TORINO-JUVENTUS 0-1: VLAHOVIC RILANCIA I SUOI

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Dopo aver visto alle 15,00 di sabato Empoli-Monza 1-0 (11′ Haas), la decima giornata di Serie A ha mandato in scena il derby di Torino n.205 (contando solo quelli ufficiali) in casa del Toro. I granata di mister Ivan Juric, privi del finalizzatore titolare Sanabria per un’elongazione alla coscia destra, si sono presentati con il loro solito 3-4-2-1 in previsione anche dei sedicesimi di Coppa Italia in cui ospiteranno il Cittadella martedì 18 ottobre alle 21,00: il loro bilancio stagionale, finora, era iniziato col 3-0 al Palermo ai trentaduesimi di Coppa Italia prima di iniziare in campionato annoverando il 2-1 a Monza, 0-0 con la Lazio, 2-1 a Cremona, sconfitta 3-1 a Bergamo, 1-0 al Lecce, 3 delusioni consecutive cadendo 1-0 in casa interista prima che il Sassuolo espugnasse Torino e il 3-1 subito a Napoli per poi chiudere con l’1-1 ottenuto in extremis contro l’Empoli che hanno fruttato 11 punti (4 vittorie:3+1, 2 pari, 5 gare perse); La Juve di Massimiliano Allegri, invece, ha usato un 3-5-2 (sopresa Kean all’inizio al posto di Milik come “spalla” di Vlahovic) che viene ormai alternato sempre con il 4-4-2 pur dovendo fare a meno del terzino De Sciglio, il regista Pogba col fantasista Jorge e gli attaccanti Chiesa-Di Maria (tutti degenti) in seguito a 3 mesi decisamente sotto le aspettative: 3-0 al Sassuolo, 0-0 in casa doriana, 1-1 con la Roma in un secondo tempo tutto in difesa, 2-0 allo Spezia, 1-1 a Firenze con rigore sbagliato dai padroni di casa, 2-1 a Parigi, 2-2 con la Salernitana fra le polemiche arbitrali, 1-2 col Benfica, delusione 1-0 a Monza (primo storico successo nella storia dei lombardi in Serie A), 3-0 al Bologna, 3-1 al Maccabi Haifa, pesante 2-0 incassato per mano del Milan, altro rovescio 2-0 ad Haifa per un totale di 4 vittorie con 4 pari, 5 delusioni fra campionato e Champions (3+1 gioie, 4 pareggi oltre a 2+3 colpi incassati che stanno portando ad una precoce uscita dall’Europa che conta).

Il Torino spaventa ma la Juventus punge

Da subito diventano evidenti i duelli fra attacchi e difese in una sorta di “ritorno all’antico” delle marcature a uomo previste fino agli anni ’80: Djidji-Kean e capitan Rodriguez-Vlahovic da un lato con Aina a controllare Kostic e Lazaro a seguire capitan Cuadrado mentre dall’altra parte ecco Danilo-Vlasic con Sandro che controlla Miranchuk e McKennie che arretra per seguire Radonjic vededno l’ex di giornata Bremer nel ruolo di libero al pari di Schuurs. In vero le prime vere occasioni sono di marca granata: al 16′ parata facile di Szczesny sul primo palo (il sinistro) su tiro di Miranchuk da fuori area rientrando da destra e al 24′ destro alto di Lukic dai 20 metri…in vero la Juve attacca maggiormente ma il Torino é molto più pericoloso ogni volta che riparte, sfruttando al meglio il fatto che i bianconeri appaiono quasi divisi in 2 grandi tronconi con 4 giocatori offensivi (le 2 punte e gli esterni) davanti e 6 che cercano di correre all’indietro in maniera abbastanza disorganizzata ma con il solo scopo di sventare il pericolo a costo di non riuscire neanche mai a ripartire. Al 31′ altra occasione del Torino: Radonjic riceve da Lazaro per poi scoccare il destro sul primo palo ma la palla si perde sull’esterno della rete mentre al 32′ Vlahovic suona la carica juventina per primo andando ancora di destro da dentro l’area ma Milinkovic-Savic blocca senza impegno; al 33′ poi inizia il primo vero momento in cui i bianconeri tentano di alzare il ritmo: Rodriguez sbaglia il passaggio in verticale per Lazaro trovando Cuadrado, che gira a centro area verso Kean e da qui a Vlahovic ma Milinkovic-Savic salva in uscita col braccio sinistro mandando la sfera al limite, dove prima Locatelli e poi Rabiot trovano la respinta centrale dell’estremo difensore torinista su 2 grandi destri al volo…al 38′, poi, ecco ancora un gran destro di Cuadrado che si spegne sul fondo alla sinistra dell’estremo difensore di casa. Al 40′ Lazaro va via a Cuadrado crossando di sinistro e Miranchuk anticipa Bremer con la palla che finisce sul fondo dal centro dell’area: il russo protesta ma l’arbitro di Aprilia Mariani non ravvisa gli estremi per il rigore e da qua non succede più nulla di rilevante in un primo tempo in cui il Torino si é mostrato molto più organizzato ma incapace di cingere l’area nemica con continuità e la Juve porta all’intervallo uno 0-0 che, viste le grosse pecche tattiche evidenziate oltre al poco cinismo sotto porta, sa più di buon risultato che di rimpianto.

