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Virtus Roma all’ultima spiaggia: contro Omegna c’è in palio la permanenza in A2

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virtus-omegnaNon è bastata una stagione regolare lunga 7 mesi e 30 partite, non è stato sufficiente neppure un primo turno playout contro Recanati: se la Virtus Roma vorrà ottenere la permanenza in A2 dovrà sudare ancora. Lo farà contro la Fulgor Omegna, anch’essa destinata a soffrire fino all’ultimo per cercare di mantenere la categoria dopo aver perso al primo turno dei playout contro Jesi per 3-2. La serie tra capitolini e piemontesi si disputerà al meglio delle 5 gare, con fattore campo a favore dei romani: chi soccomberà vedrà spalancarsi le porte di un inferno che si chiama Serie B, raggiungendo le già retrocesse Barcellona Pozzo di Gotto e Matera.

IN PALIO FUTURO E STORIA – L’importanza dello spareggio finale contro Omegna travalica quello che sarà il basket giocato sul parquet. Per la Virtus Roma in palio c’è molto altro. Innanzitutto c’è un futuro ancora da decifrare ma che, almeno nel breve-medio termine, sembrerebbe garantito in caso di permanenza in A2. Sono ormai arcinote le difficoltà economiche e di programmazione che la Virtus soffre da anni, le quali hanno spinto nello scorso Luglio il Presidente Claudio Toti ad autoretrocedere la squadra dalla massima serie alla seconda divisione; una decisione sofferta ed ancora non digerita da buona parte dei tifosi virtussini. La precedente rinuncia alla disputa dell’Eurolega 2013/14 e le perduranti mancanze di un progetto tecnico duraturo e di sostanziose sponsorizzazioni alternative ad Acea sono stati pregressi segnali di una situazione sempre meno sostenibile. La recente partnership con l’Università degli Studi “Niccolò Cusano” sembra andare nella giusta direzione di un rilancio del marchio Virtus nel mondo della pallacanestro italiana, sia tramite un’iniezione di liquidità che mediante una progettualità che potrebbe assumere una valenza pluriennale. Tutto ciò è fortemente condizionato al mantenimento della categoria, essendo l’eventuale Serie B un possibile definitivo colpo di grazia alla gloriosa storia della Virtus Roma. Un doppio salto all’indietro, tra scelte calate dall’alto e responsi del campo, sarebbe scioccante e troppo amaro da digerire per una piazza storica come quella capitolina (1 Scudetto, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, 2 Coppe Korac, 1 Supercoppa in bacheca), per una proprietà che ben poco si addice al contesto del terzo campionato nazionale (dove i settori giovanili, quelli che Roma non ha di suo ma “appalta” ad altre società da anni, fanno la differenza) e per una tifoseria abituata da decenni a ben altri scenari e che già quest’anno si è calata nei più sperduti palazzetti delle province italiane. La storia non si cancella, è cristallizzata nel tempo: ma dopo lo smacco dell’autoretrocessione, l’ulteriore onta di una discesa negli inferi della Serie B sarebbe una macchia indelebile. Che neanche un eventuale ripescaggio (chi perde tra Roma ed Omegna ha la chance di essere primo nell’apposita lista) potrebbe cancellare.

