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LAZIO-JUVENTUS…-3 GIORNI, DOMENICA 5 APRILE 1998: ALTRE POLEMICHE ARBITRALI

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ROMA – Manca solo una settimana alla Pasqua del 1998 e mentre la Francia sta completando i preparativi per ospitare la prossima Coppa del Mondo di calcio (che sarà vinta proprio dai transalpini, in finale contro il Brasile), per la prima volta l’esame di maturità prevede 3 compiti scritti oltre ad un orale e alla somma dei crediti ottenuti da ogni studente nel triennio dei 5 anni di liceo, al cinema impazza la febbre per il film colossal “Titanic” dopo che già “La maschera di ferro” aveva monopolizzato gli ascolti (in entrambi la stella più luminosa è Leonardo Di Caprio).

La cornice

Intanto, però, il calcio italiano sta vivendo una delle primavere più intense: il campionato si avvia alle sue battute finali al pari delle coppe e per il XXVIII° turno di Serie A il big-match è, certamente, il posticipo domenicale delle 20,45 Lazio-Juventus, oltre a Parma-Fiorentina 1-2 delle 15,00. La cornice di pubblico all'”Olimpico”, è invidiabile: 70.000 presenti fra cui almeno 10.000 juventini e moltissimi vip di ambo le squadre in tribuna…oltre al patron biancoceleste Sergio Cragnotti e alla triade ospite Moggi-Bettega-Giraudo, troviamo il tecnico della nazionale Cesare Maldini, Gianfranco Fini (leader di Alleanza Nazionale), il doppio ex Dino Zoff (allenatore della nazionale under-21) e altri esponenti del mondo politico, al contrario del presidente bianconero Vittorio Caissotti di Chiusano e dei fratelli Agnelli. Gli scontri che precedono l’inizio della sfida, così come la coreografia di casa (viene esposta la serie di monumenti più importanti della città mentre i bianconeri ricordano il loro centenario), fanno da contraltare all’altissimo tasso tecnico sul terreno di gioco, in cui si annoverano moltissimi campioni.

Il contesto e gli assi in campo

La Lazio, che il martedì precedente ha espugnato la tana dell’Atletico Madrid per 0-1 (gol di Jugovic) per l’andata delle semifinali di Coppa UEFA e che il prossimo mercoledì dovrà far visita al Milan per i primi 90′ della finale di Coppa Italia (finirà 1-0 con timbro di Weah proprio alla fine), deve rinunciare al terzino sinistro Pancaro e al centrocampista Venturin causa squalifica mentre la Juve, il mercoledì passato, ha battuto 4-1 in casa il Monaco, nell’andata delle semifinali di Champions League grazie ad una tripletta di Del Piero e al sigillo di Zidane nel finale ma, in stagione, ha già avuto modo di rammaricarsi in gare con la Lazio…nelle semifinali di coppa nazionale a cavallo fra febbraio e marzo i piemontesi avevano perso 0-1 in casa con gol dell’ex Boksic, per poi pareggiare 2-2 a Roma e dire addio alla sfida con i milanisti. Si sa che i torinesi comandano la classifica con 57 punti e che l’Inter segue a 56 mentre la Lazio stessa è a 55 e non perde da un girone esatto, visto che l’ultima batosta fu rimediata proprio in casa sabauda, per 2-1, lo scorso 6 dicembre…inoltre, si sa che la porta dei biancocelesti è inviolata da più di 7 gare e 685′ (già battuto il record di Felice Pulici nel 1972/73…468′) e che gli juventini non vincono in trasferte di campionato dal 1° febbraio, quando espugnarono Lecce per 0-2 (3 pari e una sconfitta da allora: 1-1 a Brescia e a Udine, 3-0 a Firenze e 2-2 a Parma) senza dimenticare che il difensore Ferrara e l’attaccante Fonseca non saranno della sfida per problemi fisici (per Ferrara si tratta di rottura del ginocchio e ne avrà fino all’anno prossimo) mentre Deschamps è out per motivi disciplinari. Quanto ai giocatori di maggiore caratura si sa che diversi andranno ai prossimi mondiali: Pessotto, Torricelli, Di Livio, Inzaghi e Del Piero, oltre a Nesta, saranno scelti per la rappresentativa azzurra, al contrario di chi, tipo Marchegiani o Conte , aveva già giocato a “Usa 1994” o altri che erano comparsi a “Italia 1990” a livello di Mancini e a “Inghilterra 1996” come Fuser…i nostri arriveranno fino ai quarti di finale, dove perderanno 4-3 ai rigori per mano dei francesi, trascinati da Zidane e Deschamps; inoltre, l’Olanda di Davids giungerà al quarto posto (dietro a Francia, Brasile e Croazia) facendo fuori la Jugoslavia di Jugovic agli ottavi per 2-1 e l’Argentina del duo Chamot-Almeyda nei quarti con il medesimo punteggio.

