
Nel mese di novembre 1999 il maltempo si fa sempre più spazio intanto che il mondo si prepara ad entrare già nel nuovo millennio, solo il 3 luglio scorso l’Italia saliva sul trono d’Europa della pallacanestro battendo la Spagna in finale a Parigi dopo un torneo magistrale, fra pochi mesi la Fortitudo Bologna vincerà il suo primo scudetto cestistico, L’Olanda e il Belgio, dal prossimo 10 giugno e fino al 2 luglio, ospiteranno l’europeo di calcio. Intanto c’é un paese che da 20 anni sta comandando la scena a livello calcistico in tutto il continente mancando solo ori con la nazionale: si tratta proprio dell’Italia, che all’epoca annoverava le “7 sorelle” nel suo campionato…Juventus, Milan, Inter, Parma, Fiorentina, Lazio, Roma, tutti club pieni di fuoriclasse e con grandi ambizioni anche a livello continentale. Proprio per la giornata n.9 la scena magigormenete dedicata alla Juventus, che torna a giocare il derby in trasferta come posticipo domenicale col Torino per la prima volta dalla vittoria 1-2 fuori casa del 6 aprile 1996, anno in cui i granata retrocessero in Serie B per un triennio intanto che la classifica di inizio weekend dice Lazio 18 punti; Juventus 17; Inter, Milan 14; Perugia, Roma 13; Parma, Udinese 12; Bologna, Torino 10; Fiorentina, Reggina 9; Lecce, Verona 8, Bari 7; Piacenza 6; Venezia 5; Cagliari 4 mentre le gare in programma sono gli anticipi del sabato Cagliari-Fiorentina 1-1 (10′ Di Livio; 54′ rig. Mboma) e Perugia-Bari 1-2 (43′ Andersson D., 59′ Masinga; 75′ Ba) oltre alle sfide di domenica alle 15,00 Lazio-Verona 4-0 (17′ Veròn, 22′ Salas, 45′ Negro, 63′ Boksic), Bologna-Inter 3-0 (37′ e 69′ Andersson K., 76′ Signori), Milan-Venezia 3-0 (55′ Bierhoff, 67′ Weah, 77′ Orlandini), Reggina-Roma 0-4 (4′ aut. Oshadogan, 28′ rig. Montella, 39′ Junior F., 45’+1 rig. Totti), Piacenza-Parma 1-2 (22′ Crespo, 32′ Boghossian; 45’+2 rig. Di Napoli), Lecce-Udinese 1-0 (53′ Lucarelli).
Entusiasmo contro tradizione fra calendari, numeri e organici ridotti
Proprio Torino-Juventus, dall’alto dei suoi 50.000 spettatori (25.000 juventini), é la partita che interessa maggiormente malgrado un evidente squilibrio, almeno apparente, fra le parti: i padroni di casa del presidente Massimo Vidulich (in corso d’opera cederà a Giuseppe Aghemo e il 13 giugno 2000 subentrerà Attilio Romero per un Toro che all’epoca rimaneva molto fuori dai giochi di potere a livello federale), guidati da Emiliano Mondonico (tornato nell’estate del 1998 dopo il periodo 1990-94, durante il quale aveva giocato anche una finale di Coppa UEFA con una semifinale di Coppa delle Coppe) adoperano un 3-4-1-2 in cui vanno sottolineate le assenze per infortunio del difensore Grandoni, i centrocampisti (futuro allenatore) Ficcadenti e Pecchia oltre al terzino Coco (squalificato) mentre i libero Minotti, Panarelli, Diawara, Scarlato, Cudini, Silenzi, Pinga sono tutti fuori per scelta tecnica; gli “ospiti” invece, aventi sia i fratelli Agnelli (Gianni e Umberto, azionisti del club) in tribuna assieme al presidente Vittorio Caissotti di Chiusano e alla “triade” Moggi-Bettega-Giraudo, devono fare a meno solo del centravanti Kovacevic per problemi fisici mentre il centrocampista Bachini e il bomber Esnaider sono fuori per carenza di uomini convocabili…Carlo Ancelotti, dunque, eterno nemico da giocatore ma diventato allenatore bianconero, quindi, può schierare il suo ormai solito 3-4-2-1 con capitan Del Piero a