla testa di Bettega che realizza il 2-1 (primo timbro stagionale per lui…8+2+0+0 in primavera) riportando a 4 la parità…la Lazio cerca di riorganizzarsi buttando dentro D’Amico per Manservisi allo scopo di dare maggiore tecnica a scapito del dinamismo in un centrocampo che vede Nanni defilarsi a sinistra in favore del doppio regista (Re Cecconi-D’Amico intanto che Frustalupi copre davanti alla difesa) ma in vero le occasioni sono quasi nulle oltre al grande pragmatismo della retroguardia sabauda, che non concede niente e anzi, all’86’ ecco il 3-1 di Cuccureddu, servito da Altafini sulla destra per un fendente appunto di destro che si spegne in rete (2+3+1 fino ad ora…poi diverranno 12+3+1) che chiude i conti definitivamente. Al triplice fischio la Lazio perde la quinta sfida consecutiva in terra piemontese dal 1967 in poi (esclusi gli anni della Serie B: 1968, 1969, 1972) contando pure la Coppa Italia e la classifica narra Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Torino 4; Bologna, Cagliari, Cesena, Foggia, Sampdoria 3; Genoa, Roma 2; Vicenza 1; Verona 0 sapendo che Vycpalek ha ancora molti problemi da risolvere per gestire una squadra fortissima e che l’anno passato ha perso l’occasione per fare un grande “tris” dovendosi accontentare solo dello scudetto mentre Maestrelli si prende un pugno in faccia che fa molto male al netto della grande consapevolezza che il percorso di crescita dei suoi é quasi finito intanto che per la lotta al vertice é ancora tutta da giocare, visto che siamo alle prime battute.

Gioia laziale e delusione juventina

Domenica 12 maggio 1974, con un turno di anticipo, la Lazio vincerà il primo scudetto su 2 della sua storia proprio a danno della Juve superando 1-0 il Foggia (60′ rig. Chinaglia) precedendola 43-41 al conteggio finale dopo che, appena 2 anni prima gli uomini di Maestrelli facevano la Serie B e l’anno prima si piazzarono terzi a pari punti con il Milan contando pure che Chinaglia si laureerà capocannoniere con 24 reti e precedendo di un timbro l’interista Bonisegna (scartato proprio in favore del biancoceleste in sede di selezione azzurra) rinverdendo i fasti di Silvio Piola con la maglia “aquilotta” in una squadra dichiaratamente divisa in 2 diverse gruppi che fuori dal campo si facevano letteralmente la guerra pure in allenamento ma che quando entravano in campo erano più uniti che se fossero stati fratelli; sul fronte della Coppa Italia entrambe usciranno nel gruppo B di semifinale in favore del Palermo (Juve seconda, Cesena terzo e Lazio quarta) per poi concludere con l’ingloriosa uscita contro l’Ipswich proprio nei sedicesimi di Coppa UEFA che costeranno la squalifica di 2 anni da tutte le competizioni europee precludendo l’unica loro possibilità di giocare la Coppa dei Campioni con lo scudetto sul petto (ad oggi solo loro non hanno avuto quest’onore da campioni nazionali) a causa di violentissimi scontri sia in campo che sugli spalti con invasioni di campo da parte dei tifosi romani senza dimenticare una grande rissa che coinvolgerà ambo le squadre negli spogliatoi…il viaggio di avvicinamento a Juventus-Lazio é ancora lunghissimo e sarà inframezzato anche dalla finale di Coppa Italia Juventus-Inter, gare che ci riserveranno sicuramente un mare di emozioni: allacciate le cinture e continuiamo il nostro viaggio nel tempo!!

Il tabellino

JUVENTUS-LAZIO 3-1

JUVENTUS (4-4-2): Zoff; Spinosi, Salvadore (cap.), Morini F., Longobucco; Cuccureddu, Furino, Capello, Causio; Altafini, Bettega. A disposizione: Piloni, Viola, Musiello. Infortunati: Marchetti, Anastasi. Scelta tecnica: Gentile, Mastropasqua. Allenatore: Vycpalek.

LAZIO (4-5-1): Pulici F.; Facco, Wilson (cap.), Oddi, Martini; Garlaschelli, Nanni, Re Cecconi, Frustalupi, Manservisi (76′ D’Amico); Chinaglia. A disposizione: Moriggi, Petrelli. Scelta tecnica: Polentes, Inselvini, Franzoni. Allenatore: Maestrelli.

ARBITRO: Lo Bello di Siracusa.

MARCATORI: 45′ Chinaglia (L); 50′ Altafini (J), 62′ Bettega (J), 86′ Cuccureddu (J).

NOTE: Ammonito Furino (J) per gioco falloso.

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