Condividi l'articolo
Per Mihajlovic terza vittoria di fila

ROMA – La Lazio stecca pesantemente davanti ai propri tifosi. Invece della nona sinfonia i biancocelesti inscenano una delle più brutte prestazioni mai viste all’Olimpico. Crolla anche il record d’imbattibilità casalingo e ora i biancocelesti si ritrovano nudi. Niente mordente, zero idee e soprattutto mancano i giocatori fondamentali. Sonori i fischi dei tifosi a fine partita. Secondo ko consecutivo che permette al Milan di scavalcarla in classifica.

SPARTITO – Fin dai primi minuti si capisce che la Lazio non è scesa in campo con la rabbia di vincere. Troppo presto si arrende alla trappola preparata da Mihajlovic. In realtà nessuna strategia sosfisticata, semplicemente Sinisa ha messo in campo un 4-3-3 con le linee molto strette tra loro e ha raddoppiato sugli esterni sia Candreva sia Anderson. Il resto lo hanno fatto i soliti errori grossolani dei biancocelesti. Marchetti non ne azzecca una, Lulic ha il mal di testa con le discese di Cerci, ma soprattutto la Lazio non è in grado di andare mai oltre il compitino che da troppo tempo si limita a fare. E così capita che la prima pseudo grande che passa dalle parti di Roma gli imponga una severa lezione.

PAURA DERBY – La situazione è ormai preoccupante perché se prima erano solo le gare esterne a preoccupare ora ci si mettono anche quelle casalinghe. Non inizia nel migliore dei modi, dunque, la settimana del derby. Ma a far ancora più paura è che nella sconfitta di ieri sera sono stati decisivi tre ex giallorossi. Prima marcatura in questo campionato per Bertolacci assistito da uno scatenato Cerci. Il raddoppio porta la firma di Mexes, uno che di derby ne ha giocati diversi e quando affronta la Lazio ha sempre il dente più avvelenato degli altri. Al di là della cabala e di ogni scaramanzia questo tipo di atteggiamento dovrà essere immediatamente corretto se non si vuole naufragare anche sotto i colpi della Roma.

Lascia un commento