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ROMA-INTER…-1 GIORNO, SABATO 27 MARZO 2010: E’ TUTTA DA GIOCARE

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ROMA – E’ iniziata la primavera del 2010 da 7 giorni e fra solo una settimana si festeggia la Pasqua, l’Italia é spaccata in due da un clima capriccioso come poche altre volte: nord paralizzato dal freddo e dalla pioggia mentre al centro e al sud il caldo la fa già da padrone (in estate si sconterà questa mitigazione improvvisa), in Sudafrica é tutto pronto per ospitare il prossimo mondiale (11 giugno-11 luglio) e l’economia europea mette in evidenza sempre più crepe nel suo sviluppo a seguito della grande crisi esplosa nel 2008.

La sfida scudetto

Per la XXXI° giornata di Serie A ecco lo scontro che potrebbe decidere le sorti del tricolore: l’anticipo delle 18,00 di sabato é Roma-Inter, con i nerazzurri in testa a 63 punti e i giallorossi che inseguono a quota 59 appaiati dal Milan, impegnato domenica sera alle 20,45 con la Lazio in casa (1-1)…i romanisti vengono dalle vittorie contro l’Udinese in casa per 4-2 e a Bologna per 0-2 mentre gli interisti hanno vinto, in trasferta, solo ad Udine, per 3-2, in tutto il girone di ritorno (pareggi 2-2 a Bari, 1-1 a Parma, 0-0 a Napoli e 1-1 a Palermo oltre alla sconfitta di Catania per 3-1 in rimonta) al netto del fatto che i lupi non battono i milanesi in casa in gare di campionato dal 4-1 di domenica 7 marzo 2004, quando furono annullati anche 3 gol regolari sullo 0-0 mentre in Coppa Italia il trionfo giallorosso manca da sabato 28 maggio 2008 (2-1). Sono gli anni in cui Roma-Inter é la grande classica del campionato (da quando nel 2006 l’inchiesta di “Calciopoli” aveva rivoluzionato gli equilibri del calcio italiano), dato che dalla primavera del 2005 soprattutto (in occasione della finale di coppa nazionale vinta dall’Inter per la prima volta dal 1982) questo é diventato lo scontro di vertice in quasi tutti gli atti finali di ogni titolo nazionale ma i meneghini non cedono dinanzi ai rivali da Inter-Roma 1-3 di mercoledì 18 aprile 2007 (giornata recuperata a causa del derby Palermo-Catania del 2 febbraio in cui morì l’ispettore Filippo Raciti) e sempre i lombardi, guidati da José Mourinho per il secondo anno consecutivo (sarà anche l’ultimo, visto che il portoghese se ne andrà a fine stagione per andare a dirigere il Real Madrid), devono giocare l’andata dei quarti di Champions League in casa contro il CSKA Mosca il mercoledì seguente (finirà 1-0 firmato Milito) oltre ad avere già un piede in semifinale di Coppa Italia al pari dei capitolini (nell’andata delle semifinali di coppa nazionale l’Inter ha vinto 1-0 in casa con la Fiorentina sempre grazie a Milito mentre la Roma ha superato 2-0 l’Udinese con le marcature di Mexes e vucinic). In poche parole si capisce che sarà una partita storica e che resterà negli annali con ogni risultato: se vince la Roma di Ranieri, subentrato a Spalletti dopo le sconfitte nelle prime 2 giornate contro Genoa e Juventus (3-2 a Genova e 1-3 a Roma), si riapre tutto portando le contendenti a una lunghezza di distacco l’una dall’altra, con il pari si rimane con un solco di 4 punti ma può succedere di tutto e con la vittoria degli ospiti ecco il +7 che chiude ogni questione.

