
Mancano 10 giorni alla fine dell’inverno del 1996, fra appena 3 mesi iniziano gli esami di maturità e l’Olimpia Milano sta per aggiudicarsi il suo scudetto n.25 il prossimo 28 maggio contro la Fortitudo Bologna (per i meneghini sarà l’unico titolo del decennio). Intanto che l’Inghilterra allestisce gli ultimi preparativi per l’europeo che si giocherà l’8-30 giugno, Atlanta si prepara a ricevere l’olimpiade di appena 2 mesi dopo (20 luglio-3 agosto) e la Serie A procede a vele spiegate verso l’ultima decina di giornate che le mancano per finire l’annata intanto che le italiane stanno cercando di ritagliarsi uno spazio importante pure a livello internazionale (sono ben 4 le squadre che sono riuscite ad arrivare ai quarti in 3 competizioni diverse: Juventus in Champions League, Parma in Coppa delle Coppe, Milan e Roma in Coppa UEFA). La giornata n.25, dunque, ci presenta una classifica abbastanza chiara come Milan 53 punti; Fiorentina 46; Parma 43; Juventus 42; Lazio 39; Inter 38; Roma 35; Sampdoria, Vicenza 32; Udinese 31; Cagliari, Napoli 30; Atalanta 27; Piacenza 25; Torino 24; Padova 21; Bari, Cremonese 18 mentre le partite, previste tutte alle 15,00 malgrado fra 3 giorni si torni in campo per le coppe, sono la sentita stracittadina Milan-Inter 0-1 (5′ Branca), Bari-Fiorentina 1-1 (41′ Andersson; 86′ rig. Baiano), il derby Piacenza-Parma 2-1 (2′ e 45′ rig. Caccia; 71′ Arioli), Juventus-Lazio 4-2 (3′ Favalli, 180 Casiraghi; 35′ Deschamps, 70′ aut. Chamot, 72′ Conte, 83′ Padovano), Roma-Cagliari 1-1 (9′ rig. Oliveira; 18′ rig. Balbo), Sampdoria-Padova 3-1 (4′ e 25′ Chiesa; 46′ Vlaovic; 54′ Chiesa), Vicenza-Torino 2-1 (3′ Otero; 9′ Angloma; 88′ Otero), Udinese-Atalanta 3-0 (70′ Poggi, 80′ Bierhoff, 81′ Poggi), Cremonese-Napoli 1-1 (5′ Buso; 22′ Tentoni).
Giorni d’impegni, notti sogni o di coppe e di campioni
Di sicuro Juventus-Lazio, alla presenza di 40.000 persone fra cui appena 5.000 laziali (assiepati nel secondo e nel terzo anello del settore ospiti per tenerli isolati dal resto del pubblico), non é l’unica gara piacevole della domenica, dato che ci sono anche i derby milanese ed emiliano, ma di sicuro é la sfida che affascina di più poiché si sifdano 2 squadre dalla spiccata mentalità offensiva: la Juventus di Marcello Lippi, che in tribuna ha sempre il sostegno sia del presidente Vittorio Caissotti di Chiusano (avvocato degli azionisti Gianni e Umberto Agnelli, presenti anche loro) oltre alla “triade” Moggi-Bettega-Giraudo che costituisce lo stato maggiore del club nonché la dirigenza più vicina ai giocatori, adopera il suo 4-4-2 divenuto abitudinario da quest’anno (l’anno passato erano sempre preferiti gli assetti a 3 punte) mentre la Lazio di Sergio Cragnotti e del patron Dino Zoff sfrutta il 4-3-3 iper-offensivo del suo tecnico Zdenek Zeman, noto a tutti per la sua voglia di attaccare senza pause. Entrambe le squadre devono fare i conti con diversi problemi, specie la Juve che fra 3 giorni dovrà ospitare in casa il Real Madrid per il ritorno dei quarti di Champions League (a cui il club mancava dal 1985/86, quando ancora si chiamava Coppa dei Campioni) in cui si riparte dall’1-0 per gli spagnoli (vinceranno i bianconeri 2-0 avanzando verso la semifinale col Nantes): l’emergenza é soprattutto a centrocampo, dove mancano il regista titolare Sousa con i mediani Tacchinardi e Marocchi insieme al centravanti Vialli insieme al terzino Carrera fuori per squalifica e al difensore argentino Sorin lasciato a casa per scelta tecnica…Zeman invece deve rinunciare a uomini di rango come il duttile Gottardi, il difensore Romano e il tandem offensivo Boksic-Piovanelli oltre a contare gli esclusi per carenza di posti come il terzo portiere Orsi e il terzino Grandoni. Ambo le squadre devono considerare di essere in un momento più che positivo, visto chel a Juve non perde dalla trasferta a Vicenza del 4 febbraio finita 2-1 e da lì hanno vinto 4-1 col Cagliari, 1-0 a Napoli, ottenuto l’1-1 col Milan, vinto 5-0 a Padova al netto di un cammino laziale