La decide un episodio

Il primo brivido della ripresa arriva al 48′: Kostic arriva sul fondo e mette in mezzo dove sta arrivando Vlahovic ma Djidji riesce a mandare in angolo anticipando anche il suo portiere, che rimane spiazzato, poi al 49′ Cuadrado lancia ancora Kostic e il serbo mette ancora in area verso McKennie, il cui tiro é respinto da Rodriguez ma diventa un involontario assist per Locatelli, che di destro costringe Milinkovic-Savic ad un miracolo per levare la palla da sotto l’incrocio dei pali destro. Al 51′ Bremer, che ha sentito tirare la coscia destra, chiede il cambio per Bonucci proprio prima che Schuurs salvi l’ennesimo contropiede collaudato da Kostic e al 55′ bel mancino alto di Lukic da fuori area su passaggio di Linetty dalla destra mentre al 58′ Szczesny é decisivo nel bloccare a fil di palo sinistro una rasoiata di Vlasic da dentro l’area di rigore (tutte le azioni granata arrivano dalla sinistra bianconera, dove Sandro é in evidente difficoltà e Kostic non rientra mentre Rabiot stringe troppo in mezzo)…al 60′ ancora miracolo di Szczesny che devia in angolo un destro a giro di Lazaro dalla sinistra precedendo l’ammonizione di Linetty per aver steso Kean sulla trequarti lanciato in contropiede nello stesso minuto; al 64′ occasione colossale per la Juve: Kostic va via per l’ennesima volta a Aina e Djidji per poi mettere in mezzo dove ci sono 4 suoi compagni fra cui Kean ,che anticipa tutti sul primo palo ma mette fuori di interno destro colpendo troppo di piatto. Al 70′ dentro Pellegri per Radonjic e il Torino passa al 3-4-2-1 con Miranchuk-Vlasic dietro a Pellegri stesso appena prima che McKennie trovi ancora la parata facile di Milinkovic-Savic in mischia su corner, poi al 71′ Miranchuk spedisce alto di piatto destro un ottimo passaggio di Lazaro dal fondo; al 72′ dentro Milik per Kean con ancora Vlahovic a far tremare gli avversari di testa su traversone di Kostic ma Milinkovic-Savic fa l’ennesimo miracolo deviando in angolo, angolo da cui nasce lo 0-1 sempre di Vlahovic: Cuadrado batte di destro in mezzo trovando la sponda di Danilo per Vlahovic che tocca di suola sinistra quasi dentro la porta (per lui sono 6+1 in campionato: doppietta al Sassuolo, gol contro la Roma, contro lo Spezia, il Maccabi Haifa, il Bologna…questa é la prima firma stagionale in trasferta). Juric capisce che deve rompere definitivamente gli indugi e al 78′ mette dentro ben 3 uomini: Karamoh entra per Linetty, Djidji esce per Zima e Singo rileva Aina…si passa al 4-1-4-1 offensivo (Rodriguez-Schuurs-Zima-Singo dietro, Lukic in mezzo, Lazaro-Vlasic-Miranchuk-Karamoh sulla trequarti con Pellegri avanti) in un finale in cui il Torino chiude la Juve in area costretto soprattutto dal risultato ma a parte un tiro finito altissimo da 40 metri col mancino di Rodriguez si vede solo una manovra affannosa e sterile che permette ai bianconeri di rimanere compatti senza andare mai in sofferenza difendendo di squadra al netto del fatto che dovranno fare a meno anche delle ripartenze, divenute sempre più rare; all’87’ gran destro a giro da fuori area di Karamoh ma la conclusione é imprecisa e si spegne fuori senza pensieri per Szczesny mentre al 90′ Paredes sostituisce Vlahovic, appena uscito da uno scontro in cui ha preso una pallonata violenta sui genitali, e si passa al 3-5-1-1 (Danilo-Bonucci-Sandro a difendere, Cuadrado-McKennie-Locatelli-Rabiot-Kostic al centro con Paredes dietro a Milik…diventa 3-6-1 in linea vero e proprio quando si difende, visto che Paredes arretra in mediana accanto a Locatelli). Al triplice fischio la Juve, che ogni volta riesce sempre a portare via un buon risultato a danno dei torinisti, si gode il suo sedicesimo derby senza sconfitte (14+2 di coppa nazionale fra cui 12 soddisfazioni e 4 pari, di cui 3 all'”Allianz Stadium”: l’ultimo trionfo torinista fu il 2-1 casalingo in rimonta di domenica 26 aprile 2015 con Ventura in panchina mentre Allegri era alla prima annata con la Juve, il primo dalla doppia vittoria del 1994/95) e Vlahovic sentenzia la sua secponda stracittadina giocata con il suo primo timbro contro i cugini da quando veste in bianconero…Juric, invece, perde il secondo confronto in casa su 2 contro i dirimpettai (lo scorso 2 ottobre 2021 fu decisivo Locatelli all’86’ sempre per lo 0-1 conclusivo) mentre l’unico in trasferta era finito 1-1 (13′ De Ligt; 62′ Belotti); la Juve, dunque, prova ad allontanare la crisi almeno temporaneamente anche se in questa pazza stagione nulla può essere dato per scontato anche se la prima vittoria in “trasferta” fa ben sperare intanto che il Torino può dichiararsi in aperta serie negativa (da dopo il 2-1 a Cremona della terza giornata sono arrivate la vittoria con il Lecce, il pari con l’Empoli e poi ben 5 sconfitte, di cui 3 consecutive: Inter, Sassuolo, Napoli: 4 punti in 7 giornate e tutti in casa, dove la Juve é stata la seconda a vincere dopo il Sassuolo, sempre per 0-1). A questo punto la giornata di campionato prosegue con gli zebrati che vincono la stracittadina per la seconda volta nelle ultime 4 e la domenica si prospetta ricca di emozioni ma con poche segnature, almeno finora…parola al campo mentre la Juve tocca quota 16 lunghezze sfrecciando a +5 sui cugini in modo da agganciare temporaneamente la zona Conference League.