La cornice, gli uomini e i nazionali

All'”Olimpico” accorrono in 70.000 e gli ospiti sono solo 4000, di cui appena 2000 milanesi e una piccola “delegazione” di laziali legati dal gemellaggio ultraventennale fra le curve: ci sono sia la presidentessa di casa Rosella Sensi che il patron interista Massimo Moratti e l’arbitro della gara é Emilio Morganti della sezione di Ascoli Piceno, alla prima designazione con ambo le squadre nella seconda tornata del torneo dopo le roventi polemiche di Genoa-Roma 3-2, le vittorie in Roma-Triestina 3-1 di coppa nazionale oltre a Genoa-Inter 0-5 e Livorno-Inter 0-2…Si sa che le parti fanno affidamento su moduli molto prudenti ma, allo stesso tempo, su molti giocatori di alto livello dal punto di vista offensivo ottenendo una miscela perfetta fra solidità difensiva e cinismo in fase di attacco: 4-3-2-1 casalingo contro 4-3-1-2 ospite con tutti i titolari e le rose al completo, visto che la Roma deve rinunciare solo ai portieri Arthur e Lobont, allo stopper Andreolli, il terzino Marco Motta, il mediano Faty, il centrocampista Pettinari e l’attaccante esterno Cerci tutti fuori per scelta tecnica mentre Mourinho ha punito l’attaccante Balotelli per la sua ennesima bravata fuori dal campo oltre a escludere dai convocati i centrocampisti Krhin, Mariga e Stevanovic, sommati all’altra giovane punta Arnautovic (tutti adoperati con grande fiducia e risultati nel periodo invernale a causa della maggiore emergenza dal punto di vista degli indisponibili). Inoltre, molti effettivi andranno a giocare il prossimo mondiale al netto di parecchi esclusi eccellenti: l’Argentina di Burdisso, Samuel e Milito allenata da Maradona andrà fuori nei quarti perdendo 4-0 con la Germania dopo aver lasciato a casa capitan Zanetti e Cambiasso, la stessa Germania che nei gironi si era qualificata da prima davanti al Ghana di Muntari eliminando la Serbia capitanata da Stankovic; l’Olanda di Sneijder perderà contro la Spagna in finale dopo aver estromesso anche il Camerun di Eto’o nei gironi, l’Italia campione in carica uscirà da ultima nel suo gruppo dietro a Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda (2 pari e una sconfitta in 3 sfide per un totale di 4 gol fatti e 5 subiti) pur avendo uomini del calibro di capitan De Rossi (sorprendentemente, Lippi lascerà a casa elementi del 2006 come Perrotta, capitan Totti e Toni oltre a gente valida come Cassetti o Brighi oltre all’oriundo Thiago Motta e lo stesso Balotelli) ma senza dimenticare anche il Brasile campione d’America in carica, che soccomberà sempre ai quarti per mano dell’Olanda (2-1 in rimonta con doppietta di Sneijder pure se con qualche dubbio che il pari fosse un autogol dello juventino Felipe Melo) malgrado effettivi di assoluta qualità tipo Julio Cesar, Doni, Lucio, Juan, Maicon, Baptista…capitolo a parte meritano coloro che non si qualificheranno come il norvegese Riise, il montenegrino Vucinic, il macedone Pandev e il rumeno Chivu, insieme a coloro che non saranno chiamati tipo il cileno Pizarro (ritiratosi dalla sua nazionale all’indomani della mancata partecipazione al torneo del 2006), il francese Menez e il portoghese Quaresma.

