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ROMA – E’ il weekend di Pasqua del 2010: in Italia imperversa la crisi economica e neanche lo sport viene risparmiato, il Sudafrica ospiterà il prossimo mondiale di calcio (il primo della storia nel “continente nero”), su “Disney Channel” la telenovela argentina “Il mondo di Patty” monopolizza la scena soprattutto fra le teenagers mentre l’Europa si avvia a fare della tv digitale il nuovo cavallo rampante del monopolio televisivo.

Un contesto particolare

Intanto, l’apparentemente dorato e spensierato mondo del calcio sta attraversando un momento pessimo negli anni successivi all’inchiesta del 2006 “Calciopoli”: risultati pessimi nelle coppe europee, botteghini e abbonati al minimo storico, un quasi totale disamore del pubblico e un movimento calcistico in crisi generale malgrado il titolo mondiale conseguito nel 2006 dall’Italia in Germania. Per la trentaduesima giornata, quella del sabato di Pasqua, l’unico vero match che vede opposte 2 squadre di rango, pure se con obiettivi diversi, é Lazio-Napoli…i biancocelesti, col presidente Claudio Lotito che aveva licenziato il tecnico Davide Ballardini dopo Lazio-Catania 0-1 di domenica 7 febbraio malgrado la terza Supercoppa Italia della storia vinta per 2-1 a Pechino contro l’Inter campione d’Italia l’8 agosto 2009, sono sedicesimi in classifica a 33 e si trovano ad appena +5 sulla retrocessione avendo alle loro spalle Udinese, Atalanta, Siena, Livorno mentre Bologna e Catania sono a 35 e il Chievo a 38 per una lotta che coinvolge mezzo torneo; intanto vediamo un Napoli che, dopo l’esonero di Roberto Donadoni alla settima giornata a causa del 2-1 subito in casa della Roma il 4 ottobre da parte del patron Aurelio De Laurentiis, si è rilanciato in ottica europea portandosi al sesto posto in coabitazione con Sampdoria e Juventus a 48 lunghezze mentre il Palermo precede a 51 da quarto in classifica e il duo Fiorentina-Genoa inseguono a 44. Si sa, inoltre, che dall’arrivo di Edoardo Reja (colui che aveva riportato il Napoli in Serie A dopo i difficilissimi anni del fallimento e della Serie C), i romani hanno infilato 3 vittorie (0-2 a Parma, a Cagliari e contro il Siena) con 2 pareggi (1-1 con la Fiorentina in casa del Milan la settimana addietro) e 3 delusioni (3-1 a Palermo, 2-1 sul campo della Sampdoria e 0-2 col Bari) ma in compenso sono imbattuti da 3 turni e non impattano sul pari in casa dalla sfida con la Fiorentina del 27 febbraio pur con una media piuttosto bassa a livello di punti (11/24)…dall’altro lato ci sono i partenopei, che da quando hanno Walter Mazzarri in panchina sono il club che ha ottenuto più punti in rimonta e negli ultimi minuti assieme alla Roma (10 dalla terza giornata in poi, quando Claudio Ranieri aveva rimpiazzato Luciano Spalletti) riuscendo a dare problemi a tutti prendendosi 10 trionfi (2-1 in ribaltone col Bologna, 0-1 a Firenze, altra rimonta per 2-3 in casa della Juventus, 3-2 col Bari, 2-0 col Chievo e a Bergamo, 1-0 con la Sampdoria, 2-0 a Livorno, 3-1 con la Juve, 1-0 al Catania…Bologna, Fiorentina, Juventus in trasferta, Bari saranno tutte decise negli ultimi scampoli), 11 pari (2-2 col Milan, 0-0 a Catania e con la Lazio, 1-1 a Parma, 3-3 a Cagliari, 0-0 con Palermo, Genoa, Inter e a Siena, 2-2 con la Roma e 1-1 in casa del Milan…Milan, Cagliari, Roma saranno riprese sul suono della sirena mentre a Parma saranno gli emiliani a riequilibrare tutto all’ultimo) oltre a 2 partite perse (3-1 a Udine e dopo essere passati in vantaggio con la Fiorentina in casa) ma rimane comunque l’imbattibilità che dura da 3 turni grazie a Milan, Juve e Catania con una media punti ottima nei finali (11/41 e con margine di crescita).

