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_ROMA – Ennesima vergogna casalinga della Roma, in una stagione che sta sfiorando il paradossale. La partita con la Samp ha sancito il fallimento di un progetto partito questa estate con Di Francesco in panchina; ma quello che stupisce di più è che il mister è probabilmente l’ultimo dei responsabili di questa situazione. E così nella giornata in cui la Lazio perde a San Siro col Milan e l’Inter frena in quel di Ferrara, due risultati che regalano alla Roma non solo di rimanere aggrappata al treno Champions, ma addirittura di riavvicinare il terzo posto, i giallorossi decidono di entrare in campo molli e spaesati, facendosi prendere letteralmente a pallonate da una squadra, quella blucerchiata, che in trasferta non vinceva mai e che aveva sempre subìto almeno 2 gol nelle ultime apparizioni esterne. All’Olimpico è Alisson a tenere a galla la baracca con parate sontuose, una sorta di uno contro tutti con le altre dieci anime indossanti la maglia giallorossa, a girovagare per il campo che nonostante ciò, si sono trovati nella situazione di girarla quando nel finale di tempo Under si procura un calcio di rigore, a margine dell’unica azione degna di questo nome. Ma la serata nata male finisce peggio con Capitan Florenzi capace pure di sbagliare la realizzazione dal dischetto. Nella ripresa la Roma prova a cancellare quell’obrobrio andato in onda nel primo tempo con 20’ degni di una squadra almeno normale di serie A. Viviano fa un paio di parate, una di faccia sempre su Under, l’unico vivo nei 10 di movimento, ma è un fuoco di paglia. La squadra colleziona record di passaggi all’indietro, Di Francesco cambia gli unici che ci mettevano cuore (Under e Pellegrini), per inserire un Defrel inesistente ed un Perotti imbarazzante. La logica conseguenza è il gol di Zapata che regala alla Samp tre punti sacrosanti, e fa sprofondare la Roma in una crisi irreversibile, perché se a San Siro e Marassi si erano visti barlumi di speranza la partita di ieri ha dato una sferzata definitiva, ad un gruppo che sta dimostrando grandi limiti caratteriali ma anche tecnici, con giocatori che hanno completamente rigettato le idee del tecnico. Tecnico che suo malgrado, si ritrova ora a non dover fallire la trasferta di Verona altrimenti sarebbe esonerato. E sarebbe l’ennesimo allenatore buttato al vento da uno spogliatoio la cui gestione è praticamente impossibile. In attesa che in estate Monchi attui quella rivoluzione che ripulirebbe la squadra da alcuni fardelli che stanno diventando insostenibili.

 

 

 

ROMA-SAMPDORIA 0-1 (0-0)

MARCATORE: Zapata al 35′ s.t..

ROMA (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini (dal 25′ s.t. Defrel), Strootman, Nainggolan; Under (dal 27′ s.t. Perotti), Dzeko, El Shaarawy (dal 33′ s.t. Antonucci) (Lobont, Skorupski, Moreno, Fazio, Emerson, Bruno Peres, De Rossi, Gerson). All. Di Francesco.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Murru; Barreto, Torreira (dal 41′ s.t. Capezzi), Linetty; Ramirez (dal 27′ s.t. Alvarez), Caprari (dal 17′ s.t. Kownacki), Zapata (Puggioni, Tozzo, Andersen, Sala, Tomic, Strinic, Regini, Verre, Quagliarella). All. Giampaolo.

ARBITRO: Banti di Livorno.

NOTE: spettatori 29.468, incasso 806.937 euro. Ammoniti: Bereszynski per comportamento non regolamentare, Kolarov e Murru per gioco scorretto, Florenzi per proteste. Angoli: 10-10. Recupero: 0′ p.t., 5′ s.t..

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