Dominio Roma ma Samuel suona la carica

Da subito si capisce che sarà una gara senza esclusione di colpi: gli scontri si susseguono anche sugli spalti con un ingente lancio di fumogeni fra curve rivali intanto che sul terreno di gioco infuria la battaglia…Juan segue Eto’o e Burdisso fa lo stesso con Milito, a Toni ci pensa Lucio mentre Samuel si occupa di Vucinic, sugli esterni é guerra fra Riise e Maicon con Zanetti-Cassetti dall’altro lato intanto che Sneijder viene controllato, e controlla a sua volta, a zona Pizarro con la stessa attenzione che ci mette Thiago Motta con De Rossi, Stankovic fronteggia Perrotta mentre Cambiasso si marca a vicenda con Menez. L’iniziativa, come prevedibile, é della Roma, che al 17′ si porta in vantaggio: fallo su Pizarro all’altezza della trequarti destra, spiovente in area verso il secondo palo, Burdisso incorna di testa e Julio Cesar si fa scappare l’innocua palla dalle mani consegnandola involontariamente a De Rossi (6 gol per lui nell’annata più prolifica della carriera: saranno 7 in Serie A oltre a uno in coppa nazionale e 3 in Europa League), che anticipa Samuel di destro su respinta corta in modo da fare 1-0; i giallorossi capiscono che é già il momento per affondare e ci provano con tutte le forze intanto che Menez viene ammonito al 26′ per un fallo su Cambiasso essendo diffidato (salterà Bari-Roma 0-1 decisa da Vucinic): al 28′ De Rossi serve Menez, che lascia in verticale per Vucinic, il quale si accentra provando l’interno destro a giro dal limite dell’area ma manda fuori di pochissimo sulla sinistra a portiere battuto, al 30′ Samuel stende Pizarro e si guadagna il giallo venendo seguito da Zanetti al 31′ permettendo a Riise, con la palla toccata da Pizarro, di sparare un bolide di sinistro dai 20 metri appena fuori rispetto al palo alla destra di Julio Cesar, al 37′ Motta abbatte Vucinic beccandosi un altro giallo per i suoi ma il montenegrino trova Julio Cesar pronto sulla punizione seguente ancora di destro servito da Pizarro dando l’impressione che i padroni di casa, spinti da un pubblico calorosissimo, possano raddoppiare da un momento all’altro; al 41′ ecco la prima occasione dell’Inter: corner di Sneijder e l’ex Samuel svetta più in alto di tutti centrando la traversa ma sulla respinta fuori area di Juan arriva Maicon, che crossa di nuovo in area trovando ancora la “spizzata” di Juan verso l’altro vertice, dove Lucio si fionda impattando al volo di sinistro ma manda fuori cadendo.