Senza impegni di coppa e pochi nazionali

Entrambe devono concentrarsi solo sul campionato da almeno 3 mesi: la Lazio era andata fuori ai giorni di Europa League dietro a Salisburgo, Villareal e prima del Levski Sofia (i capitolini totalizzeranno 2 vittorie, 4 sconfitte e 9 gol fatti al prezzo di 10 subiti) chiudendo il 17 dicembre 2009 l’avventura internazionale (ai preliminari avevano superato l’Elfsborg vincendo 3-0 in casa per poi perdere 1-0 fuori)…il 13 gennaio, invece, il Napoli aveva perso 3-0 sul campo della Juve dell’ex Ciro Ferrara agli ottavi di Coppa Italia avendo battuto Salernitana e Cittadella nei turni antecedenti (3-0 e 1-0) venendo raggiunto dalla Lazio campione in carica il 20 gennaio grazie alla delusione per 3-2 in casa della Fiorentina ai quarti (agli ottavi era stato fatto fuori il Palermo per 2-0). Questa sfida non finisce in pareggio dal 3-3 del 1° dicembre 1991 mentre 1-1 ci era finita il 27 novembre nel ritorno dei quarti di Coppa Italia e, da quando gli azzurri sono tornati in massima lega, é finita 2-1 in coppa nazionale il 19 dicembre 2007 e in campionato il 18 maggio 2008 mentre l’anno trascorso era stato 0-1 per i campani il 26 ottobre 2008. Altro capitolo importante, i nazionali che andranno in Sudafrica fra meno di 2 mesi: De Sanctis, Maggio e Quagliarella giungeranno quarti in un girone con il Paraguay, la Slovacchia di capitan Hamsik e l’esordiente Nuova Zelanda (finiremo a 2 punti con 2 pari per 1-1 e la sconfitta decisiva al turno conclusivo per 3-2 dinanzi agli Slovacchia, anche loro esordienti da indipendenti dopo la parentesi della Cecoslovacchia, che si qualificherà a 4 lunghezze dietro alle 5 dei sudamericani e alle 3 degli oceanici…saranno tante le polemiche per 2 gol non dati a Quagliarella in tale sfida e anche per 2 direzioni particolari nelle prime 2 partite al netto di tutti i nostri difetti) ma anche il cammino degli slovacchi sarà breve, visto che perderanno 2-1 agli ottavi con l’Olanda, poi carnefice dell’Uruguay di Muslera e Gargano in semifinale per 3-2, lo stesso Uruguay che mancava al torneo dal 2002 e perderà pure la finale di consolazione con la Germania sempre 3-2 intanto che la Serbia di Kolarov usciva sempre dopo i gruppi insieme all’Australia in favore di Germania e Ghana per chiudere con la Svizzera di Lichtsteiner che si toglierà lo sfizio di battere 1-0 gli spagnoli futuri campioni all’esordio ma poi andrà fuori insieme all’Honduras mentre Spagna e Cile andranno avanti. I moduli sono quelli previsti: 3-5-2 che diventa 5-3-2 in fase di non possesso per i padroni di casa e 3-4-2-1 per gli ospiti ma da ambo le parti mancano giocatori e dove non manca la qualità ci pensa la quantità ad essere scarsa…da una parte non ci sono gli infortunati come i difensori Siviglia, Diakité, Scaloni con i centrocampisti Matuzalem, Foggia, Dabo, Meghni intanto che sono fuori per scelta tecnica il centrocampista Firmani oltre ai bomber Simone Inzaghi (che si ritirerà a maggio e diverrà un grande allenatore della “sua” Lazio 6 anni dopo, ma lui ancora non lo sa) con Makinwa contando pure l’emergenza sulla fascia sinistra del Napoli, in cui sono fuori per problemi fisici gli uomini del pacchetto arretrato Aronica, Santacroce, Dossena insieme al centravanti Hoffer…capitolo a parte meritano quelli che non si riusciranno a qualificare come il rumeno Radu (fresco dell’avventura all’Europeo del 2008) o il colombiano Zuniga.