VIA CAJA, SQUADRA AD ESPOSITO. RECANATI-ROMA 3-1 – Il primo turno playout contro i leopardiani è stato alquanto agitato in casa Virtus. Dopo l’iniziale 64-51 con cui i capitolini si sono portati in vantaggio nella serie (un match brutto e con una Recanati imbarazzante al tiro con 17/61 dal campo), la squadra di Sacco è riuscita nell’impresa di sbancare il PalaTiziano in gara 2 per 69-71 grazie ad un roccioso Lawson da 24 punti ed 11 rimbalzi, togliendo a Roma il fattore campo. Le 2 partite in casa dei marchigiani al PalaSavelli di Porto San Giorgio si sono rivelate una debacle per i romani: 102 punti subiti in gara 3 e 90 in gara 4, con Recanati che ha mandato 39 triple a segno in 80 minuti tirando con percentuali ai limiti della legalità cestistica (57% da tre e 54,5% dal campo) e con uno Smith indemoniato (52 punti, 13 triple a bersaglio, 11 assist in 2 gare). La Virtus è apparsa stanca sia sotto il punto di vista psicofisico che tecnico, con un Voskuil portato allo stremo ed un Pepper tenuto sempre in tribuna. Dopo la mazzata degli oltre 100 punti in gara 3 era inevitabile che qualcosa accadesse: a saltare è stato Attilio Caja, arrivato sulla panchina romana al posto di Guido Saibene a partire dalla 5a giornata di campionato. Troppi gli attriti tra Caja e la squadra, eccessive le rotazioni limitate che hanno a lungo penalizzato la panchina e stremato il quintetto base, allarmante l’incapacità nel non saper porre rimedio agli attacchi degli avversari. Caja non è stato esonerato (c’è in ballo un contratto biennale) ma “temporaneamente sospeso” dalla conduzione tecnica della squadra, affidata per questo rush finale al vice Riccardo Esposito. Nonostante altri primi 20 minuti da incubo in gara 4 con una pioggia di triple recanatesi, l’utilizzo nel secondo tempo da parte del neo-head coach dei cambi sistematici ha permesso a Roma di tornare dal -21 al -2, prima che Voskuil e co. si sciogliessero nuovamente come neve al sole. Tanto rammarico per l’ennesima occasione sprecata ma una squadra che nonostante tutto è apparsa ancora più unita ed a tratti più serena. Un aspetto, la serenità, che sarà imprescindibile nella serie contro Omegna. Anche se in partite come queste conta solo fare più punti dell’avversario: un concetto tanto banale quanto mai fondamentale.

FULGOR OMEGNA: L’ARRIVO DI FAINA, IL ROSTER – Il match dello scorso 12 Marzo sembrava aver scavato un solco definitivo tra Roma ed Omegna. Al PalaBattisti di Verbania la Virtus vinceva con autorità per 75-87 grazie ad un mostruoso Olasewere da 34 punti e 10 rimbalzi e si avviava sempre più verso una meritata salvezza. Che non è mai arrivata: una sola vittoria nelle ultime 5 giornate, i successi di Rieti e Reggio Calabria e il ritorno nelle zone calde di Casalpusterlengo (con cui Roma aveva 0v-2p) hanno beffato la Virtus, costretta ai playout con ben 13 vittorie all’attivo. Dal canto suo Omegna, dopo la sconfitta interna con i capitolini, ha realizzato di dover ricorrere ai playout per ottenere la salvezza e per prepararsi al meglio a quest’appuntamento ha optato per un cambio di guida tecnica: via Alessandro Magro, scuola Mens Sana Siena ed alla seconda stagione in Piemonte ma ormai non più in armonia con la squadra, dentro Filippo “Pippo” Faina, coach romano classe 1944, da quasi 50 anni sulle panchine italiane (iniziò nel settore giovanile di Milano nel 1967, vincendo con la prima squadra la Coppa delle Coppe del 1976) ed inattivo dal 2012 dopo un’annata a Torino. L’arrivo di Faina, nonostante la consapelovezza della disputa dei playout, ha compattato e responsabilizzato la squadra: sconfitta di misura ad Agropoli e brillanti vittorie contro Ferentino, Biella ed Agrigento. Nel primo turno dei playout i rossoverdi non sono riusciti ad avere la meglio su Jesi, in una serie che ha rispettato fedelmente il fattore campo (chiaramente favorevole ai marchigiani). Per Omegna, in questo spareggio finale contro Roma, c’è anche l’ulteriore tegola di infortuni che riducono il numero effettivo degli uomini a disposizione di coach Faina: stagione finita da mesi per il play classe ’95 Diego Terenzi a causa della rottura del crociato, stagione (probabilmente) terminata anche per l’ala forte statunitense Tyler Smith, seriamente infortunatasi ai legamenti del ginocchio durante la serie con Jesi. Non è al meglio della forma neanche Antonio Iannuzzi, temibile pivot classe ’91 da 13.7 punti e 7 rimbalzi in regular season che soffre ancora di un precedente stiramento al polpaccio, ma che sarà sicuramente presente contro Roma a meno di ricadute. Il nome ‘Recanati’ ormai risuona sgradito ai tifosi virtussini: non dà conforto sapere che il già citato (ma infortunato) Terenzi, insieme ad Alessandro Zanelli e Lorenzo Galmarini, costituisce un terzetto di ex gialloblù pronto a replicare l’impresa della loro vecchia squadra. Zanelli, play classe ’92, vanta 10.5 punti, 3.7 rimbalzi e 2.6 assist mentre il pivot coetaneo Galmarini in questi playout sta avendo molto spazio a disposizione a causa dei citati infortuni (quasi 18 minuti di media in cui totalizza 3.4 rimbalzi). Sulle condizioni di salute di Zanelli aleggia però un velo di mistero: stando ad alcuni rumours, il giovane scuola Treviso si sarebbe infortunato in allenamento nella giornata di ieri e potrebbe saltare almeno gara 1 di domani. La stella della squadra è Ramon Galloway, guardia classe ’91 arrivata a stagione in corso da Varese e croce e delizia della pericolosità offensiva di Omegna: con 15.2 punti (a cui si aggiungono 5.8 rimbalzi e 3.1 assist) è il top scorer di squadra. Temibile il reparto degli esterni tricolore con Andrea Casella, classe ’90 anch’esso ex Varese, che mette a referto 9.5 punti e Giacomo Gurini, veterano del gruppo con i suoi 31 anni, che nella serie contro Jesi ha siglato ben 11.6 punti di media. Positivo il lavoro in regia svolto dal giovane Alessandro Cappelletti, classe ’95 da 8.7 punti, 2.5 rimbalzi e 3 assist; utile l’innesto a stagione in corso di Andrea Marusic, ala classe ’89 arrivata a segnare 6.2 punti di media nel primo turno playout. Chiudono il roster l’ala forte 1995 Giovanni Vildera (1.6 punti e 1.3 rimbalzi) e la giovanissima ala piccola Robert Banach, classe ’97.