Primo tempo pieno di occasioni

Da subito si capisce che le 2 squadre, schierate rispettivamente 4-4-1-1 e 3-4-1-2, vogliono fare grande attenzione a non scoprirsi malgrado la vittoria serva ad entrambe (la Juve ha il migliore attacco: 58 gol…mentre la Lazio gode della difesa più solida, avendo preso appena 17 reti): al 20′ Nesta ferma Del Piero in modo irregolare sulla fascia sinistra e Marchegiani è costretto a parare a terra sulla riga la punizione a giro di Zidane mentre poco dopo Boksic manda alto un cross di Chamot. Al 25′ Jugovic anticipa Di Livio, scambia con Mancini, che lo serve di tacco al volo, ma conclude a lato di destro mentre al 30′, lo stesso Jugovic, si vede deviare in corner una punizione ravvicinata da Peruzzi: Fuser va dalla bandierina e Chamot incorna di testa ma Di Livio salva sulla riga di porta prima che Nedved, servito in contropiede ancora da Mancini, costringa Peruzzi a salvare sul suo sinistro al 35′. Nel finale vediamo Iuliano che interviene a gamba tesa su Boksic impedendogli di involarsi solo davanti a Peruzzi, Davids lancia 2 volte Del Piero davanti al portiere ma l’attaccante viene fermato irregolarmente da Nesta e Chamot, che saranno entrambi ammoniti mentre i pericoli maggiori arrivano dalle fasce, dove Di Livio a destra e Pessotto a sinistra tengono in appensione la difesa (lo stesso Di Livio manderà alto da posizione defilata dopo aver superato Favalli in pallonetto. Al 40′ ecco un altro pericolo per la Juve: Nedved supera Di Livio e Birindelli per poi giocare indietro su Mancini, che incolla di destro dal limite dell’area ma Peruzzi blocca distendendosi…al 43′, invece, Pessotto va via sulla sinistra, crossa per Inzaghi che arriva in ritardo ma riesce a girarsi per servire Di Livio, su cui Marchegiani fa buona guardia bloccando a terra.

Ripresa ricca di azioni e polemiche

Alla ripresa Tacchinardi rileva Conte e Jugovic è sempre il più pericoloso dei suoi: sua la punizione che costringe alla distensione Peruzzi al 50′ ma al 60′ ecco l’episodio decisivo…Nesta manda in angolo un’azione di Inzaghi e Zidane dalla bandierina mette in mezzo per lo stesso Inzaghi, che incorna di testa l’1-0 e manda i suoi a +5 sui laziali (oltre che a +1 sull’Inter). La Lazio reagisce ed è sempre Jugovic a suonare la carica con un altro destro bloccato da Peruzzi al 61′; al 66′ inizia ufficialmente la girandola dei cambi: Casiraghi entra per Almeyda e i suoi passano al 4-3-3 con Fuser-Jugovic-Nedved a centrocampo e Mancini-Boksic-Casiraghi davanti mentre Dimas rimpiazza l’infortunato Di Livio andando a sinistra intanto che Pessotto torna a destra nel suo ruolo naturale…a questo punto i laziali si gettano all’assalto ma prima Peruzzi salva al 70′ in uscita su Boksic, poi Birindelli salva su colpo di testa di Casiraghi a portiere battuto sulla respinta. Al 73′ Pecchia sostituisce Inzaghi permettendo ai suoi di passare, letteralmente, al 5-4-1 in cui lui e Davids sono le mezz’ali, Tacchinardi il vertice basso e Zidane il rifinitore dietro a Del Piero…al 76′ ecco l’espulsione di Nedved, che entra molto duro sul medesimo Del Piero all’altezza della trequarti di casa, Collina lo ammonisce ma il ceko non ci sta e lo manda a quel paese rimediando subito il secondo giallo con il conseguente rosso che cambia tutti i piani di Eriksson. Il tecnico svedese, allora, leva Mancini e inserisce Gottardi per ricompattare i suoi verso un 4-4-1 che si basa sull’asse Gottardi-Jugovic-Fuser-Casiraghi in mezzo quando scocca l’82’ e all’87’ è il momento di Rambaudi, sostituto di Favalli inserito per tentare l’assalto finale con il 3-4-2 (Casiraghi-Boksic tandem offensivo e il nuovo entrato all’ala destra). All’88’ proprio Rambaudi conclude su punizione ma Peruzzi blocca facile mentre Del Piero conclude fuori al 90′ con un destro rasoterra a giro e una manciata di secondi dopo trova ancora l’opposizione di Marchegiani dopo un triangolo con Zidane dentro l’area; al 92′ Rambaudi scambia con Fuser dentro l’area e quest’ultimo calcia di destro trovando la deviazione di tacco da parte di Dimas (ammonito poco prima per un fallo su Jugovic) ma Peruzzi salva miracolosamente con un colpo di reni malgrado si fosse buttato dall’altro lato…al 94′, dopo che Birindelli aveva murato un altro colpo di testa di Casiraghi su corner dell’infaticabile Jugovic, ecco l’episodio che scatenerà le polemiche del post-match: su angolo di Rambaudi, il già ammonito Iuliano (anche lui per un fallo) salta in area anticipando Boksic sul primo palo ma para, letteralmente, il tentativo dell’attaccante alzando il pugno sinistro nel tentativo di prendere lo slancio nel corpo a corpo…Collina lascia giocare e la sfida termina 0-1 fra le violente proteste dei laziali, che di botto si vedono a soli 5 punti di vantaggio su Roma e Udinese per la lotta Champions oltre a scivolare a 5 lunghezze dalla vetta (un girone intero senza sconfitte e ultime 2 sconfitte entrambe contro i piemontesi: una casualità molto particolare…) mentre la Juventus si gode la seconda vittoria consecutiva e si riprende la vetta da sola intanto che Cragnotti denuncia la condotta di gara definendo il colore delle maglie come la discriminante principale per decidere gli episodi chiave e gli arriverà rapida la risposta del duo Bettega-Lippi, che sosterranno sia di non aver ricevuto una bella accoglienza allo stadio (il primo) e poi di non aver visto nulla ma di non voler parlare della direzione di gara, tema fin troppo caro alle vittime della “vecchia signora” (il secondo). Il campionato prosegue e la classifica, malgrado tutto, appare corta e aperta ad ogni sentenza finale, anche se certi segnali sono inequivocabili da sempre…

