Nuggets k.o. in casa contro i Celtics, trascinati da Thomas e Turner all’undicesima vittoria nelle ultime 14 partite. Alla squadra di Malone non basta l’azzurro, limitato da un taglio alla mano destra
MILANO — Denver sarà anche la Mile High City, ma Boston in questo momento è un miglio più in alto. Almeno in NBA. I Celtics tirano fuori il loro famoso orgoglio, dimenticano la brutta sconfitta di venerdì in casa di Utah e travolgono 121-101 i Nuggets al Pepsi Center. Una vittoria netta, di squadra, con Isaiah Thomas (22 punti e 12 assist) e Evan Turner (17 punti, 9 rimbalzi e 5 assist dalla panchina) i più in vista del gran collettivo che coach Brad Stevens sta facendo viaggiare al terzo posto della Eastern Conference, con 11 vittorie nelle ultime 14 gare. I Nuggets di Danilo Gallinari rimediano la seconda sconfitta consecutiva: l’azzurro ha chiuso con 17 punti, rallentato dal taglio alla mano destra ricordo del k.o. di venerdì a Sacramento.
LE CHIAVI— Boston (33 vinte-24 perse in stagione) vince di squadra, con 6 giocatori in doppia cifra e 32 assist. L’attacco ha diverse armi con cui far male (compresa la panchina, 44 punti), spinto a rendere al massimo da Thomas e Turner, seconda chiamata al draft 2010 che dopo anni di alti e bassi ai Celtics ha trovato le chiavi della continuità. La difesa ha concesso oltre 100 punti per la sesta gara di fila, ma si conferma un ostacolo duro da superare: è seconda in NBA per palle recuperate, e a Denver ne ha sottratte 11; ed è prima per palle perse forzate, con i Nuggets che hanno buttato via 24 palloni trasformati in 29 punti. La squadra di coach Malone (22-34) ha avuto il merito di reagire dopo essere sprofondata sotto di 26 a metà secondo quarto: Jokic ci ha messo la nona doppia doppia stagionale, il migliore di 6 giocatori in doppia cifra. Ma è mancato il gioco corale, e sotto canestro (60 punti in area dei Celtics) l’energia senza fine di Kenneth Faried, senza punti e con un solo rimbalzo in 13’ in campo.
LA PARTITA — Due bei canestri di Gallinari (elogiato da coach Stevens nel prepartita, ma si sa che i Celtics hanno un debole per l’azzurro) illudono Denver, travolta poi dai cazzotti di Boston, che chiude il primo quarto avanti 35-17 e a 5’44” dal riposo tocca con l’ottimo Sullinger (doppia doppia da 16 punti e 10 rimbalzi) il 51-25. I Nuggets reagiscono grazie a Jokic (11 punti nel 2° quart0), chiudono il primo tempo sotto 64-49 e ricuciono fino al 67-62 poco più di 3’ dentro la ripresa, quando il sempre Jokic fa centro dalla distanza. Denver fallisce la chance di avvicinarsi ulteriormente in due possessi consecutivi e Boston, che non trova più con facilità il canestro dalla fuori (8/17 nel primo tempo, 2/15 dalla ripresa), riesce con Sullinger e Thomas a ricostruire in fretta un vantaggio a due cifre. Denver tiene duro, anche grazie ai 9 punti di Gallinari, e comincia l’ultimo quarto sotto 91-78. I padroni di casa per 6 minuti restano lì, intrappolati tra il -10 e il -15. Poi Thomas e Bradley alzano i giri e Boston scappa via.
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