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NAPOLI-MILAN…-3 GIORNI, DOMENICA 1° OTTOBRE 1989: DISFATTA ROSSONERA SOTTO IL VESUVIO

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NAPOLI – Le scuole italiane sono cominciate da meno di un mese e l’Italia é ufficialmente entrata nella stagione che la porterà al mondiale di calcio casalingo dalla fine di agosto: l’Europa sta vivendo gli ultimi mesi della “Guerra Fredda”, dato che il muro di Berlino crollerà a beve (precisamente sabato 9 novembre 1989), George Bush é il presidente degli Stati Uniti e Giovanni Paolo II é la massima carica del Vaticano nell’ultimo biennio dei socialisti al potere nel nostro paese proprio nel periodo di maggior prosperità economica della Prima Repubblica.

L'”NBA” calcistica e il calendario intenso

Il 1989/90 é anche la stagione in cui il calcio italiano sta riassaporando il dolce gusto dell’elitè a livello europeo dopo che l’anno passato Milan e Napoli avevano vinto Coppa dei Campioni e Coppa UEFA mentre la Sampdoria aveva perso la Coppa delle Coppe in finale e, per la settima giornata di Serie A il programma prevede una classifica in cui il Napoli é primo con la Roma a 10 punti, Inter e Juve a 9, Bologna, Milan, Samp a 8, Genoa, Lazio, Lecce a 6, Fiorentina a 5, Ascoli, Atalanta, Bari, Cesena a 4, Udinese a 3, Cremonese, Verona a 2…le gare interessanti sono diverse, dal punto di vista storico come Lazio-Juventus 1-1 (38′ Di Canio; 53′ rig. De Agostini), il primo derby di campionato ma il secondo stagionale dopo la coppa nazionale Genoa-Sampdoria 1-2 (19′ Fontolan; 44′ Vialli, 60′ Mancini), Inter-Roma 3-0 (27′ Matthaus, 38′ Brehme, 58′ Matthaus) ma soprattutto Napoli-Milan, sfida che fra vede contrapporsi le vincitrici di 2 degli ultimi 3 campionati nonché 2 delle potenze maggiori in Italia assieme a Inter, Juventus e Sampdoria. In particolare sappiamo che entrambe vengono da una qualificazione europea, visto che lo scorso mercoledì il Napoli ha, in Coppa UEFA, sfiderà il Wettingen dopo aver vinto ai rigori in casa contro lo Sporting Lisbona per 4-3 dopo 6 tiri con un complessivo 0-0 sul campo e nonostante l’errore dal dischetto di capitan Maradona, rientrato da appena 2 settimane dopo diverse polemiche con la società per la mancata cessione al Marsiglia in estate…il Milan, invece, si misurerà con il Real Madrid visto che ha appena estromesso l’Helsinki al primo turno di Coppa dei Campioni con un 5-0 fra andata e ritorno (4-0 in Italia e 1-0 in Finlandia malgrado varie assenze…) e nelle prime giornate l’umore é opposto: i campani sono ancora imbattuti grazie alle vittorie per 1-0 ad Ascoli e con l’Udinese seguite dal pareggio per 0-0 a Cesena, al 2-1 di Verona, la rimonta per 3-2 con la Fiorentina e l’1-1 a Cremona (4 trionfi e 2 pari corollati da 8 gol fatti e 4 subiti) da confrontare, invece, con una squadra sull’orlo della crisi come i lombardi, che hanno fatto espugnato Cesena e Bergamo per 3-0 e 1-0 perdendo in casa con la Lazio sempre 0-1 mentre con l’Udinese é arrivato un bel 3-1 ma poi é stato il turno del doppio 1-1 sul campo del Genoa e con la Fiorentina (2 vittorie, 2 pari e 2 batoste contraddistinte da 9 reti all’attivo contro 4 al passivo); numeri che sono quasi uguali, contando pure che entrambe a gennaio riavranno l’impegno di Coppa Italia essendo arrivate ai gironi a 3 (Fiorentina e Bologna per gli azzurri mentre i rossoneri si misureranno con Atalanta e Messina) dopo aver superato il Parma ai rigori per 7-6 e la Cremonese 1-0 (il Milan) o Monza per 11-10 dal dischetto dopo l’1-1 sul campo e la Reggina per 2-0 (il Napoli). Questi sono pure gli anni in cui il calcio italiano ospita la maggior parte dei migliori atleti al mondo pur con la ristrettezza di poterne tesserare solo 3 per club ed ogni settimana i big-match si moltiplicano anche solo contando il numero di campioni sul terreno di gioco…