Gioia in Italia e amarezza in Europa

La Lazio, fra maggio e agosto, arriverà settima (dietro a Juventus, Inter, Udinese, Roma, Fiorentina e Parma) totalizzando 6 sconfitte e un pari nelle ultime 7 ma si godrà la sua seconda Coppa Italia, vinta 40 anni esatti dopo la prima (datata 1958) in rimonta a danno del Milan (sconfitta 1-0 in Lombardia e ribaltone per 3-1 in soli 10 minuti del secondo tempo del ritorno dopo lo svantaggio maturato nella prima frazione), la sua prima Supercoppa Italia, conquistata sempre a scapito della Juventus campione d’Italia per la venticinquesima volta, seconda consecutiva e terza nelle ultime 4 annate (in uno dei tornei più contestati della storia: si reclamerà molto soprattutto per Juventus-Roma 3-1, proprio Lazio-Juventus 0-1, Empoli-Juventus 0-1 e lo scontro diretto Juventus-Inter 1-0: tutte sfide di cui si parlerà in tribunale 8 estati dopo…) per 1-2 nel recupero a Torino…inoltre, il destino sarà crudele per entrambi anche a livello europeo, visto che la Lazio perderà la sua prima finale europea (Coppa UEFA) cadendo 3-0 a Parigi nel derby italiano con l’Inter mentre la Juve cederà 1-0 al Real Madrid il titolo di campione d’Europa a causa di un gol in netto fuorigioco di Mijatovic (terza finale consecutiva giocata e seconda persa dopo il 3-1 incassato dal Borussia Dortmund). L’itinerario per l’avvicinamento a questa sfida storica è appena iniziato…vedremo in che epoca ci fermeremo la prossima volta.

Il tabellino

LAZIO-JUVENTUS 0-1

LAZIO (4-4-1-1): Marchegiani; Chamot, Nesta, Negro, Favalli (87′ Rambaudi); Fuser (cap.), Almeyda (66′ Casiraghi), Jugovic, Nedved; R. Mancini (82′ Gottardi); Boksic. A disposizione: Ballotta, G. Lopez, Marcolin, Grandoni. Infortunati: Pancaro. Squalificati: Venturin. Allenatore: Eriksson.

JUVENTUS (3-4-1-2): Peruzzi; Birindelli, Montero, Iuliano; Di Livio (66′ Dimas), Conte (cap.) (46′ Tacchinardi), Davids, Pessotto; Zidane; Del Piero, F. Inzaghi (73′ Pecchia). A disposizione: Rampulla, Torricelli, Zalayeta, Amoruso. Infortunati: Ferrara, Fonseca. Squalificati: Deschamps. Allenatore: Lippi.

ARBITRO: Collina di Viareggio.

MARCATORI: 60′ F. Inzaghi.

NOTE: Espulso al 76′ Nedved (L) per somma di ammonizioni. Ammoniti Chamot, Negro (L) e Iuliano, Dimas (J) per gioco falloso.

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