senza vittorie dal 3-1 di Padova conquistato 2 settimane addietro (nel turno seguente é giunto lo 0-1 incassato dall’Inter nella capitale). Infine, sono tanti i campioni che in estate parteciperanno agli europei inglesi: Peruzzi, Torricelli, Di Livio, Ravanelli, Del Piero andranno con l’Italia di Arrigo Sacchi vice-campione del mondo insieme a Nesta (futuro componente olimpico ma che andrà fuori al primo turno da ultimo nel girone di Messico, Ghana, Corea del Sud), Di Matteo, Fuser, Casiraghi ma le assenze che faranno più rumore insieme al giovane Totti, Baggio, Mancini saranno quelle dei capitani Vialli e Signori…soprattutto sapendo che l’Italia uscirà al primo turno nel girone delle future finaliste davanti alla Russi ma dietro alla Germania campione e alla Repubblica Ceca (esordiremo con la vittoria a danno dei russi per 2-1, poi perderemo con lo stesso punteggio dinanzi ai ceki e contro i tedeschi non andremo oltre lo 0-0 malgrado un rigore sbagliato da Zola, l’espulsione di Strunz e un probabile pareggio “strano” per 3-3 nell’altra gara dell’ultima giornata) mentre lo jugoslavo Jugovic vedrà il torneo da casa come lo svizzero Gottardi lasciato a casa, poi vedremo la Croazia di Boksic eliminata nei quarti ancora dai tedeschi per 2-1, la Francia di Deschamps che estrometterà nello stesso turno l’Olanda di Winter ai rigori per 5-4 dopo un pari a reti bianche mentre la Repubblica Ceca caccerà fuori con un misero 1-0 il Portogallo di Sousa per poi estromettere pure i transalpini in semifinale ancora dagli 11 metri (0-0 e poi 6-5) chiudendo l’elenco con i 2 argentini Chamot e Sorin reduci dalla Copa America della scorsa esatte in cui si erano fermati ai quarti cadendo contro il Brasile dopo aver fatto 2-2 (crolleranno 4-2 dagli 11 metri anche loro).
La Lazio ha paura di vincere
L’emergenza in casa bianconera si fa sentire pesantemente come lo scorso anno, quando la stagione fu terminata con la rosa dimezzata, e poi l’inizio non é dei migliori: al 3′ é già 0-1 con Favalli che riceve sulla sinistra riuscendo a triangolare con Signori per poi scoccare il mancino che si spegne sul lato opposto (unica firma stagionale per lui) facendo iniziare subito in salita la sfida prima che Ferrara e Deschamps vengano ammoniti per 2 falli su Casiraghi mentre al 10′ Conte incorna sul primo palo infrangendosi contro il montante destro da corner di Del Piero…al 18′ ecco lo 0-2 di Casiraghi di destro al volo da cross di Signori proveniente dalla sinistra (per il centravanti sono 11+0+4 nell’annata per il momento…a maggio ne conteremo 14+0+4). La sfuriata della Lazio non é ancora finita e Casiraghi si fa respingere un bel pallonetto da Peruzzi sopra la traversa prima che Vierchowod riesca a quasi ingannare Peruzzi con un retropassaggio indietro di testa che sarebbe finito fuori ma che crea parecchi grattacapi alla retroguardia di casa; al 24′ Lippi capisce che, se vuole evitare un 4-0 rotondo come all’andata in cui gli fecero 4 gol su 4 tiri e i suoi colpirono 3 pali, deve cambiare subito qualcosa a prescindere dal Real: dentro Porrini per Torricelli con i lneo entrato che va a destra e Pessotto si sposta a sinistra con i risultati che si vedono poco dopo quanto meno nel punteggio…al 35′ Tacchinardi lancia in verticale Deschamps, che approfitta di un liscio fuori area di Marchegiani per andare a segnare di sinistro a porta vuota dal lato mancino dell’area malgrado Negro avesse quasi salvato sulla linea l’1-2 (anche per il francese é la prima volta in stagione e segnerà, da qui all’estate, solo contro l’Atalanta alla penultima…piccola curiosità: anche il suo primo timbro in bianconero era arrivato in casa, e fu nel giorno dello scudetto di un anno prima, ovvero Juventus-Parma 4-0 del 21 maggio 1995). Nel finale di frazione, intanto che Inter, Fiorentina, Parma stanno tutte perdendo (a parte i viola i risultati muteranno nelal forma ma non nella sostanza). Bergodi abbatte Ravanelli aggiungendosi ai cattivi dell’arbitro bergamasco Messina ma al 45′ é ancora 1-2.
