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ROMA – Il dualismo Roma-Milano divide da sempre il nostro paese sotto tutti i punti di vista: economia, politica, società, cultura, storia anche se uno degli ambiti di maggiore interesse è sicuramente quello sportivo e, in special modo, quello calcistico. Questa è la storia di Roma-Milan, dell’odio e del rispetto.
La nascita di questa rivalità affonda le radici nel 1927, quando la Roma nacque dalla fusione fra gli altri club cittadini esistenti (Alba Roma, Roman FC, Fortitudo Pro Roma) ad eccezione della Lazio e il Milan vantava già 28 anni di vita.
I rossoneri vivranno uno sviluppo esponenziale dal secondo pre-guerra in poi vivendo alcuni dei loro migliori momenti nel decennio degli anni ’60 mentre i giallorossi conteranno 4 soli trofei (scudetto del 1941/42, Coppa UEFA nel 1960/61, Coppa Italia nel 1963/64 e 1968/69) fino alla soglia del 1980 (quando invece i milanesi contavano già 10 scudetti al 1978/79 con 2 coppe dei campioni in bacheca ottenute nel 1962/63 e 1968/69 uniti ad altre varie coppe) limitandosi a fare la matricola che mirava a ostacolare il cammino delle squadre di vertice fra cui i diavoli: è il periodo del dualismo Losi-Rivera e i doppi ex Liedholm, Cudicini prima con Capello poi.
Nel 1980-1991 la lupa vivrà la sua epoca più gloriosa sotto la presidenza Viola e la direzione tecnica di Liedholm (1 scudetto nel 1983, 5 coppe Italia nel 1979/80, 1980/81, 1983/84, 1985/86, 1990/91, diversi II° posti, 2 finali europee giocate nel 1983/84 per la Coppa dei Campioni e 1990/91 per la Coppa UEFA) in concomitanza con il punto più basso dei meneghini a seguito delle retrocessioni nel 1979/1980 e 1981/82 con Farina al comando…sembra che i ruoli si siano rovesciati anche negli scontri diretti mentre sulla scena imperversano nomi come Falcao, Cerezo, Boniek e Wilkins, Hateley oltre a uomini di doppio passato tipo Di Bartolomei, Massaro mentre sugli spalti rinfocola odio fra le tifoserie per un gemellaggio rottosi negli anni ’70 e sfociato in rivalità con episodi gravissimi come l’assassinio del giovane romanista Antonio De Falchi ucciso per arresto cardiaco dovuto alle botte degli ultras lombardi il 4/6/1989 (ciò che univa le curve era la comune matrice politica tendente alla sinistra e il fatto di riconoscersi entrambe nella veracità delle rispettive terre oltre a ricordare l’avversità per il gemellaggio Lazio-Inter).
Con la morte di Viola (a cui successe Ciarrapico nel 1991 e dopo Sensi dal 1993) e l’avvento di Berlusconi inizia un decennio terribile e meraviglioso, a seconda dei punti di vista: i cambi sulla panchina romana si susseguono incessantemente con Boskov, Mazzone, Zeman senza un titolo per 10 stagioni mentre Capello, Zaccheroni consentono ai lombardi di divenire una delle squadre più vincenti del pianeta con 6 scudetti (1987/88, 1991/92, 1992/93, 1993/94, 1995/96, 1998/99) e svariate competizioni internazionali (3 Champions legate ad altrettante Supercoppe UEFA e Coppe Intercontinentali: 1988/89, 1989/90, 1993/94) unite a diversi successi sfiorati…la cosa curiosa è che, se in campionato l’egemonia dei milanisti era quasi totale, in coppa nazionale troviamo 2 semifinali epiche in cui i romanisti passeranno il turno con il coltello fra i denti nelle date del 2/4/1991 (0-0 e 1-0 con forse 3 tiri in 2 gare) e 30/3/1993 (2-0 e 0-1 ma con un ritorno eroico giocato in trasferta contro una squadra nettamente superiore): gli anni del duello fra gli allenatori Bianchi-Sacchi (nemesi l’uno dell’altro: il primo integralista delle marcature a uomo e del controgioco all’italiana con il secondo che era uno zonista convinto amante spassionato del calcio offensivo), fra i capitani Giannini-Baresi e delle sfide fra Aldair, Berthold, Voller, Balbo e Costacurta, Gullit, Van Basten, Savicevic che accompagneranno la rivalità fino alle soglie del nuovo millennio.
Con il 2000 alle porte Roma-Milan si trasferirà anche nei salotti politico-sportivi a causa di diritti televisivi e polemiche arbitrali con aspri diverbi fra il neo-presidente Sensi e l’amministratore Galliani anche in diretta pure se il meglio verrà ancora dal campo. La Roma vincerà scudetto e Supercoppa Italia nel 2000/01 ma dopo sole 2 annate sarà il Milan ad aggiudicarsi la I° finale disputata fra le contendenti in questione con una doppia rimonta (1-4 e 2-2 per la I° e unica Tim Cup dell’Era Berlusconi) nel Maggio 2003 (a pochi giorni dalla VI° affermazione in Champions) in coppa nazionale inaugurando anche il confronto a distanza del campionato successivo (2003/04) in cui ancora i meneghini sovrasteranno i capitolini nei punti 82-71 (maratona, come spesso in quegli anni a causa dello strapotere di Juventus e Milan, non priva di dissapori ma con record di lunghezze ottenuto dai campioni nell’ultima Sere A con 34 partite) nell’epoca dei tecnici dal doppio trascorso Capello e Ancelotti, delle bandiere Totti-Maldini, di Samuel, Tommasi, Batistuta, Delvecchio, Montella opposti a Nesta, Pirlo, Seedorf, Kaka’, Shevchenko oltre a chi cambiò bandiera come Emerson e anche l’equilibrio sarà sostanziale nelle contese dirette.
Nel Maggio 2006 scoppia il putiferio di “Calciopoli” e il Milan sarà il club più colpito assieme alla Juventus riuscendo, da allora, a vincere solo 1 tris internazionale (2006/07), 1 tricolore e 1 supercoppa di lega con Allegri (2010/11) affermandosi sporadicamente pure in Europa malgrado un ambiente ottimo sotto tutti i punti di vista; la Roma, dal canto suo, vincerà 2 coppe e 1 supercoppa nazionali (2006/07, 2007/08 e 2007) grazie a Spalletti contendendo il dominio all’altra milanese, l’Inter, ma senza spodestarla mai dal trono di regina del football nazionale per 6 annate (2005-2011).
Nel 2011 la Roma diviene proprietà americana con Pallotta e manterrà degli ottimi standard fino ad oggi pur senza alzare trofei da 12 stagioni mentre il Milan soffrirà di una grossa crisi che porterà Berlusconi ad accettare l’offerta di una cordata asiatica dopo oltre 30 anni di presidenza attingendo da fondi statunitensi oltre a rimanere con la bocca asciutta (eccetto la supercoppa del 2016) da 8 annate nonostante buoni organici e bravi tecnici.
Roma-Milan è storia del calcio e dell’Italia: Roma e Milano sono fra le città più importanti del paese, non possono continuare a regredire come stanno facendo ora…che la rinascita parta dal prossimo scontro tramite l’odio e il rispetto che hanno sempre contraddistinto questa disputa? Aspettiamo e vedremo.

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