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Virtus Roma-Mens Sana Siena, la caduta degli dei. Dalla finale Scudetto alla Serie A2: storia di una rivalità senza tempo

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virtus-sienaNo, non lo è. Virtus Roma-Mens Sana Siena non è una gara come le altre. La rivalità ormai ventennale tra le due squadre, resa ancora più accesa dalle tante sfide decisive disputate nell’ultimo decennio, rende questa sfida interessante ed appetibile anche in un contesto inusuale come quello della Serie A2. La partita che domani andrà in scena al PalaTiziano nella 11a giornata del campionato cadetto è una classica della pallacanestro italiana, forse la gara più significativa ed attesa negli anni 2000 dopo il lento declino di Fortitudo Bologna e Treviso, nonchè Virtus Bologna. Appena 2 anni e mezzo fa, nel Giugno 2013, capitolini e toscani si giocavano, per la seconda volta nella loro storia l’una contro l’altra, il titolo di Campione d’Italia. A Dicembre 2015, eccoci qui: Roma e Siena si sfidano in un match da seconda parte di classifica in A2. In trenta mesi le cose sono cambiate parecchio: Siena è fallita e Roma si è autoretrocessa ma l’accesa rivalità tra le tifoserie trascende la categoria. Virtus e Mens Sana tornano a sfidarsi nella Capitale in un match di regular season dopo l’89-93 con cui Siena vinse il 30 Marzo 2014, mentre l’ultima sfida in assoluto è quella del 7 Giugno dello stesso anno, gara 5 delle semifinali playoff: Siena vinse in casa per 91-75 e chiuse la serie per 4-1. Domani saranno passati ben 547 giorni da quest’ultima sfida, ma con la promozione di Siena dalla B all’A2 e con l’autoretrocessione di Roma dall’A1 al gradino inferiore, le due squadre tornano a sfidarsi, dopo un breve antipasto lo scorso Settembre in un’amichevole pre campionato vinta agevolemente dai toscani. Ancora qualche ora e si scriverà una nuova pagina di questa rivalità: l’attesa è (quasi) finita.

LA SITUAZIONE IN CLASSIFICA – Roma viene da 4 vittorie consecutive (l’ultima contro Omegna), che le hanno permesso di raggiungere quota 8 pt. in classifica abbandonando per il momento le zone più pericolose. Siena invece ha 10 pt., con un tabellino di 5 vittorie e 5 sconfitte. Mentre Roma in casa ha vinto 2 match su 5, lontano dalle mura amiche Siena ha vinto solamente una volta, sul campo di Agrigento due Domeniche fa. Nell’ultimo turno di campionato, al PalaEstra, ha battuto agevolmente l’ex capolista Agropoli. Roma-Siena è quindi una sfida tra squadre in forma ed in striscia positiva. Se vincesse, Roma potrebbe entrare per la prima volta in stagione in zona playoff agguantando proprio Siena in classifica. Se vincesse la Mens Sana, i toscani si piazzerebbero nella zona alta della graduatoria, mentre i romani dovrebbero continuare a guardarsi da chi li segue.

FATTORE ‘MARESCA’. FLAMINI AGGREGATO – Contro Omegna è arrivata un’altra vittoria per i ragazzi di Caja. Il gioco non ha brillato, specialmente nella seconda parte di gara, ma una sconfitta sarebbe stata ingiusta, anche considerando gli orrori arbitrali ai quali si è dovuto assistere nell’ultimo quarto. All’overtime Roma ha avuto la meglio grazie a capitan Maresca e ad un prezioso Olasewere. Proprio il capitano virtussino sta risultando fondamentale negli equilibri di questa squadra, avendo dato vita contro i piemontesi ad un’altra prova da 25 punti, dopo quella di Reggio Calabria. Con Attilio Caja in panchina, Maresca non è mai andato sotto la doppia cifra, registrando in sei gare 18.5 pt. di media: un tale rendimento spesso lo si chiede ad uno degli stranieri del roster, la Virtus lo sta avendo da uno dei suoi italiani. Determinante. Nonostante il gioco spesso perimetrale (Voskuil e Callahan su tutti), Roma convince dentro l’area dove tira con il 53% e con ben 5 giocatori dal 50% in su (Voskuil 50%, Callahan 51%, Olasewere 54%, Maresca 56%, Benetti 58%; a questi si aggiunge il trio Leonzio/Zambon/Casagrande che, a causa dello scarso minutaggio, vanta appena un 9/14 da due). Nel girone Ovest i capitolini sono secondi nei rimbalzi difensivi (25.9 di media contro i 28 di Ferentino) e quarti in quella dei rimbalzi complessivi (35.5), voce in cui Siena fa la voce grossa (39.2); per i toscani c’è anche il secondo posto dopo Scafati nella classifica delle palle recuperate (7.6). Va inoltre segnalato l’arrivo a Roma come aggregato al roster di Simone Flamini, ala classe ’82 ex Pesaro, Virtus Bologna, Scafati e Napoli. Flamini, solo 5 match giocati nelle ultime due stagioni a causa di un problema alla spalla sinistra che lo ha costretto ad un intervento chirurgico, si allenerà in queste settimane per ritrovare la miglior forma fisica e tecnica; si valuterà poi il suo eventuale tesseramento. E’ prematuro fare ipotesi concrete su un suo futuro utilizzo in campo, ma considerando le caratteristiche di gioco non ci sembra identificabile come quel pivot puro di cui la squadra ha bisogno. Ma ogni ulteriore discorso lo si rimanda a tempo debito, confidando nel lavoro e nelle scelte di Attilio Caja, che ha già allenato un giovanissimo Simone Flamini nella Pesaro stagione 1999/00.