La Juve non molla quasi mai
A inizio ripresa Lippi gioca a “rischiatutto” mettendo dentro anche Padovano per Di Livio in modo da passare al 4-3-3 (Pessotto-Vierchowod-Ferrara-Porrini dietro, Deschamps-Jugovic-Conte in mezzo, Ravanelli-Padovano-Del Piero in avanti) per dare maggiore enfasi ad una ripresa tutta da vivere: lancio di Pessotto per la testa di Ravanelli, che anticipa Marchegiani ma Padovano a porta vuota incorna sul palo già in apertura, poi Casiraghi lancia nello spazio Signori in contropiede ma il suo sinistro dentro l’area trova la respinta di Peruzzi…un’altro episodio chiave arriva al 62′, quando Casiraghi subisce un fallo da Conte e l’arbitro non fischia dovendo poi espellere l’attaccante laziale per proteste complicando ancora di più la vita ai suoi dopo il primo gol incassato. Al 63′ Lippi ne approfitta inserendo Lombardo per Vierchowod passando al 3-4-3 (Porrini-Ferrara-Pessotto in difesa, Lombardo-Jugovic-Deschamps-Conte in zona nevralgica, Ravanelli_Padovano-Del Piero a offendere) mentre Zeman passa al 4-4-1 con i suoi in feriorità numerica (difesa uguale a prima, Fuser-Di Matteo-Winter-Rambaudi al centro con Signori a lottare davanti) inserendo pure il giovane Esposito all’ala mancina per Rambaudi quando siamo al 69′ ma al 70′ ecco il 2-2 grazie ad un gran traversone di Porrini deviato in rete sul primo palo da Chamot (unico gol dell’anno, nella porta sbagliata) che segna, di fatto, lo spartiacque in una sfida che vede realizzarsi il 3-2 al 72′ grazie ad uno scambio Conte-Padovano-Conte chiuso da un gran destro sul palo opposto da parte del capitano torinese (per il centrocampista toccata quota 4+0+2…alla fine arriveremo a vedere 5+0+2: Padova, Piacenza, Milan, Lazio in casa con Inter in trasferta per quanto riguarda il campionato ma a cui vanno aggiunti Borussia Dortmund in Germania prima dei rangers a Torino) che per il secondo anno consecutivo va a segno contro i capitoli (era già successo nel dicembre 1994 a Roma, quando era finita 4-3 per i suoi). Al 78′ dentro Marcolin per Fuser a dare maggior manforte in mezzo al campo intanto che il giovane Iannuzzi subentra a Signori (Favalli diviene capitano) ma ormai La Lazio é alle corde e all’84’ Deschamps lancia in area su Padovano, che prima aggira Negro per poi segnare di punta sinistra sull’uscita di Marchegiani il 4-2 (al momento sono 3+1+1 i suoi numeri annuali…alla fine ne conteremo 4+1+2 fra cui la rete decisiva contro i madrileni che manderà i suoi al turno seguente) in un finale senza storia in cui gli juventini tornano a battere in casa i biancocelesti per la prima volta volta dal 2-1 in semifinale di Coppa Italia dell’11 aprile 1995 mentre l’ultima vittoria casalinga in Serie A risaliva al 6-1 del 17 aprile 1994 con una roboante tripletta del rientrante Vialli…il 4-0 dell’andata e lo 0-3 dell’anno passato sono vendicati quindi, in attesa di vedere cosa l’Europa riserverà alla Juve e fin dove la Lazio può spingersi non avendo più le coppe intanto che la nuova graduatoria é Milan 53 punti; Fiorentina 47; Juventus 45; Parma 43; Inter 41; Lazio 39; Roma 36; Sampdoria, Vicenza 35; Udinese 34; Cagliari, Napoli 31; Piacenza 28; Atalanta 27; Torino 24; Padova 21; Bari, Cremonese 19 e pure se non manca molto può ancora succedere tantissimo.