I nazionali, gli infortunati e le scuole tattiche

Il prossimo venerdì 8 giugno 1990 prenderà il via il mondiale di “Italia 1990” che tutto il paese sta aspettando con grande eccitazione e saranno diversi i giocatori che si prenderanno la scena: Ferrara, De Napoli, Carnevale saranno convocati dall’allenatore italiano Azeglio Vicini insieme a capitan Franco Baresi, Maldini, Ancelotti mentre Fusi con Tassotti, Costacurta, Colombo, Evani saranno lasciati a casa solo all’ultimo momento in un torneo in cui finiremo al terzo posto (2-1 con l’Inghilterra a Bari il 7 luglio) malgrado 6 vittorie e un pari condite da 10 gol fatti e 2 subiti solo a causa della delusione ai rigori con l’Argentina di Maradona (che perderà la finale l’8 luglio a Roma 1-0 contro i tedeschi occidentali), già carnefice del Brasile del duo Alemao-Careca (3 vittorie su 3 nel proprio gruppo con 4 timbri realizzati e appena uno incassato) negli ottavi a Torino del 24 giugno (1-0) dopo essere stata ripescata fra le migliori terze, a Napoli la sera del 3 luglio (1-1 e 3-4 dagli 11 metri)…capitolo a parte meritano gli olandesi del Milan come Rijkaard, Gullit, Van Basten, che dopo aver pareggiato 3 gare nel girone ed essere stati ripescati pur essendo campioni d’Europa in carica a scapito dell’Egitto ma dopo Inghilterra e Irlanda (rispettivamente 1-1, 0-0, 1-1) saranno estromessi dalla Germania Ovest futura vincitrice per 2-1 a Milano la sera di domenica 24 giugno in modo da chiudere il torneo con un bilancio pessimo. L’allenatore Alberto Bigon, arrivato in estate a rimpiazzare Ottavio Bianchi sulla panchina azzurra e guardato dal presidente Corrado Ferlaino da bordocampo, deve rinunciare al suo libero Renica, allo stopper Bigliardi (infortunati entrambi) mentre gli altri difensori Neri e Bucciarelli restano a casa per scelta tecnica: il modulo é un 4-4-2 solo formale, visto che il centrocampo é impostato sulla base del gioco “a rombo” e quando si attacca le punte diventano 3 attraverso Maradona che gioca fra le linee; Arrigo Sacchi, invece, che prima della partita ha ricevuto la visita del presidente Silvio Berlusconi e del suo vice Adriano Galliani, deve fare fronte ad un’emergenza pesante che sta duramente provando i suoi, visto che gli indisponibili per problemi fisici sono il terzino Carobbi insieme all’esterno Salvatori e al centrocampista Donadoni ma i guai peggiori riguardano l’attacco, dove mancano il tandem titolare Gullit-Van Basten (il primo si é rotto il ginocchio ad agosto e non rientrerà fino a maggio, in tempo solo per l’eventuale finale di Coppa dei Campioni mentre il secondo sta fuori dall’estate e tornerà in campo solo a Cremona fra una settimana) e la prima riserva Massaro…al punto tale che l’allenatore si vede costretto a cambiare modulo e dal 4-4-2 opta per un rudimentale 4-5-1 con Borgonovo unico terminale e Stroppa con Evani a dargli manforte, in cui deve tenere fuori anche il terzino fluidificante Maldini con il centrocampista duttile Fuser, convocati ma a mezzo servizio.

