La Germani si aggiudica il big match al Paladelmauro e conserva il primato, in attesa del posticipo Varese-Milano di questa sera. I campioni d’Italia s’impongono 84-79, mentre Bologna vince 86-69 a Capo d’Orlando. Di Brindisi su Pistoia e Cremona su Cantù le uniche affermazioni casalinghe
ROMA – E’ una giornata in cui incide poco il fattore campo, la 17esima del massimo campionato di pallacanestro, almeno negli incontri domenicali, dove sfruttano il turno casalingo solo Brindisi, cogliendo una preziosa affermazione in chiave salvezza, e Cremona che fa suo il derby lombardo con Cantù. Il colpo più pesante, classifica alla mano, è quello che piazza Brescia aggiudicandosi il big match con Avellino dopo un supplementare così da conservare la vetta, in attesa del posticipo di questa sera a Varese, dove l’Olimpia Milano avrà la possibilità di riaffiancare la Germani. Preziosa anche la vittoria sul parquet di Trento per Venezia, che aggancia Avellino e resta a due lunghezze dalla prima della classe, così come imponendosi a Capo d’Orlando sale nei quartieri alti pure Bologna, raggiungendo Torino a quota 20.
AVELLINO-BRESCIA – La Germani Brescia espugna il Paladelmauro dopo un tempo supplementare al termine di una partita dai toni agonistici molto alti, con i lombardi che meglio hanno interpretato il permissivo metro arbitrale, riuscendo, soprattutto nel quarto periodo, a mettere in campo una difesa ai limiti del legale, contro la quale si sono infranti i sogni di vittoria e di primato della Sidigas. La squadra di Sacripanti ha comunque avuto la possibilità di vincere il match, ma è stata condannata dai propri errori, nonché da episodi sfortunati, con alcuni palloni che, dopo vari tocchi, sono sempre finiti nelle mani degli avversari. La partita si è decisa nei secondi finali del supplementare, con Rich che sul 95-93, a 10″ dal termine, sbaglia uno dei due liberi, innescando il rapido contropiede degli ospiti, che vanno a segno da tre punti con Michele Vitali con soli 2″ da giocare. Sulla rimessa in attacco Rich, miglior marcatore con 29 punti, riesce a tirare, ma il pallone lo beffa girando sul ferro e uscendo. La Scandone rimedia così la quarta sconfitta consecutiva, due in campionato e due in Champions, nonostante sia riuscita, nel corso del match, ad avere anche 14 punti di vantaggio (57-43 al 25′).
AVELLINO – BRESCIA 95-96 D1TS (24-19, 38-41, 64-63, 85-85)
SIDIGAS AVELLINO: Wells 15, Fitipaldo, Sabatino ne, Leunen 15, Scrubb 2, Filloy 9, D’Ercole 9, De Meo ne, Rich 29, Fesenko 9, Ndiaye 7, Parlato ne. Allenatore: Sacripanti.
GERMANI BASKET BRESCIA: Moore 15, Hunt 10, Mastellari ne, Vitali L. 11, Landry 22, Ortner, Traini 3, Vitali M. 17, Moss 9, Sacchetti 9. Allenatore: Diana.
ARBITRI: Martolini-Vicino-Belfiore.
NOTE: Tiri liberi: Avellino 19/27, Brescia 17/20. Uscito per cinque falli: Landry.