BIGLIETTI AD 1€, PARATA DI STELLE – Il momento è tra i più delicati nella storia della Virtus Roma e la società, per chiamare a raccolta i suoi tifosi, ha deciso di mettere in vendita al prezzo di 1€ ogni biglietto valido per le sfide casalinghe contro Omegna. I supporters romani avranno l’occasione anche per salutare vecchie glorie virtussine (Gilardi, Castellano, Avenia, Tonolli, Polesello, Giachetti tra gli altri), invitate dalla società ad assistere alle gare contro i piemontesi. Roma vanta un 2-0 negli scontri precedenti con Omegna, entrambi disputati quest’anno (l’87-84 al PalaTiziano dello scorso 29 Novembre ed il già citato 75-87 in trasferta del 12 Marzo). I piemontesi vantano un record negativo che Roma non dovrà interrompere: i rossoverdi non vincono in trasferta un match di post season da ben 10 anni, dalla gara 4 contro Borgomanero del 2006 che valse la promozione in Serie B1. Da allora, la società del patron Paffoni tra playoff e playout ha una striscia aperta di 14 sconfitte lontana dal parquet amico: ai capitolini basterà allungare questa statistica per mantenere la categoria. Non si può omettere il peso delle assenze omegnesi, specie quella di Smith: la Virtus dovrà approfittare di ciò, sovrastando a livello fisico un’Omegna che ha uno Iannuzzi ancora non al top della condizione. La gestione dei cambi sarà fondamentale per Roma, contro una squadra che ha gli uomini contati e che potrebbe accusare le fatiche anche dell’ulteriore gara 5 giocata contro Jesi. Destano curiosità le mosse di Esposito sull’eventuale utilizzo di Pepper, magari al posto di un Voskuil apparso bisognoso di rifiatare. Il ritrovato Maresca, unico a salvarsi nella serie contro Recanati, potrebbe essere l’arma in più per Roma.

IL CALENDARIO DELLA SERIE:

-Gara 1, domenica 15 Maggio, ore 18: Roma-Omegna

-Gara 2, martedì 17 Maggio, ore 20.30: Roma-Omegna

-Gara 3, venerdì 20 Maggio, ore 21: Omegna-Roma, al PalAmico di Castelletto sopra Ticino (NO)

-Eventuale Gara 4, domenica 22 Maggio, ore 18: Omegna-Roma, al PalAmico di Castelletto sopra Ticino (NO)

-Eventuale Gara 5, mercoledì 25 Maggio, ore 20.30: Roma-Omegna

Matteo Buccellato

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