Niente speculazioni, si gioca senza paura

Da subito si vede una partita molto particolare, in cui la Lazio vuole respingere l’assalto dell’Atalanta (che batterà 2-0 il Siena) mentre il Napoli deve stare dietro al Palermo che sarà sconfitto 2-0 a Catania senza dimenticare che la Sampdoria inseguirà ancora di più avendo superato 2-1 il Chievo a domicilio. Ne viene fuori un confronto che vede l’1-0 di Floccari (sesto gol in campionato per lui oltre quello in coppa nazionale contro il Palermo: saranno 8+1 a fine anno) su bellissima incornata di testa dal dischetto del rigore su cross di Mauri dalla sinistra servito dal lancio di Ledesma…i più di 30.000 spettatori presenti esultano mettendo pressione agli avversari e ai diretti concorrenti ma i partenopei non stanno a guardare e rispondono al 9′ con Zuniga che mette a sedere Lichtsteiner sulla sinistra per poi concludere a giro di destro rientrando dalla fascia ma Muslera respinge sui piedi di Lavezzi che conclude sopra la traversa in rovesciata; al 18′ Zarate serve in mezzo per Mauri al limite dell’area, il quale lascia sfilare per Kolarov ma il sinistro del terzino viene bloccato da De Sanctis…al 38′ ecco l’1-1 di Hamsik, che realizza con un tocco morbido di interno destro da dentro l’area sull’uscita di Muslera venendo servito da un lancio beffardo a tagliare il campo di Quagliarella sulla trequarti, un lancio che taglia fuori tutta la difesa nemica consentendo al compagno di realizzare il suo decimo gol su 11 totale nell’annata contando anche quello in occasione del 2-3 contro il Parma fra 7 giorni (fra i quali si segnalano le doppiette con Siena e Juve) non potendo esultare con il suo popolo, visto che da Roma-Napoli 1-1 del 31 agosto 2008 i campani non potevano più andare in trasferta (meno che mai a Roma). Al 42′ Lavezzi approfitta di un disimpegno sbagliato Kolarov-Biava sulla sinistra e conclude di sinistro dal limite costringendo Muslera al miracolo prima che Biava con Radu vengano ammoniti per un fallo a testa su Quagliarella e Lavezzi nel finale di frazione.