Juve che sorride e Lazio inespressiva
Il 28 aprile 1996 il Milan vincerà suo sedicesimo scudetto con 2 turni d’anticipo superando 3-1 la Fiorentina in casa e la Juventus si piazzerà seconda arrivando, alla fine, a -8 dai rossoneri (73-65) ma abdicando al titolo di campione nazionale conquistato lo scorso anno malgrado il girone di ritorno ha dimostrato che si poteva bissare il successo del 1994/95 (8 lunghezze circa recuperate nella seconda parte del torneo e una serie di 6 vittorie consecutive fra cui quella con la Lazio non basteranno ad impensierire i milanesi) mentre in Coppa Italia i bianconeri usciranno perdendo 1-0 (117′ Gallo) a Bergamo nel terzo turno…la stagione, comunque, riserverà 2 grandissime soddisfazioni: la vittoria della prima Supercoppa Italia 1995 per 1-0 (32′ Vialli) contro il Parma nella sera del 17 gennaio 1996 e la vittoria della seconda Champions League (ad oggi l’ultima) ottenuta il 22 maggio 1996 a Roma contro l’Ajax superandolo 4-2 ai rigori dopo aver rimonta per 1-1 dando inizio ad un escalation che porterà i torinesi a vincere la loro seconda Coppa Intercontinentale per 1-0 (82′ Del Piero) l’8 dicembre 1996 e la seconda Supercoppa Uefa contro il PSG nell’inverno seguente (1-6 in Francia e 3-1 al ritorno a Palermo: 9-2 in totale a cavallo fra 15 gennaio-5 febbraio 1997) che ad oggi sono state le ultime alzate dai piemontesi anche se anni dopo verranno fuori diversi dubbi “chimici” sulla Juventus allenata da Marcello Lippi e della “triade” Moggi-Bettega-Giraudo del 1994-99, ma questa é un altra storia…La Lazio, invece, finirà terza dietro a Milan e Juventus totalizzando 59 punti mentre l’avventura in Coppa Italia si chiude nei quarti contro l’Inter semifinalista (1-1 a Milano e 0-1 a Roma) oltre a quella in Coppa UEFA terminata ai sedicesimi per mano del Lione (2-1 in casa francese e sconfitta 0-2 pure in Italia per un 4-1) che ancora oggi viene ricordato dal club di Formello come una delle più grandi delusioni di quegli anni. Se credete che l’avvicinamento all’ultimo big-match prima della sosta in vista dei mondiali sia terminata vi sbagliate di grosso: manca ancora un capitolo.
Il tabellino
JUVENTUS-LAZIO 4-2
JUVENTUS (4-4-2): Peruzzi; Pessotto, Vierchowod (63′ Lombardo), Ferrara, Torricelli (24′ Porrini); Di Livio (46′ Padovano), Jugovic, Deschamps, Conte (cap.); Del Piero, Ravanelli. A disposizione: Rampulla, Baccin. Infortunati: Sousa, Tacchinardi, Marocchi, Vialli. Squalificati: Carrera. Scelta tecnica: Sorin. Allenatore: Lippi.
LAZIO (4-3-3): Marchegiani; Negro, Bergodi, Chamot, Favalli; Fuser (78′ Marcolin), Di Matteo, Winter; Rambaudi (69′ Esposito), Casiraghi, Signori (cap.) (78′ Iannuzzi). A disposizione: Mancini F., Nesta. Infortunati: Gottardi, Romano, Boksic, Piovanelli. Scelta tecnica: Orsi, Grandoni. Allenatore: Zeman.
ARBITRO: Messina di Bergamo.
MARCATORI: 3′ Favalli (L), 18′ Casiraghi (L); 35′ Deschamps (J), 70′ aut. Chamot (J), 72′ Conte (J), 83′ Padovano (J).
NOTE: Espulso Casiraghi (L) al 62′ per proteste. Ammoniti Ferrara (J), Deschamps (J) e Bergodi (L) per gioco falloso.