svariare fra la trequarti presidiata da Zidane e la partnership con Inzaghi (entrambi al loro esordio contro il Toro) pur sapendo che Conte gioca a sinistra poiché Zambrotta non sta benissimo (l’unico titolare che sta fuori per qualche acciacco, rimpiazzato da Tacchinardi in mediana). Va detto, inoltre, che se la Juve, lo scorso 24 agosto, aveva vinto l’unico Torneo Intertoto della sua storia facendo 2-2 in Francia (2-0 in casa il 10 agosto contro il Rennes con doppietta di Inzaghi) e viene dal pari per 1-1 in Italia nel ritorno dei trentaduesimi di finale di Coppa UEFA contro il Levski Sofia (al prossimo turno sfiderà l’Olympiacos con l’andata fra più di 2 settimane avendo battuto, al primo turno, l’Omonia Nicosia per 5-2 a Cipro e 5-0 al “Delle Alpi” prima di espugnare Sofia per 3-1), il Torino é già andato fuori ai sedicesimi di finale di Coppa Italia contro l’Atalanta (sconfitta 3-1 a Bergamo prima dell’inutile vittoria 2-1 in casa). La prossima estate, poi, mentre la Croazia di Jurcic e Tudor (terza agli ultimi mondiali, alle spalle di Francia e Brasile, da esordiente nel torneo in seguito alla secessione dalla Jugoslavia completata nel 1995) vedrà da casa l’Europeo assieme alla Svezia di Edman e Isaksson (assente dalle grandi competizioni dal mondaile americano del 1994, chiuso da terzi alle spalle di Brasile e Italia), saranno molti zebrati a partecipare (su 21 impiegati in stagione ben 14 si faranno notare con le nazionali) a giocare il torneo: la Francia di Zidane supererà 2-1 in rimonta al 103′ battendo al golden gol (pareggio al 94′) l’Italia di Ferrara, Iuliano, Pessotto, Zambrotta, Conte, Del Piero, Inzaghi (identico punteggio della gara passata, in cui il Portogallo cadrà sempre 2-1 in ribaltone all’extra-time, per l’esattezza su rigore al 117′)…la stessa Italia che aveva eliminato l’Olanda di Van der Sar e Davids in semifinale (0-0 dopo 120′ e 3-1 ai rigori in una partita che vedrà i padroni di casa sbagliare 2 rigori in partita e 3 nella serie finale) dopo che sempre gli olandesi avevano buttato fuori la Jugoslavia del duo Mirkovic-Kovacevic ai quarti per 6-1 mentre il regista nigeriano Oliseh, a gennaio 2000, guiderà il suo paese all’argento in Coppa d’Africa cadendo 4-3 ai rigori contro il Camerun in Ghana (2-2 sul campo) senza sapere che anche l’uruguagio Montero, nel 2001, parteciperà alla Copa America in Colombia giungendo fino in semifinale persa 2-1 col Messico per poi chiudere 5-4 dagli 11 metri (2-2 in partita) pur senza mai scendere in campo (sarà la sua seconda competizione internazionale dopo la Confederations Cup 1997). Coppe escluse, il cammino del Torino non é stato pessimo finora: 0-0 a Bologna, 2-1 col Venezia, sconfitte 3-0 in casa della Lazio e 0-1 contro l’Inter, 1-1 a Cagliari, 3-1 col Bari, 1-1 con la Roma e a Firenze…2 vittorie (entrambe in casa), 2 sconfitte (una a domicilio e una lontano dal Piemonte) oltre a 4 pari (3 intrasferta) che hanno fruttato ben 8 reti all’attivo e 9 al passivo; la Juventus, invece, che sta inseguendo la vetta, non ha avuto troppa continuità (complice anche un grande equilibrio con la Lazio ed un calendario massacrante: 1-1 con la Reggina, 1-0 a Cagliari, 4-1 con l’Udinese, batosta 2-0 a Lecce, 1-0 col Venezia e in casa della Roma, 1-1 a Bari, 1-0 col Piacenza…5 vittorie con 2 pareggi (uno fuori e subito negli ultimi minuti) e una sola delusione (fuori casa) con un conto totale di 10 timbri fatti e 5 subiti.
