Roma, Pallotta: «Restano tutti i big» (rs web ilTempo.it)

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Il presidente sbarca a Roma e rassicura i tifosi giallorossi. “Nainggolan, Pjanic e Rudiger non si muovono dalla Capitale”

Le domande erano pronte lì ad aspettarlo, tanto che le risposte sono arrivate con la solita tranquillità di chi non dà mai l’impressione di essere preoccupato. Anche in questa occasione, il viaggio romano di James Pallotta è cominciato con un lungo sorriso di fronte ai cronisti presenti, il modo migliore per non mostrare il fianco di fronte all’innumerevole quantità di interrogativi che circondano il momento giallorosso. Le parole però sono importanti e hanno un peso specifico determinante, soprattutto se gettate all’inizio di un mercato che difficilmente filerà liscio senza imprevisti e colpi di scena. A partire dal fronte cessioni.

Un argomento che, a sorpresa, il presidente americano prende di petto, sicuro che le situazioni in bilico registrate finora a Trigoria siano soltanto frutto di esagerazioni giornalistiche: «Nainggolan? Resta con noi, non va da nessuna parte. Gli piace vivere a Roma, ha un contratto e io lo amo, quindi non c’è nessun problema con lui». Il modo migliore per iniziare e rincuorare i tifosi, spaventati più che altro dalla possibilità concreta che i conti romanisti obblighino ad agire sul mercato, magari rinunciando in primis a uno o più dei pezzi più pregiati della rosa.

E il discorso continua sulla stessa lunghezza d’onda anche in merito alle posizioni di Pjanic e Rudiger: «Miralem ha un contratto e di conseguenza resta con noi, anche se poi c’è una clausola rescissoria e noi non possiamo farci nulla, ma questo non è un mio problema – prosegue a passo spedito -. Su Rudiger vi dico che non ho alcuna intenzione di venderlo, non so da dove escano tutte queste voci. Questa rosa mi piace». Parole che non lasciano spazio alle interpretazioni e che quindi in teoria dovrebbero alleggerire anche il lavoro di Sabatini, convinto che la realtà dei fatti non sia proprio in linea con le dichiarazioni del presidente. Una differenza sostanziale che si sposta dalla possibilità che Pallotta giochi con i media senza svelare i piani del club sul mercato alla diversità di vedute con la propria dirigenza, che non ha mai negato la necessità di monitorare con attenzione le scadenze finanziare, programmate dopo le ultime sanzioni arrivate per la violazione dei parametri del fair play finanziario. Un altro argomento che non spaventa Pallotta: «No. Non abbiamo avuto problemi in merito e non abbiamo bisogno di 30 milioni prima del 30 giugno. Tutti le questioni su questo riguardano le cose che c’erano nel passato, prima che prendessimo noi il club. Negli ultimi anni ciò per quello che riguarda i flussi di cassa siamo a posto, non ci sono problemi e sono stati anni redditizi. Dobbiamo prestare attenzione alle regole del fair play, ma siamo in una buona condizione».

Tempo e modo per discuterne non mancherà: Pallotta sbarcato a Ciampino con il braccio destro Alex Zecca e con alcuni collaboratori designati per la ricerca di sponsorizzazioni legate ai naming rights del progetto del nuovo stadio, ha cenato con il dg Baldissoni e nelle prossime ore incontrerà o parlerà personalmente (non sono previsti passaggi a Trigoria) con Spalletti e Sabatini, su cui preferisce non sbilanciarsi: «Il tecnico ha un altro anno di contratto e quindi non è un problema, mentre con Walter parlerò soltanto del nostro calciomercato». In cima all’agenda c’è sempre poi l’ufficializzazione del rinnovo di Totti: «Non è vero che ho cambiato idea su Francesco – spiega lo statunitense – penso che si sia sentito frustrato in un’occasione, ma abbiamo parlato e ci siamo dati appuntamento alla fine della stagione, ora è arrivato il momento». Almeno su questo basterà attendere poco per scoprire la verità.

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