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Il quadro delle altre sfide di Champions League

ROMA – Con un gol segnato al 94′ da Batshuayi, il Chelsea di Antonio Conte ha battuto l’Atletico Madrid di Diego Simeone per 2-1 in trasferta (e in rimonta) e ha conservato la prima posizione nella classifica del girone di Champions League della Roma. Ora ha un vantaggio di due punti proprio rispetto ai giallorossi. Allo stadio Wanda Metropolitano, Griezmann ha aperto le marcature su rigore, quindi Morata e, come detto, Batshuayi hanno ribaltato lo scenario.

La sfida più affascinante della serata europea, però, l’ha vinta il Paris Saint-Germain. Al Parco dei Principi si sfidavano i parigini di Unai Emery e il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti: e a conquistare il successo con merito (3-0) è stato proprio il Psg, volato così in solitaria al comando della classifica del girone B. A decidere la sfida sono stati i gol di Dani Alves, di Cavani e di Neymar. Va detto che a dispetto delle polemiche degli ultimi giorni, Cavani e Neymar sono apparsi in sintonia: addirittura si sono abbracciati dopo i gol o quando il brasiliano ha fallito un’occasione. Mbappé è rimasto a digiuno, invece. Gli sono riuscite diverse giocate, questo è vero: ma questa volta l’imprecisione e la foga lo ha tradito.

Nell’altra gara del gruppo, il Celtic ha liquidato l’Anderlecht (3-0) grazie alle reti di Griffiths e di Sinclair – oltre che a un autogol di Kara – e ha raggiunto il Bayern al secondo posto. Nel girone A, splendida è stata la vittoria raccolta dal Manchester United di José Mourinho sul campo del Cska Mosca (4-1). Lukaku ha firmato una doppietta, mentre Martial, Mkhitaryan e Kuchaev hanno arrotondato il punteggio. Prima a quota sei, la squadra di Mourinho adesso comanda la classifica con un vantaggio di tre punti rispetto proprio al Cska e al Basilea, che stasera ha steso il Benfica (5-0). Decisive le reti di Lang, Oberlin (doppietta), van Wolfswinkel e Riveros. Quanto al girone della Juventus, il Barcellona si è confermato capolista superando lo Sporting in Portogallo (0-1). Determinante è stato l’autogol firmato di Coates. In ombra Leo Messi.

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