La Germani s’impone nettamente sulla Reyer nel posticipo e si conferma saldamente in vetta. L’Olimpia batte Cantù nel derby e resta al secondo posto assieme alla Sidigas, che passa in casa della Vuelle. Trento vince lo scontro diretto per i playoff con Cremona
ROMA – Brescia torna a correre e si mantiene saldamente in testa al campionato. La Leonessa si impone su Venezia con un netto 90-71 nel posticipo dell’11esima giornata di serie A e respinge l’assalto di Milano – che strapazza (93-77) Cantù nel derby lombardo – e Avellino, corsara a (78-83) Pesaro. Si stacca dal gruppetto delle inseguitrici Torino, sorpresa (84-76) dalla Virtus Bologna. In chiave playoff, infine, preziosa vittoria (90-79) di Trento contro Cremona.
FINALE TRAVOLGENTE, BRESCIA MANDA VENEZIA KO – C’era attesa per capire come Brescia avrebbe reagito dopo il primo ko stagionale, incassato la settimana scorsa contro Sassari, e la risposta è stata da grande squadra. Nel big match dell’11esima giornata, infatti, la Germani si impone 90-71 su Venezia, alla sua terza sconfitta consecutiva, e mantiene quattro punti di vantaggio sulle seconde. A decidere la sfida è il devastante allungo da parte della Leonessa nell’ultimo periodo, chiuso dagli uomini di Diana con un parziale di 29-10. E pensare che l’Umana era partita forte, mettendo alle corde nel primo quarto i padroni di casa, sotto anche di 12 (8-20) dopo la schiacciata di Watt. Brescia, però, è brava a non perdere lucidità e, grazie all’apporto difensivo del neo entrato Moss e alla leadership di Luca Vitali, inizia la rimonta che a fine secondo periodo riporta il match in equilibrio quasi perfetto (36-37). Alla ripresa del gioco i lombardi riversano sul parquet grande intensità e provano a scappare, guidati dai fratelli Vitali e dalla vena realizzativa di Hunt. La Reyer non ci sta e due triple di Jones permettono ai campioni d’Italia in carica di impattare sul 59 pari. Nell’ultimo periodo Brescia tenta ancora la fuga e costringe De Raffaele al timeout, dopo che i due liberi di Moss hanno spinto la Germani sul 71-66. Il minuto di sospensione non sortisce l’effetto sperato, Moore sale in cattedra e diventa imprendibile per la difesa orogranata. Il vantaggio raggiunge presto la doppia cifra e la squadra di coach Diana conduce in porto senza patemi la vittoria.
GERMANI BRESCIA-UMANA REYER VENEZIA 90-71 (9-25, 36-37, 61-61)
Brescia: Moore 28, Hunt 22, Vitali L. 8, Landry 9, Ortner 2, Veronesi ne, Vitali M. 6, Moss 6, Sacchetti, Bushati 9. Allenatore: Diana.
Venezia: Haynes 14, Peric 2, Johnson 11, Green, Tonut 6, De Nicolao, Jenkins 2, Orelik 15, Ress, Biligha 8, Cerella 7, Watt 6. Allenatore: De Raffaele.
Arbitri: Begnis-Caiazza-Weidmann.
MILANO TRAVOLGE CANTU’ – Goudelock tiene fede al suo soprannome di “Mini-Mamba” con 23 punti in 21 minuti e dimostra perché un certo Kobe Bryant, ai tempi dei Lakers, lo aveva preso sotto la sua ala. L’EA7 Milano si aggiudica così il derby numero 160 contro la Red October Cantù (93-77): riprende fiato, fa sorridere il proprio pubblico nella gara più sentita e dimentica almeno per una sera le 3 sconfitte subite negli ultimi 10 giorni. Non è affatto l’Olimpia che sogna Pianigiani ma riceve buone risposte da chi era stato messo un po’ da parte (il grande ex Abass, 13 punti e tanta difesa su Culpepper) e da chi sembrava in calo, Micov (15) e Jerrells (11) su tutti. Cantù resta a contatto ma, nonostante la precisione di Thomas (20) e Burns (16), non regala mai la sensazione di poter far davvero male a Milano. Per la Red October l’appuntamento ora è con la burocrazia: deve presentare in Lega la documentazione necessaria e la fideiussione da 150mila euro per proseguire la stagione. Dalla società trapela ottimismo.
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO-RED OCTOBER CANTU’ 93-77 (30-26, 50-41, 71-58)
Milano: Goudelock 23, Micov 15, Tomba ne, Pascolo 4, Tarczewski 13, Cinciarini, Cusin ne, Abass 13, Theodore 8, Bertans 3, Gudaitis 3, Jerrels 11. Allenatore: Pianigiani.
Cantù: Smith 13, Culpepper 12, Pappalardo ne, Cournooh 7, Parrillo, Tassone ne, Crosariol 6, Maspero, Raucci ne, Chappell 3, Burns 16, Thomas 20. Allenatore: Sodini.