La Juve ha l’iniziativa ma il Toro risponde
Prima della gara viene osservato un minuto di silenzio in onore dell’ex dirigente federale ed esponente dell’atletica leggera Primo Nebbiolo, torinese morto da 48 ore, oltre che dell’ex presidente del Pisa Romeo Anconetani, deceduto il 3 novembre…al 3′ subito il primo perciolo di un Toro messo benissimo a livello tattico: destro di Sommese da fuori ma la palla si perde alto alla sinistra di Van der Sar; all’11’ Mendez si infortuna alla coscia e lascia il posto a Tricarico, poi al 15′ ancora Sommese pericoloso su servizio di Maltagliati ma il suo destro interno dalla lunetta é bloccato dal portiere juventino…al 20′ prima occasione per la Juve, con Del Piero che crossa dalla fascia destra verso Conte ma la torsione del centrocampista é troppo alta e poco dopo Bonomi con Galante si fanno ammonire (destinati a marcare gli esordienti Inzaghi e Zidane, si sapeva che correvano dei rischi…) appena prima che Davids si prenda il giallo a causa di un brutto intervento a danno di capitan Lentini. Successivamente la Juve si fa più viva: Ferrara abbatte Ferrante e viene ammonito, poi Inzaghi si smarca bene su lancio di Montero prolungato da Cruz ma il suo destro incrociato rasoterra da destra é bloccato da Bucci mentre dopo Iuliano lancia a sinistra su Del Piero che fa sponda verso Davids e l’olandese entra in area prima di crossare col mancino ma Inzaghi spedisce fuori dall’altro lato in tuffo lasciando Bucci immobile anche se l’ultima azione del primo tempo ce l’ha Lentini, che dopo essere rientrato dalla sinistra calcia fuori di destro precedendo l’ammonizione di Montero.
I granata tengono il campo fino alla fine
Nella ripresa gli schieramenti restano gli stessi ma gli juventini sono molto più vivi: Del Piero va via a sinistra, crossa in area basso ma Cruz rinvia e il tiro di Conte da fuori sta per finire in fallo laterale quando Tacchinardi lo rimette indietro verso Ferrara, il cui traversone trova Inzaghi ma quest’ultimo si ostacola involontariamente con Del Piero pur essendo soli davanti al portiere ed entrambi in posizione regolare; successivamente gran filtrante di Tachcinardi per Del Piero in area ma il suo passaggio in mezzo per Inzaghi é mandanto in angolo da Maltagliati in scivolata…Tacchinardi e Iuliano allungano la lista dei cattivi con 2 interventi a danno di Ivic e Ferrante venendo seguiti da Maltagliati e Tricarico (2 falli su Zidane in una sfida giocata quasi tutta a centrocampo). Al 64′ fuori Sommese e dentro Asta (tutto resta uguale come con Tricarico: 3-4-1-2) e poco dopo Ferrara manda appena fuori di testa un bel corner di Del Piero da destra…al 69′ Zambrotta rileva Tacchinardi andando a sinistra mentre Conte si sposta in mezzo nel suo ruolo naturale precedendo lo show di Zidane, che al 70′ semina il panico in area avversari vincendo rimpalli con tutti i difensori ma il suo successivo passaggio per Del Piero trova un altro ostacolo fra il capitano e Inzaghi con il risultato che la sfera termina in mano a Bucci dopo una furiosa mischia; all’89’ Davids stende Asta e l’arbitro di Merano Bazzoli non può fare a meno di ammonirlo per la seconda volta con conseguente espulsione (Ancelotti arretra Zidane in mediana e Del Piero sulla trequarti passando al 3-4-1-1 ma senza sostituzioni) mentre al 90′ entra il centravanti Artistico per Ivic ma al 91′ Lentini, strattonato da Zambrotta, cade a terra prendendosi il giallo per simulazione e le sue successive proteste portano anche lui a guadagnare la via dello spogliatoio anzitempo in una gara con ben 12 ammoniti e di cui 2 espulsi per somma di cartellini (anche qui vediamo un 3-4-2 ridisegnato da Mondonico) intanto che gli ultimi scampoli di gara scorrono in attesa del fischio finale, che certifica il primo 0-0 fra queste 2 squadre dal 14 maggio 1989 mentre il pari in generale non si verificava dall’1-1 del 20 febbraio 1994 (entrambi in casa granata)…i torinisti, dunque, dopo 5 annate, salvano l’onore ed evitano la delusione contro i cugini (era dal doppio trionfo nel 1994/95: 3-2 in casa la sera del 25 gennaio e 1-2 fuori il 9 aprile, che ciò non accadeva) successiva al 5-0 in trasferta del 3 dicembre 1995 e all’1-2 del 6 aprile 1996 ma questo risultato non serve a nessuno neanche per il morale (la Juve, poi, adesso sfiderà il Milan in casa prima dello scontro diretto e, salvo passi falsi della Lazio, avrà un solo risultato fra 3 settimane, dato che sarà la sosta delle nazionali la prossima settimana). A questo punto, con la giornata conclusa, la classifica é Lazio 21 punti; Juventus 18; Milan 17; Roma 16; Parma 15; Inter 14; Bologna, Perugia 13; Udinese 12; Lecce, Torino 11; Bari, Fiorentina 10; Reggina 9; Verona 8; Piacenza 6; Cagliari, Venezia 5…c’é tanto ancora da dire e il meglio deve ancora venire.
