PARMA-MILAN…-1 GIORNO, DOMENICA 29 NOVEMBRE 1998: TROPPA DIFFERENZA

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PARMA – Fra meno di un mese è Natale e l’Italia continua a vivere nello sfarzo esasperato iniziato negli anni ’80 in attesa che giunga il nuovo millennio, in Jugoslavia infuria la guerra del Kosovo e l’Emilia-Romagna è uno dei motori sportivi d’Europa, visto che primeggia in tutti i maggiori giochi di squadra e anche in diverse discipline singole come il ciclismo (in cui l’artista di punta è Marco Pantani).

Ovviamente, il simbolo del piacere ludico del nostro paese è, come sempre, il calcio, e ovviamente il campionato di Serie A, all’epoca noto come il torneo delle “7 sorelle” (Juventus, Inter, Milan, Parma, Fiorentina, Lazio, Roma), vede contrapporsi settimanalmente la maggior numero di campioni del panorama mondiale: per l’11a giornata infatti, troviamo un noto posticipo domenicale fissato alle 20,30 come Lazio-Roma ma, invece, la sfida che interessa maggiormente la critica e gli appassionati alle 15,00 della domenica è certamente Parma-Milan…i ducali vengono dal pari subito per 1-1 nell’andata degli ottavi di Coppa Uefa a Glasgow con i Rangers e fra soli 3 giorni dovranno fronteggiare la gara in casa dell’Udinese valevole per la prima gara dei quarti di Coppa Italia (poi persa 3-2), competizione da cui i rossoneri, invece, sono già stati estromessi meno di 20 giorni addietro per mano della Lazio campione in carica agli ottavi (hanno perso 3-1 in rimonta a Roma e fatto 1-1 a Milano) e senza contare il fatto che, per il 2° anno consecutivo non giocano in Europa (cosa che non accadeva da 7 anni: dal 1990/91).

Se da un lato troviamo un team come il Parma ancora imbattuto in casa, dall’altra abbiamo un Milan che viene da 2 pareggi e 1 sconfitta nelle ultime 3 gare lontano da Milano: i 30.000 dell'”Ennio Tardini”, fra cui 5000 milanisti giunti in massa da tutta Italia ma con grande voglia di farsi vedere non solo a suon di cori e colori ma soprattutto creando scompiglio con la tifoseria limitrofa al punto che nell’intervallo dovrà intervenire la polizia caricando entrambe le parti (al tempo Parma-Milan era molto più di una semplice gara di campionato: aveva significato finali e sfide decisive per tutto il decennio al punto che pure le tifoserie erano arrivate al punto di odiarsi), salutano l’ingresso in tribuna dei fratelli Tanzi e del vice-presidente rossonero Galliani (sostituto di Berlusconi, impegnato per cause di governo) con uno spettacolo da togliere il fiato intanto che infuriano le tensioni nella curva dove si trovano i meneghini.

Sulle panchine troviamo 2 innovatori malgrado entrambi siano piuttosto datati: Malesani e il nuovo arrivato in estate Zaccheroni…entrambi vogliono un gioco offensivo e non si fanno scrupoli ad adoperare il nuovo concetto della difesa a 3 in favore del tridente offensivo; nel caso del primo vediamo solo veterani e comprimari indisponibili a livello dei difensori Mussi, Sartor (infortunati), Apolloni (escluso per scelta tecnica malgrado sia, nominalmente, il capitano), il centrocampista Longo (anche lui escluso per mancanza di posti in panchina), l’attaccante Asprilla (anche lui fermato da noie fisiche) pur sapendo che il 3-5-2 (poi 3-4-1-2 negli ultimi minuti) previsto non verrà mutato in nessun modo e in mediana ci sarà una muscolatura tale da consentire l’impiego di ben 4 giocatori che possono svariare negli ultimi metri dilatando la retroguardia avversaria

[Buffon;

F.Cannavaro-Sensini-Thuram;

Fuser-D.Baggio (89′ Giunti)-Veròn (81′ Fiore)-Boghossian-Benarrivo;

Chiesa (66′ Balbo)-Crespo]

mentre per il secondo (romagnolo e originario di Forlì-Cesena) i conti vanno fatti sulle assenze di del terzino mancino Ziege e del duttile Donadoni (entrambi fermi causa difficoltà fisiche) senza contare il portiere Lehmann (partito come titolare a inizio anno e relegato in panchina dopo 5 sole giornate causa delle performance vicine all’inaccettabile), lo stopper Cruz, il terzino Coco (tutti e 3 lasciati a casa puramente per motivo tecnico e che lasceranno Milanello a gennaio)…il risultato sarà la conferma del 3-4-3 a rombo (Albertini davanti ai difensori e Boban dietro alle punte con i 2 laterali a coprire le intere fasce) voluto dal mister ma con delle incongruenze tattiche e evidenti a livello di un doppio regista in mezzo al campo oltre a 3 bomber centrali che, davanti, si ostacoleranno da soli più che offendere la difesa nemica

[S.Rossi;

Sala-Costacurta-N’Gotty;

Helveg-Albertini-Boban (76′ Ambrosini)-Maldini (cap.) (46′ Ba);

Ganz (46′ Leonardo)-Bierhoff-Weah].