MENS SANA SIENA: DALLA GLORIA AL FALLIMENTO – Nata nel 1934 come sezione Basket della polisportiva Mens Sana in Corpore Sano 1871, la Mens Sana Basket trascorre i primi 30 anni di esistenza a cavallo tra Serie C ed A, che negli anni ’60 era il secondo campionato nazionale. Nel 1973 Siena raggiunge per la prima volta la Serie A, mentre nel 1979 si affaccia anche in campo europeo raggiungendo i quarti di finale in Coppa Korac. La stagione 1980/81 è importante sia per la Virtus che per la Mens Sana: è la prima annata dell’allora Banco Roma in A1 e sarà l’ultima apparizione nella categoria per Siena fino al 1991. Il 16 Novembre 1980 va in scena il primo incontro nella storia tra Roma e Siena, con il Banco che espugna il campo dell’Antonini per 77-75; Roma vincerà anche al ritorno sul proprio parquet, per 80-78. Negli anni ’90 la Mens Sana riesce a stabilizzarsi sia in Serie A che in campo europeo, arrivando poi nel 2002 a cogliere il primo successo della propria storia, l’ultima edizione della Coppa Saporta, ai danni del Valencia. Sarà il preludio del primo tricolore, che arriverà nel 2004 con Carlo Recalcati in panchina; pochi mesi dopo arriva anche la Supercoppa. Nel 2006 viene promosso head coach il debuttante Simone Pianigiani, che andrà a guidare una delle più forti squadre di pallacanestro che l’Italia ricordi: tra il 2006 ed il 2014 arrivano 7 scudetti consecutivi, 5 Coppe Italia di fila, 6 Supercoppe, due terzi posti e due quarti di finale in Eurolega, svariati titoli individuali per lo staff tecnico. La Mens Sana cannibalizza il basket italiano non lasciando scampo a nessuno, finchè non arrivano i guai: nel 2014 il Cda non approva il bilancio e la società viene posta in liquidazione. Tutto ciò si lega alle vicende giudiziarie che coinvolgono la figura chiave dell’ascesa senese, Ferdinando Minucci, che in quasi 25 anni di carriera nella società ne è stato direttore del marketing e della pubblicità, direttore generale, vicepresidente, presidente, GM. Tra il 2007 ed il 2008 furono pubblicate alcune intercettazioni telefoniche tra lo stesso Minucci ed alcuni esponenti delle istituzioni arbitrali italiane, ma i procuratori federale e penale non ritennero ci fu alcun illecito o reato. Ma tra il 2013 ed il 2014 la ‘bomba’ esplode e la deflagrazione fa molto rumore. Operazione “Time Out”: Minucci viene posto agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere con il fine di commettere reati tributari e frodi fiscali mediante false dichiarazioni e fatture (pagamenti in nero agli atleti, su conti esteri). Il 1 Luglio 2014 Minucci avrebbe assunto la carica di presidente della Lega Basket, ma l’ordinanza di custodia cautelare stravolge l’esito elettorale. La Mens Sana risolve il contratto con il suo “guru” ed il 9 Luglio 2014 il giudice fallimentare di Siena dichiara il fallimento della società. E’ la fine di un’era. Per far proseguire la storia d’amore tra la città toscana ed il basket, pochi giorni dopo viene creata la Mens Sana Siena 1871, ripartendo dalla Serie B. A Giugno 2015 arriva subito una non scontata promozione in Serie A2 ed in ottemperanza alle normative federali sulla configurazione in forma societaria delle squadre partecipanti, viene creata la Mens Sana Basket 1871. L’obiettivo attuale è stabilizzarsi in A2 per poi provare a risalire in A1 tra qualche anno. Arrivato la scorsa Estate per guidare questo nuovo corso senese è il coach Alessandro Ramagli, classe ’64 ed ex tecnico di Biella, Teramo e Verona.

