Colpo di Denver a Los Angeles: Danilo prende uno sfondamento decisivo. San Antonio passeggia a Sacramento, senza i punti di Duncan e Belinelli a referto
SACRAMENTO – SAN ANTONIO —Una lezione. Della grande squadra alla piccola squadra che vuole diventare grande. Gli Spurs hanno strapazzato i Kings a Sacramento 108-92. Giocando di squadra e trovando in Anderson e Green risolutori alternativi nella serata in cui le prime stelle, Leonard e Aldridge, hanno tirato male, e Duncan (come Belinelli dall’altra parte) è rimasto a secco di punti. Sacramento è la fotografia di Cousins, il suo giocatore di maggior talento. Dal rendimento tutto picchi e picchiate. Un primo tempo da 0/10 al tiro, un 3° quarto meraviglioso da 16 punti, un 4° quarto di nuovo atroce, condito dall’ennesimo fallo tecnico stagionale fischiatogli contro. Chiaro che non è questo il modo per battere i texani, simbolo della costanza sportiva ad alto livello, nell’era Popovich. Chiaro che per inseguire i playoff servono una costanza e una testa diverse. Dopo 3 vittorie consecutive neanche i 18 assist di Rondo sono bastati per eludere una sconfitta apparsa inevitabile.
LA PARTITA — Rientra Leonard, dopo 3 gare di assenza (polpaccio sinistro). 11-7 Kings al primo time out, con 4 assist di Rondo per altrettante schiacciate. Karl toglie McLemore per disperazione dopo l’1/6 iniziale. Belinelli entra con 3’ da giocare nel 1° quarto, con gli Spurs avanti di due. Una schiacciata di Simmons con gli effetti speciali fa sobbalzare anche i tifosi di casa. 25-24 per i texani dopo il primo quarto, grazie ai 6 punti di Anderson dalla panchina. Cousins con 0 punti e 0/6 dal campo. Rondo compensa con 6 assist. Kings a contatto nonostante l’11/28 dal campo. Collison si conferma scatenato da realizzatore, come per tutto febbraio, ma Anderson risponde colpo su colpo dalla panchina ospite. E quando Leonard segna in svitamento il punteggio dice +9 Spurs. Cousins litiga col canestro e col mondo. 49-38 San Antonio all’intervallo. Parker e Anderson con 10 punti, Aldridge con 4 stoppate. Per i californiani 10 punti di Collison e 8 assist di Rondo. Ma il 32% al tiro è la fotografia del -11, con Coach Karl che ha provato persino la carta Curry per avere qualcosa dal perimetro (3/10 da 3 complessivo dopo 24′), con McLemore, Belinelli e Casspi in cattiva serata.
SCHIACCIASASSI SPURS — Subito 6-0 di partenza nel secondo tempo per i Kings, con Pop, che, essendo Pop, chiama time out dopo soli 73”. E suonano forte le cowbell all’Arena dei materassi, sempre encomiabile per tifo, a maggior ragione con la gara in diretta nazionale. La schiacciata di Boogie è liberatoria e vale il gioco da 3 punti per il 9-0 di parziale. Acy firma persino il sorpasso, col piazzato sul 12° assist di Rondo. La fiammata Kings è al solito tanto incantevole quando illusoria. Aldridge e Leonard non sono in serata al tiro (2/10 per entrambi dopo 3 quarti), ma dopo 36’ gli ospiti sono comunque avanti 76-70. Boogie strepitoso, con 16 punti nel quarto. Ma il perimetro Spurs continua a imperversare, con Parker, Green e Anderson scatenati, aiutati dalla solita (non) difesa sugli esterni dei californiani. Rondo in panca e Sacto finisce d’improvviso sotto di 19 punti, per il 13-2 Spurs in apertura di parziale. Con 9’ da giocare nel 4° quarto gara già chiusa. Boogie se la prende con gli arbitri e si becca l’ennesimo tecnico, facendo felici i colleghi texani che su Twitter poco prima si divertivano a dare le quote di fallo tecnico ed espulsione per il centro da Kentucky, entro fine gara. Finisce tanto a poco. Karl dice ha la squadra era stanca per il back to back post Denver. E allora sarebbe curioso capire come mai i suoi titolari fossero ancora sul parquet a 2’ dalla fine, sotto in doppia cifra abbondante. A meno che qualche pezzo grosso non dovesse provare a mettere a posto le statistiche. Tanto per cambiare…
Sacramento Kings-San Antonio Spurs 92-108 Sacramento: Belinelli 0 (0/5) in 16’. Cousins 22, Acy/Collison 15. Rimbalzi: Cousins 10. Assist: Rondo 18. San Antonio: Parker 23, Leonard 18, Green 16 punti. Rimbalzi: Aldridge 9. Assist: Diaw 7.