L’assedio nerazzurro non basta

Alla ripresa del gioco Ranieri sistema i suoi con un 4-5-1 vero in cui il trio De Rossi-Pizarro-Perrotta fa densità in mezzo mentre Menez scala a sinistra e Vucinic a destra in modo da mischiare le carte degli accoppiamenti e raddoppiando le marcature a ogni nerazzurro che cerca di penetrare intanto che Toni fa reparto da solo davanti. Ormai l’Inter non ha nulla da difendere e carica all’attacco a testa bassa: al 49′ Eto’o sguscia via dalla destra per servire Milito, che tira di destro da dentro l’area costringendo Burdisso a deviare sull’incrocio dei pali sinistro la sfera, al 51′ triangolazione Eto’o-Milito-Sneijder con l’olandese che rientra dalla destra saltando secco Riise (a disagio evidente in avvio di ripresa complice lo scarso apporto di Menez) per concludere di sinistro ma Julio Sergio salva in allungo. Al 54′ Lucio si aggiunge all’elenco dei cattivi stendendo Menez sulla sinistra e Toni sfiora il gol di testa (la conclusione termina sull’esterno alto della rete) anticipando lo stesso Lucio su punizione di Vucinic, al 56′ l’altro diffidato Perrotta, dopo l’ennesimo screzio con Cambiasso (che nel primo tempo gli aveva pure strappato la maglia nel corso di una lite che aveva portato, invece, il medesimo Cambiasso a ricevere una ditata nell’occhio), viene ammonito per un fallo sull’argentino e salterà la gara in Puglia pure lui; Mourinho, al 59′, rompe gli indugi e butta dentro Pandev passando al 4-2-3-1 con Eto’o a sinistra, il macedone a destra, Sneijder sulla trequarti e Milito terminale di riferimento riuscendo a raggiungere il pari al 66′: Eto’o rientra dalla sinistra superando Cassetti, gioca di sponda su Sneijder, che serve in area Pandev, il quale si fa anticipare da Menez e sul rimpallo Sneijder tira addosso a De Rossi guadagnando il fondo per poi ricrossare basso in modo da consentire a Milito di anticipare Burdisso per l’1-1 che, ad immagini chiarite, si vedrà essere chiaramente viziato dal fuorigioco di Eto’o, Pandev e lo stesso Milito (21 reti per lui in stagione…fra cui 18 in campionato ma saranno 22 a fine anno da sommare anche alle 2 in coppa nazionale e le 6 di Champions League) a inizio azione. Ranieri si rende conto che con 3 centrocampisti soli non può reggere l’urto nemico e corre ai ripari togliendo Menez in favore di Taddei al 68′ per passare al suo classico 4-4-1-1 con Taddei stesso a destra e Perrotta a sinistra mentre De Rossi va davanti alla difesa con Pizarro regista e Vucinic rifinisce dietro Toni…saranno in molti a storcere il naso vedendo che esce una punta per un centrocampista nel momento in cui bisogna ricominciare a spingere ma i fatti daranno ragione al tecnico: al 71′ Sneijder serve Milito solo davanti a Julio Sergio ma il centravanti si fa anticipare e sul ribaltone di fronte, al 72′, Riise mette in area la sfera trovando la respinta di testa di Lucio, che spazza verso Taddei di testa, il tiro al volo di destro del nuovo entrato finisce fra i piedi di Toni, che si gira di destro in torsione da fermo realizzando il 2-1 (quinto e ultimo timbro per lui con i lupi dopo quelli realizzati da gennaio in poi contro Genoa, con cui andrà a srngo 2 volte, Livorno e Udinese) che fa tremare lo stadio riportando la Roma a 62 punti contro i 63 dell’Inter (il 64-60 muta di nuovo); Mourinho, in continua polemica con il pubblico che lo invita assiduamente a mettersi seduto, si gioca tutte le carte al 76′ gettando Chivu e Quaresma nella contesa dopo che Brighi aveva rilevato De Rossi al 74′, infortunatosi alla caviglia destra ma senza conseguenze: a questo punto è un vero e proprio 4-1-1-4 con Maicon che resta a destra con Chivu a sinistra, Lucio-Samuel in mezzo, Zanetti in mediana, Sneijder in rifinitura e Quaresma-Milito-Eto’o-Pandev quartetto d’attacco per tentare l’assalto disperato prima che Maicon calpesti volontariamente la caviglia di Perrotta al 79′ in modo di finire fra gli ammoniti (l’infrazione sarebbe da rosso diretto, ma Morganti sceglie di sorvolare: Maicon, Lucio, Zanetti erano tutti diffidati e mancheranno nel 3-0 casalingo contro il Bologna in cui Motta aprirà e chiuderà i conti con in mezzo il gol di Balotelli…in difesa ci saranno Santon, Cordoba e Chivu e per il capitano dei meneghini sarà la prima gara di campionato che salterà da Inter-Livorno 4-1 di domenica 25 ottobre 2006, la prima delle 17 vittorie consecutive) ma le occasioni migliori arriveranno all’83’, quando Eto’o si libera al volo di Juan spedendo alto di destro dai 15 metri e protesta per un fallo in attacco fischiatogli contro in modo da finire fra gli squalificati anche lui (ci sarà proprio Balotelli al posto suo). All’86’ Vucinic esce per Totti, che non giocava dallo scorso 14 febbraio, in occasione del 4-1 al Palermo in cui era stato sostituito da Baptista a inizio ripresa: la prima palla toccata dall’idolo di casa potrebbe già essere decisiva…pallonetto a superare la difesa, Maicon serve Julio Cesar di petto con un passaggio troppo corto e Brighi anticipa l’estremo difensore venendo nettamente agganciato con il ginocchio…sarebbe rigore ed espulsione ma il direttore di gara ammonisce Brighi per simulazione all’89’; proprio al 90′, quando vengono indicati 5 minuti di recupero, Toni riparte in contropiede ma viene abbattuto da Chivu, che per levargli la palla lo calpesta mentre é a terra rischiando pure lui l’espulsione ma Morganti, dopo Maicon e Julio Cesar, grazia anche lui dandogli solo il giallo…proprio al 95′, all’ultima azione, lo stesso Chivu si libera di Cassetti riuscendo a crossare di sinistro dalla sinistra, Milito spinge via Burdisso ma riesce a “spizzare” la palla di testa verso Samuel in area, il quale batte sul tempo Riise, riappoggia ancora di testa verso il bomber sudamericano il cui tiro viene deviato da Juan sul palo in scivolata alla disperata. Al triplice fischio l’Olimpico ribolle di passione mentre tutta l’Inter si riversa in campo ad accerchiare Morganti per protestare malgrado una direzione di gara decisamente incline ai colori nerazzurri: la Roma é a -1 dalla vetta dopo che solo 4 mesi prima era fuori dalla zona coppe e in autunno rischiava la retrocessione (dopo 10 giornate aveva appena 11 punti e ne vantava solo 2 di vantaggio sulla zona “calda”)…la classifica recita <<Inter 63, Roma 62>> ed appare tutto ancora in gioco, visto che l’Inter dovrà affrontare Bologna, Juventus, Atalanta e Chievo in casa oltre a Fiorentina, Lazio e Siena in trasferta mentre la Roma é attesa da Bari, Lazio, Parma e Chievo fuori casa alternate con Atalanta, Sampdoria e Cagliari nella capitale. Tutte hanno degli obiettivi ancora importanti da conseguire e la sensazione, divenuta certezza dopo il sorpasso a danno del Milan che resta a 60 lunghezze, é che sia tutto ancora possibile su ogni fronte soprattutto per il fatto che entrambe le squadre potrebbero andare in finale di Coppa Italia e l’Inter crede veramente al sogno Champions League (dopo 7 anni é tornata fra le prime 8 d’Europa)…

