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Bosnia-Italia 0-2, Belotti e Berardi portano gli azzurri alle finali di Nations League (rs web Repubblica.it)

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Una rete per tempo per una gara sempre in controllo per la squadra di Evani, che mette il sigillo sulla leadership del girone

SARAJEVO – L’Italia non si ferma, sbanca Sarajevo vincendo 2-0 contro la Bosnia con gol di Belotti e Berardi, chiude in testa il girone e si assicura la prossima final four di Nations League, che si terrà fra Torino e Milano a ottobre del 2021, insieme a Belgio, Spagna e Francia. Significa poter ambire nuovamente ad un trofeo (l’ultimo è il Mondiale del 2006) e dunque tornare nell’elite del calcio continentale. Ma significa anche chiudere pure il 2021 da imbattuti (e guadagnarsi un girone a cinque anziché a sei per le prossime qualificazioni al Mondiale del Qatar). Gli azzurri hanno perso l’ultima volta a settembre del 2018, col Portogallo.

In panchina in Bosnia c’era Evani, al terzo centro consecutivo, ma è evidente che il regista principale di questa rinascita sia Mancini, a casa ancora una volta perché non guarito dal Covid. La sua Italia seduce, piace intanto per i risultati positivi, positivissimi, ma non meno per come li conquista, per questo calcio offensivo e collettivo, organizzato e divertente. “Mancini sta tirando fuori il meglio da ognuno di noi”, ha detto Insigne a caldo.

Pur meno scintillante che con la Polonia, il che è anche comprensibile, l’Italia ha comunque sfoderato un’altra prestazione convincente, contro una squadra meno quotata della stessa Polonia, ma che in campo ha fatto una miglior figura. Migliore in campo Insigne, con un’altra prestazione da autentico leader, un misto di qualità e quantità non scontate, soprattutto quest’ultima. Ottima anche la prestazione di Locatelli, bravo Donnarumma l’unica volta in cui è stato chiamato in causa, impossibile non menzionare Belotti e Berardi, autori dei due gol che hanno garantito il primo posto.

LA CRONACA – Ritmi più sincopati rispetto a domenica sera con la Polonia, Bosnia oltretutto che palleggia nello stretto, o quantomeno ci prova. Ma pur senza essere tambureggiante, l’Italia prende in fretta il controllo del gioco, trova il gol al 22′ con Belotti che con sei reti diventa il più prolifico marcatore nella attuale gestione tecnica. Il gol nasce da un recupero di Locatelli che innesca Insigne che prima scatta poi serve un super assist per il centravanti del Torino che insacca quasi in spaccata al volo di piatto in diagonale. Lo stesso Belotti che aveva avuto due occasioni in precedenza, al 6′ (sinistro a lato di controbalzo dopo cross di Berardi dalla destra e ponte di testa di Emerson) e al 15′ (colpo di testa a lato). Berardi, su gran giocata dello stesso Belotti, ha sfiorato il 2-0 con un sinistro molto potente respinto da Piric. Bosnia pericolosa due volte nel finale, bravo Donnarumma al 37 (destro di Prevljak che elude la marcatura di Acerbi), un po’ ingenuo Jorginho che si fa rubar palla da Corluka in area al 44′, ma Gojak (che gioca nel Torino) in area non trova la porta. In mezzo il 2-0 sfiorato da Insigne con un destro a giro alla sua maniera, dopo un controllo da applausi su un lancio improvviso di Barella.

Copione simile nella ripresa, l’Italia sfiora il 2-0 al 50′ nuovamente con Belotti (sinistro a lato), s’espone un po’ (Sanicanin va vicino al pareggio due minuti dopo su un cross di Pjanic sul secondo palo che Hadzikadunic rimette di testa all’indietro per il difensore). Al 23′ il gol sontuoso di Berardi, con una mezza girata mancina al volo su sfiziosa imbeccata di Locatelli. Sarà contento (anche) De Zerbi, che li allena al Sassuolo e che sta risultando determinante nella crescita di entrambi. La traversa di Bernardeschi (subentrato proprio a Berardi) in prossimità della conclusione è stato l’ultimo guizzo, con i padroni di casa rimasti in dieci per l’infortunio di Sanicanin uscito in barella e non rimpiazzato perché le cinque sostituzioni erano già state effettuate.

Per l’Italia solo applausi. Le macerie che costarono la clamorosa eliminazione dal Mondiale 2018 sono un ricordo, al ricostruzione procede spedita. Insigne è stato l’uomo partita, ma se c’è un leader indiscutibile in questo gruppo è il gioco e il metodo passa per la sua costante ricerca. Averlo trovato non è ancora un traguardo, ma un segnale che segna una inequivocabile inversione di tendenza. “A questi ragazzi – ha detto Evani – non posso che dire grazie”.

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