TRENTO-VENEZIA – La Reyer, trascinata da un super Michael Bramos da 26 punti e 6/8 da 3, espugna il PalaTrento infliggendo la quarta sconfitta consecutiva in campionato ai bianconeri. La Dolomiti Energia, costretta ad inseguire per gran parte del match, non ha mai alzato bandiera bianca: di fronte al pubblico delle grandi occasioni è andata in scena una partita equilibrata, intensa e spettacolare, con un’atmosfera da playoff in campo e sugli spalti. Non sono bastati ai bianconeri i 21 punti di Forray, alla seconda gara consecutiva con almeno 20 a referto, e neppure i 17 con 9 rimbalzi di un Sutton straripante nella seconda metà di partita. Fra gli ospiti lo show balistico di Bramos si intensifica nell’ultimo quarto, ma i padroni di casa trovano ossigeno nei canestri di Shields e nella forza d’urto di Hogue e Sutton. Il numero 22 bianconero è un fattore a rimbalzo, ma in difesa i padroni di casa continuano a incassare i colpi degli esterni orogranata. Si entra negli ultimi 10′ sul 59-64 dopo un gran gioco da 3 punti di Sutton: è il segnale che “Dominator” sta entrando in partita e infatti trascina i suoi fino al meno 4 sul 64-68. Quattro tiri liberi di Forray mettono la Reyer nel mirino (73-76 a 2′ dalla fine), ma poi sale in cattedra Mitchell Watt, che sforna in rapida successione un semigancio mancino, un assist per De Nicolao e una stoppata su Shields. Shavon tiene viva la speranza per i padroni di casa con una gran tripla a 8″ dalla fine, ma il tiro libero di Bramos chiude i conti.
TRENTO – VENEZIA 79-83 (22-23, 40-44, 59-64)
DOLOMITI ENERGIA TRENTINO: Franke 6, Sutton 17, Silins 3, Forray 21, Conti ne, Flaccadori 2, Czumbel ne, Gomes 6, Hogue 13, Lechthaler, Shields 11. Allenatore: Buscaglia.
UMANA REYER VENEZIA: Haynes 10, Peric 4, Johnson 9, Bramos 26, Tonut 2, De Nicolao 6, Jenkins, Bolpin ne, Ress 3, Biligha 7, Cerella ne, Watt 16. Allenatore: De Raffaele.
ARBITRI: Lanzarini-Borgioni-Quarta.
NOTE: Tiri liberi: Trento 19/28, Venezia 21/26. Uscito per falli: nessuno.
CAPO D’ORLANDO-BOLOGNA – Il momento della Betaland Capo d’Orlando è difficile. Con quella maturata contro la Segafredo Bologna arriva la sesta sconfitta consecutiva in campionato, e la serata viene ulteriormente appesantita dalla brutta botta che ha costretto Voja Stojanovic a lasciare il campo in avvio di ultimo quarto (ricadendo sulla schiena dopo un contatto con Slaughter). Un epilogo davvero sfortunato per il serbo, autore del suo career-high in serie A e riferimento assoluto della sua squadra quando ancora c’era tutto il tempo per imbastire una rimonta. Fin lì, la partita era comunque stata condotta sempre dai bolognesi nel punteggio (forti di uno strepitoso avvio nelle triple, a segno 8 delle prime 11), capaci di esprimere una intensità di livello molto alto nonostante l’assenza di giocatori come Alessandro Gentile (squalificato) e Klaudio Ndoja (infortunato). Ma i ‘paladinì siciliani hanno dimostrato voglia di lottare e cercato di pareggiare con l’energia quello che i bolognesi hanno proposto in termini di qualità ed esperienza. Alcune giocate di altissimo livello di uomini come Lafayette, Aradori e Stefano Gentile hanno sempre e comunque permesso agli ospiti di mantenere l’inerzia della gara.
CAPO D’ORLANDO – BOLOGNA 69-86 (13-26, 37-47, 51-64)
BETALAND CAPO D’ORLANDO: Alibegovic 6, Maynor 4, Ihring 2, Atsur 11, Kulboka 3, Carlo Stella ne, Laganà ne, Delas 7, Campani ne, Wojciechowski 9, Stojanovic 24, Ikovlev 3. Allenatore: Di Carlo.
SEGAFREDO BOLOGNA: Jurkatamm ne, Umeh 6, Pajola, Baldi Rossi 7, Ndoja ne, Lafayette 19, Aradori 21, S. Gentile 12, Lawson 10, Slaughter 11. Allenatore: Ramagli.
ARBITRI: Seghetti-Sardella-Galasso.
NOTE: Tiri liberi: Capo d’Orlando 10/12, Bologna 7/10. Uscito per cinque falli: nessuno.
