PEROTTI REGALA LA FESTA A TOTTI…

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ROMA – All’ultimo tuffo Perotti regala l’accesso diretto per la Champions alla Roma e fa partire la festa dell’Olimpico riservata a Francesco Totti. La magia dei 25 anni del Capitano con la stessa maglia, fa passare in secondo piano anche una partita che si stava per trasformare in dramma sportivo se non fosse stato per quel pallone scagliato in rete proprio da uno degli ex giocatori in campo in maglia Roma (l’altro era El Sharaawy). La partita è stata ricca di contenuti anche per l’Olimpico pieno in ogni ordine di posto, come non succedeva da quel famoso 17 giugno 2001 ricordato da Totti nella lettera di commiato, come il giorno più bello della sua vita calcistica, completamente colorata di giallorosso. Il Genoa dei baby ce l’ha messa tutta per cercare di far sorridere gli amici del Napoli (tifoserie gemellate), tanto che prima è andato in vantaggio con il classe 2001 Pellegri bravo a scattare sul filo del fuorigioco (forse anche qualche centimetro oltre) e a battere Szczesny in uscita, poi addirittura a pareggiarla. Dopo 8’ era il capocannoniere del torneo Dzeko a rimettere tutto a posto con un appoggio a porta vuota dopo che il palo gli aveva respinto la conclusione. 1-1 era pure il risultato con cui si chiudevano i primi 45’. Nella ripresa tutta l’attenzione era concentrata sull’ingresso in campo di Totti, ma a sbloccare la situazione era un bolide di De Rossi su assist al bacio di Dzeko. Sembrava l’inizio della festa dedicata al Capitano, ma il Genoa al contrario di altre squadre, decideva di fare il proprio dovere fino in fondo, cogliendo il pari con Lazovic, bravo a sfruttare un errore di Szczesny in uscita, a 10′ dal termine. Lo stadio Olimpico ebro di amore per il suo simbolo, rimaneva gelato ed i grifoni rossoblu andavano vicino anche al terzo gol di ripartenza. Gli Dei del calcio però, in debito di riconoscenza con il miglior calciatore italiano di tutti i tempi, decidevano di non mettere lo zampino in quella che doveva essere una festa in tutti i sensi: proprio al 90’ infatti, Perotti spingeva in porta una spizzata di Dzeko che lo catapultava solo davanti a Lamanna. 3-2 era pure il risultato finale che sanciva la conquista del secondo posto che significa accesso in Champions, direttamente dai gironi, senza passare per i preliminari. E così poteva partire la festa vera e propria con tutti i calciatori della Roma che indossavano la maglia numero dieci di Totti, mentre tutti i bambini del settore giovanile della Roma, facevano da cornice ad una enorme maglia numero 10 posta proprio al centro del campo. Il giro del campo di Totti, è stato tutto un insieme di sensazioni, ricordi che riaffioravano aiutati dalle immagini dei tabelloni dell’Olimpico. La commozione era evidente sul volto di chi ha vissuto per intera tutta la carriera di questo stupendo calciatore e uomo al tempo stesso. Lui con la sua splendida moglie ed i tre figli, a raccogliere il grazie dell’intero stadio, fino all’epilogo sotto la sud con tanto di calcio di un pallone autografato del Capitano stesso ai suoi tifosi. La fine con la lettera letta da Totti con pause dovute all’emozione fino all’abbraccio con tutti i compagni ed in maniera particolare con De Rossi che ne raccoglie la pesante eredità e con Florenzi altro figlioccio del Capitano. E’ finita così una delle giornate più lunghe per chi ha a cuore la maglia giallorosa e chi da 25 anni, commentando o scrivendo le gesta di questa maglia, da domani si sentirà sicuramente più solo. Nota a margine: Edin Dzeko vince la classifica dei cannonieri con 29 gol, superando di un gol proprio Mertens del Napoli come a dire, quest’anno per i napoletani contro i giallorossi non c’è storia….

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