
PARMA – L’anticipo delle 18 della 30a giornata di Serie A ci riserva un match che ha fatto la storia del calcio italiano negli anni ’90: Parma-Milan, anche se ormai il fascino è rimasto solo quello legato al passato. I ducali di D’Aversa arrivano a questo appuntamento con una sola vittoria da novembre (2-0 in casa con la Roma) e decimati dagli infortuni: Brunetta, Cyprien, Iacoponi, Inglese, Karamoh, Mihaila, Sohm, Zirkzee tutti indisponibili e con problemi fisici da valutare giornalmente, Nicolussi Caviglia operato per rottura del crociato e fuori fino a fine annata mentre Alves con Gagliolo sono i diffidati; da parte sua, Pioli deve sopperire alle assenze di Calabria e Daniel Maldini aggiungendole al rischio diffida corso da Dalot, Rebic, Saelemaekers, Castillejo. Al dunque gli assetti sono quelli previsti:
4-3-3 per i padroni di casa (4-3-1-2 a inizio ripresa e 3-4-3 molto offensivo nel finale) [Sepe; Conti (85′ Busi)-Bani-Gagliolo-Pezzella (74′ Busi); Kucka-Hernani (61′ Grassi)-Kurtic; Man-Pellè-Gervinho (46′ Cornelius)],
4-2-3-1 per i meneghini (poi 4-4-1 dal 60′ e 5-3-1 nel finale) [G. Donnarumma; Kalulu (78′ Gabbia)-Kjaer-Tomori-Hernandez; Bennacer (72′ Meitè)-Kessie; Saelemaekers (72′ Dalot)-Calhanoglu (77′ Krunic)-Rebic (84′ Leao); Ibrahimovic].
L’avvio della disputa premia i rossoneri, che dopo aver fallito una buona occasione con Kessie a causa di un ottimo intervento di Sepe, bravo a deviare in corner, si portano avanti con Rebic, che sfrutta un tocco morbido di Ibrahimovic trafiggendo gli avversari all’8′ con bel tiro di potenza sotto l’incrocio dei pali; gli emiliani cercano di rigettarsi all’attacco ma, in vero, non creano occasioni degne di rilievo neanche con il destro uscito di poco di Hernani o l’incornata di Pellè: gli ospiti controllano in scioltezza e rischiano più volte di raddoppiare intanto che Bani, Pezzella, Gagliolo (diffidato) e Calhanoglu finiscono fra gli ammoniti tutti per gioco falloso e comportamento non regolamentare. Siamo ormai in chiusura di frazione quando i milanesi, sfruttando ancora la regia avanzata di Ibrahimovic, riescono ad affondare con Hernandez, servito dallo svedese, che va sul fondo dalla sinistra e mette Kessie in condizione di battere a rete, su inserimento in mezzo all’area da solo, lo 0-2 che manda tutti negli spogliatoi quando è scoccato il 45′.
La ripresa conferma quanto visto nella 1a frazione: il Parma cerca di imbastire qualche azione ma gli avversari controllano senza affanno rischiando solo con una rovesciata di Kucka finita di poco alta dopo una sicura respinta di Donnarumma a danno di Pellè; malgrado l’innesto di Cornelius per Gervinho nulla cambia fino al 60′, quando Ibrahimovic viene espulso per reiterate proteste e lascia i suoi in 10 (a seconda di ciò che l’arbitro ha sentito si prevede una squalifica di almeno 2 giornate). Il ritmo scorre sull’imprevedibilità fino al 65′, quando Kucka (ammonito da meno di un minuto) crossa dalla trequarti verso Pellè sul secondo palo e il centravanti rimette in mezzo di sponda per Gagliolo, il quale anticipa Donnarumma e fa 1-2 con il suo 1° timbro in stagione; al 72′ giungono i primi 2 cambi di Pioli: Dalot per Saelemaekers e Meitè per Bennacer in modo che il Milan si risistemi 5-3-1 quando difende e a Hernandez venga permessa maggiore libertà in fase di ripartenza tramite un assetto di 4-4-1 quando la palla ce l’hanno i suoi; D’Aversa risponde al suo collega gettando dentro Busi per Pezzella al 74′ intanto che le mischie in area meneghina si susseguono mettendo in mostra marcature quasi a uomo fra gli attaccanti del Parma e la retroguardia lombarda (Tomori-Pellè e Kjaer-Cornelius) al netto di un Kucka che manda fuori a tu per tu con Donnarumma verso il 78′, poco dopo che Gabbia aveva rilevato Kalulu e Calahanoglu aveva lasciato il posto a Krunic rinforzando la mediana. Ormai il 5-3-1 dei milanisti è chiaro, Hernandez si aggiunge ai cattivi di gara falciando Man e Donnarumma salva su un bel destro da lontano di Grassi; il Milan cerca soprattutto di tenere la palla lontana e di guadagnare tempo ma Kessie commette l’errore di buttare via un pallone dopo aver commesso fallo sulla trequarti nemica, in modo da finire sul taccuino di Maresca; siamo ormai all’84’ e gli allenatori si giocano gli ultimi slot: Leao per Rebic e Traore per Conti (il Parma passa al 3-4-3) ma le occasioni vere si concentrano nel recupero: quando Bani incorna di testa mandando fuori malgrado Donnarumma fosse arrivato in tempo a distendersi. Al 94′ su 5 minuti di recupero, infine, arriva l’1-3 di Leao: Traore si fa rubare una palla in modo molto ingenuo sulla trequarti e in contropiede Dalot serve il suo compagno, che piazza di piatto destro sull’uscita di Sepe chiudendo i giochi con conseguente conquista dei 3 punti per i suoi.
Il Milan fa un passo fondamentale verso la Champions e sale a 63 punti in classifica mentre il Parma resta a quota 20 ed è sempre più lontano dalla salvezza, soprattutto per il fatto che quelle davanti stanno accelerando sicuramente più dei crociati: nelle ultime giornate tanti risultati potrebbero restare in bilico de con essi pure gli obiettivi di ogni team.

