Si ferma a sei la striscia di vittorie consecutive della Leonessa, che cade 93-87 sul campo di una Remer Treviglio coriacea e mai doma. Ecco le impressioni di coach Andrea Diana al termine dell’incontro.
“Innanzitutto è doveroso fare i complimenti a Treviglio per l’intensità che hanno messo in campo, per la qualità del gioco e soprattutto per la capacità di imbrigliarci con una difesa molto intensa, che ci ha tolto i nostri punti di riferimento soprattutto sul pick&roll, dove oggi non siamo riusciti a prenderci l’usuale vantaggio. Chiudendo l’area, avremmo dovuto muovere immediatamente la palla sull’altro lato: quelle poche volte in cui ci siamo riusciti, infatti, abbiamo trovato tiri aperti o penetrazioni che hanno portato a canestri o falli sul tiro. Ma in generale sono stati superiori per ritmo e aggressività, sia nelle situazioni di uno contro uno sia soprattutto in quelle di rimbalzo d’attacco (14 per Treviglio, ndr), in momenti tra l’altro molto importanti della partita. Tutto questo ci ha un po’ condizionato e ha permesso loro di portare a casa una vittoria meritata. L’arbitraggio? Come sapete non commento le scelte arbitrali: quello che posso dire è che noi dobbiamo essere più maturi, perchè se ogni volta che non ci fischiano qualcosa o al contrario ci fischiano un fallo che non c’è cadiamo in questa trappola di girarci verso l’arbitro e protestare (tre trecnici ad Alibegovic, Fernandez e Holmes ieri, ndr). Se continuiamo così è giusto prendere tecnici e guardare il resto della partita dalla panchina. Siamo usciti dalla partita da soli, per conto nostro: è una situazione che ci deve servire, perchè ci possono essere dei fischi giusti o sbagliati durante un match, ma il giocatore deve rimanere concentrato sulla partita. Se vogliamo fare un ulteriore salto di qualità dobbiamo migliorare sotto questo punto di vista, altrimenti ogni volta saremo condizionati da queste situazioni. Le rotazioni? Come ho detto, i problemi di falli, anche scaturiti dai tecnici, ci hanno costretto a giocare senza due pedine importanti come Juan e Mirza: con le rotazioni un po’ ridotte abbiamo sofferto ulteriormente la loro fisicità, disputando una prestazione al di sotto delle nostre possibilità. Nonostante tutto questo, siamo rimasti, lottando fino alla sirena”.