LOS ANGELES – DENVER — I Nuggets fanno lo sgambetto a una delle squadre più calde della Western Conference e passano 87-81 allo Staples Center al termine di un match decisamente strano. I Clippers non riescono a fare male agli ospiti nella zona pitturata ma faticano parecchio anche dal perimetro, insistendo troppo, soprattutto nel primo tempo, con le conclusioni dalla lunga distanza. Con la produzione di Kenneth Faried e Danilo Gallinari la squadra del Colorado così riesce ad avere la meglio e a mettersi alle spalle la striscia di tre sconfitte consecutive. Si parte e i padroni di casa trovano subito il canestro con estrema facilità. Le triple di Redick e Pierce regalano ai Clips il +9 ma basta un’accelerazione di Gallo e compagni per mandare in tilt la squadra di casa. Jokic e Faried cambiano la direzione del match, la squadra californiana diventa troppo prevedibile e si accontenta di conclusioni dal perimetro che non fanno male. Denver passa a condurre e chiude in crescendo un primo quarto nel quale i Clippers prendono ben 15 conclusioni (su 20 complessive) dalla lunga distanza, realizzandone solamente cinque.
PANCHINA — Il buon impatto dalla panchina di Jamal Crawford risulta fondamentale per la truppa di Doc Rivers. LA pur non giocando una pallacanestro fluida torna davanti ma si rimette a fare confusione nella parte finale della seconda frazione. Denver ringrazia e chiude il primo tempo realizzando ben 14 punti consecutivi. Il recupero e il canestro di Gallinari a 11’’ dal riposo così regala alla squadra ospite il +14 con il quale Denver torna negli spogliatoi. Pierce e un Jordan che non riesce a incidere provano a rimettere i Clips in carreggiata a inizio ripresa, Denver però, nonostante un evidente passaggio a vuoto in attacco, riesce a tenere a distanza i padroni di casa. I Nuggets tornano al +13 all’inizio del quarto periodo ma proprio quando il traguardo sembra vicino arriva la tanto attesa risposta dei confusionari Clippers. Paul suona la carica, LA si avvicina e con la tripla di Redick torna al -2 3’38’’ dalla sirena. Gary Harris risponde dalla lunga distanza, LA comunque e’ li e a 36’’ dalla fine del match ha la palla in mano sotto di quattro lunghezze. Jeff Green prova la penetrazione, Gallinari difende bene e porta a casa lo sfondamento (un po’ dubbio a dire il vero) del giocatore di LA. Mudiay dalla lunetta poi mette al sicuro i Nuggets e fa partire i titoli di coda sul match.
Los Angeles Clippers-Denver Nuggets 81-87
Los Angeles: Crawford, Redick 20, Paul 17. Rimbalzi: Jordan 12. Assist: Paul 10. Denver: Gallinari 16 (5/11 da due, 1/4 da tre e 3/6 ai liberi) con otto rimbalzi, due assist e un recupero in 36’. Faried 21 (10/15), Harris 17. Rimbalzi: Jokic, Faried 11. Assist: Mudiay 6.
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