Arbitri: Paternico’-Aronne-Grigioni.
Note – Tiri liberi: Milano 14/18, Cantu’ 18/23. Usciti per cinque falli: nessuno.
AVELLINO ESPUGNA PESARO – Avellino ha rischiato di perdere una partita già vinta a Pesaro. Non è bastato infatti un primo quarto devastante agli uomini di Sacripanti per chiudere subito la pratica. Gli irpini hanno mitragliato il canestro fin dall’inizio: al 4′ si era già 4-16, al 7′ 5-23, e poi il massimo vantaggio di 23 lunghezze (5-28) prima della pausa. Contro una difesa pesarese imbambolata, i tiratori avellinesi sono andati a nozze, 5/5 da due, 6/9 da tre, 79% al tiro in totale contro appena il 18% dei marchigiani, 11 rimbalzi a 6. Si sono distinti Rich 13 punti, Filloy 8, Fesenko 4. Il resto del tempo gara è trascorso con la rincorsa dei padroni di casa per cercare di rientrare in partita. Appena Pesaro ha migliorato al tiro e difeso con più energia la Sidigas andata in apprensione nonostante le ampie rotazioni di Sacripanti. Moore ha accorciato al -8 (33-41), poi un Ceron a corrente alternata lo ha ridotto a -4 al 25′(46-52), infine Kuksis con un tiro incredibile dall’area di casa ha chiuso il terzo quarto sul 60-63. Bertone all’inizio dell’ultimo quarto ha siglato il 62-63. Nella lotta punto a punto, il match si è deciso nell’ultimo giro di lancette. Sul 77-78 Bertone sbaglia i liberi del possibile sorpasso, Filloy ne infila uno. A 24″ dalla sirena sul 77-79 Moore si fa stoppare il tiro dall’arco e Scrubb in contropiede infila il canestro della sicurezza. Avellino deve ringraziare un grande Rich (25 punti) e Scrubb per i canestri decisivi nel finale. Pesaro chiude male al tiro (31/75, il 41%) e nonostante le buone prove di Kuksis, Mika paga caro quella prima frazione scriteriata.
VL PESARO-SIDIGAS AVELLINO 78-83 (8-29, 33-43, 60-63)
Pesaro: Omogbo 4, Ceron 11, Crescenzi ne, Mika 16, Moore 18, Bocconcelli ne, Ancellotti 2, Bertone 9, Kuksiks 18, Monaldi, Serpilli ne, Moretti ne. Allenatore: Leka.
Avellino: Zerini 2, Fitipaldo 3, Sabatino ne, Mavric ne, Leunen 7, Scrubb 16, Filloy 13, D’Ercole 3, Rich 25, Fesenko 10, Ndiaye 4, Parlato ne. Allenatore: Sacripanti.
Arbitri: Filippini-Rossi-Borgo.
Note – Tiri liberi: Pesaro 7/11, Avellino 12/18. Uscito per cinque falli: nessuno.
TRENTO PIEGA CREMONA – Con un gran finale di gara Trento batte Cremona 90-79 e la stacca in classifica, facendo un importante balzo in zona playoff. Per la Dolomiti Energia è il quarto successo consecutivo tra campionato ed EuroCup, frutto dello strapotere a rimbalzo della squadra di Buscaglia (44-27 il computo complessivo), capace di portare in doppia cifra ben sei elementi. Su tutti spicca un formidabile Dominique Sutton (24 punti e 13 rimbalzi). Il primo quarto è molto equilibrato: Cremona si affida ai tentacoli di Sims, Trento risponde mostrando grande precisione dall’arco dei 3 punti e chiude avanti di una lunghezza (21-20). I bianconeri perdono un po’ il filo ad inizio secondo periodo. Le 8 palle perse sono il principale motivo che consente a Cremona di mettere più volte la testa avanti. Qui sale in cattedra Sutton che, tra schiacciate e voli a canestro, propizia l’allungo dei padroni di casa fino al 45-37 dell’intervallo. Al ritorno sul parquet Cremona è determinata e torna a contatto (57-54). Nell’ultima frazione, però, Trento attacca con fiducia e ritmo: i 33 punti messi a referto segnano la svolta della sfida in favore della squadra di Buscaglia.
DOLOMITI ENERGIA TRENTINO-VANOLI CREMONA 90-79 (21-20, 45-37, 57-54)
Trento: Franke 3, Sutton 24, Silins 3, Forray 10, Conti ne, Flaccadori 14, Gutierrez 10, Czumbel ne, Gomes 6, Hogue 10, Lechthaler, Shields 10. Allenatore: Buscaglia.
Cremona: Johnson-Odom 19, Martin 16, Gazzotti ne, Diener T. 10, Ricci 1, Ruzzier 4, Portannese, Fontecchio 11, Sims 12, Diener D., Milbourne 6. Allenatore: Sacchetti.
Arbitri: Mazzoni-Bettini-Nicolini.
Note – Tiri liberi: Trento 17/22, Cremona 13/20. Usciti per cinque falli: nessuno.