Napoli spietato

In una cornice con 62.000 persone sono appena 500 i milanisti, isolati dal resto del pubblico e sistemati al primo anello per evitare i soliti scontri violenti fin troppo diffusi all’epoca…e sul campo subito si capisce qual’é la situazione: Ferrara-Borgonovo, Francini-Stroppa, De Napoli-Ancelotti, Crippa-Rijkaard sono gli accoppiamenti da un lato mentre Costacurta (nell’inedito ruolo di terzino sinistro) si incolla a Carnevale lasciando a Tassotti il ruolo di fluidificante pur stando a destra, Filippo Galli é destinato a seguire Careca mentre per Maradona c’é Colombo anche se la “zona” milanista si applica in modo meno capillare rispetto all’individualizzazione del gioco “all’italiana” effettuato dai padroni di casa con una difesa imperniata su dettami piuttosto avveniristici per l’epoca (il doppio libero). A parte i portieri Giuliani e Giovanni Galli, gli unici che hanno libertà di manovra, come spesso accade in tale epoca, sono i liberi Fusi-Baroni e Baresi…la prima occasione é al 7′, quando Colombo viene liberato al tiro da Stroppa ma il suo destro dal limite é parato in allungo da Giuliani ma il Napoli reagisce compattandosi davanti alla maggiore iniziativa nemica e all’11’ ecco che Maradona pennella un ottimo cross per la testa di Baroni su punizione dalla sinistra nata da un fallo di Tassotti sul n.10 di casa ma il colpo di testa dal limite dell’area si spegne oltre il fondo sul secondo palo; al 19′ ecco l’1-0: Fusi, staccatosi all’indietro come libero, lancia lungo di destro sulla sinistra per Maradona, che punta Tassotti prima di crossare di destro a rientrare in modo da consentire a Ferrara di “pizzicare” la sfera mandandola verso Carnevale, appostato sul secondo palo per mandare in teste ancora con la fronte…al 21′ Careca lavora un pallone sulla trequarti e serve Maradona in verticale, il quale entra in area dalla sinistra ma spedisce fuori col mancino mentre al 23′ ci pensa Ancelotti, dopo una manovra corale Borgonovo-Stroppa-Colombo-Rijkaard-Evani-Ancelotti da destra a sinistra e poi di nuovo orchestrata al centro, a far distendere Giuliani sulla sua sinistra con una bella staffilata dal limite dell’area bloccata a terra. La gara prosegue con un Milan stanco ma che tiene in pugno l’iniziativa ma intanto che il Napoli si compatta e al 27′ vediamo un episodio che porta l’arbitro di Nichelino Pairetto a sentire lamentele: Evani rientra verso il centro e cade in area dopo un contatto con Francini, al 29′ ecco Careca che calcia di destro dal versante dell’area di rigore ricevendo da Maradona ma Giovanni Galli salva in corner sul primo palo al netto di un intervento piuttosto goffo…al 30′ ecco un altro destro dai 40 metri di Ancelotti che si spegne sul palo mancino esterno da corner di Evani battuto rasoterra, lo stesso Evani si renderà ancora pericoloso al 38′ con un sinistro che finisce alla destra di Giuliani dopo aver saltato mezza difesa napoletana; al 42′ altro bolide di destro di Colombo dai 30 metri che termina sul fondo e al 45′ Carnevale chiude, di fatto, la sfida: Filippo Galli stende Maradona per l’ennesima volta sulla trequarti e sulla punizione seguente il “pibe de oro” pennella di sinistro sul secondo palo verso il centravanti della nazionale azzurra, che gira dietro a Galli stesso e Costacurta per beffare Giovanni Galli con un incornata a spiovere sul montante opposto (primi gol in stagione per il bomber, che era già andato a segno in coppa con il Monza e aveva poi segnato dagli 11 metri sempre con i brianzoli…si può dire che Carnevale abbia un debole per le squadre lombarde al momento)…al duplice fischio si va negli spogliatoi con il Napoli a 12 punti seguito dall’Inter a 11 mentre la Roma é sempre a 10, la Samp ha raggiunto la Juve a 9 (i giallorossi sono sotto 2-0 in casa interista, i bianconeri stanno perdendo sul campo della Lazio e i doriani hanno pareggiato il derby negli ultimi scampoli di frazione).

