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NAPOLI-MILAN…-2 GIORNI, LUNEDI’ 25 OTTOBRE 2010: MASSIMO ODDO, REGISTA SULLA DESTRA

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NAPOLI – Il freddo autunno del 2010 è ormai giunto e, mentre mancano 6 giorni ad “Halloween”, “Invincible” di Kelly Rowland è uno dei brani più sentiti, dopo più di un decennio Sky cambia il nome al canale 616 facendolo passare da “Jetix” a “Disney XD”, la RAI torna in auge con molti sceneggiati ormai datati ma pur sempre amati dal pubblico e l’Italia si lecca le ferite dopo la debacle al mondiale sudafricano di giugno-luglio in cui ha trionfato la Spagna battendo l’Olanda nella finale di Johannesburg.

Sono anni difficili per il calcio del nostro paese: la nazionale ha appena varcato la soglia di un decennio terribile e i nostri club, malgrado l’Inter campione d’Europa a maggio, sono ai minimi storici nelle coppe europee (fra 1 anno ritorneremo ad avere appena 3 squadre, invece di 4, in Champions di cui la 3° dovrà fare i preliminari almeno di miracoli nei prossimi mesi)…serve cercare di ripartire subito, specie in campo. A questo proposito possiamo dire senza incertezze che l’8° giornata di Serie A ci sta per regalare un bellissimo posticipo del lunedì sera: Napoli-Milan (i partenopei vengono dallo 0-0 con il Liverpool di giovedì nel 3° scontro dei gironi d’Europa League e meneghini che hanno perso martedì sera per 2-0 in casa del Real Madrid durante la trasferta di Champions League), con i rossoneri aventi 4 punti (potenzialmente 2) di ritardo sulla Lazio capolista e i partenopei che stanno cercando di trovare la definitiva continuità dopo al cune batoste…i numeri di entrambe parlano chiaro e raccontano di un Napoli capace di ottenere 3 vittorie (1 sola in casa, a discapito della Roma, a chiudere un digiuno di trionfi contro i giallorossi durato 13 annate…ma in grado di espugnare sia la casa della Sampdoria che del Cesena), 3 pareggi (in casa con il Bari, a Firenze e Catania), 1 sconfitta in rimonta a domicilio dinanzi al Chievo a fronte di 13 gol fatti con 9 incassati da confrontare con 4 vittorie (contro Lecce/Genoa/Chievo e a Parma), 2 pareggi (a discapito del Catania e nella tana della Lazio), 1 batosta (inflitta dal Cesena in Romagna) contanti 13 segnature con 5 infilate per i rossoneri: si prospetta un’altra battaglia come quella chiusa 2-2 ben 362 giorni addietro!

Ormai sono 3 anni che gli azzurri non vincono contro i diavoli a Fuorigrotta (3-1 l’11/5/2008) e quest’ultimi è dal 4/1/1998 che non espugnano il capoluogo campano (finì 1-2)…i 55000 presenti, fra cui appena 1000 milanisti fin troppo temerari a sfidare la trasferta di lunedì con un freddo terribile ed una pioggia perpetua in uno stadio nemico, fanno sentire da subito il loro urlo intanto che De Laurentiis si presenta in tribuna seguito poco dopo da Galliani (delegato ancora a rappresentare Berlusconi) mentre le panchine sono affidate a 2 livornesi doc: Mazzarri, che deve fare a meno dello squalificato capitano Paolo Cannavaro (rimpiazzato da Grava ancora una volta), degli infortunati Santacroce/Zuniga, elementi di una comprovata difficoltà nello schieramento difensivo pur riuscendo a ripiegare sul suo fidato 3-4-2-1 (poi 3-4-3 a rombo atipico con Lavezzi nelle vesti di suggeritore visto l’evolversi degli eventi)

[De Sanctis;

Campagnaro-Grava (cap.)-Aronica;

Maggio (23° Yebda)-Pazienza-Gargano (84° Dumitru)-Dossena;

Hamsik (68° Sosa)-Lavezzi;

Cavani]

da contrapporre al 4-3-1-2 (rimasto tale ma per dare ancora maggiore copertura nel negli ultimi scampoli di gara) di Allegri (arrivato in estate), il quale ha dovuto lasciare fuori una lunga lista di giocatori, tutti infortunati di spessore a livello dello stopper brasiliano Silva, i terzini Abate/Zambrotta/Jankulovski, il capitano Ambrosini (sostituito dal portiere Abbiati), il trequartista Ronaldinho…decisamente la formazione è rimaneggiata, ma l’organico permette soluzioni di assoluto rilievo

[Abbiati (cap.);

Antonini (12° Oddo)-Papastathopoulos-Nesta-Bonera;

Boateng-Pirlo-Gattuso (87° Flamini);

Robinho;

Pato-Ibrahimovic (75° Seedorf)].