Delusione per tutti
Il 7 maggio il Torino, dopo essere tornato in Serie A nell’estate 1999, retrocederà alla penultima di campionato perdendo 2-1 a Lecce per mano di Conticchio in contemporanea con lo 0-1 del Bari a Venezia (78′ Innocenti) chiudendo da quindicesimo davanti a Venezia, Cagliari, Piacenza (appena 3 punti di meno condanneranno i granata al crollo) mentre la Juventus, dopo una marea di polemiche arbitrali, il 14 maggio perderà a Perugia 1-0 (49′ Calori) sotto un diluvio più unico che raro intanto che la Lazio batteva 3-0 la Reggina rimontando uno svantaggio di -9 dai bianconeri a 8 turni dalla fine (per il secondo anno consecutivo a Vinovo non arriverà neanche un titolo senza contare che sarà l’unica volta in epoca recente che il club sabaudo perderà una corsa allo scudetto stando punto a punto all’ultimo turno)…sarà il secondo scudetto della storia biancoceleste (72-71 per i capitolini); sempre la Lazio, futura vincitrice, sarà carnefice della Juve ai quarti di Coppa Italia (vittoria 3-2 in casa e sconfitta 2-1 fuori in un finale concitatissimo) mentre in Coppa UEFA i bianconeri subiranno il ribaltone del Celta Vigo (dopo aver vinto 1-0 in Italia cederanno 4-0 fuori). E’ stato un viaggio-lampo nel passato di Torino-Juventus con l’augurio che il campo regali ancora altre emozioni reilluminando la Mole Antonelliana per la stracittadina n.205 a livello ufficiale (252 in totale se vediamo pure le amichevoli).
Il tabellino
TORINO-JUVENTUS 0-0
TORINO (3-4-1-2): Bucci; Bonomi, Cruz, Galante; Maltagliati, Sommese (64′ Asta), Mendez (11′ Tricarico), Lentini (cap.); Scarchilli; Ferrante, Ivic (90′ Artistico). A disposizione: Pastine, Cudini, Crippa, Brambilla. Infortunati: Grandoni, Ficcadenti, Pecchia. Squalificati: Coco. Scelta tecnica: Minotti, Panarelli, Diawara, Scarlato, Cudini, Silenzi, Pinga. Allenatore: Mondonico.
JUVENTUS (3-4-2-1): Van der Sar; Ferrara, Montero, Iuliano; Pessotto, Davids, Tacchinardi (69′ Zambrotta), Conte; Zidane, Del Piero (cap.); Inzaghi. A disposizione: Rampulla, Mirkovic, Birindelli, Tudor, Oliseh, Rigoni. Infortunati: Kovacevic. Scelta tecnica: Bachini, Esnaider. Allenatore: Ancelotti.
ARBITRO: Bazzoli di Merano.
NOTE: Espulsi Davids (J) all’89’ e Lentini (T) al 91′ per doppia ammonizione. Ammoniti Ferrara (J), Montero (J), Tacchinardi (J), Iuliano (J) e Bonomi (T), Galante (T), Maltagliati (T), Tricarico (T) per gioco falloso.