Maradona chiude i conti e spalanca il Paradiso

Nell’intervallo, intanto che fra i tifosi sono scintille con interventi anche della polizia nella zona del settore ospiti avendo evidenti rischi logistici dato che il “San Paolo” é in ristrutturazione per i prossimi mondiali, c’é tempo anche per interviste a personaggi illustri come l’allenatore dell’Italia Azeglio Vicini, che definirà la gara come “molto veloce e soggetta a tanti errori come logica conseguenza di ritmi altissimi” intanto che Silvio Berlusconi, dopo aver tessuto le lodi del popolo napoletano e di tutta la città, ammetterà la superiorità dei padroni di casa malgrado la stanchezza per lo stress accumulato contro i portoghesi in coppa il mercoledì passato oltre a incalzare il “suo” Milan a causa di una gara non all’altezza pur al netto delle tante gravi assenze. Al 46′ ecco il primo cambio di Sacchi, che deve far fronte alle poche forze che ha in panchina in un momento complicato: Simone entra per Rijkaard e si passa al 4-4-2 con il neo-entrato marcato da Baroni ma che si rende subito pericoloso concludendo con un sinistro a giro bloccato da Giuliani dopo pochi secondi ma il primo quarto d’ora della ripresa procede fra affannosi e pretenziosi tentativi rossoneri di rientrare in gara con lanci lunghi controllati dalla retroguardia di casa ma privi di effettive conclusioni verso la porta…al 61′ dentro anche il giovane esterno destro Lantignotti per Stroppa, visto che Maldini non ce la fa a fare neanche uno spezzone di gara al pari di Fuser e Pazzagli non ha modo di entrare dato il fatto che almeno Giovanni Galli sta bene e sul suddetto Lantignotti ci va subito Francini, che era stato il marcatore di Stroppa. Al 65′ Maradona si guadagna l’ennesimo fallo e costringe Baresi all’ammonizione e al 70′ bell’intervento di Giuliani su una combinazione in area Borgonovo-Simone, in cui il primo fa sponda su secondo, che tira di esterno destro senza risultati, al 72′ destro di Colombo fuori dal limite che va fuori in una ripresa ricca di conclusioni meneghine ma con una precisione al tiro pari allo 0 pure per quanto riguarda l’inquadramento della porta mentre al 74′ é Alemao a mandare alta dai 20 metri una punizione ottenuta da Maradona per un fallo di Ancelotti che viene ammonito (8 falli subiti dall’argentino, e tutti da dietro con ancora un quarto d’ora da giocare…); al 76′ appena prima di essere sostituito dall’ala Mauro, Carnevale spedisce alto dal limite sinistro dell’area col destro e subito dopo si passa ad un 4-4-2 con quest’ultimo a sinistra, De Napoli a destra, Crippa davanti alla difesa e Alemao in regia mentre Maradona rifinisce dietro a Careca, al 78′ destro dal limite fuori di Filippo Galli su assist da corner con scambio corto Ancelotti-Baresi…all’84’, infine, ci pensa capitan Maradona ha mettere il punto finale sulla sfida che proietta i suoi in cima alla classifica da soli sfruttando il 3-0 rimediato dalla Roma a Milano: Fusi rilancia lungo per anticipare Borgonovo, Filippo Galli svirgola di testa sulla trequarti e Mauro lancia in contropiede il leader dell’Argentina di piatto sinistro al volo in modo da concedere al beniamino di casa l’occasione per realizzare il 3-0 con un beffardo pallonetto di punta mancina sull’uscita di Galli (per Maradona é il secondo gol consecutivo in 2 sfide di Serie A dopo l’1-1 a Cremona della settimana scorsa ed é il quinto gol contro il Milan da quando é arrivato in Italia: nel 1986 segnò in Lombardia in occasione dell’1-2 maturato a favore dei napoletani e dall’anno dopo sempre in casa nel 2-1 del 1987, il 2-3 mitico del 1988 che segnò la svolta per il Milan e il 4-1 dell’anno prima…). All’86’ fuori Baroni ed esordio per il giovane fantasista proveniente dalla Torres Gianfranco Zola: Fusi va a fare il libero, Crippa lo stopper, De Napoli e Mauro sono i mediani con Alemao regista e Zola con Maradona a svariare alle spalle di Careca…ormai é chiaro che il Napoli é solo a 12 lunghezze, l’Inter si é ripresa il secondo posto a 11, la Roma é stata raggiunta dal duo Sampdoria-Juventus a 10, Bologna a 9, Milan a 8, Lazio e Lecce a 7, Atalanta e Genoa a 6, Ascoli-Bari-Fiorentina-Udinese a 5, Cesena a 4, Cremonese e Verona a 3 e al fischio finale può cominciare la festa per il primato ritrovato per la prima volta da 2 anni in solitaria oltre che per la seconda vittoria consecutiva del Napoli contro il Milan in Campania e il terzo scontro diretto senza sconfitte (l’anno addietro, a Milano, era terminata 0-0 e l’ultimo trionfo dei meneghini risale al famigerato 2-3 del 1° maggio 1988) mentre Sacchi e i suoi sono ufficialmente in crisi alla luce dei fatto che non vincono da 3 partite senza contare che hanno totalizzato 2 sconfitte (questa é la prima in trasferta) e nelle prossime giornate potrebbero essere ancora di più gli assenti.