BRINDISI-PISTOIA – Continua la striscia positiva per Brindisi che si aggiudica uno scontro diretto in chiave salvezza. Inizia sotto una buona stella il match per Brindisi che sbaglia poco e soprattutto non da 3. Al 6′ i biancoazzurri sono avanti 13-6, recupera in fretta Pistoia che un giro di lancette dopo pareggia (13-13) con un tiro da due di Mcgee. Il primo quarto termina 20-21, a testimoniare il sostanziale equilibrio. Tre minuti dopo l’avvio del secondo tempino Brindisi torna avanti (26-23): a dare la scossa ai compagni è Mesicek come sempre importante nei momenti di difficoltà. A metà secondo quarto un black-out per i padroni di casa consente agli avversari di far mutare l’inerzia: al 17′ Pistoia arriva fino al 32-38, poi è 39-44 all’intervallo lungo. Al rientro dagli spogliatoi è Moore a suonare la carica con una tripla, al 24′ Brindisi è a -1 (50-51). Lalanne schiaccia per il vantaggio pugliese (55-54). Il PalaPentassuglia si infiamma però per la tripla di Moore che giunge al 27′ (58-54). La tripla di Cardillo vale il 66-58 e il terzo quarto finisce 72-63. Non mutano gli equilibri al rientro in campo e alla fine è +14 per i padroni di casa.
BRINDISI – PISTOIA 88-74 (20-21, 39-44, 72-63)
HAPPY CASA BRINDISI: Suggs 15, Tepic 12, Oleka ne, Smith 5, Mesicek 12, Cardillo 3, Sirakov ne, Moore 21, Donzelli 2, Canavesi ne, Giuri 6, Lalanne 12. Allenatore: Vitucci.
THE FLEXX PISTOIA: Della Rosa 6, McGee 19, Barbon, Laquintana 2, Mian 5, Gaspardo 19, Onuoha ne, Bond, Magro, Diawara 1, Moore 9, Ivanov 13. Allenatore: Esposito.
ARBITRI: Sabetta-Di Francesco-Grigioni.
NOTE: Tiri liberi: Brindisi 11/17, Pistoia 5/11. Usciti per falli: nessuno.
CREMONA-CANTU’ – La Vanoli Cremona torna alla vittoria nel posticipo domenicale. Una partita altamente spettacolare che la squadra di coach Sacchetti ha meritato di vincere. Fiammate da una parte e dall’altra, ma è stata la squadra di casa a tenere sempre il naso avanti. Un vantaggio frutto di un primo quarto pazzesco con un 33-17 che ha indirizzato la sfida grazie ai 13 punti di Darius Johnson Odom. Cantù però non ha mai mollato e ha accettato la sfida del gioco veloce e del tiro da tre punti. La squadra di Sodini si è avvicinata più volte a Cremona, arrivando fino al -4 ma senza mai riuscire ad arrivare a distanza di un solo possesso. Cremona ha gestito bene le energie e nel finale ha piazzato la zampata vincente allungando fino al 109-100. Mattatore della serata Kelvin Martin da parte dei padroni di casa, autore di 31 punti e 10 rimbalzi. Culpepper è invece stato il miglior marcatore di Cantù con 25 punti a referto.
CREMONA – CANTU’ 109-100 (33-17, 57-50, 88-77)
VANOLI CREMONA: Johnson-Odom 13, Martin 31, Gazzotti 1, T.Diener 2, Ricci 7, Ruzzier 5, Portannese 2, Fontecchio ne, Sims 15, D.Diener 19, Milbourne 14. Allenatore: Sacchetti.
RED OCTOBER CANTU’: Smith 19, Culpepper 25, Pappalardo ne, Cournooh 12, Parrillo 6, Tassone ne, Crosariol 12, Maspero ne, Raucci, Chappell 7, Thomas 19, Burns ne. Allenatore: Sodini.
ARBITRI: Lo Guzzo-Aronne-Nicolini.
NOTE: Tiri liberi: Cremona 14/17, Cantù 16/18. Uscito per falli: nessuno.