Tanto gioco ma nessun altro gol

A inizio ripresa ecco Zarate per capitan Rocchi (la fascia passa a Ledesma) e si passa al 5-4-1 “a rombo” quando si difende sfruttando il nuovo entrato come rifinitore dietro a Floccari mentre Brocchi a destra con Mauri a sinistra corrono intorno a Ledesma…subito al 46′ Zarate, servito da Kolarov in verticale, rientra dal lato mancino per poi vedersi bloccare il destro da De Sanctis dopo essere rientrato e aver saltato Maggio; subito dopo ecco il giallo per Lichtsteiner, che stende Zuniga sulla destra precedendo l’innesto di Rinaudo per Maggio con conseguente passaggio ad un 3-4-2-1 più simile a un 5-4-1 sempre “a rombo” quando Zunga si allarga permettendo allo stesso Rinaudo di andare a fare il terzino destro con Grava-capitan Cannavaro-Campagnaro centrali intanto che Gargano regge la regia, Pazienza si allarga a sinistra, Hamsik si abbassa a destra e Lavezzi rifinisce dietro la punta. Appena entrato, Rinaudo viene subito ammonito per un fallo su Mauri ma la scena, da qui in avanti, se la prendono soprattutto la tensione e le polemiche, con il secondo di Mazzarri, Niccolò Frustalupi, che viene espulso al 61′ per proteste all’indirizzo dell’arbitro Orsato, della sezione di Schio…al 68′ Campagnaro cross in area dalla sinistra trovando la respinta di Dias e Hamsik tenta di calciare al volo di destro su respinta del difensore ma Muslera é attento e blocca centralmente, al 72′ ancora Muslera protagonista su mancino ravvicinato di Campagnaro su mischia successiva ad una punizione di Hamsik battuta in mezzo dalla destra; al 79′ ecco che Cruz (lasciato poi a casa dal tecnico argentino Maradona in estate assieme a Lavezzi a causa di una nazionale che poteva contare su un pacchetto offensivo con Messi, Higuain, Tevez, Aguero oltre a di Maria sull’eterno e Pastore in rifinitura) rileva lo stremato Floccari e al 90′ Ledesma libera Kolarov al cross per Mauri dal lato opposto ma il destro al volo del centrocampista si perde oltre la traversa. Al triplice fischio il Napoli é sempre sesto avendo staccato la Juve (battuta 3-0 a Udine in serata), la Fiorentina farà 1-1 a Parma e il Genoa la imiterà in casa con il Livorno intanto che la Samp aggancia il Palermo e la Lazio é diciassettesima a 34 con l’Atalanta a 31 e la coppia Livorno-Siena a 26 sapendo pure che Bologna e Udinese sono ancora a 35…si prospetta un campionato che può riservare ancora tanti colpi di scena, ma intanto il Napoli allunga 3 le sfide senza delusioni contro i laziali (all’andata finì 0-0) malgrado il settore ospiti di giornata fosse stato chiuso dall’Osservatorio delle Manifestazioni sportive presieduto dal ministro degli interni Roberto Maroni, ideatore anche della “Tessera del Tifoso” che metterà a soqquadro il mondo delle curve portando i numeri del tifo ad un ribasso spaventoso.

Delusione e aspettative

Domenica 16 maggio 2010 arriveranno i verdetti: la Lazio, riuscendo a sfruttare i passi falsi delle dirette concorrenti (specie l’Atalanta) riuscirà a fare 46 punti adagiandosi al dodicesimo posto precedendo Catania, Chievo, Udinese, Cagliari, Bologna, Atalanta, Siena, Livorno ottenendo la salvezza con circa 2 turni di anticipo mentre il Napoli, in seguito al torneo Intertoto disputato nel 2008/09, conquisterà l’accesso all’Europa League dopo 2 anni facendosi forte del sesto posto ottenuto dietro a Inter, Roma, Milan, Sampdoria, Palermo oltre che a discapito di Juventus e Parma quando c’erano ancora 90′ da giocare. Fine del riepilogo di 2 pagine fondamentali della storia di una rivalità fra le più bollenti del centrosud italiano…si apra il sipario e inizi lo spettacolo!!!!

Il tabellino

LAZIO-NAPOLI 1-1

LAZIO (3-5-2): Muslera; Biava, Dias, Radu; Lichtsteiner, Brocchi, Ledesma, Mauri, Kolarov; Rocchi (cap.) (46′ Zarate), Floccari (79′ Cruz). A disposizione: Berni, Del Nero, Stendardo, Baronio, Hitzlsperger. Infortunati: Siviglia, Diakité, Scaloni, Matuzalem, Foggia, Dabo, Meghni. Fuori per scelta tecnica: Firmani, S. Inzaghi, Makinwa. Allenatore: Reja.

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Grava, P. Cannavaro (cap.), Campagnaro; Maggio (53′ Rinaudo), Gargano, Pazienza, Zuniga; Hamsik, Lavezzi; Quagliarella. A disposizione: Gianello, Rullo, Bogliacino, Cigarini, Maiello, Bogliacino, Denis. Infortunati: Aronica, Dossena, Santacroce, Hoffer. Allenatore: Mazzarri.

ARBITRO: Orsato di Schio.

MARCATORI: 4′ Floccari (L); 38′ Hamsik (N).

NOTE: Espulso al 61′ Frustalupi (vice-allenatore del Napoli) per proteste. Ammoniti: Biava, Lichtsteiner, Radu (L) e Rinaudo (N) per gioco falloso.

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