Tanta gioia e parecchia delusione a primavera

La stagione milanista si chiuderà in maniera meno felice di quanto potesse sembrare: il 7 dicembre 1989 arriveranno la prima Supercoppa Europa (1-1 a Barcellona e 1-0 in casa coi catalani) e il 17 dicembre la seconda Coppa Intercontinentale (1-0 ai supplementari con l’Independiente Medellin) ma in Italia la situazione riserverà 2 brusche delusioni nell’arco di 4 giorni, visto che il 25 aprile i rossoneri perderanno la prima finale di Coppa Italia della gestione Berlusconi in casa 0-1 con la Juventus dopo lo 0-0 di febbraio a Torino pur essendosi tolti la soddisfazione di aver eliminato i napoletani in semifinale (0-0 a Milano e 3-1 a Napoli) e il 29 aprile (la stagione italiana si concluderà così presto per permettere gli ultimi preparativi e un migliore percorso di avvicinamento della nostra rappresentativa a “Italia 1990”) il Napoli batterà 1-0 la Lazio in casa vincendo il suo secondo scudetto 3 anni dopo il primo e 2 anni dopo il contestato campionato in cui i milanisti ebbero la meglio con una rimonta da manuale (il conto dirà 51-49 per i partenopei a seguito di una rimonta rossonera di 6 punti ottenuta con 17 risultati utili consecutivi fra cui 15 vittorie e 2 pari, ma le polemiche per lo 0-2 ottenuto a Bergamo grazie alla famosa moneta da 100 lire lanciata dagli spalti che colpirà in testa Alemao e per l’arbitraggio di Verona-Milan 2-1 con 4 espulsioni fra i rossoneri e 2 gol irregolari alla penultima giornata non si placheranno per molto tempo…) al netto della consolazione di vantare il capocannoniere del campionato Van Basten, arrivato a 19 gol davanti a campioni assoluti come il fiorentino Baggio o lo stesso Maradona (17 e 16 timbri per loro); il destino europeo, infine, vedrà i rossoneri gioire il 23 maggio a Vienna dopo aver sconfitto il Benfica per 1-0 ed aver ottenuto la quarta Coppa dei campioni della storia intanto che gli azzurri venivano fatti fuori dalla Coppa UEFA a dicembre per mano del Werder Brema agli ottavi (3-2 in Italia e 5-1 in Germania Ovest per un totale di 8-3 in un’annata in cui tutte le tedesche furono estromesse dai nostri club…ad eccezione dei vesuviani, appunto). Il viaggio a ritroso nel passato di Napoli-Milan é appena cominciato ma non sappiamo cosa ci riserverà in vista del prossimo big-match, decisivo per la corsa al tricolore.

Il tabellino

NAPOLI-MILAN 3-0

NAPOLI (4-4-2): Giuliani; Ferrara, Fusi, Baroni (86′ Zola), Francini; Alemao; De Napoli, Crippa; Maradona (cap.); Careca, Carnevale (76′ Mauro). A disposizione: Di Fusco, Corradini, Tarantino. Infortunati: Renica, Bigliardi. Fuori per scelta tecnica: Neri, Bucciarelli. Allenatore: Bigon.

MILAN (4-5-1): G. Galli; Tassotti, F. Baresi (cap.), F. Galli, Costacurta; Stroppa (61′ Lantignotti), Colombo, Ancelotti, Rijkaard (46′ Simone), Evani; Borgonovo. A disposizione: Pazzagli, Maldini, Fuser. Infortunati: Carobbi, Donadoni, Salvatori, Massaro, Van Basten, Gullit. Allenatore: Sacchi.

ARBITRO: Pairetto di Nichelino.

MARCATORI: 19′ e 45′ Carnevale, 84′ Maradona.

NOTE: Ammonito Baresi (M) al 65′ e Ancelotti (M) al 74′ per gioco falloso.

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