Considerazioni finali

A metà maggio il verdetto sarà chiaro e impietoso: l’Inter supererà la Roma nella corsa scudetto (il diciottesimo e quinto consecutivo nonché penultimo, prima di quello del 2020/21), fra le polemiche arbitrali, per 82-80 (si parlerà molto delle sfide dei romanisti a Napoli e a Livorno, concluse 2-2 e 3-3, oltre alla vittoria della Sampdoria all’Olimpico per 1-2)…ma quel che conta é che la firma di Milito nello 0-1 a Siena dell’ultima giornata sarà decisiva, in Coppa Italia (la sesta al computo conclusivo e la prima dopo 4 anni) l’Inter vincerà 1-0 ancora grazie a Milito nella capitale e in Supercoppa Italia (la quinta in totale e terza nelle ultime 5 edizioni), a Milano nell’agosto seguente, vinceranno sempre i milanesi per 3-1 in rimonta, nel loro anno migliore, a danno dei capitolini, e in cui trionferanno in Champions League battendo il Bayern Monaco per 2-0 (la terza ottenuta dai “biscioni”, ancora grazie alla doppietta di Milito dopo un’attesa di 45 anni dalle 2 edizioni ottenute sotto la presidente di Angelo Moratti, padre di Massimo)…i romani erano già usciti ai sedicesimi di Europa League dinanzi al Panathinaikos lo scorso febbraio (doppia sconfitta per 3-2: 6-4 totale) mentre i nerazzurri chiuderanno il 2010 perdendo la Supercoppa Europa per 2-0 contro l’Atletico Madrid (Milito fallirà il rigore del possibile 2-1 con cui si sarebbe riaperto tutto) ma si rifaranno portando a casa il loro primo Mondiale per Club a danno del Mazembe (3-0). Termina qui il nostro rapido itinerario nel passato di Roma-Inter…pronti per una nuova pagina di storia?

Il tabellino

ROMA-INTER 2-1

ROMA (4-3-2-1): J. Sergio; Cassetti, Juan, Burdisso, Riise; De Rossi (cap.) (74′ Brighi), Pizarro, Perrotta; Menez (67′ Taddei), Vucinic (86′ Totti); Toni. A disposizione: Doni, Mexes, Tonetto, Baptista. Fuori per scelta tecnica: Arthur, Lobont, Andreolli, M. Motta, Faty, Pettinari, Cerci. Allenatore: Ranieri.

INTER (4-3-1-2): J. Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti (cap.); T. Motta (76′ Quaresma), Cambiasso (76′ Chivu), Stankovic (59′ Pandev); Sneijder; Eto’o, Milito. A disposizione: Toldo, Cordoba, Materazzi, Muntari. Fuori per scelta tecnica: Krhin, Mariga, Stevanovic, Arnautovic, Balotelli. Allenatore: Mourinho.

ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno.

MARCATORI: 17′ De Rossi (R); 66′ Milito (I); 72′ Toni (R).

NOTE: Ammoniti Menez, Perrotta (R), Samuel, Zanetti, T. Motta, Lucio, Maicon, Chivu (I) per gioco scorretto, Eto’o (I) per proteste e Brighi (R) per simulazione.

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