Ancora una volta è assai esiguo il numero di nazionali italiani in campo: De Sanctis/Maggio e Pirlo causa i tanti indigenti (Abate/Zambrotta/Ambrosini) oltre ai ritiri dei vari Abbiati/Bonera/Nesta/Gattuso o ai non considerati tipo Antonini…pochissimi gli africani come l’algerino Yebda e il ghanese Boateng, come il capitano slovacco Hamsik (la sua nazionale, a giugno, era arrivata, da esordiente, agli ottavi dopo averci battuto ma perdendo, poi, contro l’Olanda finalista), il greco Papastathopoulos e lo svedese Ibrahimovic…discorso diverso per i sudamericani a livello di Gargano-Cavani che, dopo essere arrivati quarti al mondiale, a luglio 2011 riporteranno l’Ururguay sul trono d’America per la 1° volta dal 1995 (ad oggi è stata la 15° ed ultima affermazione in Copa America) dopo aver fatto fuori pure l’Argentina di Lavezzi (esclusa ai quarti dalla Germania 3° classificata l’estate addietro) mentre il Brasile del duo Pato-Robinho (escluso come i rivali biancocelesti nei quarti, dopo la Slovacchia, dagli olandesi) sarà estromesso dal Paraguay finalista.

Gli ospiti, forse maggiormente abituati ad un clima infuocato e con più esperienza rispetto all’annata scorsa, imprimono subito un buon ritmo al match intanto che Antonini si fa male al 12° (nulla di grave, sarà in campo il sabato avanti per la sfida con la Juventus a “San Siro”) venendo sostituito da Oddo, che si rivelerà l’uomo decisivo…l’infortunio del rossonero fa da preludio all’ammonizione (inutile) di Pazienza per un veniale fallo su Pirlo; è il 22° quando, dopo essersi visto parare un tiro facile di sinistro incrociato dal limite dell’area, Robinho riceve da Ibrahimovic sulla trequarti da sinistra riuscendo a girarsi a destra per servire Oddo, il quale gli restituisce subito la sfera permettendogli di scoccare un piatto sinistro beffardo dal limite che sbatte sul palo destro sentenziando lo 0-1 (2° rete in Italia per lui e 2° settimana consecutiva a segno dopo il 3-1 casalingo con i clivensi del sabato passato)…al 23° è Maggio ad alzare bandiera bianca per un fastidio che lo terrà fuori 4 settimane (rientrerà con il Bologna il 21/11) e fare posto a Yebda, fin troppo bravo a ricoprire una posizione non sua come quella di terzino destro a tutta fascia essendo nato mediano. Per il resto della frazione vediamo un Napoli che si getta all’assalto spinto da uno scatenato Lavezzi (in mezzo alle linee il fantasista farà ciò che vuole poichè nessuno lo prenderà in prima battuta, consentendogli sempre di girarsi per puntare la porta…lacuna piuttosto insolita conoscendo il mister dei diavoli) ma, mentre Papastathopoulos si prende il giallo per un fallo proprio sul “Pocho”, sono Cavani con Hamsik e Yebda a mandare fuori ogni tiro possibile (il “matador” con l’arabo) o a spedire sull’esterno della rete a portiere battuto (lo slovacco) prima che Abbiati si renda autore di un vero miracolo su incornata di testa di Lavezzi, che sfrutta benissimo un fuorigioco errato…i meneghini controllano senza farsi schiacciare e controbattono solo con Pato, su cui ci pensa De Sanctis a sventare l’ottimo contropiede lombardo tramite un bell’intervento poco prima che Pazienza si faccia espellere per aver toccato la palla volontariamente di mano al 45° con conseguente 2° giallo.