VIRTUS ROMA-MENS SANA SIENA – Tra Roma e Siena si ricordano tante sfide epocali: i primi match della Virtus targata Giorgio Corbelli, gli ottavi di finale del 1999 vinti da Roma per 2 a 1 con un super Sasa Obradovic, la doppia vittoria romana ai quarti di finale tra il 2005 al 2006, la semifinale di Coppa Italia 2006 con la Virtus vincente grazie ad un super Alex Righetti, la semifinale scudetto del 2007 prima con i 3 overtime di Siena (e con il famoso ‘fallo su Righetti’) e poi con l’ultima gara in carriera dell’onnipotente Dejan Bodiroga davanti ad un commosso PalaLottomatica, le finali scudetto 2008 e 2013 vinte da Siena, le lacrime di Phil Goss in gara 5 semifinali 2014, il 94-70 della Virtus di Calvani in un PalaEstra ammutolito, e tanto altro ancora. Calore, tifo, storia, gare emozionanti, polemiche arbitrali, sfottò: tutto ciò è Roma-Siena.

IL ROSTER SENESE – Il capitano della Mens Sana 2015/16 è Alex Ranuzzi, ala piccola classe ’86 ed unico reduce della passata stagione, che finora segna poco più di 9 pt./gara. I primi due spot del quintetto sono occupati da altrettanti americani. In regia c’è Darryl Bryant, classe ’90 e 14.5 pt. di media a partita, poco meno di quei 19.4 che lo scorso anno in Repubblica Ceca gli sono valsi la palma di miglior marcatore del campionato ceco con la canotta del Kolin. Chris Roberts, classe ’88 che ha ben figurato a Caserta due stagioni fa, è la guardia titolare: è il miglior marcatore senese con 16 pt. (53% da due), quasi 5 rimbalzi e 2.5 assist a gara. Mattia Udom è un’ala grande e bel prospetto classe ’93 che vive un ritorno a Siena, dato che con la canotta della Mens Sana ha sia presenziato nelle giovanili che debuttato in A1; quasi 10 pt. con ben 7.5 rimbalzi a gara. Ancora più determinante è il supporto del pivot Dane DiLiegro, italo americano classe ’88 ex Sassari, che ottimizza poco più di 25 minuti a partita con 11 pt. e quasi 9 rimbalzi. In panchina l’unico veterano, classe ’86 come Ranuzzi, è Stefano Borsato, play/guardia campione d’Italia a soli 17 anni con Treviso nel 2003; per lui finora poco più di 7 pt. a gara. Le altre quattro riserve biancoverdi sono tutti giovanissimi, di cui ben tre hanno un passato nella Stella Azzurra. Il primo è Valerio Cucci, ala forte classe ’95 prodotto dalla società di Germano D’Arcangeli, che ha una media di 4.6 pt. e 4.3 rimbalzi. Il secondo è il classe ’98 Lorenzo Bucarelli, cresciuto nella Mens Sana prima di andare a giocare all’Arena Altero Felici, che sta viaggiando con 2.2 pt. a gara. Il terzo è Alberto Cacace, ala piccola classe ’96, che ha un minutaggio poco al di sotto dei 5 minuti. Appena superiore è quello di Leonardo Marini, ala/pivot classe ’95 in passato nelle giovanili della Mens Sana e cercato anche dalla Virtus Roma nella scorsa Estate, stando a vecchi rumours di mercato.

I MAGGIORI PERICOLI PER LA VIRTUS ROMA – C’è incertezza su quale possa essere l’aspetto emozionale per i giocatori virtussini in campo. Nessuno di loro ha mai vissuto in prima persona una Roma-Siena, ma sicuramente l’impatto che ci sarà domani non lascerà indifferente nessuno; in primis il capitano e romano doc Giuliano Maresca. Sul parquet gli uomini di Caja dovranno fronteggiare più di un grattacapo, a partire dalla tanta energia e fisicità di Siena, prima squadra ad Ovest per rimbalzi conquistati. Diliegro ed Udom, ma anche Ranuzzi, Cucci e Roberts: tutti pericoli per i lunghi romani, che dovranno sventare seconde chances per i biancoverdi agendo a perfezione sotto canestro. Ma il reparto degli esterni incute lo stesso timore, con i già citati Ranuzzi e Roberts più il “regista” Bryant, croce e delizia nella costruzione offensiva delle manovre senesi. 3.4 assist a fronte di 2.6 palle perse: servirà un forte pressing sul portatore di palla. Sarà necessaria sia una propria gestione del ritmo partita per evitare di far correre Siena che un’estrema attenzione nel condurre il gioco, vista l’abilità senese nel recuperare palloni. La sfida tra Roma e Siena è tornata. In A2, ahimè, ma è tornata. Palla a due alle ore 14,15 con diretta su Sky Sport HD.

Matteo Buccellato

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