Il tabellino

TORINO-JUVENTUS 0-1

TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Rodriguez (cap.), Schuurs, Djidji (79′ Zima); Lazaro, Linetty (78′ Karamoh), Lukic, Aina (79′ Singo); Radonjic (70′ Pellegri), Miranchuk; Vlasic. A disposizione: Berisha, Bayeye, Buongiorno, Ilkhan, Adopo, Seck, Vojvoda, Ricci, Garbett, Gemello. Infortunati: Sanabria. Allenatore: Juric.

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny; Danilo, Bremer (51′ Bonucci), Sandro; Cuadrado (cap.), McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic; Kean (72′ Milik), Vlahovic (90′ Paredes). A disposizione: Perin, Pinsoglio, Rugani, Gatti, Iling-Junior, Fagioli, Paredes, Miretti, Soule. Infortunati: De Sciglio, Pogba, Jorge, Chiesa, Di Maria. Allenatore: Allegri.

ARBITRO: Mariani di Aprilia.

SEGNALINEE: Baccini di Conegliano e Colarossi di Roma 2.

QUARTO UOMO: Ghersini di Genova.

VAR: Di Paolo di Avezzano.

AVAR: Carbone di Napoli.

MARCATORI: 74′ Vlahovic.

NOTE: Ammoniti Linetty (T) al 60′, Lazaro (T) al 93′ per gioco falloso.

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