A livello di nazionali stiamo parlan do di 2 dei blocchi più importanti dell’Italia che era uscita nei quarti di finale ai mondiali francesi dell’estate passata dinanzi alla Francia (futura vincitrice oltre che padrona di casa) di Thuram, Boghossian: Buffon, Cannavaro, D.Baggio, Chiesa (Benarrivo non vede l’azzurro dai mondiali del 1994 e Fuser non viene convocato dagli europei del 1996 mentre Sala non è ancora mai stato preso in considerazione al pari di Ganz e Ambrosini, di Giunti, Fiore) opposti a capitan Maldini, Costacurta, Albertini; inoltre, al torneo avevano partecipato anche l’Argentina di Sensini, Veròn, Crespo (Balbo fu scartato appena prima del torneo) assieme alla Danimarca di Helveg, alla Germania di Bierhoff (tutte fuori ai quarti per mano, rispettivamente, dell’Olanda, del Brasile, della Croazia di Boban) mentre il liberiano Weah si è gustato la competizione da casa vista la mancata qualificazione del suo paese.

Il freddo del gelido inverno ducale fa da sfondo, assieme ad un campo in condizioni decisamente non buone, alla 100a partita in gialloblù del giovane Gianluigi Buffon, che ad appena 20 anni ha già raggiunto un record difficilmente battibile…non si fa in tempo ad assestare le disposizioni tattiche agli ordini del direttore romano Massimo De Santis (uno dei direttori di gara maggiormente invischiati nel 2006 nell’inchiesta di “Calciopoli”) che subito si inizia a vedere un Milan che prova a sfondare attraverso la dittilità di Weah al netto di un Parma che si appoggia molto sui lanci lunghi da parte di Thuram e Veròn per Crespo; sono trascorsi pochi minuti quando Veròn e lo stesso Weah vengono ammoniti per 2 falli diversi, a cui fa seguito pure il giallo di Costacurta. Dopo una partenza leggermente contratta da parte dei padroni di casa, al 25′, dopo che Fuser aveva mandato fuori un bel diagonale destro su assist involontario di Chiesa, Veròn batte una punizione dalla trequarti per Dino Baggio, che calcia di sinistro da fermo costringendo Rossi a respingere corto verso Chiesa (3° timbro per lui in stagione), il quale arriva per primo e realizza l’1-0 di piatto destro in controbalzo sbloccando una gara che, tanto, stava già regalando emozioni. I milanesi non stanno a guardare e reagiscono sfruttando diversi inserimenti di Ganz, il quale la manda sempre fuori bersaglio intanto che Benarrivo si fa ammonire, da diffidato, per un fallaccio su Helveg (salterà Sampdoria-Parma 0-2 venendo rimpiazzato da Vanoli)…siamo al 36′ quando arriva la chiusura, virtuale, del match: Fuser si inserisce in area palla al piede servendo Crespo, che di destro interno in controtempo piazza la sfera vicino al palo sinistro sentenziando il 2-0 per i suoi ma non è ancora finita e prima dell’intervallo il tandem offensivo di casa mette ancora in apprensione la retroguardia ospite, con Chiesa che si vede respingere il tiro sulla linea da Sala data un’uscita avventata di Rossi e sul corner seguente lo stesso portiere salva con un miracolo su incornata di Cannavaro prima che, ancora Chiesa, mandi alto un bellissimo sinistro dal vertice mancino dell’area.