Quando Rizzoli fischia l’inizio della ripresa vediamo ancora un Napoli che si getta all’assalto senza fare prigionieri con un Lavezzi in “trance” agonistica: mentre Yebda scala al centro per dare manforte a Gargano e Hamsik si defila sul centro-destra al fine di non lasciare la fascia scoperta, ancora Lavezzi spara alto su cross di Dossena prima che Abbiati compia un altro miracolo su destro a giro di Hamsik dai 20 metri…quando ormai siamo a a poco più di 20 minuti dalla fine, proprio “marekiaro” lascia il posto a Sosa e Robinho finisce fra i cattivi per comportamento non regolamentare ma non si fa in tempo a capire come si stia orientando definitivamente la sfida che Ibrahimovic, prima piazza troppo lentamente la sfera di destro permettendo a De Sanctis di intervenire a terra, e poi indovina il tuffo di testa giusto da fermo incornando un ottimo traversone ancora di Oddo, rimasto in ombra fare il lavoro sporco ma accesosi appena 2 volte in tempo per dire che il tabellino ora segna lo 0-2 (3° marchio per lui in 8 sfide dall’approdo a Milanello); Mazzarri non ha più nulla da difendere e cerca di far alzare il baricentro ai suoi mentre Allegri compie la mossa coraggiosissima di togliere il suo uomo di maggiore profondità: lo stesso Ibrahimovic esce al posto di Seedorf consentendo a Boateng di stagliarsi sulla trequarti e a Robinho di andare a fare da partner a Pato per un attacco maggiormente mobile…ne consegue che, al 78°, l’eterno Lavezzi riesce per l’ennesima volta ad andare via ad Antonini costringendo Papastathopoulos ad un recupero prodigioso in area rischiando il rigore, ma “el pocho” non si dà per vinto e riesce, quasi da seduto, a inventare un pallonetto beffardo di punta destra in area piccola che picchia sulla traversa interna per poi spegnersi oltre la riga bianca come sentenza dell’1-2 con cui si riapre tutto (2° timbro per l’argentino in campionato dopo l’1-2 in occasione dell’1-4 a Cesena di 1 mese addietro), a cominciare dalla foga del “San Paolo” per un finale scoppiettante. All’81° abbiamo il momento in cui la tensione esplode definitivamente: Boateng subisce un intervento brutto da parte di Campagnaro vicino al 4° uomo e in mezzo alle 2 panchine….ne nasce una rissa in cui proprio Boateng reagisce venendo ammonito assieme all’autore della scorrettezza ma inacidendo gli animi al punto che gli effettivi maggiormente dal “sangue caldo” tipo Grava/Gianello (riserva di De Sanctis) o Gattuso/Ibrahimovic vengono alle mani costringendo tutti ad entrare in campo per riportare la calma e, a distanza di anni, fa ridere l’immagine di “Ibra” che sbeffeggia proprio Gianello, reo di averlo invitato al corpo a corpo per risolverla “da uomini”; quelli che seguono sono giri di lancetta incandescenti durante i quali Flamini va a rinforzare la mediana al posto di Gattuso mentre Dumitru rappresenta l’ultima spiaggia per provare a pareggiare da parte dei padroni di casa, Bonera si aggiunge alla lista degli ammoniti facendo legna per i compagni: prima Robinho, poi Pato e infine Flamini si vedono negare l’1-3 da De Sanctis con 3 uscite determinanti (bisogna dire che andranno più vicini i lombardi a chiuderla che i campani a riequilibrarla).

Al triplice fischio diventa ufficiale che il Milan ha interrotto il digiuno di vittorie a casa del Napoli, ha ritrovato Oddo dopo annate non semplici causa infortuni e può far ripartire la sua caccia allo scudetto con rinnovato entusiasmo: gli infortuni e la sfortuna non freneranno facilmente gli uomini di Allegri…i napoletani, da par loro, devono riflettere attentamente in vista delle 2 trasferte che li attendono (Brescia/Lazio) ma si sono accorti che questa squadra ha orgoglio da vendere riuscendo a non mollare come l’anno prima.

A fine stagione il Milan vincerà il suo 18° scudetto con 2 gare d’anticipo, a 7 tornei dal precedente e, ad oggi, l’ultimo conquistato dai rossoneri nonchè ultimo ottenuto da un team diverso dalla Juventus, con ben 6 punti sull’Inter 2° e a +12 sul Napoli 3° (82-76-70) anche se dovrà digerire i bocconi amarissimi della sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro il Palermo finalista perdente (pareggio per 2-2 a Milano e sconfitta per 2-1 in Sicilia) oltre che dell’uscita agli ottavi di Champions in favore del Tottenham (0-1 a in Lombardia seguito dallo 0-0 in terra inglese) ma consolandosi, infine, con la Supercoppa Italia ottenuta con un 2-1 in rimonta a spese dei cugini in agosto (6° affermazione in tale manifestazione); gli azzurri, pur tornando in Champions League dopo 21 anni (non succedeva dai tempi dell’ultimo Maradona, nel 1990/91) in seguito ad un tricolore intravisto fino a 5 partite dalla fine (in cui avranno un brutto crollo a compenso di un’annata fatta di punti ottenuti in zona recupero), si leccheranno le ferite per essere usciti ai quarti di coppa nazionale fra le mura amiche dinanzi ai futuri vincitori dell’Inter per 4-5 ai rigori dopo che sul terreno di gioco si era chiusa 0-0, senza contare che anche in Europa League il cammino finirà presto: il Villareal li estrometterà nei sedicesimi, in rimonta, per 2-1 in Spagna dopo aver portato via un fondamentale 0-0 dall’Italia…curioso il record detenuto in casa dai napoletani, che in 4 sfide internazionali faranno 3 volte 0-0 e vinceranno 1-0 solo l’ultima decisiva giornata dei gironi in extremis a discapito della Steaua Bucarest (strappando proprio ai rumeni il passaggio del turno quando tutto sembrava perduto) riuscendo, dunque, a tenere la porta casalinga inviolata per tutta la loro partecipazione continentale.

Napoli-Milan si avvicina sempre di più ma il nostro viaggio nel “vintage” non è ancora terminato!!

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