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ROMA – Con l’inizio del nuovo anno ripartono pure le emozioni del campionato e fra queste abbiamo diversi momenti da vivere insieme sfruttando dispute fra cui le più tradizionali come Roma-Torino.
Quando è ormai giunta la calda primavera del 1983 l’Italia appare come uno specchio rotto che regala una prospettiva diversa da ogni pezzo tramite cui lo si osserva: il PSI di Craxi e la DC di De Mita si contendono la presidenza del governo alle elezioni, la RAI inizia a concorrere sul mercato televisivo non più detenendo il monopolio esclusivo ma dovendo subire l’innovazione di TV “libere” come Telemontecarlo o piattaforme private tipo il polo Fininvest; sembra che ogni sogno possa realizzarsi durante quegli anni in cui la corsa al benessere porta il paese a godersi massimamente l’epoca del consumismo…perfino che la Roma si laurei campione d’Italia dopo 41 anni a seguito di una corsa emozionante durata 9 mesi davanti alla solita Juventus, che la Lazio torni in massima lega dopo 3 stagioni di cadetteria e che la Virtus Banco di Roma vinca il suo, ad oggi, unico scudetto nonché unico tricolore cestistico alzato nella capitale.
Siamo ormai giunti alla XXX° nonché ultima giornata di Serie A e Roma ha una gran voglia festeggiare il tricolore conquistato dai giallorossi la settimana precedente pareggiando per 1-1 in casa del Genoa in modo da ritrovarsi a +4 sulla Juve: i match che interessano le prime 2 della classe prevedono Roma-Torino e Juventus-Genoa (ironia della sorte) con i granata già fuori dall’Europa, i genovesi salvi dalla domenica prima e i bianconeri che devono ancora giocarsi entrambe le coppe senza dimenticare i trionfatori in maglia romanista.
L'”Olimpico” si veste a festa e i 70,000 presenti (uno dei tanti sold-out dell’annata in questione), fra cui massimo 200 ospiti, si preparano a ricevere i presidenti Viola e Rossi assieme ad alte autorità politiche come Pertini o federali tipo Sordillo con Matarrese in “Tribuna Autorità” intanto che i tecnici Liedholm e Bersellini scelgono di non stravolgere i loro assetti ripiegando sui propri classici: 4-4-2 di “zona mista” e poi 4-5-1 per i romani potendo contare sul fuoriclasse brasiliano Falcao, sul suo compagno di reparto austriaco Prohaska mentre gli ospiti ripiegano solo sull’argentino Hernandez poiché Van De Korput è fuori per infortunio, sul nazionale italiano Conti al pari degli avversari Dossena, Selvaggi (tutti e 3 campioni del mondo l’estate precedente)…
{Tancredi (55° Superchi);
Nela-Vierchwood-DiBartolomei [cap.]-Maldera;
Ancelotti-Prohaska-Falcao-Conti;
Iorio (75° Giovannelli)-Pruzzo}
mentre i piemontesi si dispongono 5-3-2 e poi 5-4-1 con dettami molto rigidi provenienti dal calcio italiano dell’epoca come le marcature a uomo
{Terraneo [cap.] (78° Copparoni);
Galbiati-Danova-Corradini-Ferri-Beruatto;
Dossena-Hernandez-Torrisi;
Borghi (46° Comi)-Selvaggi}.
La gioia, sole, il caldo del bollente pomeriggio capitolino non aiutano i giocatori nella concentrazione ma a volte basta la tecnica unita alla voglia per ottenere il massimo risultato intanto che dagli altri campi si susseguono tante reti (compreso lo stadio di Torino dove si finirà sul 4-2): dopo una bella parata di Tancredi su Dossena, corre il 20° quando proprio Conti batte un corner vedendosi ritornare indietro la sfera di cuoio ed a quel punto è un gioco da ragazzi per l’ala ubriacare di finte Ferri in modo da farsi stendere in area così da guadagnare il rigore che Pruzzo realizza di piatto destro lasciando capitan Terraneo immobile sotto la curva degli ultrà di casa…1-0; la prima frazione continua a regalare un gioco di festa da parte della Roma con un Toro decisamente bravo a recitare la parte dello sparring-partner ma le emozioni non sono ancora finite poiché al 36° Ancelotti conclude una manovra lunga e ben orchestrata dai suoi lanciando Falcao in contropiede a tu per tu con l’estremo difensore: il regista tocca appena la palla di punta destra sull’uscita fuori area dell’avversario e lo brucia per il 2-0 con cui si va negli spogliatoi.
La II° frazione riparte all’insegna dell’entusiasmo casalingo oltre al gran giro delle sostituzioni fra cui il libero Comi (che avrà un futuro alla Roma pochi anni dopo giocando pure la finale di Coppa Uefa nel 1990/91) per il bomber Borghi in apertura di periodo con conseguente mutazione nel modulo dei suoi…chiaro segnale che il Torino, pur giocando con onore, sta solo sveltendo una pratica mentre dall’altra parte subentra l’esperto ma esordiente Superchi (che 14 anni prima aveva già gioito del II° scudetto conquistato dalla Fiorentina durante il 1969 erge così a titolare inamovibile) per Tancredi poco prima che Giovannelli rimpiazzi Iorio a rinforzare la zona nevralgica degli uomini di Liedholm (fra cui brilla particolarmente un capitano come Di Bartolomei in grandissimo spolvero) e Copparoni dia il cambio a Terraneo; il 2-0 pare il classico risultato già scritto con cui si dovrebbe arrivare alla conclusione ma Hernandez non è d’accordo e pensa bene di dimezzare lo svantaggio per 2-1 a porta vuota approfittando di una parata bassa ma imperfetta di Superchi su Selvaggi quando scocca l’82°…tutto riaperto? Neanche per sogno: un sontuoso Prohaska, all’85°, riceve l’ennesimo pallone al limite dell’area e verticalizza ancora per l’eccellente Conti a realizzazione di un comodo 3-1 realizzato tramite un fendente di sinistro incrociato che si spegne dall’altra parte senza speranza per il fresco Copparoni.
Al triplice fischio di Bianciardi Roma esplode: la festa scudetto può riprendere dopo l’ultima gara stagionale ed è Di Bartolomei stesso a presentare tutta la rosa dei suoi compagni al presidente della Repubblica Pertini dopo un lungo giro di campo con un’enorme bandiera tricolore da parte di tutti i 22 componenti della rosa fra un uragano di applausi…una stagione incredibile quella del 1983: un anno in cui i lupacchiotti si godranno un ritorno atteso 41 stagioni sulla vetta nazionale per 43-39 a discapito degli juventini al prezzo di 2 eliminazioni inattese nei quarti di Coppa Italia ancora contro i futuri vincitori della Juventus, nei quarti di Coppa Uefa in favore dei futuri finalisti del Benfica mentre i tori si adageranno su un VIII° posto che li taglia fuori dall’Europa in favore di Verona-Inter-Fiorentina e sotto a Udinese/Sampdoria aggiungendo pure la beffa della rimonta subita in casa dal Verona in semifinale di coppa nazionale.
Prossima fermata: un Roma-Torino successivo…quale? Lo vedremo.

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