Mentre si attende la ripresa la polizia ha il suo bel da fare per sedare i veleni sugli spalti e sono in parecchi ad arrivare allo scontro con le forze dell’ordine intanto che tutto lo stadio fomenta i tumulti: alla ripartenza delle operazioni, finalmente, si ricomincia a guardare solo il terreno di gioco e Zaccheroni capisce che deve cambiare qualcosa, optando per una doppia sostituzione…Leonardo per Ganz e Ba per Maldini, rimasto contuso e sanguinante dal naso in un violento scontro con Boghossian nel cerchio di centrocampo appena prima del duplice fischio; Costacurta diventa capitano e Leonardo, ammonito poco dopo per gioco scorretto, cerca di dare maggiore mobilità all’attacco dei suoi consentendo anche a Weah di svariare mentre Ba si occupa più di tamponare le scorribande di Fuser che di offendere. I parmensi, malgrado le fatiche di coppa, dimostrano, paradossalmente, di essere molto più freschi atleticamente e ripartono con il duo Chiesa-Crespo scatenato: prima l’italiano obbliga Rossi a distendersi sulla sua destra e poi l’argentino, innescato da un cross sull’asse mancina Veròn-Chiesa, stacca impriosamente per il 3-0 testa al 60′ (con questa doppietta fa 7 in stagione solo in Italia); da questo istante, con il risultato ormai chiaro, inizia la giostra dei cambi definitiva: Balbo entra per Chiesa e Ambrosini rimpiazza Boban dopo che il croato si era visto bloccare un bel colpo di testa da Buffon (vano tentativo di rinforzare la mediana a livello più muscolare)…la superiorità degli uomini di Malesani, però, è schiacciante e si manifesta sotto la mole di occasioni sventate da Rossi (migliore in campo dei suoi…un dato che vale più di tutti gli altri), come il salvataggio miracoloso su incornata di Crespo e la rovesciata di Cannavaro o la respinta di piede su destro di Fuser; Sensini finisce fra i cattivi per aver ostacolato in modo irregolare Bierhoff ma nel finale ci sta ancora tempo per 2 sostituzioni importanti: Fiore rimpiazza Veròn andandosi a porre come trequartista venendo raggiunto da Giunti proprio a ridosso del 90′ quando quest’ultimo va a prendere il posto di Baggio e riesce anche a mettere il suo marchio sulla sfida servendo Fuser, il quale mette al limite dell’area una palla facile da mandare in rete per il 4-0 di Boghossian proprio sul suono della sirena (sono 3 in totale per il transalpino fra tutte le competizioni).

Decisamente la distanza è stata troppa fra le parti: non solo la presenza di Fuser sul lato di Maldini ha orientato la sfida in modo decisivo, ma va pure detto che il complesso di Malesani, arrivato alla 5a vittoria su 6 sfide casalinghe in campionato, ha mostrato una migliore organizzazione tramite l’innovazione di tattica di Benarrivo a dare equilibrio ad una difesa già solida a 3 e consentendo la variazione verso un 4-4-2 fin troppo coperto malgrado l’altissima spregiudicatezza di ogni effettivo…le trasferte senza vittorie del Milan diventano 4 consecutive (al netto dei 2 ottenute nei primi 2 turni fuori casa) e anche se siamo solo a novembre, i ducali già si trovano già al 2° posto dietro alla Fiorentina uscita dalla domenica con lo 0-0 rimediato a Bari (22-19 peri toscani) al confronto di un Milan che, se non è in crisi, di sicuro non può dirsi contento di un 4° posto che lo proprietta in zona Champions malgrado l’obiettivo, almeno a livello teorico, fosse proprio il rientro in Europa 24 mesi dopo…

A fine anno il Parma vivrà la sua migliore stagione di sempre riuscendo ad aggiudicarsi 3 coppe nell’arco di appena 100 giorni…la 2a Coppa Italia (di 3 totali) a danno della Fiorentina (forti del doppio pareggio: 1-1 a Parma e 2-2 a Firenze nelle notti del 14/4 e 5/5/1999) conquistata grazie al gol in trasferta, la 2a ed ultima Coppa Uefa (gioia conclusiva dei suoi in campo internazionale) ottenuta sulla pelle del Marsiglia (dopo il 3-0 nella finale a Mosca di mercoledì 12/5/1999), l’unica Supercoppa Italia della loro bacheca davanti al medesimo Milan (rimonta per 1-2 nel recupero a Milano la sera del 21/8/1999) intanto che in campionato il Milan vinceva il suo 16° scudetto (ultimo trionfo in campionato del vecchio secolo, atteso dal 1995/96 e succeduto da 2 annate disastrose: prima un 11° e poi un 10° posto) al termine di un finale tesissimo nonchè colmo di polemiche dinanzi alla Lazio (il conto conclusivo sarà 70-69 con una rimonta di 7 punti a 8 giornate dalla fine) con Fiorentina 3° e Parma 4°: ancora oggi quello del 1998/99 viene considerato un tricolore perso anche in Emilia, oltre che sulla sponda biancoceleste…malgrado si sia giunti a 15 punti dalla vetta (70-55), si credeva veramente che quella formazione potesse arrivare al sogno di vincere tutto e tutto insieme coronando un ciclo che sembrava eterno ma dall’estate del 1999, invece, finì in modo tanto rapido quanto improvviso riverberando riflessi inquietanti quando il gruppo Parmalat piomberà in un baratro finanziario irreprensibile che trascinerà anche i fratelli Tanzi nel 2004 mentre la proprietà di Berlusconi vedrà la sua fine verso il 2012 pur essendo la stata la più vincente della storia milanista.

Un viaggio fin troppo breve, quello di avvicinamento a Parma-Milan…adesso bisogna solo lasciar parlare il campo malgrado quei tempi siano, ormai, troppo lontani.

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